Lettera al sottosegretario
Giacomo - 25-06-2007
Gentile dottoressa, in via del tutto preliminare e per non rubarle preziosissimo tempo la invito a rivedersi le tracce di un passato non lontano: basta risalire a una decina di anni fa, quando i titoli della prima prova erano differenziati per licei, magistrali, tecnici e professionali. Non inorridisca, la prego: l'autore era persona competentissima: sapeva che nei tecnici Dante si fa in forma antologica e non sempre caglia, che negli Istituti professionali si studia solo la letteratura dell'Otto e Novecento e che Dante non è materia d'esame. (Lo sa, signora Bastico, che solo per questa svista un genitore un po' avveduto potrebbe chiedere di invalidare la prova. Ma non si preoccupi. Grazie a Dio siamo fortunati se ce lo promuovono questo figlio - benedetto figlio e maledetta quella sua insegnante di lettere della scuola media - che non siamo riusciti neanche a fargli fare il liceo).
Il funzionario del passato, signora Bastico, oltre che competente, conosceva i curricula di tutte le scuole d'Italia e non avrebbe mai confuso l'argomento della "convivenza civile e dell'esercizio del potere" nell'ambito socio - economico. Spieghi lei, signora Bastico, che cosa c'è di economico in un tema sulla giustizia, sul diritto e sulla legalità. Stiri, stiracchi pure la traccia, signora Bastico, ma non vi troverà nulla di "economico". Obietterà che il tema era, però, di carattere sociale. Brava, signora Bastico, brava: ma la traccia avrebbe dovuto comprendere entrambi gli ambiti.
Ancora, signora Bastico. Gli studenti ringraziano per i "luoghi dell'anima" : 11 documenti, dei quali alcuni puramente decorativi, non un'antologia, ma un vero e proprio giardino dov'è passato il tagliaerbe, la solitaria battuta da Shakespeare, l'haiku di Lee Masters: di tutta l'antologia ha scelto i versi più significativi, soprattutto per le decine di migliaia di studenti che non sanno chi sia. Si rilegga, a proposito di luoghi dell'anima, la lirica Dippold l'ottico.
Significativi pure i documenti a corredo delle tipologie B: rilegga, signora Bastico, i brani di Beccaria, di Hoffe, quello di Bobbio. Bizantini, da spaccare il principio in quattro, assolutamente privi di significato. Ma vallo a dire che il re è nudo.
Se avessi previsto questo parto, col piffero me ne sarei andato in quiescenza, qualche anno fa. No, l'avrei aspettata, signora Bastico, come si aspetta tutta la vita un evento irenico, un'insperata epifania.
E ancora, signora Bastico, il tema monstrum di argomento storico: la fine del colonialismo, l'avvento del neocolonialismo, gli imponenti flussi migratori, i futuri scenari. Che altro, signora Bastico, ora che gli studenti avevano preso l'abbrivio, avrebbero potuto, vento in poppa, continuare ad oltranza, per dire, con il fondamentalismo islamico, lo sviluppo compatibile e altri argomenti correlati. Immaginiamo che lei, signora Bastico, queste tracce le vorrà presentare a qualche convegno europeo, come superbi gioielli, espressione del livello dei nostri maturandi.
Ci pare di vederla, novella Cornelia, rivolgersi alla sua interlocutrice francese, mostrare il fascicolo delle tracce, orgogliosa della perfetta corrispondenza sua con le giovani menti di cinquecentomila studenti, che aspettavano solo di essere indirizzati, stimolati, caricati come bombe ad orologeria, puntate sulle otto e trenta di mercoledì mattina. Aspettavano anche che il Ministro rinunciasse ad una sua prerogativa per conflitto di interesse e affidasse a lei il compito di preparare queste tracce innovative, e non le solite tracce - trappola, come aveva preventivamente assicurato. Un'altra volta rischi, signor ministro, rischi il conflitto di interesse. La commissione che sta esaminando suo figlio conosce il discorso delle beatitudini e avrebbe valutato secondo merito e giustizia.
Però, ha ragione anche lei, signora Bastico. Perché preoccuparsi dei ragazzi dei tecnici e soprattutto di quelli dei professionali. E' pur vero che non hanno studiato Dante, che non è nemmeno contemplato dai programmi d'esame; ma se anche lei avesse pensato ad un autore del Novecento, avrebbe sicuramente pensato magari a Manganelli, Arbasino, Consolo, mica a Pavese, Fenoglio, Pasolini. Avrebbero forse saputo fare di meglio, povere creature?
Ora dorma sonni tranquilli, signora Bastico, le tracce sono proprio belle e in Europa ci faranno una gran bella figura! I documenti, poi, lei li ha tratti da saggi di altissima levatura, quella con cui di solito pasteggia, la stessa che i nostri studenti universitari di Economia, Storia e Scienze politiche, ecc. stentano a capire.
Mi immagino già le facce incredule della pattuglia che fra tre secoli scenderà da un qualche pianeta situato a nord di Vega e troverà negli archivi del Ministero queste tracce: - Con queste tracce? Con questi giovani? Con la Bastico? Ma come hanno fatto ad estinguersi? -
Signora Bastico, le auguro di campare fino ad allora, se non altro perché qualcuno dovrà pur restare e spiegare loro che lei quelle tracce le aveva date in tutta buona fede. Lei ora passerà alla Storia per un sottosegretario che dà peso alla " cultura alta ". E noi che, sapendola anche sensibile alla cultura femminile, abbiamo sperato che lei proponesse, che ne sappiamo, magari il commento al Canto dell'uomo, dall'Antigone di Sofocle, nella meravigliosa traduzione di Giuseppina Lombardo Radice, una pagina di letteratura universale che tutti comprendono, adatta anche all'esame di licenza media, e che avrebbero compreso anche i ragazzi dell' Istruzione professionale. Ci perdoni, abbiamo lasciato la scuola qualche anno fa e i tempi corrono, lei è un politico che va di gran carriera. Sa, signora Bastico, mi dicono che oggi l'istruzione professionale è frequentata in larga misura da ragazzi che fino a 10 anni fa sceglievano la formazione, da molti stranieri ancora in difficoltà con la lingua italiana, da ragazzi dal percorso scolastico tormentato, ma ugualmente intelligenti e sensibili, che hanno appunto percorso strade diverse.
Ebbene con un atto d'imperio, da qualche anno (e lei non ha voluto essere da meno, figurarsi!), si è deciso che di fronte all'esame di Stato, non importava più aver studiato greco, latino, storia dell'arte, approfondito le letterature, la filosofia e la Storia ovvero aver scelto scuole ad indirizzo tecnico o addirittura pratico - professionale. Bazzecole! Per la signora Bastico, notoriamente di profonda fede democratica, i ragazzi sono tutti uguali.
- E poi, cosa racconto al sottosegretario austriaco la prossima volta che lo vedo? Che in occasione del bicenteriario della nascita di Garibaldi (già che loro Garibaldi non lo possono sopportare) ho ritenuto opportuno proporre ai ragazzi una riflessione sull'unità d'Italia e suoi suoi protagonisti? O che ai ragazzi dei tecnici e dei professionali ho chiesto di mettere a confronto gli umili verghiani con quelli della narrativa del neorealismo o che, indipendentemente dal tipo di scuola superiore in cui la fortuna abbia cacciato gli sventurati che la frequentano di questi tempi, in ambito artistico - letterario ho presentato alcune voci del grande romanzo di formazione, chiedendo di riflettere sul genere e di considerarne la valenza educativa?
"Intra Tupino e l'acqua che discende/del colle eletto del beato Ubaldo"... eccetera.
Ma lei, signora Bastico, può fare e disfare cosa e come meglio crede. Già sul Corriere qualcuno più autorevole di me le ha bacchettato le tracce, ma l'articolista poi se l'è cavata benone, (anche lui, che si occupa da molti anni di scuola ma ne ignora i programmi!) concludendo che - però - Roberto Benigni aveva sentenziato:
- Se è Dante, va sempre bene!
Non s'è chiesto, il giornalista, che cosa ne pensasse il professor Sermonti, vecchio barbogio. Piuttosto facciamo sapere alla Bastico che c'è un errore, che il professior Mariotti... e bla... bla.. bla..
Ecco, signora Bastico: immaginiamo che lei abbia fatto eccellenti studi liceali: si sente da come modula la sintassi e si vede anche dalla sobrietà dei suoi tailleurs, ma che ne direbbe se la costringessimo a indossare le scarpe di Rosy Bindi?
Distintamente,
un ex docente.

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 antonietta casano    - 03-07-2007
Bravo, mio caro ex collega, per fortuna ancora impegnato....anch'io ho sempre fatto considerazioni simili alla tua. sono d'accordo: il tema di Italiano (continuo a chiamarlo tema perchè è così che ancora lo si intende, nonostante ii restauro) è testato sull'utenza di un BUON liceo (meglio se classico o scientifico). e vorrei andare oltre: avete mai letto i test di ingresso all'Università????
e poi venitemi a dire che i corsi universitari sono aperti a tutti coloro che sono in possesso del ciclo superiore di 5 anni...
democrazia??? ...bella parola....
questo lo dico sempre ai miei ragazzi, in terza media... ma loro sono troppo giovani per pensarci...