Una presa di posizione
Fernando Rossi - senatore - 13-06-2007
Riceviamo e volentieri pubblichiamo - Red

Roma, lì 13/06/07

Vi invio questo mia ultima presa di posizione sulla situazione politica italiana.
Vi sarei grato se poteste farlo circolare fra amici e conoscenti: sono molto interessato all'opinione del più ampio numero di persone possibile. Nel contempo, vi sarei grato se poteste farlo pervenire a testate giornalistiche (come lettera?), radio e tv locali. Se potete dedicarmi 10 minuti, fatemi sapere chi ha eventualmente pubblicato il testo e quali reazioni ci sono state.
Credo davvero sia ora di smetterla con l'ipocrisia: bisogna parlare con sincerità (ed evitare il politically correct ad ogni costo) e capire cosa ne pensa la gente.

Vi ringrazio per tutto quello che potrete fare,
un sincero saluto.

Sen. Fernando Rossi


Come d'autunno sugli alberi le foglie

Già prima del 9 giugno era difficile credere alla rinata voglia di socialismo che da alcune settimane era tornata sulle bocche del ceto politico "ad Ovest di Paperino" o come loro usano dire "a sinistra del Partito Democratico"; ora sarebbe politicamente immotivabile.
La politica estera e l'indipendenza nazionale non sono poca cosa per la sinistra, ma la guerra è tanto, tantissimo, una discriminante.
L'aver pensato di poter ignorare che l'Unione è entrata in guerra con Bush (fingendo di uscire), è stata una grande ipocrisia, tanto che persino i quadri dirigenti nazionali di tali partiti e Associazioni di riferimento, hanno deciso di disertare il raduno del "NI ALLA GUERRA" ( con dei se e con dei ma).
Prima di Piazza del Popolo, oltre alla vecchia guerra ed alla nuova base USA, ci sono stati il Dpef, l'Indulto, la Finanziaria e decine di altre scelte, pur meno emblematiche, in cui ha nettamente prevalso un chiaro indirizzo conservatore; dov'era la sinistra "a sinistra del Partito Democratico"?
Ora stanno arrivando al pettine le verifiche su quanto il Governo si era impegnato a fare, per ridare potere d'acquisto a salari e stipendi, per superare il precariato e per aiutare le centinaia di migliaia di famiglie strozzate da banche e cooperative che hanno distrutto tutti i loro risparmi; nel contempo andranno in aula: le privatizzazioni della Lanzillotta, l'attacco alle pensioni (anche se i riformisti la chiamano Riforma delle pensioni), la nuova legge elettorale "Erode" che mira al numero chiuso nel teatrino della politica...Che farà la sinistra "a sinistra del Partito Democratico"?
Sino ad oggi mi sono personalmente sforzato di mantenere due impegni presi con gli elettori: sono stato eletto per realizzare un Programma Elettorale, con Prodi Presidente.
Non posso però fingere di non vedere e sentire che quel Programma, da DS e Margherita (tralasciando Di Pietro, Mastella, e volenterosi e liberisti vari), è ritenuto un bidone vuoto, mentre sulla leadership di Prodi, quotidianamente si assiste alle incursioni di banderilleros che escono dai palazzi della maggioranza, o da Agenzie stampa della maggioranza, per conficcare la loro banderilla nella schiena del torello, fiaccandolo, in attesa della spada del matador.
In numerose cene e incontri al vertice, di cui si legge sempre più apertamente, vengono definiti scenari e preparate imboscate (io e Turigliatto siamo stati, nostro malgrado, usati in quella che ha avuto maggiore clamore) e penso che Prodi sappia benissimo che la sua ostinazione nel volere che il nuovo Partito Democratico sia qualcosa di diverso dalla sommatoria degli stati maggiori del ceto politico ex Dc ed ex PCI, gli varrà nuove, agguerrite, inimicizie. A Ferrara dicono: "Durarala?" (potrà continuare?).
Per parte mia (pur sempre più preoccupato per il teatrino della politica a cui assisto), in questa fase, sono ancora disponibile a votare "a scatola chiusa" solo ciò che è scritto nel Programma Elettorale o ciò su cui viene posta la Fiducia; diversamente rivendico il diritto-dovere di votare a favore solo di proposte che guardino al bene comune del Paese.
Ma senza un deciso ritorno allo spirito ed ai contenuti programmatici della campagna elettorale e del Programma diverrà sempre più chiaro, per sempre più ampie fasce sociali, politiche e culturali del nostro popolo, che la grande nave dell'Unione è stata messa su una rotta sbagliata e che si sta andando a sbattere.
Quel giorno, nessuno del ceto politico della sinistra "a sinistra del Partito Democratico", potrà più chiedermi di accompagnarli in passeggiate da prua a poppa, ascoltando le loro rassicurazioni sul fatto che ci si stia muovendo nella giusta direzione.
Se non si cambia rotta, io quel giorno sarò già sceso.
Sen. Fernando Rossi


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 Patrizia Rapanà    - 14-06-2007
E' una presa di posizione amara, una voce onesta che ci dà il racconto di uno che le cose le vede da dentro, che dimostra una sincera sofferenza, e che è stato ingiustamente messo alla gogna. Che si può fare? Il senatore Rossi ha ragione. La situazione è drammatica. La prima cosa che faccio è quella di esprimere solidartietà. Poi invito i lettori che hanno sempre detto che non sta accadendo niente ad esprimersi, a dire la loro, a dare suggerimenti ed a far sentire finalmente la propria voce a chi dovrebbe ascoltare.

 Marino Bocchi    - 14-06-2007
Questo intervento del senatore Rossi, a cui va tutta la mia stima per il coraggio, l'onesta', l' intransigenza con cui ha saputo dire un chiaro "no" alle ipocrisie dalemiane sulla guerra, offre lo spunto per un'amara riflessione sull'assenza del tema della riforma della scuola, ogni volta che si tocca l'argomento del programma inevaso. Se ne parla, quando se ne parla, solo per vaghi accenni. Allora io mi domando: come si puo' pensare ad un progetto di grandi, strutturali riforme sociali, in mancanza pero' di un robusto investimento sull'istruzione e sulla cultura, dato che, senza le prime, la scuola diventa da un lato un diplomificio e dall'altro lo specchio e il rafforzamento delle diseguaglianze. E senza il paradigma della scuola come priorita', il sapere, la conoscenza, saranno sempre per pochi (quelli che hanno alle spalle famiglie istruite e benestanti). La mancata osservanza di questi due impegni, entrambi importanti, fa si' che continui a restare inapplicato l'articolo 3 della Costituzione, che prescrive che "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".
Non mi stupisce che il tema della centralita' dell' istruzione sia del tutto assente dal pensiero e dalle dichiarazioni politiche dei riformisti moderati, asserviti al modello liberista della scuola-azienda. Ma mi allarma riscontrare ogni volta che non se ne parla neppure negli interventi degli esponenti di sinistra. Caro senatore Rossi, nel programma c'era anche scritto che si doveva andare al superamento della riforma Moratti? Lei ritiene che si stia procedendo in questa direzione?

 Daniela Albertazzi    - 15-06-2007
Lei merita stima e rispetto. Bocchi ha ragione però. La scuola è un asse portante di ogni reale cambiamento. Metta anche quella sul piatto della bilancia. Avrà più gente al suo fianco.
Sono d'accordo anche con Patrizia Rapanà: è necessario che chi ha votato il centro sinistra ed è giustamente deluso faccia sentire la sua voce e dia forza al dissenso.

 Loredana    - 17-06-2007
Sono una cittadina e un'insegante delusa. Ho votato sperando che qualcosa cambiasse. Tutto, o quasi, è come prima, e per la scuola è peggio...
Che dire? Secondo me non si può fare niente, i poteri forti sono troppo forti!

 ottaviano Molteni    - 19-06-2007
Stim.mo e onorevole Senatore della Repubblica, sono un umile insegnante di scuola primaria.
uno dei tanti che proprio in questi giorni sta riassettando i documenti, l'aula e la biblioteca. Tra qualche giorno daremo le schede. E verso la fine mese avremo l'ultimo Collegio Docenti d'Istituto e quindi le "meritate" vacanze.
Vorrei chiederLe una piccola, importante domanda: perchè nessuno di Voi, nostri rappresentanti, si interessa di tutelare e valorizzare la Scuola Pubblica, la Scuola Statale? La scuola diventa argomento di discussione solo per argomenti spinosi e dannosi all'immagine di quanti - e mi creda sulla parola - sono persone degne in tutta la nostra nazione.
Insegnanti che, dalle scuole d'infanzia, alle primarie, alle secondarie inferiori , si alzano ogni mattina per ogni giorno dell'anno scolastico ( e oltre) e con la salute o la malattia eseguono il loro lavoro, spesso affrontando problemi che esulano quanto "citato" dal contratto. Agli insegnanti oggi viene chiesto di essere assistenti sociali, operatori ecologici, burocrati, consulenti familiari, mediatori linguistici e culturali; devono risolvere problemi quotidiani con mezzi che, spesso, sfiorano il paranormale. Il più delle volte impegnati ben oltre l'orario scolastico - garantito e sottoscritto - nel contratto nazionale. Dopo più di vent'anni di insegnamento, attraverso esperienze di tanti tipi, ho conosciuto insegnanti che svolgevano il loro incarico mettendo in gioco ben oltre quanto richiesto. per non parlare di chi...ed io non sono così, purtroppo... dedicano diverse ore notturne - non serali -per elaborare programmi, preparare nuovo materiale, controllare le modalità effettuate... le mie due colleghe sono così. Eccezzionali. Per loro il tempo non ha orologio. e come loro sono sicuro che in tutta la Scuola Italiana Statale ve ne sono un esercito. Ci sono anche i lavativi e i mangiapane a tradimento, è vero. Non esistono i santi. anche noi abbiamo le nostre pecore nere. Ma sono più che convinto che sono proprio pochi.
Nonostante ciò, Voi che ci governate, Voi che dovreste capire meglio di altri come sia fondamentale la scuola, e soprattutto quella degli ordini più piccoli, per formare coloro che saranno i cittadini di domani...non fate assolutamente nulla per , difendere, potenziare, formare (seriamente), finanziare, valorizzare, riconoscere...e altro ancora, la Scuola che Vi rappresenta. Che è lo spirito vitale della Nazione. E non tutte le altre, assurde motivazioni che determinano solo inutili e ridicole, a volte tragiche, controverse tra di Voi.
Quando è necessario dove si operano i tagli? Sanità pensioni e...scuola. Si pretende, si chiede, si dichiara che la scuola deve dare di più, che abbondano gli sprechi e allora...zac...si taglia. Dove sono le categorie deboli. dove si sa che non si avrà reazione.
A costo di sembrare banale...in un convegno a Buhl, in Germania, durante un incontro tra città Europee si è parlato dei progetti per realizzare l'unità. E lì ho difeso l'Italia, dalle solite, scontate...ma purtroppo vere, prese in giro sul nostro modo "d'essere" e "di fare". Ma in realtà molti paesi europei investono nella scuola, e molto. Forse perchè loro credono nella loro scuola. Dovreste crederci anche Voi. Un po' di più.
Un augurio per il suo lavoro e il suo impegno.
Ottaviano Molteni