Salviamo le scuole serali
Nicola De Concilio - 03-05-2008
Appello di Docenti e Studenti del Liceo Artistico Serale e Preserale. "R. Cottini" di Torino.

I docenti e gli studenti del Liceo Artistico Serale R. Cottini, con il presente comunicato, esprimono viva preoccupazione per il progetto da tempo in atto di "riorganizzazione dei corsi per adulti", il cui intento reale è ridurne la consistenza in termini di numero di classi, vedi ad es. Istituzione di un fantomatico "Centro Provinciale per l'Istruzione degli Adulti" ( .M. 25.10.'07), proprio quando tutte le forze politiche esprimono la necessità di abolire le Province ed affidarne i compiti alle Regioni.

Tutto ciò sta avvenendo nel silenzio più totale, nessun organo di stampa, forza politica, sindacato, ha elevato la propria voce a difesa del "diritto allo studio", art. 10 dello Statuto dei lavoratori, punto essenziale di affermazione della dignità e della libertà del lavoratore.
Compito della Repubblica è: "rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese" (art.3 della Costituzione Italiana ), non quello di "rimuovere" le Istituzioni che operano perché ciò avvenga.

Con la Conferenza Unificata Stato Regioni del 2000, l'Italia sottoscriveva gli obiettivi dell'Educazione degli adulti definiti dalla Conferenza Internazionale di Amburgo del luglio 1997. Il risultato è che il nostro Paese è ancora oggi fanalino di coda in Europa , nonostante numerosi documenti di fonte ministeriale testimonino la consapevolezza circa le importanti finalità perseguite dall'Educazione Permanente, quali:

 consentire a lavoratori scarsamente qualificati ( più di 80 milioni in Europa nel 2006) di riqualificarsi e rendersi più attivi sul mercato del lavoro;

contrastare il problema del tasso di abbandono precoce della scuola , elevato in Italia,
offrendo una seconda opportunità a coloro i quali raggiungono l'età adulta privi di una qualifica;

accrescere l'integrazione dei migranti nella società e nel mercato del lavoro.

Quotidianamente, noi docenti del Liceo Artistico Serale e Preserale "Cottini" di Torino, riceviamo dall'Amministrazione centrale e periferica segnali poco incoraggianti e promettenti: minacce di riduzione degli organici conseguenti a contrazione del numero delle classi, assenza o quasi di finanziamento per la promozione dei corsi, non riconoscimento delle particolari esigenze organizzative. Solo lo sforzo personale di docenti e studenti ha permesso ai corsi di seguitare ad esistere:
- di Incrementare, fino ad oggi, il numero delle classi, con beneficio dell'azione educativa, (i diplomati del liceo artistico serale e preserale hanno potenziato la loro qualifica in ambito lavorativo)
- salvaguardare posti di lavoro soprattutto nell'ambito delle discipline artistiche.

Poiché siamo fermamente convinti che la preparazione culturale di chi ha deciso di intraprendere con sacrificio un corso di studi serale e preserale per conseguire il diploma di scuola media superiore, titolo legale conferito con Esame di Stato finale che dà pieno accesso alle facoltà universitarie, esprime un valore di cui beneficia l'intera società,
facciamo appello, per una affermazione comune a sostegno della Scuola Serale, a quanti credono che l'opportunità di apprendere durante l'intero arco della vita, dentro percorsi di studio improntati a serietà e qualità, rappresenti un diritto fondamentale in una moderna società civile ed una preziosa occasione di crescita per l'intero Paese.
Torino, 19.04.2008
Docenti e studenti de L.A.S. "R. Cottini" di Torino


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 Maria Maddalena Algostino    - 04-05-2008
Quelloi che denuncia il collega è sconcenrtante, ma non mi meraviglia. Temo che la mia sia una domanda ingenua, ma la faccio ugualmente: i sindacati della scuola conoscono la situazione?

 Ambra Prearo    - 04-05-2008
Sono un'insegnante di lettere nella scuola media, e ho un sogno:
lavorare nelle scuole serali.
Sono luoghi di incontro tra culture diverse, di sostegno culturale, di sperimentazione. Qui a Roma esiste un istituto, il Nelson Mandela del quartiere multietnico Esqulino, che grazie all'impegno di chi ci vive e ci lavora si può considerare una vera fucina di idee.
Realizzare il mio sogno è ancora difficile, perché i posti sono pochi e pochi sono i poli di istruzione che attivano corsi serali per lavoratori. L'alfabetizzazione dei lavoratori stranieri viene svolta ancora, e soprattutto, attraverso canali legati al mondo del volontariato o delle parrocchie. Iniziative lodevoli, ma isolate tra loro e non strutturate come realtà formativa vera e propria.
Pensiamoci. La coerenza del nuovo governo si misurerà anche su questi temi.