breve di cronaca
Chi deve tenere pulite le scuole?/
Tuttoscuola - 18-03-2008
Oggi costa 4 miliardi l'anno

Periodicamente, e ancora in questi ultimi giorni, compaiono sui giornali le proteste dei genitori, e qualche volta anche degli insegnanti, per lo stato di sporcizia e degrado nel quale molti istituti sono costretti a (mal)funzionare. E non mancano le polemiche, da parte di coloro che protestano, per il fatto che le scuole disporrebbero di personale ausiliario in misura più che sufficiente per tenerle pulite (il quale ovviamente non svolge solo compiti di pulizia, ma anche di vigilanza, accompagnamento e altro).

Ma quanti sono i collaboratori scolastici, meglio conosciuti con il tradizionale nome di "bidelli"? Nelle scuole statali sono circa 167 mila, di cui il 60% di ruolo. In media 15,6 per ogni istituzione scolastica, distribuiti sulla sede principale e sulle sezioni o sedi distaccate (quando ci sono). Ma un altro dato colpisce di più: ce n'è uno ogni 2,2 classi. Per un costo complessivo per lo Stato che sfiora i 4 miliardi di euro all'anno (un "bidello" infatti costa, compresi gli oneri riflessi, circa 23.500 euro all'anno). E teniamo conto che in alcune scuole della primaria i servizi di pulizia sono stati appaltati a ditte esterne, con costi aggiuntivi.

E questo suggerisce un'altra analisi: in media i collaboratori scolastici costano 367 mila euro l'anno a istituto: quanto costerebbe esternalizzare questo servizio? Certamente molto meno.

E se ci pensassero gli studenti?

Insomma non è che lo Stato (che si finanzia con il prelievo fiscale) non dedichi risorse rilevanti all'organizzazione di questo servizio. Ci sono molti più bidelli (appunto, 167 mila), che carabinieri (118 mila), per fare un esempio. Eppure si raccolgono lamentele sullo stato di pulizia di molti istituti.

Difficile dire chi abbia torto e chi ragione in questa antica querelle. Certo è che esistono Paesi come il Giappone, e in Europa la Finlandia, nei quali il compito di tenere puliti i banchi, le aule e i corridoi delle scuole fa parte dei normali doveri degli stessi allievi. Ed altri nei quali i danni causati dagli allievi, anche quelli lievi, sono sistematicamente (non episodicamente, come da noi) riparati a cura e a spese delle rispettive famiglie.

In alcuni di questi Paesi la figura del personale ausiliario (almeno nella forma dei "bidelli" addetti alle pulizie) è pressoché sconosciuta, le scuole e il personale docente sono più rispettati e non è un caso che gli insegnanti siano anche meglio pagati. Forse non sarebbe sbagliato, come sembra suggerire anche Corrado Augias nella risposta a una lettrice di Repubblica (15 marzo), cominciare a responsabilizzare in tal senso gli allievi (e anche i loro genitori, a volte troppo protettivi) inserendo per esempio nell'orario scolastico uno spazio di cura dell'ambiente scolastico. Diventerebbe tra l'altro per gli studenti un momento di educazione alla convivenza civile praticata, e non predicata.

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