Dallo Stato di diritto allo stato confusionale
Omer Bonezzi - 01-09-2002
La vendetta

La politica è molto strana: se non la rispetti si vendica. Il ministro Moratti, lo sta imparando, visto che viene progressivamente sfiduciata dal suo schieramento politico.
Le spinte distruttive della Moratti vengono fermate dalla mobilitazione politica di chi ama la scuola, la sua missione costituzionale . Deve quindi essere orgoglioso questo movimento.
Dobbiamo, invece, essere preoccupati perché il Ministro, comunque, ha prodotto un fenomeno di
depressione professionale fino a oggi sconosciuto nel mondo della scuola.
Abbiamo resistito al colpo più duro, l'attuazione della riforma, appunto; dobbiamo ora migliorare la nostra iniziativa, sapendo che stiamo difendendo un fondamentale della democrazia: il valore dell'inclusione sociale.

Moratti contro Berlusconi

L'operato della Moratti è sconfortante. Fin dai suoi primi atti, la sospensione di quattro decreti, ha provocato inutili incertezze.
Il Ministro agisce in un clima di illegalità permanente: non rispetta le leggi dello stato .
Non si era mai visto, al di là del giudizio sulla riforma
Berlinguer, un così palese disprezzo nei confronti delle leggi.
Un ministro che non rispetta qualsiasi legge
"scardina" la Costituzione ed un principio elementare di legalità .
La Moratti ha annunciato una "riforma"della scuola, poi, senza attendere il Parlamento, e usando leve
amministrative, ha, di fatto, ridotto l'offerta formativa scolastica.
Il perno questo della sua riforma è proprio questo: meno tempo scuola, meno inglese, meno internet, più separazione.
Il Ministro, infine, non rispetta neppure le indicazioni del suo premier.
Infatti, si è smantellato il piano informatico del precedente Governo (1000 miliardi), si taglieranno 11 mila posti d'Inglese nelle elementari. Se il sinonimo di efficacia ed efficienza è impresa, questa non abita certo in questo Ministero.
Qualcuno avverta il Presidente .

Con la Moratti l'anno scolastico partirà ?

I risultati di un anno sono sotto gli occhi di tutti. L'intervento ideologico sulle graduatorie (parificazione dei punteggi con le private, questione fasce) ha provocato uno scompiglio che non ha precedenti .
Il decisionismo della Moratti, "la scuola partirà in tempo utile" , non ha prodotto i risultati attesi, e quest'anno andrà peggio.
Il decisionismo inconcludente del Ministro ha provocato lo scorso anno un buco di bilancio di 3 mila miliardi. In compenso ha offerto un momento di celebrità al Ministro che quest'anno tutta la scuola pagherà .

Una scuola di precari?

Le decisioni del Ministro " precarizzano" la scuola. Non si bandiscono i concorsi per dirigenti, non si sa bene come assumere i DSGA, tutto il sistema di reclutamento è nei fatti saltato. Si assumono solo supplenti.
Velocemente stiamo andando verso i 200 mila precari, tenuti al livello iniziale di stipendio, senza tre mesi di stipendio, con ritardi sui pagamenti: una condizione ignobile per qualsiasi lavoratore.

Politica vo' cercando!

Le posizioni politiche sono così riassumibili.

Margherita: "perché non capiscono la nostra legge sulla parità? Perché non
siamo riusciti a capitalizzarla con la gerarchia ecclesiale?"

Democratici di sinistra: "ah com'era bella la mia riforma!"

Socialisti: "noi siamo i laici che più laici non si può!"

Comunisti: "non confondiamoci!"

Rifondazione: "tutta colpa dell'Ulivo!"

L' unica iniziativa sulla scuola di Rifondazione e dei Verdi è un referendum, non contro l'esame di stato che abbatte l'idea della scuola come diritto universale, ma contro la legge di parità voluta dall'Ulivo.
Iniziativa questa che sarà dirompente per lo schieramento alternativo a Berlusconi.
Tutti stanno recitando lo stesso copione e continuano felici e contenti a replicare gli slogan della compagna elettorale.
Hanno inoltre visoni stereotipate e caricaturali delle posizioni degli uni degli altri.
Osservo, amaramente, che se domani cadesse il governo, questi partiti riprenderebbero a litigare sulla scuola laddove si sono lasciati, replicando una discussione non di merito, ideologica, rigida e pericolosa che può compromettere la nascita di uno schieramento alternativo .

Una Gargonza per la scuola

In politica bisognerebbe parlarsi . Esempio: chi sostiene, oltre Berlusconi, che la scuola è
un'azienda? Nessuno.
Eppure molte strategie politiche dello schieramento alternativo a Berlusconi si sono delineate presupponendo che il vicino, non il Polo, sia un
aziendalista sfegatato.
Ancora: c'è consapevolezza del ruolo che può giocare
la scuola di tutti in una società della conoscenza? Non credo.
Un manifesto politico minimo unitario in cui si sostenga che la scuola non è un'azienda e che nella società della conoscenza ci vuole più scuola per
tutti senza esclusioni, a me pare che possa aiutare il superamento dell' attuale deplorevole recita.
Chi si deve assumere il compito di farli
parlare? Credo il movimento, a cui noi apparteniamo; un movimento in grado di fermare, vincendo, una "controriforma" che aveva in Parlamento una
maggioranza schiacciante.


Sperimentare l'insperimentabile?

La nuova uscita di Bertagna sulla sperimentazione nella scuola dell'infanzia ed elementare apre lo spinoso e delicato tema dell'autonomia professionale
e della libertà d'insegnamento.
Le sperimentazioni non sono ricami: sono atti scientifici che richiedono competenza tecnica. Leggiamo che le argomentazioni con cui si propone la
sperimentazione sull'anticipo dell'infanzia e della scuola elementare sono inconsistenti sul piano pedagogico e oscure sul piano tecnico .

Quei documenti, elaborati di commissioni ristrette e clandestine, l'unico noto è Bertagna, sono basati su pseudo-ideologie opinabili.
Il Ministro centralista , deve sapere, che l'autonomia professionale è garantita dalla Costituzione e dalle sue leggi e che nessuno può imporre a un collegio docenti, di scegliere una sperimentazione non fondata
scientificamente.
Così si apre un nuovo terreno di scontro tra Ministro e
deontologia professionale.
In scienza e coscienza noi crediamo che le due
proposte di sperimentazione debbano essere respinte perché non fondate sul piano didattico- metodologico.
I collegi docenti votino, esercitando una
loro prerogativa , contro questa imposizione: è questo un atto elementare di dignità professionale.

La democrazia si regge sulla divisione dei poteri
e sul rispetto delle competenze tecnico-professionali. Quelle della scuola sono garantite dalla Costituzione

Omer Bonezzi - presidente Proteofaresapere

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Laura Goggi    - 07-09-2002
Condivido in pieno l'analisi contenuta in questo intervento.
Ma soprattutto condivido l'appello a un chiarimento dentro l'Ulivo e la sinistra sul ruolo della scuola e sulle linee di una politica riformatrice, che superi le prese di posizione ridicole, la creazione di fantasmi ad hoc per mantenere la propria identità, che lacerano prima che il corpo politico quello insegnante, e rappresentano una minaccia alla tenuta locale delle istituzioni scolastiche, che rappresenta una linea del Piave in momenti come questi.
Chi si può farsi promotore di un disegno del genere, tipo stati generali dell'opposizione, o di tutti gli insegnanti di buona volontà?