A proposito dei fannulloni
Francesco Masala - 23-05-2008
Se ne è parlato molto dei "fannulloni" nella PA. Un aspetto importante, secondo me, è il fatto che spesso ci sono, al di sopra, dei dirigenti incapaci di gestire il personale e l'organizzazione. Faccio l'esempio della scuola, visto che sono un insegnante.

Quando nel secolo scorso hanno inventato la scuola azienda e i presidi sono diventati dirigenti, con retribuzioni non disprezzabili, si pensava che per quello status e quei soldi un dirigente si assumesse il rischio della rimozione al non raggiungere certi obiettivi, con il vincolo dato che i lavoratori non potesse sceglierli. Se un dirigente riesce a perdere in 6 anni il 60% degli iscritti, quando scuole dello stesso tipo li accrescono, quando spesso viene chiamato presso il giudice del lavoro per contenziosi con i propri sottoposti, su iniziativa dei sottoposti che cercano di difendersi da angherie, quando quella scuola acquista una fama da paura, quando per anni il direttore amministrativo (DSGA) è messo nelle condizioni di non poter lavorare, sapendo tutti che quella figura è garante della regolarità amministrativa, che non è solo forma, ma sostanza, e mi fermo qui, dicevo, in un caso così la caccia al fannullone ha un senso? Non dovrebbe partire la caccia al dirigente incapace?

Per usare la metafora calcistica, quando un allenatore ha meno della metà dei punti degli anni precedenti, e ha pessimi rapporti con la maggior parte dei giocatori, e non solo, quando ai tifosi dice "se questa squadra non vi piace sceglietene un'altra", come il nostro dirigente dice spesso a genitori e studenti, pardon utenti, è più ragionevole che il presidente cambi giocatori e tifosi o che salti l'allenatore? Ma il dirigente scolastico regionale investe soldi suoi, come il presidente della squadra di calcio, o soldi pubblici, che nel profondo senso civico nazionale, essendo soldi di tutti non sono di nessuno? Sarà anche per questo che il calcio piace, perché è semplice da capire e l'allenatore che perde sempre salta di sicuro. A scuola il dirigente di una scuola che ha successo ha onori, se la scuola è in declino continuo la colpa è dei "fannulloni". Ma vi immaginate un Inter o un Milan fra qualche anno in lotta per la retrocessione, e l'allenatore sempre Mancini o Ancelotti?

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 manuela casini    - 30-05-2008
Caro collega, sono d'accordo sul fatto che se la scuola non funziona, e non funziona, la colpa è del dirigente. Conosci senza dubbio lo scopo dell'accreditamento e della qualità della scuola che si vuole aprire al territorio: bene tale lavoro, portato avanti da un gruppo di volontari generalmente invitati dal dirigente, una volta che ha superato la prima verifica, tutto torna come prima e cioè non si seguono le norma stabilite non si seguono le procedure ma si spendono tanti soldi solo per essere inscritti in un elenco che ci dà la possibilità di creare progetti, cercare di attuarli alla meno peggio, distribuire soldi ai preferiti e non ci sono mai verifiche, controlli ad alto livello e tutto diventa un imbroglio a favore di qualcuno. Puoi smentirmi?

 Francesco Masala    - 03-06-2008
Perchè non pensare a dirigenti a tempo? Nel senso che un dirigente possa restare in quell'ufficio, o in quella scuola un tempo massimo, per esempio 4-5 anni, per evitare qualsiasi tentazione di attaccamento a soldi e cose simili.