Devoir de mémoire
Emanuela Cerutti - 26-02-2008
13 febbraio 2008: nel corso della cena annuale del Crif (Conseil Représentatif des Institutions juives de France) il Presidente della Repubblica francese ha "chiesto al governo, e in particolare al ministro dell'istruzione Xavier Darcos, di fare in modo che ogni anno, a partire dal prossimo, tutti i bambini dell'ultima classe delle elementari assumano il compito di custodire la memoria di uno degli 11mila bambini francesi vittime della Shoah".

Nei media e nelle scuole scuole si apre un fitto dibattito.

15 febbraio 2008: John Maia, 20 anni, keniota, si è suicidato impiccandosi: aveva avuto notizia del definitivo rifiuto della sua domanda di asilo. Non voleva tornare in un paese in cui la sua vita era in pericolo. I compagni del club d'atletica al quale era iscritto si chiedono quale sia il senso del motto "Liberté, Egalité, et plus encore Fraternité" per un paese che non sa rispettare i Diritti dell'uomo.

Nei media e nelle scuole ci si pongono domande.


Alla fine qualcuno ha un'idea, una specie di risposta, poche parole senza retorica, ma incisive come la vita sa essere quando è sofferta. Soprattutto una consapevolezza: Nous aussi on peut proposer des lois, abbiamo anche noi il diritto di proporre leggi, se la legge è qualcosa che permette di ristabilire giustizia. A posteriori, dannazione, ma è meglio che niente:

"Désormais chaque année, à partir de la rentrée scolaire 2008, tous les enfants de CM2 se verront confier la mémoire d'un des 11.000 enfants victimes des lois Sarkozy-Hortefeux contre l'immigration.
Les enfants de CM2 devront connaître le nom et l'existence d'un enfant renvoyé par avion dans son pays: rien n'est plus émouvant pour un enfant que l'histoire d'un enfant de son âge qui avait les mêmes jeux, les mêmes joies et les mêmes espérances que lui".

Ogni anno, a partire dal prossimo, a tutti i bambini di quinta elementare verrà affidata la memoria di uno degli 11.000 bambini vittime delle leggi "Sarkozy-Hortefeux" contro l'immigrazione. Gli alunni di quinta dovranno conoscere il nome e la storia di un bambino rispedito in aereo nel suo paese: non c'è nulla di più commovente, per un bambino, della storia di qualcuno che abbia avuto la sua stessa età, i suoi stessi giochi, le sue stesse gioie e le sue stesse speranze.

Semplicità disarmante: basta farlo.

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