Meglio se  credenti.
Direttivo Nazionale C.I.P. Comitati Insegnanti Precari - 06-06-2007
Per migliorare il profitto scolastico basta aver fede. Non quella che ti sta a cuore, ma quella alla quale è asservito il ministro Fioroni. Sì, ancora lui. Quello che, a chiacchiere, ripristinò il prefisso pubblica al dicastero della istruzione. Lo stesso che, nei fatti, non ha ancora smesso di saldare il conto ai monsignori Bertone e Clemenz - premier vaticano l'uno, segretario di papa Razinger l'altro - per il grande ed inatteso salto da Viterbo a viale Trastevere.

Studenti? Meglio se credenti!

Veniamo ai fatti.

Il 15 marzo 2007 il ministro emette l'ordinanza n.26 sugli esami di stato che, ai paragrafi 13 e 14, garantisce di fatto crediti scolastici aggiuntivi agli studenti che si avvalgono dell'insegnamento facoltativo della religione cattolica. Disposizione tanto partigiana ed iniqua da essere sospesa, il 24 maggio, con ordinanza n.2048 dal Tar Lazio. Più dello scorno, però, poté il legame alle sottane vaticane. Ecco che l'atipico ministro del presunto stato laico s'appella al Consiglio di Stato e ne sfrutta una sua sospensiva cautelare temporanea, emessa senza contraddittorio e senza motivazione. Insomma, in dispregio dell'omogenea conduzione degli scrutini, del rispetto della legge, delle sentenze della Corte Suprema, della Costituzione e, addirittura, del Concordato, il ministro comunica agli Uffici scolastici territoriali, tramite il capo del dipartimento del ministero della Pubblica Istruzione, l'obbligo di dispensare quest'obolo agli studenti-credenti, perché ingiustizia sia fatta.

In questa sorta di breccia di Porta Pia, in direzione opposta, l'ariete Fioroni surclassa finanche la ciellina Moratti. Solo ad un anno dal suo insediamento, in contrasto col dichiarato proposito di amministrare la scuola di tutti e per tutti, ecco alcune sue donazioni. Più soldi e privilegi alle scuole private con l'esenzione dell'ICI per quelle religiose, accanto all'ulteriore infornata, nei ruoli dello stato, degli insegnanti di religione cattolica. Questi, reclutati in modo insindacabile dai vescovi, sono retribuiti dalla finanza di tutti, con l'aggiunta di un bonus per l'anzianità pre-ruolo, disconosciuto ai docenti di ogni altra disciplina. E che dire dei "gesti politici". Fioroni partecipa alla manifestazione di piazza S. Giovanni contro il governo al quale appartiene, contro le pseudo non famiglie, contro i figli delle ragazze madri, dei divorziati, di quelli che - per libera scelta - non si sono mai sposati, dei tanti bambini e ragazzi in affido temporaneo che pure affollano la scuola statale e confessionale. Fin qui Beppe lo scout, quello che abbiamo imparato a conoscere. Quello che, invece, non t'aspetti è l'ignavia della restante coalizione. Quella che non rappresenta più i suoi elettori ma lobby, CEI ed altri stati sovrani. Hanno giurato nelle mani di Napolitano o di Ratzinger? E la laicità della vice ministro Bastico? Lasciata al guardaroba che precede il pd? E la sinistra pseudo radicale? Tutte domande senza risposta. Una, la più amara, però, le precede tutte: quale colpa deve espiare la scuola italiana per meritarsi un ministro così?

Una riflessione su Beppe Fioroni, in arte ministro dell'istruzione, e sui tre suoi ruoli: personale, politico ed istituzionale, bisogna farla. Sul piano personale, il ministro ha il diritto di essere bigotto, come e quanto crede. Su quello politico, dopo aver tradito il mandato elettorale, spetta a noi il compito di spostarci più a sinistra o più a destra, pur di evitarlo. Come ministro della scuola di tutti, invece, spetta a lui farsi da parte.

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 giorgio foti    - 10-06-2007
mi pare che la decisione del ministro sia lesiva dei diritti costituzionali dei cittadini. I fatti li sappiamo, ora bisogna agire. la mia proposta, tanto per iniziare è:
- una nota ufficiale da parte delle organizzazioni sindacali;
- una raccolta di firme da inviare subito ai presidenti dei due rami del parlamento al presidente della repubblica ed al capo del governo.
Poi si vedrà.