Le relazioni mancate
Doriana Goracci - 08-02-2008
C'è tanta letteratura e anche realtà vissuta sulle "relazioni pericolose", ma non credo che i nostri ex al governo abbiano mai avuto paura di quel genere di rapporti. Quelle che invece nomino come "relazioni mancate", sono proprio quelle collaborazioni tra maggioranza ed opposizione nel bene comune, non solo quello dei due soggetti coinvolti, cosi praticate in altre paesi europei. Fin dall'inizio di quest'ultima tragica legislatura, i nostri destri, come l'origine calcistica li vide battezzati, continuarono a dire che "nun ce vonno stà" e le altre sinistre principesse sul pisello disdegnavano qualsiasi letto e nell'attesa guardavano mezze addormentate la disfatta da un triclinio nell'emiciclo.
Tutto quel popolino brulicante di falci e martelli dismessi da un pezzo, da pannelli solari a spilletta, brulicavano come tanti pollicini intorno alla reggia della madama e non osavano svegliarla dal sonno, gli altri come calabroni infaticabili portavano svastiche e fasci littori sul groppone e guardavano minacciosamente interrogativi le loro tradizionali famiglie, per incitare sul da farsi.

La fine la stiamo vedendo: sono cominciate le scommesse, i gratta gratta che non ti fanno vincere niente, questa è la politica italiana.
Sono tutti convinti, magari con un aiuto miracolistico di qualche santo da calendario, che vinceranno le elezioni, avranno pur tragica ragione di queste affermazioni. Ripetono o ci convincono a farlo o sono certi davvero che hanno ancora un potere occulto e forte che ci fa accettare telegiornali nazionali dove vediamo in prima serata la consorte Mastella pregare da Padre Pio prima di andare al lavoro alla regione, la moglie giusta per un marito che darebbe tutto pur di esserci sempre.

Hanno fatto credere questi signori sinistri che, come i fratelli americani che Dio benedice sempre, andando a votare per contribuire a decidere il nome del candidato, si fa la Democrazia, quella delle primarie. Un euro signori, prego entrate, un euro per la democrazia ...
In parecchi sotto ostaggio di Berlusconi, fecero questo omaggio. Ma questo è un altro giro ed un'altra corsa. Veltroni già ha annunciato di aver incassato un milione di iscritti. Sono sempre cifre tonde, come il compare annuncia a destra, quello che a buon bisogno viene guardato con disdegno.

Nei fatti si sono dati una mano, parlandosi addosso sul passato e nel presente, ognuno ha portato avanti notti bianche e giornate nere, senza un futuro se non quello a cui siamo giunti.

Ora per finire, un terribile modo di dire, è che ognuno ha quel che si merita, che fu pure il titolo di una canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2007, nella sezione giovani, nonché del premio della critica, questo a dimostrare la vocazione cattolica che anima certi nostri tradizionali proverbi.
Eppure un po' di verità ci sarà pure in fondo a questo irrevocabile destino. Che altro non è che di andare a votare per noi cittadini, questa volta non turandosi il naso ma indossando una mascherina per l'olezzo dei rifiuti di un Carnevale mai finito.

Stiamo finendo tutti nelle galere etniche, quelli che non ci stanno al gioco di guardie e ladri, e i conflitti non dobbiamo inventarceli, ci sono già le guerre in corso. Prima che qualcuno rispolveri punti programmatici, leggi e comandamenti, io che non ho e non voglio avere pretese di proposizioni votive, vi propongo dei proverbi su cui pensare. Ad esempio hanno messo Antonio Manganelli come nuovo Capo della Polizia, " Nomen omen - Il nome è un presagio", oppure "Quis custodiet ipsos custodes? - Chi sorveglierà i sorveglianti?", oppure " Si vis pacem para bellum - Se vuoi la pace, prepara la guerra" ma questo lo conoscono bene i missionari dell'Arcobaleno.

Allora per ora, trovando migliori proposizioni, concludo con le parole di Fabrizio De Andrè:
"E adesso aspetterò domani - per avere nostalgia - signora libertà signorina fantasia - così preziosa come il vino così gratis come la tristezza -
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza
".


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 Comune Giuseppe    - 10-02-2008
Amaro, ma tutto da condividere. Una via però ci deve essere. Bisognerebbe cominciare a cercarla.

 Doriana Goracci    - 14-02-2008
Caro Giuseppe, grazie per la condivisione, forse l'amarezza comune ci s-muoverà? A far cosa?
Io credo che noi faremo sempre tutto quello che già facciamo, e non è poco. Credo che vivere è un'impegno sempre più faticoso, come cercare la "pagnotta". Cosa vuol dire "fare qualcosa"? Aderire a nuovi partitucci, sperare che inseriscano candidati cittadini nelle liste?Fermare la Destra con il voto?
Per quanto mi riguarda farò astensionismo attivo.
A partire da oggi, 14 febbraio. In molte città italiane le donne protesteranno dopo il blitz a Napoli.
Non solo resistere ma anche lottare.
E non solo vivere con amarezza ma anche stare insieme con profonda gioia. Come non è poco...