L'espulsione di Palermo
Cristina Braila - 14-03-2008
Sanzionare va bene e se due studenti sono espulsi dalla scuola per tutto l'anno scolastico, com'è avvenuto a Palermo in un istituto professionale, va ancora meglio. Non si possono fare sconti a due bulletti che, approfittando di un compagno disabile, lo hanno convinto ad aggredire un ragazzo più piccolo, che è al primo anno di scuola superiore. Bene ha fatto il ministro Giuseppe Fioroni a modificare il regolamento disciplinare a ottobre, bene hanno fatto gli organi competenti ad applicarlo, infliggendo ai colpevoli il massimo della punizione prevista dal nuovo ordinamento, dopo il fattaccio avvenuto lo scorso 29 febbraio, mentre si svolgevano i corsi di recupero pomeridiani. Se si pensa a come sono andati i fatti, va bene così, anche se ad uno dei due protagonisti l'impresa costerà l'anno di scuola, dal momento che non avrà la possibilità di sostenere gli esami di maturità.

Se n'è parlato poco, ma vale la pena di ricordare quello che è accaduto: Erano passate da poco le 16. Uno studente che seguiva un corso di recupero in classe non ha approfittando di una pausa per uscire dall'aula. E' un ragazzo riservato e timido, un tipo tranquillo che preferisce restare in classe a ordinare gli appunti presi velocemente durate la lezione. Non immagina nemmeno quello che sta per accadergli ed è colto di sorpresa quando si trova davanti il compagno che senza pensarci due volte gli sferra pugni e calci e gli sbatte addirittura più volte la testa contro il muro. Ci sono testimoni, ma nessuno fa in tempo a intervenire. Pochi secondi è il ragazzo è malconcio.
Una breve indagine ha consentito di risalire agli istigatori dell'aggressione. Non ci è voluto molto a ricordare che poco prima del fattaccio erano giunti a scuola per chiedere notizie sui loro corsi di recupero due studenti che erano poi stati visti assime al ragazzo disabile. Si sono detti poche parole e poi è cominciata l'aggressione. Il parapiglia ha fatto subito accorrere gente: bidelli, compagni, insegnanti e il dirigente scolastico. Per i due ragazzi non c'è stato scampo: sono crollati alle prime domande ed hanno confessato.

Fin qui la cronaca. Ma a chi vive nella scuola rimane l'amaro in bocca. Perché siamo arrivati a questo? Perché due ragazzi, di cui uno a 18 anni è ancora in prima, si sono lasciati andare sino a questo punto? Ci si può contentare della drammatica decisione del Collegio dei Docenti? Punire, va bene. Quello che occorre però è prevenire e, per farlo, occorre capire. Cosa ha spinto i due ragazzi ad agire in un modo così superficiale e cattivo? E che c'è all'origine di questo continuo ripetersi di fenomeni violenti? La scuola è del tutto esente da responsabilità? E le famiglie? Lo spettacolo penoso che dà la politica è estraneo a tutto questo?
Fioroni cambia i regolamenti e aggrava le sanzioni. Ma chi potrà sanzionare lui, i suoi predecessori e i suoi colleghi per il degrado nel quale è finita la scuola, per la crisi della famiglia, per tutto quello che hanno saputo combinare?


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 gio    - 16-03-2008
".....Ma a chi vive nella scuola rimane l'amaro in bocca. Perché siamo arrivati a questo? Perché due ragazzi, di cui uno a 18 anni è ancora in prima, si sono lasciati andare sino a questo punto? Ci si può contentare della drammatica decisione del Collegio dei Docenti? Punire, va bene. Quello che occorre però è prevenire ....."
Perfettamente d'accordo. occorreva allontanarli da scuola molto tempo prima, senza permettere che giungessero a questo punto. Tra i responsabili, oltra la tiritera della famiglia, dei politici, ecc. ecc. metterei anche certa pseudopedagogia deresponsabilizzante, certo psicologismo buonista che hanno fatto più danno della grandine.