Ancora Esame di Stato?
Iuniscuola - 29-06-2007
Segnaliamo la seguente dichiarazione di una docente prossima alla pensione e commissaria agli esami di stato
Iuniscuola


"Gli esami non finiscono mai - diceva il grande Eduardo De Filippo, e soprattutto in questi giorni di afa e di fatiche (da parte di tutti, studenti e docenti) non è mai sembrato così vero.

Nella mia scuola le Commissioni si sono tutte formate con regolarità e senza intoppi, ma sappiamo che altrove è stato veramente difficile dar corso ai lavori necessari.

Comportamento irresponsabile della classe docente, come sembra pensare il nostro Ministro? O piuttosto delusione e stanchezza diffuse soprattutto in una fascia d'età del personale della scuola (50-55 anni) che vede allontanarsi sempre di più una risoluzione equa ai suoi problemi retributivi e pensionistici e che si sente eternamente sottopagata e ignorata come categoria di lavoratori socialmente utili e diremmo indispensabili?

Veniamo poi alla cosiddetta riforma degli Esami di Stato conclusivi del Secondo Ciclo di Istruzione Superiore, ovvero ancora una volta, la vecchia Maturità.

Sono stati riciclati i vecchi Commissari Esterni + il mitico Presidente, che anche quest'anno, come tante volte in passato, si affannano tra burocrazie, ceralacche, candele e il minaccioso Programma Conchiglia, croce e delizia di tanti poveri verbalizzanti.

Cosa abbiamo aggiunto rispetto agli anni passati? Qualche non ammesso . Qualche paura in più nelle scuole paritarie. Nient'altro.

Ha ancora senso in generale un esame conclusivo? Si può ancora chiedere agli sfiniti prof. quest'ultimo sforzo per una manciata di euro che verranno messi in pagamento chissà quando?

E per finire: che senso ha avuto riproporre ancora Dante ( e il Paradiso, in particolare) quando ormai da anni in Quinta Dante non si fa più, per fare spazio (giustamente a mio parere) al Novecento?

Oppure alla Pubblica Istruzione si lavora per una minuscola elite iscritta al Liceo Classico?

Molte domande e nessuna (sensata) risposta.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 C66    - 30-06-2007
Credo che un esame di Stato abbia ancora senso e che, anzi, debba tornare ad averne tornando ad essere selettivo, soprattutto nella fase di ammissione dei candidati.
Sono inoltre convinta che l'esame di Stato con commissari esterni, inoltre, dovrebbe tornare ad incentivare lo svolgimeno di programmi nazionali omogenei, oggi penalizzato da troppi progetti "fantasiosi" e del tutto inutili.
Al di là della retribuzione credo che molti docenti si sentirebbero gratificati dal fatto di tornare ad essere funzionari dello Stato.

 valeria venza    - 01-07-2007
Condivido l'indignazione per l'analisi del testo: Dante lo si legge solo in quei licei nei quali ci sono quattro ore settimanali d'italiano, nelle altre scuole lo si studia solo al terzo anno. Molti studenti sono stati scippati dell'analisi del testo, sulla quale avevano puntato. Chi prepara i temi d'esame dovrebbe forse informarsi su quali sono i programmi realmente svolti. E a questo proposito vorrei aggiungere che è assurdo che proprio i licei classico e scientifico presentino programmi di italiano che iniziano dal Neoclassicismo. Non era stata emanata un'ordinanza ministeriale che -giustamente- proponeva di studiare il 900 all'ultimo anno? In fondo è il secolo scorso.

 Maria Cristina Bigarelli    - 01-07-2007
Ritengo sacrosanto quanto detto nell'articolo. Infatti le motivazioni personali non bastano a giustificare o a motivare una malpagata categoria. Non c'è Ministro che affermi che siamo pagati bene, anche se continuano a dire che siamo importanti". In particolare vorrei porre l'accento sul fatto che nessuno riesce a dare il giusto riconoscimento della funzione docente in quanto tale, cioè come artefice delle coscienze dei nuovi cittadini:, come portatore di cultura e formazione. I nostri attuali alunni e diplomandi hanno il diritto di avere una scuola di alta qualità. Con il marchio DOC ! Non c'è dubbio. Allora!? Allora, diamo incentivi e riconoscimenti alla "categoria dei malpagati " gratificandoli per quello che, nonostante tutto, riesce ancora a trasmettere alle nuove generazioni non sempre attente e pronte all'apprendimento. D'altronde ai docenti si richiedono continuamente "ATTI DOVUTI..."

 Laura Venuti    - 01-07-2007
condivido pienamente quanto scritto da C66

 Nerella Buggio    - 01-07-2007
Funzionari di Stato?
Cosa c'è di gratificante.
Uno dovrebbe essere MAESTRO, avere a cuore il bene di chi sta di fronte.
Invece, e il motivo non me lo so spiegare, a fronte di alcuni che lavorano bene, altri lo fanno senza infamia nè gloria, altri ancora fanno i funzionari nello stile "potere alla carica".
Ci sono state scuole dove chi ha fatto l'esame la mattina ha potuto consultare i mauali con le formule, nella stessa scuola, cambiando la commissione, chi ha fatto gli esami il pomeriggio non ha potuto usare i manuali.
Ci sono state commissioni i cui membri s ne stavano alla macchinetta del caffè e altre i cui membri esterni litigavano in continuazione con quelli interni per la loro troppa benevolenza nei confronti degli alunni...
Qui non è il metodo da cambiuare o confermare.
Bisogna che gli insegnanti riscoprano l'importanza del loro lavoro, ricomincino a capire che non sono funzionari di Stato che offrono un servizio "la lezione" appunto, ma persone che aiutano gli uomini e le donne di domani a muoversi nel mondo, a giudicare la realtà.

 francodore olbia    - 01-07-2007
Concludere un ciclo di studi con un Esame di Stato ritengo sia una cosa ottima a condizione che non sia snaturata e condotta con equilibrio, ma questa è questione solo normativa. Aggiungo doveroso per tutti i docenti svolgere la funzione di commissario esterno senza utilizzare il solito trucco utilizzato, va detto, da tutte le categorie; è come che un pilota d'aereo trovi disagevole dover dormire fuori casa o un medico far turni di notte in reparti d'emergenza. E' però vero che nel territorio nazionale non vi sono tutte situazioni come quelle dei grandi centri urbani nei quali è sufficiente attendere l'autobus della mezzora successiva o il treno per arrivare. Da noi, in Sardegna, puoi essere utilizzato a oltre cento km di distanza con trasporti pubblici inesistenti o inadeguati che costringono all'uso del mezzo proprio o a prendere alloggio nella località di esame per 20-25 giorni consecutivi. A questo punto il conto è fatto: sommate il prezzo di un modesto bed and breakfast per una camera e un pranzo e cena in una trattoria altrettanto trattoria per scoprire che l'indennità esami copre a mala pena le spese; non scordate che, a vostre spese, dovete utilizzare la VOSTRA AUTO. Non va scordato che, comunque, il nostro insegnante deve anticipare di tasca. NON ESISTE ALTRA CATEGORIA CHE TRATTA I PROPRI DIPENDENTI IN MODO COSI' UMILIANTE !!!!!
Questo posso affermarlo con assoluta cognizione di causa per esperienza personale in industria di diversi anni.
Per ribadire in modo crudo quel che in tanti non hanno il coraggio di dire apertamente: così come l'impresa ha come scopo primario il maggior guadagno (nessuno si scandalizza se il commerciante o l'imprenditore valutano la convenienza perchè vogliono guadagnare sempre di più) anche il lavoro dipendente ha diritto a voler guadagnare di più valutando la convenienza. Ci pensi il Ministro, se gli esami fossero adeguatamente retribuiti e l'adesione fosse volontaria non si arriverebbe alle assurde situazioni di diniego che sono state denunciate in questa sessione di esami !!!!! Occorre pensarci sin d'ora in vista del prossimo anno.

 Antonio C.    - 01-07-2007
Credo che sia molto importante ciò che è stato reintrodotto nella scuola: l'esame di Stato con una commissione parzialmente esterna e il "filtro" delle ammissioni agli esami. Non perché quest'anno abbia funzionato questo filtro (come sappiamo), ma perché da parte di una fetta crescente di studenti si era ormai arrivati ad evitare di studiare delle materie mirate, tanto bastava arrivare alla fine in qualche modo. Il sistema dei vecchi furbetti della scoletta. Dare certi segnali e parlare della necessità di responsabilità anche del corpo docente è molto importante.
Quanto alla carenza dei docenti commissari: non credo che ci sia stata una vera "aria di rinuncia". Non cedo cioè che ci siano stati docenti rinunciatari in modo peoccupante, come ho letto nella stampa e sentito nei notiziari. Da insegnante di lunga esperienza ed anzianità di servizio ho fatto domanda come tutti gli altri indicando la scuola dove volevo andare in caso di nomina. Non sono stato né convocato né chiamato, né poi "ripescato". Non servivo e mi sono riposato.
Che ci paghino poco, è verissimo. Ma che gli esami non valgano nulla perché ci pagano poco, è una scusa che viene alimentata dalla nostra frustrazione. Siamo anche vittime di come vengono fatte circolare le notizie sulla stampa, sempre alla ricerca degli aspetti scandalistici che possano suscitare una qualche attenzione nel lettore/ascolatore. Le notizie della stampa tra l'altro, come quasi sempre, vanno a pescare nel "si dice", ingigantendo fenomeni magari marginali. Quando mai la stampa, anche quella seria, affronta veramente i problemi della scuola e dei docenti?

 Magda Tassinari    - 02-07-2007
Sono d'accordissimo

 g.r.    - 04-07-2007
D'accordo pienamente con C66 e con tutti coloro che ritengono importante il ripristino di commissari esterni. Credo, forse, data l'autoreferenzialità di scuole e docenti, che sarebbe opportuno rivedere la possibilità di una intera commissione esterna, che fu cancellata, ricordiamolo, non in nome di alti ideali ma per bassa macelleria economica. Quando si girava l'Italia, ci si confrontava tra docenti e ci si autoaggiornava su didattica, programmi e strumenti alternativi, problematiche comuni. Rimanevamo sempre malpagati, ma eravamo gli insegnanti di una Repubblica non suddivisa per aree geografiche e progettini. Ora si fa fatica a mettere insieme i docenti nelle Commissioni e quello che più grave si "raccattano" laureati senza alcuna esperienza di insegnamento pur di dire che l'Esame è stato regolare. Io sono l'unico commissario esterno della mia commissione che non ha mandato il certificato medico. Al posto dei miei colleghi ho visto nominare sulla cattedra di economia aziendale, nel giro di poche ore, ben due sostituti, tutti senza una sola ora di servizio e quello che più è grave senza aver minimamente mai corretto un solo compito in classe. Allora, dato per scontato che l'Esame di Stato serve, è utile ridurre il corpo docente a questi livelli? Sono stati rispettati i diritti degli studenti posti di fronte a prof. quasi coetanei senza alcuna professionalità ed esperienza?