Cindy Sheehan
Doriana Goracci - 01-06-2007
Avevo conosciuto Cindy Sheehan con internet, era arrivato il suo messaggio di dolore e di rabbia con la velocità della rete. Ne ero stata trafitta come tante nel mondo. Anch'io sono contro la guerra, totalmente.
Anch'io sono madre. C'era una differenza, lei il figlio lo aveva perso. La sua protesta e la sua lotta avevano una marcia in più e quel di più, che aveva significato
l'infinita perdita, lo ammetto mi era parso un magico antidoto per sedare quella paura atavica della perdita, della morte.

Per motivi diversi ma sempre dolorosamente uguali nella sottrazione, dal 2001, da Genova dove ho camminato per tre giorni, iniziai quella ricerca negli altri e in me di lotta all'omertà, alla menzogna accomodante e senza sosta ho fatto scelte piccole e grandi di vita, mi sono data e ho preso, conoscenza e memoria, speranza e riflessione, energia ed amarezza.

Conobbi nel 2002 a Genova, un anno dopo, a piazza Alimonda la madre di Carlo Giuliani, conobbi nel luglio 2006 la madre di Federico Aldrovandi sempre lì
a Genova. Cindy era in mezzo dal 2004, quando perse il figlio Casey, così lontana e così vicina. Sapevo come tutti delle sue lotte estenuanti, della sua capacità e della sua ostinazione, lei, antipolitica per eccellenza, chiara come nessuna, toccante senza nessuna sbavatura.

In queste manciate di anni, stasera mi si affolla la mente delle migliaia di donne senza nome che hanno perso la vita, il loro compagno, i figli, le persone più care. Mi si affolla la mente dei ricordi di quelle che ho
avuto la fortuna di incontrare, che avevano un volto reale, madri della pace, donne curde, palestinesi, afgane, africane, turche, argentine, filippine, indiane, americane, cubane, venezuelane, israeliane, francesi, inglesi, spagnole, greche, tedesche, italiane e ancora ancora...

Non ho viaggiato per il mondo, sono stata a Parigi e ad Atene per due Social Forum, sono stata a Bruxelles una volta, per manifestare contro la Bolkestein, sono stata in Italia, nel mio paese, ho ascoltato le voci che mi arrivavano per la strada, al mercato, al lavoro, nella vita, ho letto i giornali, ho letto la posta in rete, ho guardato le immagini che oggi
neanche arrivano più delle guerre quotidiane.

Le emozioni di queste donne sono state come le mareee, alte-basse, flussi e riflussi, fragori di violenze e di sorrisi, silenzi sommessi di calme piatte e rantoli di risacca, forza inaudita delle tempeste, carezze di onde che arrivano stanche, ma arrivavano, sempre.

Oggi è arrivata tradotta anche la lettera di addio di Cindy.

Se ne va. Esce fuori dal sistema, come lei lo definisce. Si è usata, è stata usata, da tutte e da tutti.
Sembra rimanere tra le righe dei comunicati e delle notizie, solo la sua pazzia, quella folle lucida forza che l'ha spinta alla sfida dei signori della guerra. Ha scoperto di avere tanti amici e tanti nemici, ha
scoperto le carte, il trucco di chi pensa possa contenere e mercificare il dolore di una donna.

Ho saputo della sua decisione da un messaggio di un uomo, che trova nella sua lettera tante questioni comuni all'Italia, sono ore che aspetto un comunicato femminile, femminista, per ora non c'è. Ci sarà magari
nella notte, domani, nei prossimi giorni. Per ora ci sono io, che come una scema, continuo a scrivere e chiedo come far giungere a lei, a Cindy tutta la
gratitudine per quello che ha insegnato, per quello che ci ha fatto sognare, per quello che ha reso possibile. Cindy ha messo a nudo tutta la
corruzione e la devastazione del sistema globale, del paese mondo dove i nemici sono anche amici, dove si gioca a Mercante in fiera con la pace e la guerra,
Cindy ha corso come un uragano, capace di correre e sparire.

Ma Cindy, passando, non ha fatto del male a nessuno, è solo stanca e passa il testimone.
Grazie per averci fatto partecipi della tua vita e di non aver avuto paura. Ti definiranno una pazza, lo sei, sei malata d'amore, come solo una donna sà esserlo.


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Fabio Mosca    - 01-06-2007
Grazie di avermi fatto conoscere questa semplice ed eccezionale donna, madre i di un soldato caduto in Irak. Dovrebbero essere tutte le madri come lei. Invece vendono i loro figli per una medaglia e quattro soldi. Non solo in America, purtroppo...
Così va il mondo. Come invertire la marcia? Dov'è il femminismo originale, quello contro il miltarismo, ormai? Ah! Le donne soldato, già....

 da Peacereporter    - 01-06-2007
La lettera d'addio di Cindy Sheehan

La "mamma della pace" abbandona il movimento Usa contro la guerra. Togliendosi qualche sassolino dalla scarpa

Questa è la lettera con cui Cindy Sheehan, da due anni la "faccia" del movimento pacifista statunitense, ha comunicato la sua decisione di ritirarsi dalla scena pubblica. L'intervento della "mamma della pace", il cui figlio Casey è morto a Baghdad nell'aprile 2004, è stato pubblicato lunedì 28 maggio su DailyKos, il più importante blog liberal negli Usa.

Ho dovuto sopportare tanto odio e ogni sorta di insulti da quando Casey è stato ucciso, soprattutto da quando sono diventata “la faccia” del movimento americano contro la guerra. Da quando poi ho sciolto qualsiasi legame con il Partito Democratico, sono stata ulteriormente infamata su alcuni “blog liberal” come il Democratic Underground. Tanto per citare i commenti più gentili, sono stata definita “una che è disposta a tutto pur di stare al centro dell’attenzione” ed è stato detto che la mia uscita di scena sarebbe salutata come “una liberazione”.

Sono giunta a delle conclusioni molto dolorose in questo Giorno della Memoria. Conclusioni che non sono estemporanee, ma che sono il risultato di riflessioni di circa un anno. Conclusioni alle quali sono giunta lentamente e con riluttanza perché sono per me strazianti.

La prima conclusione alla quale sono giunta è che sono stata gradita alla cosiddetta sinistra sino a quando ho limitato le mie proteste a George Bush e al Partito Repubblicano. La destra mi ha calunniata e mi ha etichettata come “uno strumento” del Partito Democratico per rendere marginali me e il mio messaggio. Come poteva una donna avere un pensiero originale e agire al di fuori del nostro sistema bipartitico?

Tuttavia, quando ho cominciato a misurare il Partito Democratico con lo stesso metro che avevo usato per il Partito Repubblicano, il sostegno alla mia causa è cominciato a diminuire e “la sinistra” mi ha rivolto le stesse offese usate dalla destra. Immagino che nessuno mi abbia prestato attenzione quando dissi che parlare di pace e di persone che muoiono senza motivo non vuol dire parlare di “destra o sinistra”, ma di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato.

Mi ritengo una radicale perché credo che la politica di partito debba essere messa da parte quando centinaia di migliaia di persone muoiono per una guerra, basata su menzogne, che è sostenuta dai Democratici e dai Repubblicani allo stesso modo. Mi stupisce come persone che sono acute sui temi in questione e che riescono a individuare, con la precisione di un raggio laser, menzogne, mistificazioni ed espedienti politici in un partito, si rifiutino di riconoscere le stesse cose all’interno del proprio. La fedeltà cieca a un partito è pericolosa, da qualsiasi parte essa si collochi. Il mondo ritiene noi Americani dei buffoni perché permettiamo ai nostri politici tanta libertà omicida e se non troviamo alternative a questo corrotto sistema bipartitico, la nostra Repubblica Rappresentativa morirà e sarà rimpiazzata da ciò verso il quale stiamo già rapidamente dirigendoci senza che nessuna garanzia costituzionale riesca a rallentare la corsa: una terra desolata dominata dal corporativismo fascista. Vengo demonizzata perché quando guardo una persona, non guardo all’appartenenza politica o alla nazionalità, guardo al suo cuore. Se agiscono, parlano, si vestono e votano come dei Repubblicani, dovrebbero meritare sostegno solo perché si fanno chiamare Democratici?

Sono anche giunta alla conclusione che se faccio quello che faccio perché sono “disposta a tutto pur di stare al centro dell’attenzione”, vuol dire che l’impegno, per me, è una necessità. Ho investito tutto quello che ho per cercare di portare giustizia e pace in un paese che non vuole né l’una né l’altra. Di solito, se qualcuno le vuole entrambe, è disposto al massimo a partecipare a marce di protesta o a sedere davanti al computer per criticare gli altri, ma non di più. Io ho speso ogni centesimo del denaro ricevuto, da un paese “grato”, quando mio figlio è stato ucciso, così come ogni centesimo dei compensi da allora ottenuti con i miei discorsi pubblici o con la vendita dei libri. Ho sacrificato un matrimonio di 29 anni e sono stata a lungo lontana dal fratello e dalle sorelle di Casey. La mia salute ne ha risentito e ho ancora da saldare il conto dell’ospedale dalla scorsa estate, quando fui sul punto di morire, perché ho usato tutte le mie energie per cercare di impedire a questo paese di continuare a massacrare degli innocenti. Sono stata offesa in tutti i modi che menti piccine sono riuscite a concepire e sono stata più volte minacciata di morte.

Ma la conclusione più devastante alla quale sono giunta questa mattina è che Casey è davvero morto per nulla. Il suo sangue prezioso è stato versato lontano dalla sua famiglia che lo ama, ucciso dal suo stesso paese, riconoscente nei confronti della macchina da guerra che la governa e che controlla anche i nostri pensieri. Da quando è morto, ho cercato di dare un senso al suo sacrificio. Casey è morto per un paese al quale interessa più sapere chi sarà il prossimo vincitore di American Idol che quante persone saranno uccise mentre i Democratici e i Repubblicani giocano alla politica con le vite umane. Mi è così doloroso riconoscere che ho accettato questo sistema per così tanti anni e che è toccato a Casey pagare il prezzo di questa fedeltà. Ho tradito il mio ragazzo e ed è ciò che mi fa più male.

Ho anche cercato di lavorare all’interno di movimenti pacifisti, dove spesso si mette il proprio ego al di sopra della pace e della vita umana. Questo gruppo non lavora con quello; se a un evento c’è lei, lui non ci va; e poi, perché l’attenzione è sempre e comunque su Cindy Sheehan ? Come si fa a lavorare per la pace quando all’interno dello stesso movimento che ne porta il nome ci sono tante divisioni?

Uomini e donne coraggiosi del nostro paese sono stati abbandonati in Iraq a tempo indeterminato da leader codardi che li muovono come pedine su una scacchiera di distruzione e la popolazione irachena è condannata a un destino a volte anche peggiore della morte da leader preoccupati più delle elezioni che della gente. Poi, tra cinque, dieci o quindici anni le nostre truppe torneranno zoppicanti a casa con un’altra umiliante sconfitta e, dopo dieci o venti anni, i figli dei nostri figli vedranno i loro cari morire senza motivo, perché i loro nonni avevano accettato questo sistema corrotto. George Bush non sarà mai messo in stato d’accusa perché, se i Democratici scavassero un po’ più in profondità, potrebbero portare alla luce qualche scheletro scomodo dai propri armadi. Così il sistema si perpetuerà in eterno.

Io prendo le mie cose e torno a casa. Torno a casa per continuare a essere una madre per gli altri miei figli e per recuperare parte di ciò che ho perso. Cercherò di conservare e alimentare alcune relazioni molto positive, frutto del viaggio che mi sono imposta di compiere quando Casey è morto. Tenterò anche di rimettere in piedi quelle relazioni che sono andate in pezzi da quando ho iniziato questa crociata solitaria per provare a cambiare un paradigma che è ormai, temo, scolpito in un marmo immutabile, immodificabile e menzognero.

Camp Casey ha svolto la sua funzione, ora è in vendita. C’è qualcuno interessato ad acquistare bei cinque acri di terra in Crawford, Texas? Prenderò in considerazione qualsiasi offerta ragionevole. Ho sentito dire che anche George Bush andrà via presto … quindi il terreno acquisterà più valore.

Questa è la mia lettera di dimissioni da “faccia” del movimento americano contro la guerra, ma non è una resa. Non cesserò mai di cercare di aiutare la gente nel mondo danneggiata dall’impero della cara vecchia America, ma smetto di lavorare all’interno o all’esterno di questo sistema. Questo sistema resiste tenacemente a qualsiasi forma di aiuto e divora tutti coloro che gliene offrono. Ne rimango fuori prima che consumi interamente me, coloro che amo o ciò che rimane delle mie risorse.

Addio America, non sei il paese che amo e, per quanto possa sacrificarmi, ho finalmente capito che non posso renderti quel paese senza che tu lo voglia.

Adesso tocca a te.

Cindy Sheehan