Vogliamo la nostra scuola
Cinzia Coratti - 19-06-2007
Chi scrive è la mamma di tre splendide bambine che frequentano le scuole pubbliche di Roma.

Nonostante i tanti disagi e difficoltà, sono contenta della qualità didattica degli insegnanti delle mie figlie, ma mi trovo giornalmente confrontata con la scarsità di fondi disponibili alla scuola italiana. Oggi poi scopro con sconcerto che una delle due figlie gemelle che fino a ieri ha frequentato la scuola a tempo pieno da domani forse sarà costretta a frequentare il tempo parziale perché per una complicata vicenda di attribuzione di organici il Provveditorato del Lazio non può garantire la sua continuità didattica. Il tutto in terza elementare. Ci tengo a precisare che la mia scelta del tempo pieno non è dettata da necessità orarie, ma dal credere fermamente in tale tipo di organizzazione didattica (peraltro sono una psicologa e per ironia della sorte mi occupo di scuole).

Invio una nota che chiarisce meglio i fatti e vi domando: che senso ha continuare a disquisire di famiglia e/o famiglie quando la scuola pubblica che garantisce tutte le famiglie è continuamente sottoposta a tagli e ristrutturazioni? Vogliamo veramente investire sul futuro o solo continuare a sopravvivere?

Noi genitori non siamo disponibili a rinunciare ad un diritto acquisito e adotteremo tutte le forme di lotta possibili. Intanto il 22 giugno, giorno di consegna delle pagelle, saremo fuori dalla scuola con i nostri figli, per rinunciare alla consegna delle pagelle da parte di una scuola che non garantisce ai nostri bambini la continuità didattica. Possiamo contare sul vostro aiuto?

Un cordiale saluto

Cinzia Coratti


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