Chi ci salverà dalla Palombelli?
Redazione - 01-03-2007
Il tema, spinosissimo, già trattato su Retescuole si aggrava di un altro ... "fattaccio".
In questo contesto riceviamo - e diffondiamo - una lettera inviata alla Redazione del TG5 e, per conoscenza, alla sede Gilda di Vicenza. La lettera - che non commentiamo - è già stata pubblicata sul Precariota di Napoli. Red.



A: posta.tg5@mediaset.it

Oggetto: Chi ci salverà dalla Palombelli?

Questa sera come sempre, ma forse per l'ultima volta, ci siamo sintonizzate sul tg5, delle venti, e con nostro sommo sgomento, abbiamo sentito la Palombelli introdurre l'argomento della serata con un roboante: "Chi ci salverà dalla scuola....."

Allo strabuzzamento dei nostri poveri occhi, sono seguite alcune espressioni ahem, come dire, beh, si,
decisamente volgari, all'indirizzo di questa signora che, forse, si era dimenticata di collegare la graziosa boccuccia al cervello!

Si, perchè, cara signora, lei si è permessa di fare di tutt'un'erba, un fascio, istigando, e sottolineo istigando, gli ascoltatori contro la scuola, utilizzando in modo barbaro il barbaro comportamento di un'insegnante!

Se prima di sbattere il Mostro, e per mostro intendiamo la categoria, in prima pagina, avesse il buon gusto di informarsi meglio, forse certe scorrettezze le eviterebbe.

Le mie colleghe, I miei colleghi e io, dopo un rapido giro di telefonate, abbiamo deciso di scriverle, anche se sappiamo che a lei non gliene può calar di meno,
ma siamo troppo indignati per riuscire a fingere che nulla sia accaduto, in una tv nazionale e, per giunta, tra le più ascoltate!

Venga, cara signora, nelle scuole, ma non in visita ufficiale! Si faccia una benefica immersione, tra ragazzini che, già a sei anni, le rubano I portafogli dalle borse e se ne vantano; venga a farsi mordere
da PICCINI disadattati e magari malati di epatite & co, iperprotetti dai genitori; venga a farsi insultare da due energumeni(padre e madre), che le piombano in
classe, che la aggrediscono pesantemente, per aver
richiamato al proprio dovere il figlioletto diciassettenne, che da settembre ad oggi, non studia e non fa I compiti e scalda la sedia, perchè mammina ha venduto il libro di testo e non intende ricomprarne
un altro, anzi pretende che sia l'insegnante a fornire di fotocopie il fanciullino; venga signora, per constatare con I suoi occhi, quanto disumani-impreparati-insensibili-incapaci-incopetenti-etc etc., siano I
Docenti e in quali situazioni di agio lavorino e poi, continui pure a sputare addosso a Persone che da anni sono sottoposti ad una politica diffamatoria da parte di chi, o per malafede. o per insipienza, dall'alto del pulpito di OPINIONISTA, si permette di sputare veleno e di istigare gli animi.

Sappiamo bene che non le passerà di mente di "raddrizzare il tiro", nè, men che meno, di chiedere pubblicamente scusa ad un'intera categoria di
professionisti, del suo gesto inqualificabile, in nome dell'audience, ma se possiede una coscienza,
beh, le dia una rispolveratina!

Con profondo scoramento:

Daniela Pretto -responsabile della "consulta della Scuola di Vicenza"- e colleghi, Scuola Elementare "Zanella", di Vicenza

Cristina Ferrara e colleghi, IIS di Lonigo (VI)


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 Sonia Cartosciello    - 04-03-2007
Anch'io in qualità di insegnante non posso nascondere il mio sdegno e la mia rabbia per le notizie, le opinioni, le statistiche oramai troppo spesso diffamatorie rispetto alla scuola pubblica.
Pur convenendo, in maniera assoluta , che episodi di malascuola siano deprecabili e studenti ed insegnanti debbano essere sanciti ancorchè richiamati alle loro responsabilità derivanti da ruoli e funzioni che rivestono, tuttavia ritengo, e me ne arrogo il diritto, che le buone pratiche educative, quelle che ogni giorno ci spingono ad entrare in classi sempre meno governabili, ma non per questo non governate ,debbano uscire dal sommerso, rese pubbliche a fronte di episodi che , amplificati dai media, offuscano sempre più l'immagine della nostra scuola.
Certamente la mala sanità fa più cronaca della buona sanità, la scuola dei " bulli" e degli insegnanti
"perversi" offre, evidentemente, maggiori spunti di lettura e di discussioni , in trasmissioni in cui ci si dimentica completamente di ricordare che la stragrande maggioranza degli insegnanti, con fatica e abnegazione, spinta dall'etica professionale e di un umanesimo che "vuole" valorizzare la persona in quanto tale, ogni giorno favorisce un clima di convivenza civile, di cittadinanza ed appartenenza .
Spesso il solo contesto in cui i nostri ragazzi trovano un clima di accoglienza e di tutela, di attenzione per le loro situazioni di disagio socio-culturale, e la ferma volontà di rimuoverli, senza deleghe, senza encomi , e, soprattutto, senza clamore.

 Il Corriere della Sera    - 04-03-2007
La scuola oggi è costretta a dire i no che i genitori non vogliono più pronunciare.


Forse la scuola italiana non è mai stata quella, umbertina e patriottica, descritta, con qualche compiacimento di troppo, da Edmondo De Amicis nel celebre Cuore; tuttavia, ammesso e non concesso che un tempo poggiasse le sue basi su principi e valori sicuri e affidabili, oggi quell'equilibrio sembra essersi rotto. Presidi picchiati dai genitori degli alunni, maestre che tagliano la lingua ai bambini, insegnanti assediati, professoresse che fanno spogliarelli dimostrativi.

Senza entrare nel merito dei singoli episodi, una domanda è legittima: cosa sta accadendo nelle aule del Bel Paese?

Attenzione: i banchi di studio non sono l'isola di Peter Pan, staccati dal mondo; al contrario: lo riflettono in pieno. Ecco perché tutti dovrebbero sentirsi chiamati in causa da quella che Benedetto XVI ha recentemente definito «emergenza educativa».

Spesso così non avviene. Certi adulti considerano la scuola un semplice servizio, non vogliono grane coi figli. In tutta la mia esperienza di insegnante, il peggiore degli scolari costituiva sempre un passo in avanti rispetto alla famiglia di provenienza.

La scuola oggi è costretta a fare un'opera di supplenza: deve dire i no che i genitori non vogliono più pronunciare. Gli insegnanti sono diventati le controfigure dei padri e delle madri: li sostituiscono nelle azioni più pericolose. E in molti casi, come vediamo, ne pagano le conseguenze. D'altro canto gli studenti hanno tempi di concentrazione assai più ridotti rispetto al passato. Privi di vero confronto, con tutti gli iPod, i cellulari e gli schermi tascabili, rischiano il vuoto. In compenso mostrano abilità speciali per intercettare le quali bisognerebbe avere strumenti tecnologici nuovi. In attesa dell'agenda elettronica personale, dovremmo intanto ridisegnare gli spazi didattici. Ma per agire è necessaria la collaborazione delle famiglie che invece continuano a disertare le riunioni a cui sono invitate.

Eraldo Affinati

 Fabio Rizzoli    - 04-03-2007
Sono d'accordo con voi ragazzi, però roboante si scrive reboante (altrimenti i consulenti linguistici della Palombelli ci denigrano )

 Vito    - 04-03-2007
Brave a Daniela e Cristina che finalmente sono riuscite a far conoscere alcuni dei problemi scolastici. dico alcuni...
Scusate... mi presento: sono Vito ed insegno in un liceo scientifico del sud Italia.
Grazie ancora e buon lavoro, sperando che anche il nostro ministro prenda coscienza.



 Renza Bertuzzi    - 05-03-2007
Visto che si accusa la Palombelli di " barbarie", forse sarebbe stato meglio evitare il riferimento alle epatiti & C. A me, insegnante, non pare molto civile.

 Michele    - 07-03-2007
Concordo pienamente con quanto espresso dalle insegnanti. cio' che e' stato descritto avviene realmente. quello che ci preoccupa e' che le opinioni della palombelli sono opinioni di una raccomandata ad alti livelli e molto probabilmente valgono piu' delle nostre considerazioni. saluti!