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San Vincenzo in Galliano, Cantù 1007-2007
Ottaviano Molteni - 12-06-2007
Quest'anno corre una data veramente storica per questo piccolo paese che è Cantù. La basilica di San Vincenzo in Galliano, appena fuori dal centro, compie ben mille anni. Mille anni dal suo restauro da parte dell'allora semplice "custode" Ariberto da Intimiano, colui che nel 1018 diventerà l'arcivescovo della città più importante, grazie a lui, d'Italia, Milano.
Personaggio di un'intelligenza veramente al di sopra della norma, politico, di nobile stirpe longobarda, reale e civile, non guerriera, ambizioso, ma corretto e che ha sempre saputo riconoscere i suoi tanti errori. fedele al suo re, imperatore, feudatario leale quindi. uomo del suo tempo.ma che uomo. Non credo esistano politici come lui oggi.
La chiesa da lui voluta, restaurando la preesistente, aveva due forti valenze legate alla conoscenza dei simboli e sacralità cristiana, entrambi utilizzati per informare e catechizzare dei fedeli ignoranti e illetterati, ma che da sempre hanno impartao ad amarlo e, più tardi, a difenderlo.
Chiesa di un romanico puro lombardo primitivo, costruzione fatta di ciottoli di fiume o lago, irregolari e legati dalla competenza degli architetti e dagli operai, natata centrale con le due absidi laterali - oggi perduta la dx - campanile, portico esterno. All'internio gli archi delle navate vanno ad appoggiare su piedritti rozzi recuperati da necropoli romane, significative della pietra grezza dell'uomo in pieno contrasto con la bellezza della cripta, con collonine lavorate, capitelli quasi bizantini, volte a vela e finestre strobate che permettono alla luce di entrare...laddove erano custodite le reliquie sicuramente così importanti da permetterci di capire la presenza sulla navata settentrionale del gigantesco San Cristoforo di iconografia orientale, senza il fanciullo sulle spalle, che spalanca la sua mano sui viaggiatori, pellegrini, viandanti che passavano di lì.
L'altra è un'iconografia fortemente legata a martiri e significati del primo cristianesimo, quello primordiale e puro. Quello che lo aveva portato a bacchettare e combattere eresia e...scorrettezze del clero.
Diversi maestri hanno qui operato. Il maestro dell'abside con una mano certa, sicura e più matura. forse è anche intervenuto in alcune parti delle navate. e poi diversi artisti che hanno operato nelle parti restanti.
Posso solo dire che...entrando nella chiesa con il dovuto riguardo di chiunque entri, sia esso cristiano o musulmano, in un edificio sacro di mille anni, si è accolti da un magnifico Cristo in una mandorla policroma che pare ci inviti ad entrare e a scoprire tutto ciò che in essa è racchiuso. Un vero scrigno di pietra che raccoglie tesori che umilmente, noi piccoli esseri moderni, dobbiamo cercare di capire, ma che sicuramente dobbiamo visitare e rispettare.
Se vorrete venire a visitarla sarà mio piacere farvi da guida.

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