Lettera aperta ai Sindacati della Scuola
Forum Insegnanti - 06-06-2007
Ai Segretari di Flc Cgil - Cisl Scuola - Uil Scuola

A partire dalla delusione per il contratto siglato il 29 u.s. che, senza alcun mandato da parte dei lavoratori, ha aperto la strada alla triennalizzazione, lasciando tra l'altro sostanzialmente scoperto per intero l'anno 2006 e subordinando gli incrementi stipendiali a criteri meritocratici non meglio definiti, vorremmo sottoporre alla vostra attenzione alcuni argomenti di dissenso che mettono in seria discussione la rappresentatività del sindacato, che in quanto tale ha ragion d'essere nella misura in cui è capace di porsi a difesa delle istanze di tutti i lavoratori siano essi iscritti o non lo siano.

In particolare, come insegnanti e operatori della scuola:

- Respingiamo l'introduzione di criteri pseudo-meritocratici finalizzati ad introdurre elementi di competizione-carriera tra i docenti, che inficerebbero la cooperazione nel progetto educativo, costituendo di fatto delle gerarchie aziendali all'interno di un'istituzione che, dall'introduzione della Dirigenza fin qui, ha visto progressivamente sminuiti gli spazi di democrazia sacrificati ad un'ipotetica efficienza organizzativa che non abbiamo tra l'altro minimamente riscontrato. Semmai le statistiche affermano, al contrario, che i casi di mobbing e le fughe dalla scuola verso il pensionamento sono incredibilmente aumentati, segno di un profondo disagio dei docenti verso riforme subite e mai partecipate e condivise, che, tra l'altro, hanno fatto precipitare nelle classifiche internazionali anche la scuola materna ed elementare, le quali erano il fiore all'occhiello del nostro sistema scolastico.

- Respingiamo la sedicente autonomia scolastica che, oltre ad aver prodotto un aumento smisurato del potere dirigenziale e la privatizzazione sostanziale delle scuole poste in competizione tra loro per l'accaparramento di clienti, si è rivelata un vero e proprio "fallimento" nella misura in cui alle scuole sono venuti a mancare i necessari finanziamenti perfino per far fronte all'ordinaria amministrazione.

- Respingiamo la babele dei curricoli di scuola che si vorrebbero introdurre attraverso le Nuove Indicazioni Nazionali e la paventata sperimentazione delle stesse a partire dal prossimo anno à scolastico. La commissione che si appresta a vararle, oltre a non essere rappresentativa del mondo della scuola, poiché nessun docente fa parte di essa, dimentica che i preesistenti Programmi Ministeriali del '91 (Infanzia) '85 (Elementare) '79 (Media) sono tuttora vigenti, dal momento che nessuna disposizione formale li ha mai abrogati. Purtroppo sembra che anche voi nel sindacato lo abbiate dimenticato.

Mario Pirani, che di certo non è un estremista, nel condividere le analisi del Manifesto dei 500, dalle pagine di Repubblica ha sottolineato quale iattura rappresenti il ribadito abbandono dei programmi nazionali di studio per sostituirli con "programmi personalizzati" decisi scuola per scuola. Non ci sembra di aver notato da parte vostra una particolare attenzione al tema e, in quelle scarse dichiarazioni che abbiamo letto da quando si è insediato il nuovo governo, si nota un sostanziale avallo della destrutturazione del sistema pubblico dell'istruzione che avviene anche attraverso la diversificazione dei programmi.

Rileviamo con rammarico la distanza abissale tra le posizioni ufficiali del sindacato e le istanze e i bisogni di chi la scuola la vive giorno per giorno superando infinite difficoltà alle quali ultimamente si sono aggiunte aggressioni mediatiche senza precedenti.

SULLE QUESTIONI SOLLEVATE RITENIAMO CHE IL SINDACATO DEBBA

- mantenere la cadenza biennale dei contratti rivendicando almeno il recupero pieno dell'inflazione per tutti gli anni (2006 compreso), oltre a pretendere contestualmente un piano di congrui aumenti salariali per tutti i lavoratori della scuola per portare i loro stipendi all'altezza della media europea;

- rivendicare l'eliminazione dei danni che l'autonomia scolastica ha prodotto anche in termini di democrazia nei rapporti di lavoro;

- pretendere il ripristino immediato dei Programmi Nazionali del 91, dell'85 del 79 e solo successivamente discutere di un'eventuale revisione degli stessi;

- prendere atto che, dopo il fallimento evidente della politica del cacciavite, nessuna inversione di tendenza è realizzabile prescindendo dall'abrogazione delle leggi Moratti;

- rifiutare qualsiasi logica meritocratica che dia luogo a differenze stipendiali, ma piuttosto intraprendere la strada di un aggiornamento retribuito e aperto a tutti, in particolare sulle tematiche dell'integrazione e del disagio scolastico;

- intraprendere un percorso di ascolto e scelte condivise con la base per superare la crisi di rappresentanza che da tempo investe i rapporti tra i lavoratori e le organizzazioni.

Rimaniamo in attesa di un riscontro al presente appello.

Il Forum Insegnanti

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 Italo    - 10-06-2007
Tra i sindacati aggiungiamoci anche la Gilda che predica predica predica ....ma fa esattamente come gli alri.

 Mario Di Maio    - 10-06-2007
Gent.mi Colleghi del Forum Insegnanti ,
alcune delle vostre rivendicazioni mi sembrano legittime, vedi gli aumenti retributivi, ma altre mi sembrano delle richieste piuttosto di retroguardia, che si rifanno ad un modello di scuola in cui i diritti degli insegnanti prevalgono sui doveri, in cui i docenti preferiscono trovarsi in una situazione negativamente autoreferenziale, per non dire solipsistica.Mi riferisco, in modo particolare alle critiche rivolteall'autonomia che, gestitta in modo consapevole e condiviso, rappresenta uno strumento formidabile per conseguire quelli che sono i compiti istituzionali della Scuola.
La critica alla meritocrazia è valida fino a quando essa non costituisce un pretesto per svolgere la propria attività in modo mediocre, che non tenga conto dei bisogni e delle aspettative degli alunni.

 toniemme    - 11-06-2007
cari co lleghi,
ancora una volta sbagliate obiettivo.
"Non ci piace il contratto e la colpa è del sindacato". Ma chi ha fatto delle proposte oscene, il governo di PRODI BERTINOTTI E D'ALEMA O IL SINDACATO?
Il sindacato ha cercato solo di limitare i danni. Per 6 miseri euro il governo si era rimangiato un accordo già firmato. Per non parlare delle pensioni dove vogliono peggiorare la riforma MARONI.
Dicono i DS e i rifondaroli questo è il governo amico contro cui non si può scioperare!
Il problema vero è Bertinotti e D'Alema che parlano bene prima delle elezioni e razzolano male dopo!


 Lusitano    - 11-06-2007
Ritengo che la lettera sia stata giustamente indirizzata alle sigle sindacali che rappresentate nelle confederazioni hanno firmato il contratto del pubblico impiego, la Gilda degli Insegnanti purtroppo non era rappresentata, visto che la confederazione che comprende detta sigla ovvero la CGU non è stata nemmeno invitata alla faccia della democrazia sindacale. Quanto al fatto che la Gilda sia uguale agli altri è tutto da dimostrare, ovvero alla facile demagogia di qualche collega, rispondo che basta guardare i fatti, ovvero quanto contratti sono stati firmati dall' Associazione Professionale di Insegnanti Gilda? Basta questo a fare la differenza, ed è ovvio che sarebbe più facile firmare e poi concertare che democraticamente dissentire ed essere discriminati.
Resta poi inteso che in ogni contrattazione seria, l'interesse collettivo deve sempre essere prevalente su quello individuale.

 Laura Tussi    - 14-06-2007
LA SITUAZIONE DI PRECARIATO SCOLASTICO IN ITALIA.
Intervista al Segretario generale CGIL Scuola di Milano, Alfia Nicotra.

di LAURA TUSSI

Il problema del precariato nella scuola è in fase molto avanzata, ma ha origine da una situazione pregressa. Per dieci anni nella scuola secondaria superiore non sono stati indetti concorsi. Per passare in ruolo ed avere un contratto a tempo indeterminato anche nella scuola è indispensabile aver superato un concorso pubblico. Questa situazione ha creato una presenza di precariato, cosiddetto “storico”, molto alta, formata da chi aveva superato l’ultimo concorso e che per varie situazioni non era riuscito a passare in ruolo, ma soprattutto era costituita da tutte quelle persone che non erano riuscite ad accedere ad un concorso perché non più indetto. Nel 2000 per sanare questa situazione di precariato storico sono stati indetti sia i concorsi ordinari, sia i cosiddetti concorsi riservati.
Si è voluto attuare il concorso riservato per concedere una maggiore possibilità di inserimento a chi insegnava ormai da molti anni nella scuola e che in un concorso ordinario si sarebbe trovato nella stessa identica situazione di un neolaureato. Coloro che superavano il concorso ordinario venivano inseriti nella graduatoria permanente, chi invece superava il concorso riservato era collocato nella graduatoria di merito.
Per ottenere il contratto a tempo indeterminato, quindi il passaggio di ruolo, la legge dice che occorre rilevare il personale dal 50% di ciascuna delle due graduatorie.
Mentre procedeva il concorso riservato, sono state istituite le cosiddette SISS (Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento), perché il progetto consisteva nel superare i concorsi sostituendoli con un corso di specializzazione all’Università che permettesse di fare formazione e di conseguire un titolo abilitante ai fini dell’insegnamento che però, almeno, non diventasse un terno all’otto come i concorsi, spesso anche gravi atti di ingiustizia. Questa terza situazione ha portato all’istituzione di una graduatoria permanente suddivisa in quattro fasce. Le prime due erano riservate ai vecchi concorsi; la terza fascia spettava a chi sosteneva il concorso riservato, in quel momento; la quarta fascia comprendeva coloro che provenivano dalle scuole private e dalle SISS.
Cambia il governo, Berlusconi vince le elezioni, e gli insegnanti delle scuole private vincono il concorso. Nonostante il precedente governo si fosse garantito il parere del Consiglio di Stato, il Ministro Moratti, invece, sostiene i vincitori del ricorso e quindi elimina la quarta fascia, mettendo insieme tutti i docenti precari in un’unica terza fascia, che diventa un calderone dove sono comprese varie tipologie di precari e così iniziano le guerre intestine per raggiungere l’agognato obiettivo del ruolo.
La guerra intestina si sarebbe potuta evitare se si fosse applicato l’accordo che il precedente governo (D’Alema) aveva stipulato con i sindacati, e che prevedeva le immissioni in ruolo dei docenti precari nell’arco del triennio. Quindi se si fosse applicato quel programma non ci sarebbero state lotte interne tra precari appartenenti alle rispettive fasce, perché sarebbero passati in ruolo gli uni e gli altri indistintamente, invece tutte le assunzioni, con il governo Berlusconi, sono state bloccate.
L’applicazione della riforma Moratti si incrocia con i pensionamenti previsti nel biennio 2006/2008. Se si immettono in ruolo, adesso, dei precari, a riforma applicata, si rischia di avere un esubero che obbliga al licenziamento, eventualità molto impopolare per un governo. Tutto questo rientra in un progetto di ridimensionamento complessivo: si nota un intreccio fortissimo tra il problema del precariato e l’attuazione della riforma, che prevede ingenti tagli del personale.
Laura Tussi