I precari di Milano alla Gelmini: no ai tagli selvaggi
ADPM - L. Iorio - 23-05-2008
Dal giorno dell'insediamento del nuovo Governo il neo ministro Maria Stella Gelmini, a differenza di molti suoi colleghi di governo che si sono lanciati in una serie di dichiarazioni molte delle quali discutibili, ha optato invece per una linea di riservatezza: questo da una parte può significare che le sue decisioni saranno quanto meno ponderate, ciò nonostante è importante sottolinare che ci sono molti problemi da affrontare con urgenza e decisioni che non possono essere rinviate, in particolare quelle che riguardano le assunzioni a tempo indeterminato dei docenti precari e un decreto per il regolare inizio dell'anno scolastico.
Sappiamo da indiscrezioni che il ministro Tremonti non vorrà essere più generoso, in merito ad eventuali assunzioni, del suo predecessore Padoa-Schioppa, cosa che peraltro non risulterebbe una sorpresa considerando le decisioni prese dal sopra citato ministro durante il suo precedente dicastero nel governo Berlusconi. Ci sono però molte altre decisioni da prendere e indirizzi da definire da parte del neo ministro Gelmini. Per esempio la questione spinosa del recupero dei debiti formativi che ha creato non poche preoccupazioni e anche molto caos nella scuole secondarie di II gr, anche se ci rendiamo conto che un cambio di rotta a questo proposito causerebbe moltissimi altri problemi visto che la fine della scuola è ormai decisamente vicina.
L'attesa di eventuali decisioni del neo ministro e' perciò elevata, essendo stata alimentata nelle scorse settimane anche da alcuni importanti editoriali, centrati quasi tutti sulla parola d'ordine "merito", (al centro della proposta di legge n. 3423 presentata nello scorso mese di febbraio dalla stessa Gelmini, proposta che non possiamo che considerare con una certa apprensione).
Tale posizione è stata ripresa anche dal neo ministro Brunetta il quale, però, ha focalizzato il suo interesse sui "fannulloni" dell'amministrazione pubblica, facendo, con molta superficialità di ogni erba un fascio, etichettando quindi tantissime persone che lavorano con impegno, con retribuzioni scarse e ancora minori soddisfazioni. e ignorando, ovviamente, i rinnovi contrattuali pubblici ancora aperti e scaduti da 29 mesi!


Chiediamo quindi al neo ministro Gelmini di affrontare, al più presto, in modo serio, corretto e soprattutto coerente i problemi che affliggono la scuola pubblica :

- evitando la politica "selvaggia" dei tagli alla scuola pubblica, che ha svilito un sistema che invece dovrebbe essere valorizzato poiché la scuola pubblica è il cardine della formazione dei giovani;

- pensando seriamente all'immissione in ruolo di tutti i precari presenti nella graduatoria ad esaurimento e continuando il piano pluriennale di assunzione piano peraltro già varato dal precedente governo la cui mancata attuazione, senza dubbio, alimenterebbe ancora di più la situazione di disagio per colleghi che ormai da moltissimi anni lavorano con serietà e professionalità nella scuola;

- non istituendo un nuovo sistema di reclutamento che contempli qualsiasi forma di chiamata diretta clientelare e nepotistica perché un tale sistema porterebbe inevitabilmente all'abbassamento della qualità dell'insegnamento. Ribadiamo infatti che il reclutamento degli insegnanti, nonché di tutti i dipendenti della pubblica amministrazione, deve essere effettuato con procedure concorsuali pubbliche che garantiscano imparzialità, legalità ed efficacia, come del resto previsto dalla Costituzione secondo l'art. 97 che recita "I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione. Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge."


ASSOCIAZIONE DOCENTI PRECARI MILANO
LUCIA IORIO


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 Massimo Bonicelli    - 25-05-2008
Buona fortuna colleghi. Ne avete bisogno. Se non fossimo diventati così individualisti e disinteressati di quello che ci accade attorno fino a quando non ci riguarda, dovremmo trovare il modo di darvi una mano, lottando con voi. Ma chi è più disposto a lottare?