Sette punti di programma
Lorenzo Picunio - 03-12-2007
Va detto chiaro che l'investimento in istruzione è una necessità per la formazione della società del futuro, e che non dobbiamo meravigliarci se troviamo tradotto in disagio giovanile ogni mancato investimento per la qualità della scuola pubblica. Occorrono interventi seri e qualificati, adeguati per rispondere alla ripresa di natalità e all'inserimento di migliaia di bambini stranieri (che è certo un "problema", ma può - se ben gestito - diventare anche una "risorsa"). Dobbiamo rispondere alle esigenze di una società che non dà risposte ai bisogni dei bambini e degli adolescenti, ma poi si lamenta del bullismo, dell'abulia televisiva, dello scarso rendimento scolastico. Va ricordato che quasi tutti i punti citati richiamano la proposta di legge d'iniziativa popolare "per una buona scuola della repubblica" ferma in parlamento ormai da un anno.

1. Edilizia scolastica: con la ripresa della natalità (e lo sviluppo dell'immigrazione) si sta creando un serio problema di edilizia scolastica, soprattutto nelle periferie dei grandi centri e nelle città medie. Occorrono interventi significativi, finanziati dallo stato e fra l'altro anche con funzione di volano per l'edilizia, in chiave keinesiana. Occorre considerare che occorrono mense, spazi per laboratori, palestre, e che non si può più pensare alla logica sparagnina di "un'aula per ogni classe". E ancora, vanno rimodernati i molti edifici scolastici costruiti negli anni ?50 e '60, spesso con presenza di amianto e con caratteristiche inadeguate alle esigenze didattiche di oggi. Vanno fatte le palestre dove non ci sono.

2. Obbligo a 18 anni e gratuità per i meno abbienti: è un obiettivo di civiltà, oltre che l'applicazione effettiva dell'art. 34 della Costituzione. Basterebbe per ora che l'obbligo fosse effettivo fino a 16 anni e che fossero rimborsati i costi di tasse d'iscrizione e i libri per le famiglie meno abbienti fino a quest'età.

3. Salario "europeo" per i docenti e gli altri operatori scolastici per valorizzarne la professionalità, consentire l'aggiornamento, garantire (alla fine) un servizio scolastico di qualità.

4. Tempo pieno nella scuola elementare, espansione del tempo prolungato nella scuola secondaria di primo grado e della scuola statale dell'infanzia, per promuovere la creatività e la collaborazione dei bambini e dei ragazzi attraverso le attività di laboratorio, oltre ad assicurare alle famiglie un servizio sociale importante. Al bambino di oggi va offerta motivazione all'apprendimento, mediante modalità che ne valorizzino l'impegno personale, la disponibilità alla cooperazione e all'aiuto reciproco, ma anche sviluppino la capacità di approfondire nuove conoscenze e di soffermarsi su di esse (vero "tallone d'Achille" di un'infanzia e di una gioventù troppo abituate ai tempi rapidi del consumo televisivo).

5. Garanzia dell'integrazione dei disabili mediante un numero adeguato di insegnanti di sostegno e appoggi significativi sul piano dell'accudienza: anche qui va applicata appieno la Costituzione, in particolare in quanto prescrive l'art. 3, garantendo il diritto allo studio per tutti, in tutti gli ordini e gradi di scuola.

6. Una scuola che assuma come temi trasversali dell'azione educativa la pace e la tutela dell'ambiente. Da un lato quindi laboratori finalizzati all'accoglienza e all'integrazione, gemellaggi e corrispondenze internazionali, iniziative per la conoscenza della geografia del mondo e delle diverse culture, progetti di conoscenza della musica, della letteratura, dell'espressione corporea di tutto il pianeta; dall'altra la sfida ecologica di ogni scuola con pannelli solari, soluzioni di risparmio energetico e coibentazione, orti e giardini didattici, laboratori scientifici, uscite in ambiente, attività di studio e ricerca.

7. Una scuola che assuma come sostanza della sua azione il progetto "La città delle bambine e dei bambini". questo significa interventi urbanistici significativi per la tutela degli spazi antistanti e circostanti le scuole: passaggi pedonali rialzati e protetti, isole pedonali, parchi e spazi di gioco capaci di allontanare dalle scuole il traffico veicolare.

Verdi Veneziani

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