La sconfitta della speranza
Guglielmo La Cognata - 01-08-2007
Carico come una molla, instabile come la nitroglicerina, il docente precario, assediato dalla schiacciante prospettiva dell'ignoto, guarda all'estate con angosciosa aspettativa, come alla pentola della cucina di una strega. Infatti, solo alla fine d'agosto saprà se e quale contratto lo accompagnerà nell'anno scolastico successivo, se e quale sarà la sede di servizio.

Nel 2006 il ministro Fioroni decide di affidare ai prof precari gli spezzoni di cattedra inferiori a sei ore, conseguendo un duplice obiettivo. In primo luogo, dare di più a chi ha di meno. In secondo luogo, ottenere un notevole risparmio, in quanto la retribuzione di un lavoratore a tempo indeterminato non è sovrapponibile a quella di un lavoratore a tempo determinato.

Quest'anno la stessa persona, lo stesso ministero, lo stesso governo, scelgono di fare marcia indietro, affidando tutto ai prof di ruolo, gettando nella disperazione occupazionale migliaia di famiglie, infischiandosene della continuità didattica e dei conti pubblici. Garantire i garantiti è di sinistra?

Guglielmo La Cognata e un gruppo di docenti precari di Catania e provincia

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf