Basta con la farsa dei recuperi!
Gianni Mereghetti - 15-03-2008
Nel Convegno sull'emergenza educativa organizzato dalla Cisl-Scuola Lombarda il ministro Giuseppe Fioroni è tornato a parlare dei debiti scolastici ribadendo che «la scuola sta mettendo in campo un grande sforzo per il loro recupero, ribadendo che i debiti vanno pagati». Sarebbe ora di finirla con questa farsa, sì è vero che il mondo della scuola sta mettendo in campo spropositate energie umane e ingenti risorse economiche, ma lo sta facendo per nulla. Le attività di recupero che le scuole hanno organizzato sono tempo buttato via e soldi del tutto sprecati, un vero e proprio danno! Bisogna che il ministro Fioroni e chi lo sostituirà registrino che le attività di recupero si sono rivelate del tutto fallimentari e per una ragione molto semplice che vi è un modo solo perché un ragazzo recuperi le sue lacune, che lo decida liberamente e che scelga l'insegnante con il quale recuperare. Del resto è dimostrato da tante associazioni, come il Centro di aiuto allo studio che un recupero serio è quello ad personam! Per questo bisognerebbe che noi insegnanti avessimo il coraggio di sbattere di fronte al ministro una vera e propria obiezione di coscienza contro un decreto che è il più sciagurato non solo del ministero Fioroni, ma di questi ultimi dieci anni di scuola. Restituiamo e il più presto possibile alla scuola la sua dignità, certo che i debiti vanno saldati, non per decreto, ma perché uno studente trova le motivazioni per impegnarsi a recuperare le sue lacune e va da chi ritiene possa aiutarlo. Si tratta di un principio semplice, e l'educazione è fatta di semplicità, non certo delle complicazioni che l'hanno fatta diventare un lento pachiderma.

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 Giuseppe D'Emilio    - 16-03-2008
Infatti molti studenti delle scuole superiori (nelle quali insegno) non frequentano i corsi di recupero o lo fanno passivamente, annoiati, intristiti, contando i minuti che li separano dal liberatorio suono della campanella, rassegnati a quello che si configura spesso come un... accanimento terapeutico: quale bacchetta magica pedagogica può far apparire durante i corsi di recupero la voglia di studiare, le capacità o l'interesse che non si hanno normalmente? quale genio dell'insegnamento può, ad esempio, far recuperare in poche ore ad un diciottenne lacune gravissime relative alla produzione scritta?

Va comunque dato atto al Ministro di essersi posto il problema (e di averlo posto all'attenzione dei non addetti ai lavori e di una stampa superficiale) dello scandalo dei debiti mai recuperati, grazie ai quali negli ultimi anni abbiamo creato sempre più "geometri" che non sanno di estimo o di topografia, "periti elettronici" che ignorano l'elettronica e la matematica, "cuochi" che hanno potuto non studiare mai Scienze dell'alimentazione o l'HACCP, trasformando sempre più la scuola in un costoso e immenso parcheggio per adolescenti... e laureati disoccupati.

È probabile inoltre che gli interventi di recupero abbiano una maggiore efficacia per gli studenti delle scuole medie di primo grado, magari per risolvere, auspicabilmente, difficoltà derivanti dalla provenienza familiare; e non va negato che, sia pure in pochissime situazioni, questi siano utili anche agli alunni delle superiori, penso ad esempio a quelli motivati costretti a lunghi periodi di assenza per malattia o che abbiano carenze circoscritte.

 Latino Rosario    - 16-03-2008
Condivido le tue affermazioni, e contro la canicola se si scaglia contro gli insegnanti evasori che danno le lezioni private senza pagare le tasse io consiglierei di fare in modo che i soldi spesi per le lezioni private si possano detrarre dalle tasse, in questo modo no ndaremmo altri alibi ai nosrti denigratori, che ormai per moda sono tantissimi.
Saluti

 Maria Rosa Gortani    - 16-03-2008
Anche io la penso come te in fatto di recupero.
Un decennio fa le attività di recupero davano dei risultati perchè i ragazzi volevano superare le loro difficoltà,
Oggi non è più così. Gli alunni pensano che basti la presenza fisica per meritare la promozione, che del resto alle medie viene data comunque, nonostante le minaccie di bocciatura e le lettere che si inviano alle famiglie per avvertirle di questa eventualità.
Da parte di noi insegnanti c'è un eccesso di buonismo che ha radici politiche ed è in sintonia con il comune sentire dell'opinione pubblica, educata dalla televisione e dalla stampa.
Se in una classe si decidesse di bocciare tutti i ragazzi che non raggiungono la sufficienza in 4 materie, si raggiungerebbe un numero di bocciati tanto alto che susciterebbe scandalo e il caso finirebbe su tutti i giornali.
Così si trovano giustificazioni e si promuovono tutti per non fare discriminazioni.
Secondo me questa è una delle cause della demotivazione che vedo dilagare nella mia realtà scolastica.

 Renato Cavedon    - 16-03-2008
L'autore sembra conoscere la ricetta per risolvere il problema dei debiti. Infatti indica come unica via possibile il recupero ad personam lasciando presuppore che il decreto Fioroni abbia scardinato un precedente percorso virtuoso che nei fatti non esiste, visto il numero crescente di debiti registrati negli anni. Rilevare le incongruenze e le difficoltà organizzative dei percorsi di recupero è giusto. Sparare a palle incatenate contro un decreto che intende porre un freno alle promozioni di studenti con molti debiti mi sembra ingeneroso. Sarebbe auspicabile che gli insegnanti discutessero su proposte fattibili e non animati da pregiudizi. Perché dichiarare già falliti i corsi che sono ancora in svolgimento e che avranno una coda estiva (certamente complessa da organizzare) mi pare una posizione preconcetta. Tanto più che nessuno è obbligato a frequentarli perché ciascun studente è libero di scegliere chi ritiene possa aiutarlo, come auspicato dall'autore.

 Gabriele Celli    - 16-03-2008
Concordo sul fatto che i recuperi così concepiti siano una foglia di fico con il quale le scuole sprecano risorse umane e materiali per coprirsi da eventuali contestazioni. La paura dei ricorsi non può condizionare l'azione della scuola che deve invece mettere tutto il suo impegno per offrire reali azioni di recupero solo a quelle famiglie che lo chiedono espressamente, che non possono permettersi lezioni private e che collaborano con l'insegnante per trovare le migliori strategie d'intervento.
In questo modo si eviterebbe di organizzare un carrozzone di interventi a pioggia anche per le insufficienze che potrebbero essere recuperate con un migliore impegno dello studente.
Il recupero obbligatorio per decreto sta passando agli utenti il messaggio fortemente diseducativo che il debito sia solo un problema della scuola e non un invito ad un maggiore impegno individuale.

 ilaria ricciotti    - 16-03-2008
Ritenendo che i corsi di recupero, essendo stati proposti per la prima volta, abbiano voluto essere una sperimentazione didattica affinchè i ragazzi potessero recuperare le loro lacune (a cui si sono aggiunte però quelle delle materie che il ragazzo non ha avuto tempo di colmare perchè impegnato a superare i suoi limiti) e che di fatto non abbiano raggiunto il loro scopo, vorrei tuttavia chiedere chi dovrebbe e come potrebbero essere organizzati tali recuperi. Mi sembra che l'articolo non lo spieghi. Forse si vorrebbe ritornare ai vecchi ed odiosi esami di riparazione a settembre, facendo guadagnare, in nero, a diversi insegnanti fior di quattrini ( circa tre o quattro mensilità in più)?
Se così fosse io e penso tutti coloro che hanno lottato per il diritto allo studio disapproveremmo.

 Cagliostro    - 16-03-2008
Risorse umane e materiali dilapidate! Segreterie sommerse da centinaia di "pratiche " da registrare, da avvisi da stampare e trasmettere, da risposte da esaminare e registrare di nuovo. Insegnanti impegnati ad organizzare corsi, ad indicare modi e tempi del recupero. Studenti obbligati a trascorrere dalle 2 alle 4 ore in aggiunta alle 34-36 ore in più a scuola e , a volte, anche 10 ore in più lontani da casa (se pendolari). E ,durante le ore di recupero ,studenti svogliati, demotivati immessi in gruppi di 10-12 persone nei quali si ricreano piuttosto rapidamente le stesse situazioni delle lezioni ordinarie.
L'insuccesso di questi ragazzi è spesso dovuto , specialmente nelle classi delle superiori, ad uno studio non assiduo se non del tutto assente e, nelle classi prime , ad una preparazione del tutto inadeguata per la tipologia di scuola frequentata. Molti ragazzi , infatti, vengono iscritti a Licei o Istituti Tecnici (scuole molto impegnative) senza tenere conto delle indicazioni fornite dalla Scuola Media , che li indirizzava , invece, verso scuole più adatte ai loro mezzi. Il tasso di selezione nei primi anni degli stituti Tecnici industriali è molto alto con il 30% di bocciati . E' il solito discorso di volere guarire una malattia con l'aspirina.
Fa rabbia l'ostinazione con cui il MInistro ed i suoi "collaboratori" hanno voluto mantenere un provvedimento dai costi elevati e dai risultati risibili, un Ministro che l'anno scorso si compiaceva per aver diminuito , rispristinando le commissioni esterne negli Esami di Stato di Diploma, la percentuale di promossi.

 Francesco Dettori    - 16-03-2008
Finalmente un discorso chiaro, sensato e perentorio! Anch'io sono dello stesso avviso. Nella mia scuola vedo crescere, giorno dopo giorno, il livello di stress di tanti colleghi che si sono buttati con fare missionario e con accanimento terapeutico in una frenetica overdose di corsi e corsetti vari. Gli studenti "sostano" a scuola per interi pomeriggi convinti che basti la mera e semplice presenza ai corsi per garantirsi e mettersi al riparo dalla fantomatica "sospensione del giudizio". I genitori ovviamente ne sono convinti più dei figli! I colleghi intanto non vengono sfiorati dall'idea che forse, rinunciando a svolgere una stucchevole serie di attività extrascolastiche, potrebbero guadagnarci in salute propria e in benessere mentale per la loro classe. Insomma, è ora di stare di più in classe la mattina, nelle ore curricolari, in fondo il vero recupero inizia con il recuperare noi stessi ad un minimo di dignità professionale. Abbiamo il dovere di inculcare prima di tutto, il senso di responsabilità nei nostri ragazzi e non offrire loro in continuazione pacchetti preconfezionati come se fossimo costantemente al supermercato della svendita del sapere.

 Cagliostro    - 17-03-2008
Le lezioni private, ci sono state, ci sono e ci saranno! Sono d'accordo che, per farle uscire dall'evasione fiscale, occorrerebbe renderle deducibili totalmente o parzialmente dalle dichiarazioni di reddito.

 Stefano De Stefano    - 17-03-2008
Il ministro ha dimostrato buone intenzioni col tentativo di introdurre i recuperi nel corso dell'anno e alla fine. E' buon segno che si ponga fine alla farsa delle promozioni col debito! Però....
1) la vogliamo smettere di "fare le nozze coi fichi secchi"? Nell'OM92 non si dice nulla sul fatto che è inutile procedere a recuperi con gruppi di 15 o 20 studenti. I gruppi di recupero non dovrebbero superare i 5 studenti, per avere un senso. Ma, con 5 studenti per gruppo, quanti soldi ci vogliono?
2) Ogni scuola è lasciata libera di decidere come crede, in merito alle verifiche e all'integrazione degli scrutini.Non sarebbe stato il caso di uniformare, a livello nazionale, queste scadenze e quindi, tra l'altro, trattare tutti gli studenti debitori nello stesso modo?
3) A questo punto qualcuno potrebbe dire che così si ripristinano gi esami di settembre ecc. ecc. Bene, come ha scritto una collega, basterebbe rendere detraibili le ripetizioni e tutto finirebbe .Ma, si sa, queste cose in Italia sono roba da venusiani.
4) I nostri ministri dovrebbero imparare a "riformare" la scuola non nel corso dell'anno scolastico (Moratti - Fioroni...) ma con i tempi giusti, che consentano a insegnanti e studenti di capire, prepararsi e agire.
5) Ultimo, ma non per importanza: io mi sono "rotto" di dover fare gli esami, ed ora anche i recuperi, a luglio, con temperature in aula che superano i 30° mentre le commesse dei centri commerciali se ne stanno al fresco! Visto che c'è qualcuno che vuole trasformare le scuole in supermercati del sapere, beh, cominciamo dall'aria condizionata!

 Orsini Claudio    - 17-03-2008
Strana categoria noi docenti. Tutte le iniziative degli altri sono sempre pressoche risibili. Tutti hanno responsabilità, noi ne abbiamo poche. Quanti sono i colleghi che per nove mesi sbraitano, parlano e poi a giugno fanno diventare gli alunni tutti bravi e promossi. Quanti quattro e cinque vanno al sei per il solo invito dei presidi. Perchè non ci prendiamo le nostre responsabilità? L'alunno non preparato non accede alla classe successiva.
Forse, gli studenti e più ancora le famiglie potrebbero prendere la scuola più seriamente!

 oliver    - 18-03-2008
Mi permetto di affermare con molta circospezione visto che in questi blog intervengono in genere i guru della scuola; forse si dovrebbero ripristinare le bocciature e i rinvii come si faceva tempo fa. I nostri studenti imparerebbero a studiare durante l'anno scolastico senza sperare in un debito che non risolve nessun problema.

 Cagliostro    - 18-03-2008
"Ultimo, ma non per importanza: io mi sono "rotto" di dover fare gli esami, ed ora anche i recuperi, a luglio, con temperature in aula che superano i 30° mentre le commesse dei centri commerciali se ne stanno al fresco! Visto che c'è qualcuno che vuole trasformare le scuole in supermercati del sapere, beh, cominciamo dall'aria condizionata! "

Gia! Ma noi non siamo uomini, siamo bestie.