La scuola pubblica
Oliver - 13-05-2008
La scuola questo gigante quasi sempre lasciato solo nonostante tutto fa cultura, educazione e socializzazione.

Spesso i Ministri, si sono preoccupati di mettere in campo "novità", molto distanti dalla scuola reale mortificando la professionalità degli insegnanti.

Immaginare una scuola che possa essere frutto di incontri discussioni didattico - pedagogico su tutte quelle tematiche che incideranno sulla crescita dei ragazzi è utopistico.

Una riforma seria dovrebbe coinvolgere gli insegnanti, gli stessi che periodicamente si incontrano a scuola attorno ad un tavolo per definire e chiarirsi tutte quelle problematiche che una classe piena di ragazzi/e fa emergere.

Non verranno mai coinvolti, eppure tutti gli insegnanti che conosco riescono ad ottenere risultati, con fatica e spirito di abnegazione, solo loro conoscono come "muovere il gigante".


Ogni volta che arriva un collega con esperienze di scuola privata, notiamo che non è abituato a vivere tutta la molteplicità delle spinte che arrivano dalla classe, la loro esperienza è tutta protesa alla garanzia formale nei confronti dei genitori.

Il nostro gigante, invece allena tutti noi alla capacità di saper individuare i soggetti deboli scovarli ed aiutarli, a valorizzare i migliori facendoli diventare risorsa nella classe, la scuola pubblica svolge questo oneroso compito con dedizione e con una quantità di addetti precari mal pagati.

Nessuno potrà immaginare di sostituirla con scuole confessionali e asettiche dove tutto è programmato da altri interessi che non sono quelli di una società multiculturale, multirazziale e ancora bisognosa di imparare.
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