L'alba della terza repubblica
Barbara Maffione - Archivio Storico del Movimento Operaio - 24-05-2008
Napoli, 21 maggio 2008.
L'alba della terza repubblica ha rischiarato sotto un cielo plumbeo, in un'atmosfera surreale, dominata dal rombo dei camion Asìa, che per tutta la notte non hanno fatto altro che nascondere la "munnezza" sotto al tappeto rosso, da srotolare ai piedi del quarto Governo Berlusconi.
In città tutto è pronto, con un tempismo degno del film "Anni Ruggenti", il salotto buono è stato tirato a lucido, così come la pendola dei Borbone, nella Sala d'Ercole del Palazzo Reale.
Nelle intenzioni del Cav., infatti, la convocazione del primo Consiglio dei Ministri a Napoli, costituisce l'evento intorno al quale montare il circo mediatico, che, di per se stesso, risolverà l'emergenza rifiuti. Quale migliore risoluzione, se non offrire agl'occhi della stampa internazionale un'immagine di Napoli ripulita?
Peccato che, in genere, all'estero la stampa sia decisamente meno "pettinabile" che in Italia e, che i caratteri totalitari siano sempre ben distinguibili! Proprio ieri, il francese "Libération" ha dedicato uno speciale di ben quattro pagine alla situazione che ha portato all'emergenza, dal titolo: "Voir Naples et pourrir/Vedere Napoli e marcire"; oggi, invece, il corrispondente del "Financial Times" non ha potuto fare a meno di rilevare che nelle periferie la situazione permane immutata; così come, la corrispondente della spagnola "Abc" ha commentato che: "è una cosa senza senso" dichiarare di voler risolvere un'emergenza perché ci sono dei Ministri campani in esecutivo, anziché per le popolazioni! Per non parlare del successo di critica e di pubblico che sta riscotendo, proprio in questi giorni, al Festival di Cannes il film "Gomorra", di Garrone, tratto dal best seller di Roberto Saviano...
Gli stucchi barocchi, infatti, non sono che una patina che mal cela la militarizzazione del territorio, per ora, campano e, legittima la repressione, mediante arresto, di chiunque intenda manifestare il proprio giusto dissenso, delegittimandolo! La storia ci ha più volte insegnato che, delegittimare il dissenso è l'atto fondativo di ogni totalitarismo...
Quel che, qui, m'interessa raccontare è la reazione di Napoli, all'alba del nuovo totalitarismo!
Napoli ha reagito con la mobilitazione di piazza: 10 manifestazioni organizzate, di cui, 9 cortei e 1 presidio!
Il primo corteo, quello organizzato dal Coordinamento di Lotta per il Lavoro, è partito alle 9 da piazza del Gesù; l'ultimo, organizzato dalla Rete Rifiuti Zero, dall'Assise di Palazzo Marigliano e dai Comitati Civici di Chiaiano con il Comune di Marano è partito da piazza Dante poco dopo le 16.
Sono scesi in piazza Comitati Civici, lavoratori del settore rifiuti, LSU, centri sociali, migranti, lavoratori e lavoratrici del settore socio-sanitario, disoccupate e disoccupati, ex-detenuti, associazioni ambientaliste e studenti; animando cortei diversi, ognuno con una specifica rivendicazione.
Nonostante una pioggia battente, durata per tutta la giornata, tutti i cortei e il presidio sono stati partecipati! Nessun appuntamento è stato annullato, anzi la giornata è stata caratterizzata da un susseguirsi di fortunati fuori-programma!
La pluralità di rivendicazioni è stata la più grande forza di questa mobilitazione. Tema centrale è stato il lavoro. Lavoro rivendicato come diritto, da chi non l'ha; lavoro rivendicato come stabile, da chi l'ha precario; lavoro rivendicato come sicuro, da chi ha visto i propri cari morire di lavoro; lavoro rivendicato come riscatto sociale, da chi ha sbagliato e poi pagato i propri errori; lavoro rivendicato come unica reale via d'uscita da ogni emergenza.
Altra fondamentale rivendicazione è stata quella anti-razzista, che andando ben oltre una sterile solidarietà di facciata, ha ribadito i valori inalienabili della fratellanza e sorellanza tra uomini e donne di ogni dove, uniti nella lotta per il lavoro!
Oggi, per le vie di Napoli hanno sfilato tante storie. Storie, che nessun Tg racconterà mai.
La storia delle fantastiche donne, che animano il Coordinamento di Lotta per il Lavoro, donne forti e fiere che non si piegano di fronte a nulla! Una storia che parla di esistenze precarie, che diventano quotidiane resistenze; di atti eroici reiterati all'infinito, al di fuori della narrazione storica, che si consumano in uno sforzo di autorganizzazione quotidiana, al di là del mito, che vuole che l'eroe sia sempre singolare e maschile...
La storia delle lavoratrici e dei lavoratori socialmente utili di Scampia, territorio roccaforte del clan Di Lauro e teatro della guerra tra questo e i clan scissionisti, cosiddetti "Spagnoli". Compagne e compagni, che mentre la guerra di camorra mieteva vittime ogni giorno, hanno autorganizzato una raccolta differenziata, porta a porta, ante litteram e che, alla fine, si sono visti esautorare dal Comune di Napoli.
La storia delle migliaia di disoccupate/i che hanno preso parte al progetto I.SO.L.A., della regione Campania, formate/i come operatori del ciclo di smaltimento differenziato e mai impiegate/i.
La storia degli ex-detenuti, recuperati alla vita e formati come artigiani presso il carcere minorile di Nisida, che grazie alla crisi economica, non trovano occupazione e sono, di ora in ora, sempre più esposti al rischio di delinquere di nuovo.
La storia delle tante e dei tanti migranti che quotidianamente si spaccano la schiena a fare lavori che non faremmo mai, per paghe a dir poco oscene.
La storia degli studenti della rossa Ponticelli, in particolare penso ad una giovanissima donna, che all'indomani dell'assalto guidato dalla camorra al campo Rom (che l'assalto al campo Rom di Ponticelli sia stato guidato dalla Camorra, lo ha dichiarato il Capo della Polizia, Manganelli nel corso delle celebrazioni per la Festa della Polizia, a Casal di Principe), hanno reagito con un corteo autorganizzato.
Oggi, per le vie di Napoli hanno sfilato tanti spettri. Spettri, che nessun Tg intervisterà mai. Spettri, che qualcuno vorrebbe ridotti a spettatori impotenti.
Spettri come Rosa, 47 anni, due grandi occhi neri che svelano una vita vissuta all'insegna della militanza, diplomata, formata e ancora disoccupata...in lotta! Alla domanda perché sei qui oggi, mi risponde: "Perché sono comunista!". E mentre dice la parola comunista, un sorriso, bellissimo, le illumina il volto.
Spettri come Davide, 44 anni, operatore socio-sanitario appena rientrato da Arezzo, dove aveva un posto fisso, cui ha rinunciato, per tornare a Napoli, da precario. Alla domanda perché lo hai fatto, mi risponde: "Perché ho una figlia, e, devo insegnarle che di fronte ai problemi si lotta e non si scappa!".
Spettri come Lucio, 33 anni, appena rientrato da Parma, dove aveva un lavoro precario, attualmente disoccupato. Alla domanda perché sei tornato, mi risponde: "Perché qui, oggi, c'è bisogno anche di me!".
Spettri come Farouk, 35 anni, nativo del Marocco, due lauree e una carriera diplomatica abbandonata in terra patria, per un posto precario da mediatore culturale, presso i centri d'accoglienza italiani. Alla domanda come mai, mi risponde: "Che Guevara ci ha insegnato che, per vivere, bisogna inseguire i nostri sogni, anche quando sembrano tanto assurdi!".
Oggi, a Napoli ci sono state 10 diverse manifestazioni, ma una sola è stata la parola d'ordine rispetto alla minaccia di un rigurgito totalitarista della storia:
Resistere! Resistere! Resistere!
Cose così, succedono anche e soprattutto a Napoli...

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 Giovanni Trodella    - 25-05-2008
Stanno cercando di mettere a tacere tutto quello che nella tua descrizione parla, vive e pensa autonomamamente. Speriamo che la gente si svegli e capisca.