Tu chiamali se vuoi...d'istruzione
Gigi Monello - 30-06-2007
Qualche anno fa, a metà Dicembre, una 5a Liceo scomparve dalla mia vista. Gita a Praga. Viaggio d'istruzione. Servirà pure a qualcosa la scuola. Bisogna avere 18 anni e buona salute, per capire sino in fondo cosa l'immaginazione associ ad un viaggio con le compagne di classe. Siccome erano canaglieschi e simpatici, e ci parlavo, al rientro, nei pochi giorni che mancavano a Natale, li intervistai. Ecco una sintesi di quell'umana vicenda:

I professori? Li vedevamo solo al mattino e per la cena, in albergo; ci credo...era pagata. Pomeriggio? Per conto nostro. Sera? Per conto nostro. I professori? Per conto loro. Verso le 23 andavamo in discoteca...ce ne sono un sacco a Praga...Sì, sì, ogni notte. Rientro? Verso le 5...a volte le 6. L'indomani ci alzavamo un po' stressati...Le visite guidate? Mah, non è che fosse sempre un obbligo...una volta c'era da scegliere: o quella "palla" del Cimitero Ebraico, o un giro libero per la città, con la guida. La guida ci ha mollato presto, e allora siamo andati al Museo del sesso. Sapesse professore! Un filmino porno...del 1926...(risate). Poi ci sono i Pub, vedesse...la birra è buona e costa poco...Si è ubriacato persino XY (risate)...era talmente "fatto" che, mentre ballava, non faceva altro che mettere le mani sul sedere delle ragazze. Erano locali "speciali"...al primo piano si beveva e si ballava; al secondo si vedeva lo streep (delle bambole professore!). Indovini al terzo...(risate). Bastavano 2000 corone, cioè circa 40 euro...no, no, non ci è andato nessuno, sta scherzando!?. Per strada ci seguivano dei negri...in continuazione, un tormento...Cosa volevano? Offrivano sesso, donne...prestazioni...prezzi modici (risate). Il viaggio?...bah, tutto compreso 360 "euri"...Si, abbiamo visto piazza San Venceslao dove quel tizio si è dato fuoco...e il Palazzo Reale...bello...Una sera, prima della discoteca, siamo usciti un po' coi professori: siamo entrati in un locale dove facevano la "lap dance"...Don XY se ne è uscito di corsa...era scandalizzato, sembrava avesse visto il diavolo! (risate)...

Non ho mai fatto un viaggio di istruzione e penso proprio che continuerò a privarmene. Al loro, ripetuto, "Ci porta in gita?", ho sempre risposto, "Mi spiace ragazzi, voglio morire illibato". Uomo di corte vedute. In compenso ho, sul tema, un discreto repertorio di aneddoti: si va dalla bancarella di souvenirs depredata ad Assisi da gentili cavallette, al water divelto da baldi giovani e poi lanciato nel cortile di un alberghetto in provincia di Cagliari; dall'ovazione sul pullman, alla notizia che il Palazzo dei Papi, ad Avignone, è chiuso per lavori ("ce la siamo scampata bella!"), al sacerdote accompagnatore che, a Barcellona, rientrando in Hotel, trova in un corridoio un'alunna abbracciata ad una compagna; per un attimo teme sia lesbismo; e subito si calma scoprendo che la compagna è "solo" un cameriere dalla lunga chioma. Lussuria sì; ma secondo natura. C'è, poi, la storia di un disperato Prof che, a notte fonda, per ricacciare l'orda nelle stanze, deve menare colpi di asciugamano bagnato. E l'elenco potrebbe continuare. Naturalmente, qualche serio collega potrebbe qui adontarsi, e osservare che non sta bene generalizzare; e che lui, di viaggi, ne ha fatti e visto fare di ben diversi. E io non mancherò di credergli sulla parola; solo che, come sempre, è tutta questione di "denominatore". Seri? Quanti sul totale di quelli effettuati? Ecco un bel programma di ricerca per i ministeriali indagatori della
qualità. E per i Teoreti che ogni quattro anni provano a ristuccare il mondo; e ai quali non passa mai per la testa l'unica cosa importante da capire: e cioè che nella Scuola Italiana, tra viaggi siffatti e mille consimili scempiaggini, praticamente non si studia più. Verità luminosamente presente, invece, a quella "accompagnatrice" che, in piena sala professori, con tono deliziosamente svagato, ebbe pure il coraggio di dire, "Mi sento già in vacanza...sarà per il viaggio di istruzione...".

Da Insegnare stanca
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interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 ilpastore    - 30-06-2007
Condivido perfettamente, ma c'è poco da scherzare con queste cose. Ho conosciuto diversi/e prof./sse che, una volta in pensione, si sono messi a collaborare con agenzie di questo tipo, coinvolgendo anche personaggi in servizio.Per non parlare dei dirigenti scolastici che fruiscono di viaggi - premio per tutte le gite che riescono ad organizzare.La scuola azienda è anche questo.

 C66    - 01-07-2007
Per potere solo prendere in considerazione la possibità di accomagnare una classe in viaggio d' istruzionte oggi da parte di un insegnante occorre una beata incoscieza o, mrglo ancora, una spiccata tendenza al masochismo.
Colleghi, ma chi ce lo fa fare?

 Luigi    - 01-07-2007
Sono di corsa e quindi devo essere breve. A parte le generalizzazioni sempre fuori luogo credo che si offra una visione sbagliata di uno strumento fondamentaòe nella formazione dei giovani. per quello che riguarda la mia esperienza sono disponibile ad inviare le pubblicazioni prodotte dagli studenti dopo i viaggi di istruzione effettuati. Certo a me e alla collega TUTTI (C. di I. al C. dei D. a quelli di classe; dalla DSGA al Dirigente) chiedono quantità industriali di relazioni mentre chi sceglie il percorso proposto dalla Comm.ne Gite (che senso ha nella scuola lo sanno solo loro) basta che scriva che tutto è andato bene.
Siamo alle solite: non lavorare e segui il flusso della corrente, sii mediocre e non uscire dal coro e tutto andrà bene tanto lo stipendio è uguale per tutti!
Buone vacanze
Luigi

 Giorgio Dellepiane Garabello    - 01-07-2007
Evidentemente i matti come me che portano (da Volpiano a Roma, in passato a Rimini...) il coro+orchestra del proprio istituto (33 elementi) in «viaggio d'istruzione» per fare il loro neraviglioso "lavoro musicale" partecipando a concorsi, rassegne ecc. ...non esistono!
Urge segnalare!
Urge ricordare non solo il vizioso ma anche il virtuoso direi!
Cordiali saluti...
Giorgio Dellepiane Garabello

 Annalisa    - 02-07-2007
Sono d'accordo con Luigi e Giorgio. Io faccio parte degli irriducibili che considerano i viaggi di istruzione un' opportunità unica per gli studenti , a condizione che siano preparati e che si meritino di essere portati fuori. Ci sono delle classi che non accompagnerei neanche ad attraversare la strada fuori dalla scuola ed altre che porterei anche più di una volta. I rischi ci sono, è una faticata per gli insegnanti , ma penso che ne valga la pena. Annalisa

 Roberto    - 31-07-2007
Carpe Diem.
Caro prof. come disse un celebre comico ''siamo UOMINI o CAPORALI?'' e io nel caporalato non ho mai creduto , forse a qualche Maresciallo (On Line...), ma quelli sono peggio dei Don XY. Sicuramente quei ragazzi tra vent’anni, avranno un bel ricordo goliardico e penso anche culturale, all'età di 18 anni si sono affacciati al mondo così come si presenta, senza veli né tabù, fermorestando che i tuoi colleghi quel mondo lo conoscono da tempo e forse anche con qualche variante.
Orsù Professori d'Italia,ricercate nella vostra coscienza la fatica immane che vi ha portato all'insegnamento e trasmettetela con orgoglio e sapienza ai vostri discepoli.