Un grande vuoto
Gianni Mereghetti - 02-07-2002
Carissimi amici di Fuoriregistro,
permettetemi un intervento a lato del dibattito pur interessante su questi esami di stato. Vorrei raccontare di me, di quello che mi è accaduto quando l'ultima studentessa della classe in cui insegno, terminato il colloquio, si è alzata e se ne è andata. Lei era giustamente felice, sia perchè aveva concluso la sua fatica, sia perchè aveva tenuto il campo a testa alta, meglio di Ronaldo!, io invece ho sentito dentro un grande vuoto, come quello che si prova quando si è portato a termine qualcosa di importante. Non so se avete visto quello stupendo film, "Momenti di gloria", quando Abrahams si trova seduto negli spogliatoi dopo aver vinto la medaglia olimpica e si trova completamente svuotato d'energie, come se non avesse più nulla per cui lottare, ebbene io ho provato proprio quello stato d'animo. E in quel vuoto una profonda tristezza, la tristezza di chi vede che gli studenti, con i quali ha camminato e a cui avrebbe ancora da dare molto, se ne vanno verso nuove prospettive.
Sì, gli studenti che se ne vanno sono una ferita, la ferita inevitabile del loro diventare grandi. Non sarei però umano, se non ne sentissi il dolore, un dolore buono, perchè è prendendo la loro strada che danno valore alla povera e mediocre compagnia che ho fatto loro in questi anni.
Questo mi è accaduto, questa vibrazione umana che da una parte mi ha fatto riscoprire quanto sia incompiuto il mio lavoro, dall'altra quanto ognuno degli studenti che mi sono stati davanti mi ha segnato nello sguardo.
Così da una parte oggi io chiedo loro perdono per il poco che ho insegnato e sono grato ad ognuno di loro per il tanto che mi ha comunicato.
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 marisa bracaloni    - 02-07-2002
Com'e' vero quello che dici, caro collega! Sentimenti veri, sensazioni spontanee..
improvvise, attimi …come quando all'improvviso Andrea della scuola dell'infanzia
legge un titolo di un libro o il nome del mese sul calendario…allora ti accorgi che e' successo qualcosa senza che tu l'abbia cercato
Oppure quando scopri il primo biglietto d'amore di Luca diretto a
Francesca con cui condivideva pochi anni prima
l'orsacchiotto..o quando senti recitare da Simone una poesia con sentimento e voce impostata da attore consumato..
o scopri in un compito di Federico pensieri tanto profondi a cui nemmeno noi eravamo arrivati..
Scoperte..piccole cose che fanno sorridere, ma rendono felici perche' speciali;
che fanno unico il nostro lavoro tanto che vale la pena di viverlo anche quando finisce
un ciclo…e a settembre cominceremo con altre avventure