A munnezza Ŕ ricchezza
Monica Capezzuto - 28-05-2008
Un vecchissimo adagio napoletano recita: "'A munnezza Ŕ ricchezza". Ovviamente inutile Ŕ la traduzione. Il significato Ŕ infatti chiaro. Cristallino. Come quelle falde acquifere che si troverebbero sotto le cave di tufo chiaianesi, ultima ciambella di salvataggio per evitare il perpetrarsi di un ennesimo scempio a danno dei napoletani, della loro salute, di quel poco territorio rimasto indenne.
Quattordici anni di ci˛ che si ostina a chiamare emergenza ed Ŕ invece la normalitÓ, di chi non ci fa pi¨ caso e lascia scorrere la propria vita tra soddisfazioni e affanni, di chi si interessa ma fintanto non lo toccano chi se ne frega, di chi ama la propria cittÓ ma dormiva e ha avuto un pessimo risveglio.

La questione della "munnezza" campana - oltre che business per il malaffare e non solo - in realtÓ Ŕ stata una trappola, un buco nero, per tutti coloro che hanno voluto o dovuto tentare di dare delle risposte ai tanti perchŔ di arretratezza, indolenza, immobilismo.

Chiunque sia stato sfiorato dall'affaire munnezza ci si Ŕ trovato invischiato, impaludato senza possibilitÓ di scampo; chiunque si sia passato la patata bollente non ha fatto altro che prendere atto della situazione preesistente ed adeguarsi, uniformandosi al sistema e facendosi inghiottire da questo enorme buco nero fatto di rifiuti, discariche, cave, proteste, negligenza. E soprattutto soldi. Tanti, troppi. La corte dei conti ha stimato che la pseudo emergenza sia costata circa 1,8 miliardi di euro, pari a un numero esorbitante di miliardi delle vecchie lire. E non ci si avvia a soluzioni definitive.
Decine di milioni inghiottiti anch'essi dal buco nero e finiti chissÓ dove. Dieci anni per costruire un inceneritore di fatto giÓ obsoleto. Un'azienda -Impregilo e Fibe Campania - nel mirino della magistratura e processi in corso per il governatore da ex commissario per l'emergenza.
L'ultima svolta l'operazione rompiballe - che fantasia, gli inquirenti! - con la quale sono stati messi agli arresti domiciliari vari funzionari con l'assicurazione da parte del pm che giÓ non lavoravano pi¨ all'emergenza rifiuti. Anche il prefetto di Napoli indagato in veste di ex. E perchŔ adesso? mi chiedo. PerchŔ ora non servono pi¨? PerchŔ ora il messaggio di fermezza e discontinuitÓ col passato deve essere forte e chiaro?

La mia modesta e amara conclusione Ŕ che avere l'emergenza rifiuti in Campania fa comodo a tutti. Colletti bianchi e non. PerchŔ la situazione eccezionale muove soldi e qui i soldi devono girare, diciamo essere riciclati. PerchŔ la camorra veste giacca e cravatta ed Ŕ nel sistema economico. E questo fa male, forse pi¨ dei morti ammazzati. PerchŔ Ŕ una partita giocata sulle spalle della gente. Ed emergenza dopo emergenza, il sud non rialza mai la testa. E la popolazione continua a vivere, tra rassegnazione, soddisfazioni ed affanni, concludendo le inutili, qualunquiste e sterili lamentazioni con il solito: "C'amma fÓ ! Chell che v˛ Dio<(i>".
Amen.

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 Marco Aquilari    - 01-06-2008
Oggi c'Ŕ una manifestazione nazionale a Chiaiano. Ci sono anche i Comitati No Tav e Dal Molin. Se si riesce a far capire alla gente che l'emergenza non Ŕ campana e non riguarda solo la spazzatura, forse Napoli non sarÓ sola e rasseganata.