La vera emergenza è quella democratica
Lucio Garofalo - 26-05-2008
Intorno alla cosiddetta "emergenza" dei rifiuti esplosa drammaticamente a Napoli e in Campania, credo sia il caso di soffermarsi a meditare con calma e lucidità per smaltire tutte le balle, le menzogne e le mistificazioni strumentali che ci hanno raccontato negli ultimi tempi senza risparmio. Balle montate e gonfiate ad arte, sia dagli organi della stampa e della (dis)informazione di regime, sia dalle forze politiche di governo, locali regionali e nazionali, composte da varie formazioni e aggregazioni, sia che si tratti di coalizioni targate centro-destra, sia che si abbia a che fare con schieramenti politici di marca opposta ma, alla prova dei fatti, speculare.

E' senza dubbio opportuno e salutare porsi alcuni interrogativi più che legittimi, per confutare le tante, troppe (eco)balle ideologico-propagandistiche che ci stanno propinando da mesi allo scopo di occultare e mistificare la verità, mentre si provvede ad inasprire, enfatizzare e pilotare una crisi "emergenziale" che permane ormai da troppo tempo, in quanto dura non da 15 mesi, bensì da 15 anni!

La prima domanda (la madre di ogni quesito) da porsi, senza indugi o esitazioni, è la seguente: cui prodest?

A chi giova la terribile ed implacabile logica emergenziale che si tenta ormai di imporre con ogni mezzo, ricorrendo non solo alla disinformazione di massa, alla manipolazione strumentale e quotidiana delle notizie e alla propaganda mistificatrice e filo-camorrista, ma anche al ricatto, alla forza bruta e alla violenza repressiva istituzionalizzata? Perché si insegue a tutti i costi lo scontro fisico e frontale e non, invece, il dialogo pacifico e civile con le popolazioni locali della Campania?

A chi fa comodo creare e gestire una situazione così caotica, assurda ed irrazionale, al limite della peggiore dittatura? Peggiore di ogni fascismo dichiarato e di ogni aperto totalitarismo perché più subdolo ed ipocrita, in quanto si tratta di un totalitarismo reale ed effettivo, esercitato concretamente, ma formalmente protetto e camuffato nelle vesti di una falsa "democrazia".

Dunque, cui prodest? A chi conviene tale situazione di conflittualità permanente?

Consegno ai posteri la nemmeno tanto ardua sentenza...

Ormai è evidente che ci stanno raccontando troppe (eco)balle!

La cosiddetta "emergenza rifiuti" è solo un facile e comodo pretesto per instaurare nel paese una svolta drastica e radicale in senso autoritario e antidemocratico.

D'altronde, anche in Parlamento è stata cancellata ogni forza di opposizione. Resta in campo solo la finta ed evanescente "opposizione" di Veltroni & soci.

Quello che accadde a Genova, nel luglio 2001, rischia di essere un trastullo per bambini. Sono in procinto di essere applicati un vero e proprio stato di polizia permanente e un regime cripto-fascista. Ci troviamo di fronte ad una nuova "strategia della tensione", riproposta in salsa mista, mescolando istanze e pulsioni xenofobe e razziste, urgenze e crisi di stampo sicuritario, con altre vertenze esplosive quali le contraddizioni e le emergenze derivanti dalla pur drammatica, innegabile e concreta questione dei rifiuti.

Suggerirei di rileggere e riflettere su quanto scriveva Antonio Gramsci a proposito del "sovversivismo delle classi dirigenti". Inoltre, a suo tempo (cioè oltre 25 anni or sono) la mente geniale e "profetica" di Pier Paolo Pasolini aveva già preconizzato l'avvento di un nuovo tipo di fascismo, a condizione che questo si auto-proclami "democratico" e si mascheri sotto le mentite spoglie dell'"antifascismo".

Pertanto, la vera emergenza che incombe in Italia oggi è anzitutto quella democratica!

Per rendervi conto direttamente con i vostri occhi vi invito a visitare il seguente
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interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Michele Tabano    - 01-06-2008
D'accordo. Ma che si fa?
Definita l'emergenza occorre programmare un piano per fronteggiarla. E prresto.