Ci risiamo con Peppone e Don Camillo...
Giocondo Talamonti - 13-03-2008
Le contrapposizioni fra i comunisti mangiapreti e i Don Camillo alla Guareschi sembravano appartenere ad un mondo sepolto dai ricordi, affidato ad una vaga nostalgia per i tempi andati e legato al rimpianto per la spontaneità e la correttezza con cui venivano affrontate le divergenze laico-cattoliche.
Su quelle dispute siamo cresciuti; l'Italia del dopoguerra ha costruito i suoi progetti per il futuro, riuscendo a coniugare la devozione religiosa con la fatica della rinascita economica.
Poi l'evoluzione storica del Paese ha restituito ad ognuno dei due poli le competenze di riferimento e lo svolgimento delle funzioni a ciascuno più congeniali. Almeno sulla carta.

Con sessant'anni di ritardo e senza alcuna impellenza, il Vescovo di Terni dai giornali locali chiama a raccolta la città, invitandola ad un'imprecisata analisi delle potenzialità del territorio, in vista delle elezioni amministrative del 2009.
E' comprensibile che all'annuncio diocesano la Federazione dei Comunisti Italiani di Terni abbia sofferto un leggero disagio per essersi sentita scavalcata nella specificità dei compiti.
La risposta migliore sarebbe stata quella di fissare un calendario autonomo di benedizione delle case, un ricco programma di festività mariane, novene e ritiri spirituali in quantità, ma ha prevalso il buon senso.
Senza tornare a scomodare l'umanissima figura di Peppone, obbligato a pagare un incolmabile tributo alla sua ignoranza, i ternani, credenti e non credenti, gradirebbero molto che l'augusto prelato spiegasse loro le ragioni di tanta attenzione per lo sviluppo del territorio, mentre minor cura s'avverte per i tanti problemi di cui la Chiesa soffre nel mondo, in Italia e persino dalle parti nostre.

E' auspicabile che ciascuna sfera di influenza si riappropri delle sue competenze, si dedichi alla coltivazione del proprio orto con umiltà e con la consapevolezza che già zappare il proprio è complicato, far crescere piante utili è arduo, raccogliere buoni frutti comporta una fatica immane.
Se poi qualche volta, buttando l'occhio sul campo del vicino, l'erba può sembrare più verde, è bene non farsi prendere dall'impulso di saltare la rete per appropriarsene, semmai deve servire da stimolo per migliorare le tecniche di semina usate nel proprio.

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 Manuela    - 20-03-2008
Da tempo ci siamo accorti che Mons. Paglia occupa sempre, nelle varie occasioni pubbliche, un posto d'onore accanto ai politici, guarda caso, sempre di sinistra.
Non credo che la nostra città abbia mai avuto un vescovo così coinvolto nella politica come il sunnominato Monsignore.
Quindi non ve la prendete più di tanto.
Con buona pace della Federazione dei Comunisti Ternani.
Cordialmente
Manuela