breve di cronaca
Bersaglio la scuola primaria. E non solo.
E' un genio. Superate le malignità delle prime ore e le riserve di quelle successive, la ministra Gelmini ha rivelato al mondo la ragione della sua attuale occupazione. Già, al mondo. Perché è il mondo intero - lo stesso che ci critica per tutto - a riconoscere l'eccellenza della nostra scuola primaria, il valore delle nostre elementari. Ed è per questo che il genio decide di infliggere un colpo letale a quel poco che funziona della nostra scuola. Come? Decidendo che tre insegnanti sono troppi. Meglio il maestro unico. In pratica, un tuttologo. L'avrà fatto per dare un solo punto di riferimento didattico-affettivo ai bambini? Non di certo. L'obiettivo è un altro: tagliare 60.000 cattedre. Altre 50.000 salteranno alle secondarie che, in aggiunta ai 50.000 ATA in meno, fanno circa 160.000 posti di lavoro eliminati. Il taglio di spesa ammonterà a 8 miliardi di euro, ovvero un terzo della manovra finanziaria. E non finisce qui. Saranno soppresse quelle 4000 scuole che contano meno di 600 alunni mentre quelle residue saranno trasformate in fondazioni, secondo il modello di quelle private. Qui - e le riconosciamo il merito - il genio, rivela la sua stella polare. Il suo mirabile obiettivo è la scuola privata, meglio se confessionale. E non a caso. Da lustri, infatti, pare non si possa essere ministro dell'istruzione se non si hanno tre requisiti essenziali: ignorare tutto della scuola, essere del tutto supini al collega delle finanze, sfasciare la scuola pubblica per avvantaggiare quella confessionale e i diplomifici. Da sinistra a destra, la strategia è la stessa: collocare al dicastero di viale Trastevere un ministro che faccia parlare di sé e non di scuola. Vuoi perché è moglie di, o perché fu boy scout o è stata messa lì chissà e non si sa perché. Se poi attizzano una polemica estiva su banalità tipo grembiulino o giù di lì, tanto meglio. Così, mentre l'opinione pubblica vacanziera s'interroga sulle amenità d'annata, si varano i tagli e le riforme dolorose ed impietose.

Finita l'estate, il ministro torna a Roma, passando rigorosamente da Rimini. Qui, e mai a Montecitorio (!), illustra la scuola prossima ventura, o quello che ne resta. E, dopo aver assicurato devozione ai ciellini e lauti finanziamenti alla CEI, incassa il placet e se ne va. L'indomani, in CdM, è prontissima a presentare il decreto per la macellazione dell'istruzione pubblica.

Maristella Curreli
Direttivo Nazionale C:I.P.



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 IUniScuola Lombardia    - 01-09-2008
A rischio chiusura scuole 15 comuni in provincia Lecco

IUniScuola denuncia:rischio chiusura per scuole in 15 comuni della provincia di Lecco.
Le scuole nei comuni di : Verderio Inferiore,Sirone,Dolzago,Imbersago,Viganò,Pasturo,Cremella,
Colle Brianza ,Oliveto Lario,Casargo,Esino Lario,Erve,Taceno,Margno,Vestreno potrebbero chiudere o vedere la creazione di nuove pluriclassi.

Un comma dell'articolo 64, "Disposizioni in materia di organizzazione scolastica", prevede: "Nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le Regioni e gli enti locali possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti".

Nelle zone di montagna e negli altri piccoli comuni ( 50 su 90 comuni della provincia di Lecco) quando non ci sarà più la scuola elementare, i bambini saranno costretti ad alzarsi molto presto la mattina ed andare a scuola a qualche chilometro di distanza con il bus o accompagnati in auto da genitori.

Dal Forum by e-mail di IUniScuola sulla legge di conversione del decreto 112 , punti di accordo e divergenze con i Ministri Brunetta e Gelmini :"Se consideriamo che il Governo ha ulteriormente ridotto i fondi a disposizione dei comuni, il costo dei bus dovranno accollarselo i genitori, insieme agli aumenti dei costi del materiale scolastico che già colpiscono tutte le famiglie".
I tagli alla scuola, infatti, con il DL 112 convertito in L 133 pubblicato nel supplemento ordinario della G.U. del 21 agosto 2008., colpiranno in modo particolare le scuole elementari e materne dei piccoli comuni e le conseguenze si cominceranno a vedere dall’anno scolastico 2009-2010.
Attualmente gli istituti scolastici nella provincia di Lecco, con il riconoscimento dell'autonomia e attribuzione della personalità giuridica sono:Direzioni Didattiche n.12 con 9.026 alunni,Istituti Comprensivi n. 17 con 12.689 alunni,Istituti scuola secondaria di I grado n.6 cona 3.542 alunni,Istituti scuola secondaria di II grado n.14 con 11.523 alunni.
Dai dati sopra esposti risulta chiaramente che gli istituti scolastici sono sovradimensionati.
Secondo IUniScuola per ridurre il disagio degli utenti è prioritaria e non rinviabile la revisione del piano di dimensionamento prima di disporre la chiusura delle scuole nei piccoli comuni, prevedendo l'aumento degli Istituti Scolastici dotati di Autonomia e la costruzione di nuovi edifici scolastici adeguati.