Succede in Bolivia
Ana Maria Bertoldo - 25-07-2002
Notizie da Casa Estudiantil

Carissimi amici,

non è facile, dopo la mia permanenza per ben 5 mesi in un'Italia che, nonostante tutto, mi è apparsa opulenta, consumista ed egoista come non mai, riprendere il mio colloquio con voi da questo Paese che mi sembra, forse per contrasto, ancora più povero, più disordinato, più confusionario, e in un contesto politico che prefigura un futuro pieno di
incertezza, insicurezza, instabilità.
Le elezioni politiche del 30 di giugno scorso hanno visto la vittoria di stretta misura di un partito di ispirazione liberale (MNR), seguito da un secondo (MAS) capeggiato da Evo Morales, leader del movimento cocalero e campesino, che propone per il governo del paese un modello statalista alla Fidel Castro, quell' Evo Morales che, negli ultimi cinque anni, ha fomentato marce di protesta, blocchi delle strade, disordini sociali, che hanno causato violenti scontri con morti e feriti (alcuni imputabili peraltro anche alle forze di polizia), che hanno paralizzato il Paese per mesi, aggravando la crisi economica e istituzionale che ha caratterizzato l'inetto Governo del gen. Banzer nella precedente legislatura.
Il partito vincente (MNR) non riesce a trovare gli accordi politici che gli consentano di governare con una maggioranza qualificata.
Ed i partiti che hanno ottenuto un consenso elettorale significativo e che potrebbero creare l'alleanza vincente o con l'MNR o con il MAS, partiti la cui visione della politica, della società , dell'economia del Paese non potrebbe essere più contrapposta, preferiscono, come scrive un giornalista locale, "no ser ni chicha ni limonada".
E stanno a guardare.
Questa incertezza si sta ripercuotendo, ovviamente, sull'economia del Paese.
I piccoli risparmiatori stanno ritirando tutti i loro dollari dalle Banche, per paura di provvedimenti
"all'Argentina" che blocchino i conti nell'intento di arrestare un'inflazione che ricomincia a correre.
La grande economia e la Banca Centrale stanno lanciando appelli al senso di responsabilità della classe politica perchè eviti che il Paese cada nel
baratro.
E molti investitori se ne stanno andando.
Noi, nel nostro piccolo, stiamo attendendo l'evolversi della situazione, prima di farci inviare dall'Italia i soldi, faticosamente raccolti, che servono a far funzionare la Casa Estudiantil.
E nel frattempo ci "godiamo" una Casa che è bella, pulita, ordinata, le "chicas" che lo sono altrettanto, i responsabili del funzionamento che stanno facendo davvero un ottimo lavoro.
Ma delle "chicas", della Casa, dei progetti nuovi e da terminare vi parlerò in una prossima occasione.
Sperando che, nel frattempo, il Paese si sia rasserenato.
E, da qui, vi ringrazio tutti nuovamente e vi abbraccio.

Anna Maria

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