Najaf, la trappola di agosto 2004
Redazione - 29-05-2007
E' stato particolarmente sgradevole per noi - scrive la redazione di Diario nella presentazione del numero speciale dedicato alla, tragica, scomparsa del suo collaboratore Enzo Baldoni - vedere come, di fronte alla scomparsa in zona di guerra di un cittadino italiano impegnato in una missione umanitaria della Croce Rossa, sia stato possibile che la vittima sia stata insultata e sbeffeggiata. Il nostro governo sapeva tutto fin dal primo momento, ma non sembra abbia fatto nulla per fermare le notizie, spesso di pura invenzione, che - attraverso i media - sono state veicolate a tutto il Paese. Solo mercoledì, 25 agosto, dopo un intervento di Guido e Gabriella, i due figli di Enzo Baldoni trasmesso dall'emittente Al Jazeera, il ministro degli esteri Franco Frattini, è comparso sulla stessa emittente definendo il giornalista scomparso una persona "coraggiosa impegnata in missioni umanitarie".

Con queste parole - scritte dal "suo" giornale - Fuoriregistro apriva un lungo (e dettagliato) servizio su Enzo Baldoni.

Pieno di dubbi inquietanti che - se possibile - alla luce di recenti rivelazioni aumentano ancor di più.


Dal blog di Pino Scaccia.

Secondo un autorevole ufficiale del governo iraqeno, il consigliere per la sicurezza nazionale Dr. Mowaffaq Rubai, l'esercito USA cercò di uccidere o catturare Moqtada al-Sadr dopo averlo attirato per un negoziato di pace in una casa della città santa di Najaf, che poi attaccò. Se avesse avuto successo, questo straordinario complotto avrebbe provocato l'insorgere degli sciiti, indignati, ma ha lasciato in ogni caso un'eredità di amara sfiducia di cui gli USA e i loro alleati in Iraq starebbero ancora pagando le conseguenze. Non si sa chi avrebbe dato ordine di condurre l'attentato contro al-Sadr, ma il tentato assassinio o il rapimento avrebbero avuto luogo due anni e mezzo fa, nell'agosto 2004, quando al-Sadr e il suo Esercito del Mahdi erano assediati dai marines USA a Najaf, a sud di Baghdad. Il Dr. Rubai lo ha dichiarato nel corso di un'intervista concessa a Patrick Cockburn (Counterpunch), aggiungendo che in uno sforzo di mediazione fra le parti, egli stesso aveva fornito all'ambasciata USA, al comando militare americano e al governo iraqeno di Baghdad, precisi dettagli, ma che questi furono utilizzati per attirare il leader sciita in un posto dove sarebbe stato intrappolato. Era stato convenuto - sempre secondo Rubai - che l'ultimo incontro avrebbe avuto luogo nella casa di Najaf dove il padre di Moktada, Mohammed Sadiq al-Sadr, era stato assassinato dagli uomini di Saddam con due dei suoi figli cinque anni prima. Quando Rubai ed altri mediatori si erano diretti verso la casa, i marines avevano iniziato un intenso bombardamento e le forze speciali USA si stavano dirigendo in quel luogo. Ma l'attacco era stato prematuro e per pochi minuti al-Sadr, che non era ancora arrivato alla casa, era riuscito a scappare. "Quando tornai a Baghdad - continua Rubai - ero davvero infuriato, posso dirvelo, mi rivolsi violentemente a Casey [il generale George Casey comandante USA] e all'ambasciatore [John Negroponte]". Questi avrebbero negato di sapere della trappola e detto che avrebbero indagato sull'accaduto, ma non diedero poi mai una spiegazione a Rubai.

scritto da pipistro


FONTE

La ricostruzione di Pino Scaccia



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 pino scaccia    - 28-05-2007
Se non sbaglio, quelli che erano i giorni del nostro viaggio a Najaf. Gli americani attaccarono la casa di al Sadr, facendo quaranta morti, due giorni dopo quel viaggio, cioè il giorno dopo il rapimento di Enzo Baldoni. Senza volerlo eravamo capitati proprio nel momento topico. Uno scoop sfiorato che purtroppo è costato la vita di Enzo. Dopo aver letto questa notizia, mi si affollano nella mente molte domande nuove. E ripenso a Ghareeb.

 Laura Tussi    - 15-06-2007
Non si sa nulla per esempio delle ore della mattina di venerdì 20 agosto quando Baldoni era a Kufa insieme alla Cri prima che quest'ultima tornasse a Bagdad. Non si sa se, quando e con chi Baldoni avesse deciso di lasciare la città. Non si capisce perché in un primo tempo la Croce rossa abbia detto che Baldoni non era mai arrivato a Najaf, cosa smentita dalle immagini televisive della troupe della Rai che era con loro.