....E la scuola dov'è?
Alessandra Calza - 09-12-2000
Dall’8 novembre scorso 164 bambine e bambini non hanno più la loro scuola. Le elementari di Roverino, frazione di Ventimiglia, sono state sfollate perché situate in prossimità di rocce pericolanti a seguito delle alluvioni che si sono verificate.
10 classi hanno chiesto e ricevuto “asilo provvisorio” in altre scuole, in una Parrocchia, in un Centro sociale per disabili.
Provvisorio?
E’ quasi Natale e non si profilano che lontane ipotesi di soluzione.
Queste bambine e questi bambini dovranno trascorrere tutto l’anno scolastico in questa situazione?
Due classi, in totale 40 di loro, per esempio, devono convivere in un unico ambiente che, anche se generosamente offerto dal Centro per disabili, proprio per il suo carattere provvisorio, non consente loro e non garantisce le condizioni necessarie per il proseguimento sereno e attento delle attività didattiche.
Classi lontane, perdita di punti di riferimento, spaesamento, aule attrezzate e laboratori lasciati là, nell’edificio su cui incombe il pericolo.
Piccoli coraggiosi con i loro zaini pieni di tutto ciò che può servire, mai abbastanza: manca sempre qualcosa….. manca la scuola.
Tutto questo è stato affrontato fino ad oggi con spirito di adattamento e come opportunità di crescita.
Gli insegnanti hanno accettato la situazione accogliendola quasi come una sfida e stanno dando prova di alta professionalità garantendo, tra continue peripezie organizzative, il proseguimento delle attività didattiche, arricchendo le stesse con il senso profondo dell’avventura.
Ma tutto questo non basta.
Bisogna che i nostri bambini sentano e vedano che si sta facendo tutto il possibile per rispettare e garantire un loro diritto.
La scuola del 2000, la scuola dell’Autonomia, a Roverino, è una scuola senza tetto.
Questi 165 piccoli cittadini, futuri uomini e donne, anche se, sfortunatamente vittime di una alluvione, non possono e non devono vivere questo anno scolastico in condizioni di eccessivo svantaggio. Ciò comporterebbe il rischio che si possa creare in loro una terribile convinzione: quella di essere stati dimenticati. Noi vogliamo che questa idea non li sfiori neppure per un istante.
Ma per questo non basta la nostra buona volontà; per questo abbiamo bisogno di chi, fattivamente, economicamente, professionalmente, ha realmente il potere di aiutarli.
I disagi cui i bambini di Roverino sono sottoposti sono veramente troppi perché li possano sopportare fino alla fine dell’anno scolastico:
- la distanza tra il loro quartiere e alcune dislocazioni ha come conseguenza la perdita di ore preziose di attività;
- alunni abituati a vivere lo spazio scolastico nel suo insieme e non semplicemente lo spazio “classe” sono fortemente sacrificati nel dover stazionare otto ore in un unico ambiente;
- l’assenza della palestra e del cortile non consente che venga effettuata l’educazione motoria e psicomotoria, attività indispensabili per favorire un corretto sviluppo fisico e mentale;
- l’assenza dei laboratori e, in particolare dell’aula multimediale, proprio nell’anno in cui, finalmente, sarebbe stato possibile potenziarla e permettere a tutti di usufruirne, rappresenta un’ulteriore perdita di opportunità;
- non ultimo, la disgregazione del plesso: amici e, in certi casi, fratelli e sorelle sono stati separati, attività programmate in verticale sono state bruscamente interrotte.
Acceleriamo i tempi affinchè venga loro data una dislocazione decorosa alla ripresa delle attività, subito dopo le vacanze natalizie: un luogo che permetta il proseguimento di tutte le attività previste dal Piano dell’Offerta Formativa.
Abbiamo bisogno di poteri che si occupino di tutto questo. Del potere del Sindaco di Ventimiglia, di quello del Dirigente Regionale, del Ministro della Pubblica Istruzione e del Ministro dei Lavori Pubblici, dell’Onorevole Livia Turco che ha sempre manifestato grande sensibilità nei confronti dei problemi dei Minori.
Chiediamo un intervento di emergenza perché le bambine e i bambini di Roverino devono avere una scuola che si rispetti nel loro quartiere.
VOGLIAMO INSEGNARE AI NOSTRI RAGAZZI A COSA SERVE LA SOCIETA’ CIVILE.
A nome di tutte le Componenti della Comunità Scolastica
Alessandra Calza (Dirigente del II Circolo di Ventimiglia)


- La lettera è stata inviata, tra gli altri: al Ministro della Pubblica Istruzione, al Ministro delle Politiche Sociali, al Sindaco del comune di Ventimiglia





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