Al nuovo Ministro
Emanuela Cerutti - 03-05-2008
La prossima settimana la scuola dovrebbe avere un nuovo Ministro.

Non entro nel merito della competenza specifica di chi assumerà l'incarico, né in quello del gioco successivo di cariche annesse, tutte certamente di alta responsabilità.

Mi limito ad esprimere alcuni desideri per nulla originali: infatti non solo sono tutti contenuti in diversi articoli della Costituzione Italiana, ma da tempo costituiscono oggetto di dibattito nell'ambito scolastico reale e virtuale. Sarebbe bello che il dibattito si allargasse e portasse all'invio, perché no?, di desiderata collettivi al prossimo occupante di Viale Trastevere.

Per cominciare, e proprio in riferimento al testo costituzionale, vorrei che il Ministro considerasse come inalienabili le parole scritte dai Padri costituenti e ne realizzasse lo splendido sogno che rappresentano per tutti.

Vorrei poi mantenesse l'impegno dello Stato a promuovere lo sviluppo della cultura e della ricerca, potenziando la scuola pubblica e aiutandola concretamente a diventare quella fucina delle idee che, sola, può portare alla maturazione delle intelligenze e alla formazione del cittadino, soprattutto nel nostro oggi. Potenziamento in termini di risorse da rendere disponibili per un'offerta formativa che continui a essere libera e gratuita.

Vorrei avesse a cuore il dialogo e lo scambio tra le diverse agenzie culturali, pubbliche e private [dove "privato" significa "senza oneri per lo Stato" ma non per questo senza possibili interazioni], presenti sul territorio nazionale e oltre [penso tra l'altro al variegato mondo della scuola italiana all'estero, opportunità per molti ma con scarsa ricaduta sul territorio nazionale], in modo che la definizione "società della conoscenza" non resti slogan vuoto ma significhi laboratorio quotidiano capace di consapevolezza, cambiamento, elaborazione.

Vorrei si preoccupasse di ricostruire equilibri che rischiano di perdersi tra i diversi soggetti che nella scuola operano: diversi, tutti con pari dignità, ma ognuno con ruoli e posizioni che non possono essere confusi o sovrapposti [insegnanti, studenti, genitori, istituzioni, enti, associazioni ...]: nella scuola c'è chi esercita stabilmente una professione e chi a questa professione si accosta temporaneamente, chi offre un servizio e chi ne usufruisce o lo integra. Non è possibile abbattere questo confine senza indebolire la struttura stessa dell'offerta. Il che, e di nuovo, non significa impedire collaborazioni o esperienze condivise.

Vorrei infine, proprio in nome della stabilità, che il Ministro riconoscesse la dignità della professione docente, in termini di impegno per una corretta e degna retribuzione e per l'abbattimento del precariato: difficile essere al tempo stesso docenti che insegnano il rispetto dei diritti e lavoratori che li vedono calpestati. Difficile per i docenti e difficile per la credibilità della scuola che rappresentano.

E, per chiudere, vorrei non cambiasse di nuovo il nome del Ministero. Pubblica Istruzione va benissimo.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Pio Diana    - 04-05-2008
Tutte cose sacrosante. Ma ci ascolteranno?

 francesco dettori    - 04-05-2008
Anch'io lo vorrei tanto, ma non mi faccio ormai più illusioni. Ne ho viste tante, ma così tante che ho archiviato già da tempo le speranze. Cara collega fatene una ragione, la scuola non ha mai interessato la classe politica e, con certi personaggi che ritornano, l'unica che ha tutto da guadagnare è la scuola privata.
Io non ho più né entusiasmo né voglia di credere in cambiamenti di nessun tipo. Me ne starò con le mie classi senza dannarmi più di tanto per uno Stato che mi ha sempre sputato in faccia!

 IUniscuola    - 10-05-2008
Da IUniScuola al nuovo Ministro di Viale Trastevere

PRECARIATO: Una legge urgente per l’avvio del nuovo anno scolastico. Leonardo Donofrio di IUniScuola continua ad insistere sull'opportunità di assegnare incarichi triennali, fatto salvo il ruolo sui posti dell’organico di diritto previsti, sia ai precari storici che ai nuovi specializzati .In questo modo, oltre a dare una certa tranquillità ai professori, sarebbe garantita ai ragazzi la continuità di insegnamento, fondamentale per una buona formazione.

PER IL PERSONALE ATA (personale amministrativo e ausiliario): basterebbe seguire lo stesso criterio previsto per le nomine in ruolo dei docenti e per gli incarichi triennali la stipula di contratti triennali per i precari in posizione utile nelle graduatorie dei concorsi. (Per approfondimento consultare la rassegna stampa MPI 2004) .

U.S.R.: Occorrerebbe disporre in tempo utile la nomina di un Commissario “ad acta” per gli Uffici Scolastici Regionali, onde meglio tutelare il diritto degli studenti e dei disabili all’istruzione, in quelle regioni ove è stata determinata una formazione erronea delle classi e degli organici per l’anno scolastico 2008/2009 con delle pesanti ricadute sulle famiglie e gli studenti, precludendo l'immissione in ruolo per quei precari beneficiari del piano triennale di assunzione.

DIRIGENTI SCOLASTICI: appare necessaria l'attribuzione di incarichi per D.S.agli aspiranti in graduatoria a pieno titolo, dotati di tutti i requisiti previsti dai bandi dei concorsi , nel pieno rispetto delle procedure concorsuali ed in particolare della trasparenza degli atti di deteminazione e di copertura dei posti .

DIRETTORI DSGA: Conferma del personale in servizio nel corrente anno scolastico in attesa della procedura di selezione per il passaggio nei ruoli di Dsga.