Forse non lo sanno ...
Claudia Fanti - 11-03-2008
... ovvero: le aste della discordia ...

Francamente è stancante leggere le affermazioni di chi la scuola elementare non la "frequenta" se non per qualche conoscenza privata o per qualche esperienza diretta ma personale e poi di essa disquisisce addirittura su un libro (che alla fine gli renderà poco, ma pur qualcosa!).

Il problema vero è che chiunque può dire tutto e il contrario di tutto senza tema di essere smentito. Anche le vituperate maestre frequentano amici e hanno figli all'università...e quante ne potrebbero raccontare...di cotte e di crude...per non parlare degli Esami di Stato post laurea...si potrebbe scrivere una enciclopedia ... ma da brave, piccole e invisibili scienziate del quotidiano tacciono e lavorano perché sanno che spiare dal buco della serratura non è il modo più dignitoso di salvare la vita a se stesse e ai piccoli...

Il Professor Giorgio Israel (Professore Ordinario presso il Dipartimento di Matematica dell'Università di Roma "La Sapienza") in "Salvateci dalla scuola dei mediocri" tratto dal suo ultimo libro Chi sono i nemici della scienza? [ed. Lindau] sostiene:

"La maggior parte dei maestri non circola tra i banchi controllando come scrivono i bambini, correggendoli attivamente, magari guidando loro la mano. Già, perché si tratterebbe di un atteggiamento impositivo e repressivo della spontaneità. Dal momento in cui ho avuto l'esperienza di cui sopra sono caduto in preda a una mania molesta, e cioè di andare a vedere come tengono la penna in mano tutti i bambini o i ragazzi che mi capitano a tiro, figli di amici, studenti di ogni età. Il risultato è sconvolgente: pochissimi impugnano la penna in modo corretto".

Ebbene si metta l'animo in pace perché le maestre girano fra i banchi, quando questi ci sono, tengono ancora le inesperte e piccole mani (personalmente anche fino a 50 mani tra destri e mancini!) nell'atto della scrittura; sono addirittura pignole, perché ben sanno, altrimenti, quale possa divenire il problema più avanti con gli anni!
Stia tranquillo. Qualcuna addirittura si è fatta chilometri per studiare tecniche raffinate di calligrafia e approccio al segno... Ha ragione a parlare di penna tenuta come una zappa, ma non ha ragione sullo spontaneismo che impererebbe nelle aule, così come fa una grande confusione fra apprendimento e insegnamento postulando che il primo abbia divorato il secondo! Ma così non è nella maniera più assoluta. Anzi, la scuola elementare sa per scienza e coscienza il valore dell'accoppiata insegnamento/apprendimento...anche se la scuola dei piccoli non è più quella di una volta per ovvi e scontati motivi legati ai tempi di attenzione delle persone nell'era contemporanea, agli stimoli circostanti infiniti, alle situazioni familiari e pregresse di bambine e bambini, ai disturbi nella relazione fra figli unici o figli fragili.
Che ci dobbiamo fare se le cose sono cambiate?

Il nostro autore fa venire i brividi quando scrive con malcelato disprezzo che la scuola è diventata scuola dell'apprendimento con le maestre che lasciano tutto al caso...

"Forse non lo sanno, oppure non lo vogliono sapere in nome di una ridicola ideologia antiautoritaria e del principio secondo cui la scuola deve ridursi a un insieme di processi di autoapprendimento [...]. Poi dovrebbero spiegare la contraddizione per cui, per quanto riguarda la scrittura, le cose stanno diversamente e perchè qui dovrebbe regnare l'anarchia. Parrebbe che basti imbrattare un foglio o intrugliare con il pongo per essere pronti a scrivere meglio dei nostri sottosvipuppati padri o antenati. E invece - guarda un po' - quei trogloditi scrivevano assai meglio di noi e dei nostri figli. E perchè mai? Ma è chiaro: perchè facevano le aste".

...perché, dico io, si è perso l'equilibrio necessario quando si scrive di scuola?
Si crede veramente che le maestre non sappiano che esiste la questione di bilanciare i momenti dell'autonomia di apprendimento di bambini e di bambine nel ricercare possibili strade per la soluzione dei problemi e quelli nei quali occorre l'insegnamento con la I maiuscola?

Vengono i brividi nel constatare quanto siano semplicistiche le affermazioni di alcuni Prof universitari sulla didattica e le strategie metodologiche delle maestre...

Pure noi maestre, a volte, leggiamo la realtà di altri ordini di scuola, vedi anche università, in cui si fa lezione frontale "imbavagliando" per ore le bocche di alunne e alunni, pretendendo che essi siano quelli di un tempo che fu, senza rendersi conto della lingua che è mutata radicalmente, del fatto che per insegnare oggi non ci si può basare soltanto sulle proprie modalità di approccio alle discipline e allo studio, del fatto che le teste dei giovani di ogni generazione non sono mai le stesse, così come non sono mai identiche le modalità di avvicinare i sentimenti e il sentire.

L'atto dell'insegnare non è mai lo stesso, così come quello dell'apprendere. Siamo d'accordo che studiare è la fatica del mettersi in gioco, ma le modalità del gioco vanno analizzate, smontate, vanno ricostruite le regole e le fasi. Sicuramente la scuola tutta è in difficoltà, eppure essa si trova anche in una bella situazione di sperimentazione costante dei modi per raggiungere gli obiettivi di una nuova cittadinanza consapevole e dotta, è in sperimentazione costante per affrontare le sfide dell'integrazione di stranieri, handicappati, sbandati, fragili. La scuola italiana ha giustamente accolto al suo interno tutti e ora non può tornare indietro richiamando ordine, disciplina, fatica e voti bassi...indietro non si torna mai, avanti si va cercando aggiustamenti, riflettendo sulle teste e sui comportamenti degli altri...

Se mai la difficoltà della scuola, che è poi quella degli insegnanti, sembra essere una tendenza a non volere mostrare le azioni pedagogiche, metodologiche, didattiche, ecc...che portano a risultati, c'è una specie di pudore diffuso che impedisce di far vedere ciò che si sta realizzando, ciò che funziona... è un chiudersi in difesa per il timore di essere visibili al mondo di chi facilmente pontifica e critica, la scuola ha tanta paura delle critiche...la paura blocca la circolazione di idee, e ciò favorisce il florilegio di teorie, giudizi strambi di esperti a vario titolo su riviste, quotidiani, libri, tv, radio...Così spesso essa resta annichilita a chiedersi il perché di tanto accanimento contro, invece di un sensato ventaglio di proposte da sperimentare ancora e sempre!

E, per favore, non facciamo il solito errore dell'arrogante palleggiamento di responsabilità sui diversi declini dei vari ambiti della società...semplicemente ognuna e ognuno si assuma le proprie, e lavori con senso del dovere per un miglioramento possibile!

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 vb    - 16-03-2008
Sinceri complimenti

 Vincenzo Dello Iacovo    - 16-03-2008
La maggior parte dei miei attuali studenti (liceo scientifico tecnologico) non sa scrivere in modo ordinato e leggibile, e mi riferisco all'aspetto puramente grafico.
La maestra Fanti avrà le sue buone ragioni per risentirsi delle accuse, ma è un fatto che da molti anni la qualità della scrittura degli studenti è peggiorata.
E la scrittura si dovrebbe apprendere alla scuola elementare.
Naturalmente la colpa è del sistema ...

 Giorgio Dellepiane Garabello    - 16-03-2008
Sante parole...

 francesca contarello    - 16-03-2008
Brava, bell'articolo!

 Aurora Garra    - 17-03-2008
Ma il serio esperto docente universitario, mi chiedo io, ha scritto da solo il libro oppure si è fatto aiutare da qualcuno? E poi, lo ha scritto a mano ed in bella calligrafia ?conosce i significati oltre ai significanti? ignora l'esistenza di sms e computer per dedicarsi alla beata contemplazione delle asticelle scomparse dalla scuola primaria?

 Pasquale D'Avolio, D.S. di un Istituto comprensivo    - 17-03-2008
Credo che occorra sempre evitare le generalizzazioni: non esistono "le maestre" genericamente intese: esistono le Claudia Fanti come le Anna Rossi (nome inventato naturalmente), il cui modo di insegnare a volte produce "disastri"; così non tutti i prof. universitari sono dei "cattedratici" Il fatto è che, come riconosce la stessa Fanti, la Scuola "ha tanta paura delle critiche". Certo il tono del prof. è accusatorio in maniera eccessiva, ma non si può non riconoscere che alcune ragioni ce l'abbia, nonostante la nostra scuola elementare risulta ancora in cima alle classifiche europee!

 Cosimo De Nitto    - 17-03-2008
L'errore, forse, è nel considerare la grafia un problema solo "grafico-formale", meccanico, risolvibile con esercizi ripetuti e disciplina.
L'errore, forse, è nel considerare la bella scrittura una conquista eterna che dalle elementari si porta in dote meccanicamente, sempre uguale e sempre la stessa, negli altri ordini di scuola.
L'errore, forse, è nel cercare sempre ciò che gli altri, magari gli insegnanti delle elementari, dovrebbero fare e trascurare ciò che noi stessi possiamo e dobbiamo fare quando rileviamo un problema di apprendimento.
Brava la Fanti quando conclude, premonitrice, con l'appello a non fare "il solito errore dell'arrogante palleggiamento di responsabilità".
Sapessi quante critiche ingenerose si sentono in giro da parte di docenti universitari su come e quanta matematica e fisica viene insegnata ai licei, anche quelli tecnologici.
Eppure tanti buoni ragazzi di buone famiglie vanno a ripetizione per rinforzare il bagaglio delle proprie conoscenze fisico-matematiche al momento in cui accedono a questi studi universitari.
Miti e leggende metropolitane, banalità e luoghi comuni che si raccontano sulla scuola, oggi come ieri. Speriamo meno domani.

 Franca Cianferra    - 21-03-2008
Sono perfettamente d'accordo con la collega ! Personalmente diffido dei tanti nuovi Soloni che pontificano su ambiti della scuola che NON CONOSCONO e che attaccano unendosi al coro delle
litanie provenienti anche dai massmedia con una superficialità di analisi da paura.
Le mie esperienze di continuità con la scuola elementare, i frequenti scambi teorici ed operativi mi
hanno portato a pensare che l'ordine di scuola delle
ELEMENTARI sia il luogo del laboratorio più importante nella formazione di base dei ragazzi e stimo molte maestre che fanno fronte quotidianamente ai bisogni emergenti in questa società così complessa! Grazie e buona Pasqua.