Alla VII commissione cultura della Camera
Ioannis Lioumis - 27-06-2007
Al Presidente
Della VII commissione Cultura della Camera
On. Pietro Folena
Agli On. Componenti
della VII Commissione Cultura della Camera


Onorevoli Deputati
Vi scrivo in merito alla sospensiva del Tar Lazio che ha riabilitato il punteggio di montagna.
In questa vicenda del Tar, il mio augurio è quello che il Governo faccia qualcosa (chissà, magari un decreto legge d'urgenza) perchè non si mettano a rischio le immissioni in ruolo di migliaia di precari veri che lavorano da tantissimi anni nelle scuole (indifferentemente se in pianura o in montagna in discesa o in salita) e che, da tantissimi anni rivendicano qualcosa di pienamente legittimo e pulito.
Poi, visto che la sospensiva si riferisce ai soli anni scolastici 2003/04 e 2004/05 (già valutati nel precedente aggiornamento), temo che non sia concessa la sospensiva o meglio (anzi peggio) non si dia il doppio punteggio per gli anni 2005-2006, e 2006-2007. A questo punto sono sicuro che, per tutti i precari i quali si vedono superare negli aggiornamenti del 2004 (punteggi regalati a chi per caso si trovava in montagna) e del 2005 (aspettando l'esito dei loro ricorsi al Tar) e si trovano costretti a scegliere la montagna per gli anni 2006 e 2007 unicamente per limitare i danni che annualmente li facevano retrocedere nelle posizioni, il male sarebbe maggiore di quello sofferto.
Però la cosa che più colpisce in questi casi è l'assenza di quelli che dovrebbero proteggere i precari. Di quelli che si limitano solo a riportare la notizia senza una presa di posizione. Esprimono (ormai è consuetudine) una forte preoccupazione, ma non si sa realmente per chi o per cosa.
Dunque, che fare?
Il giorno 21/06/07 sono state pubblicate le G.E (graduatorie ad esaurimento) agli USP (ex provveditorati) per volontà del Ministero della Pubblica Istruzione (MPI) che presenterà (come ormai da prassi consolidata) appello al Consiglio di Stato contro le decisioni del TAR del Lazio inerenti alla supervalutazione del servizio di montagna.
Dal momento però che sono state pubblicate e valgono (valgono dopo la sospensiva del Tar? Il Tribunale di Agrigento dice di si) sia per le supplenze che per le immissioni in ruolo, vuol dire che il MPI è sicuro di vincere, anche se non si sa come.
Ma se così non fosse?
Cosa succederebbe agli immessi in ruolo dalle G.E ripulite dal doppio punteggio?
E le assunzioni a tempo determinato dei supplenti? Diventerebbero assunzioni a tempo determinato fino alla nomina degli aventi diritto?
A queste ed altre domande altrettanto valide e significative (oltre il punteggio di montagna) bisogna che il Ministero dia una risposta. E' assolutamente necessaria una norma di chiarimento.

"Perciò nel provvedimento all'esame in condizioni giuridiche presso la 7ma Commissione Cultura della Camera con l'atto 2272_ter scuola impresa e società, rinominato il giorno 22/06/07 "Disposizioni urgenti per la pubblica istruzione", tra gli altri provvedimenti venga inserita una norma di chiarimento." Una norma, un atto responsabile per rassicurare i diretti interessati oltre che attivare meccanismi utili a scongiurare altre sentenze con potenziali effetti destabilizzanti.

Sarebbe auspicabile la ri-legificazione della tabella di valutazione di terza fascia ma in questo circo surreale che è diventato il pianeta scuola grazie anche a coloro che stabiliscono leggi inique e scrivono sentenze ingiuste comporta un certo scetticismo.
Onorevole Folena, Onorevoli membri della VII Commissione Cultura della Camera
La vera Democrazia (isonomia) sin dall'epoca di Pericle vuole il confronto della parte politica con i diretti interessati allo scopo di chiarire e dirimere ogni ostacolo per trovare le relative soluzioni.
La finta democrazia, quella inventata, vuole ostacolare ogni chiarimento dalla parte politica allo scopo di far passare leggi inique.

PS: noi siamo per la vera democrazia


Cordialmente
Per il Cipmo (comitato insegnanti precari di Modena)
Ioannis Lioumis

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 P. Citran    - 01-07-2007
Un'osservazione sui danni che il punteggio di montagna ha portato alle scuole di montagna: insegnanti che accettano due ore in montagna e sedici in zone "centrali" o "cittadine", non solo spezzando cattedre, ma spesso con la riserva di stare "in montagna" il meno possibile, grazie a malattie proprie o dei figli (anche verificantesi una volta alla settimana con precisa regolarità), liberi professionisti per l'anno intero (vacanze escluse) in permesso per p-maternità, moltiplicazione dei permessi per studio scelti con strategia sapiente, ecc. ecc.