L’INTERVISTA

Il Messaggero

2 ottobre 2003-10

 

 

Mussolini: non voglio aiutare i pedofili

 

 

 

«La Gasparri? Io e altri di An abbiamo votato contro per tutelare i piccoli indifesi»

 

 

 

di CLAUDIA TERRACINA


ROMA Alessandra Mussolini è rea confessa. E’ uno dei 35 franchi tiratori della maggioranza e, secondo il suo stile, lo rivendica, incurante delle reprimenda del suo capogruppo-coordinatore, Ignazio La Russa, anche perchè non sono poche le occhiate di apprezzamento che le arrivano dai colleghi di An.
Ancora una volta ignora gli ordini di partito e di coalizione, onorevole Mussolini. E’ coraggio o sprezzo del pericolo?
«Guardi, non mi ha telefonato nessuno per richiamarmi alla disciplina. A me non interessa più di tanto la legge Gasparri in quanto tale. Tengo invece, e moltissimo, alla tutela dei minori. E poi, il voto segreto serve o no a garantire la libertà di coscienza? O è solo una presa in giro?».
Sull’argomento, magari, si è sentita con le colleghe dell’opposizione, come è avvenuto per la protesta sulla fecondazione artificiale al Senato?
«C’è stato giusto qualche scambio di opinioni, ma nessuna concertazione preventiva. Per la procreazione assistita è un altro discorso. Ho qui un emendamento che ho sottoposto al mio partito. So che a molti oscurantisti non piace, ma credo sia mio dovere garantire alle donne la possibilità di tornare indietro se l’embrione impiantato si rivelerà non sano. Altri invece, che si dicono cattolici, suggeriscono di abortire al quinto mese di gravidanza. Io, comunque, andrò avanti con le mie colleghe e ho anche l’appoggio della Prestigiacomo, ministro delle Pari opportunità. Quanto ai minori negli spot, so che c’è chi si arricchisce sulla pelle dei bambini che vengono usati per la pubblicità. Per non dire dei pedofili..».
Onorevole, scusi, ma che c’entrano i pedofili con la pubblicità?
«C’entrano eccome. Sa che in molti si eccitano guardando i bambini con i
pannolini? Siamo arrivati a un livello di degrado incredibile. E io voglio mettere un freno a tutto questo. Perciò ho votato l’emendamento dell’opposizione».
Non ha avuto neppure per un attimo la sensazione di essere caduta in una trappola ordita dalla minoranza?
«No, macchè. Questo emendamento non compromette l’impianto della legge. Io non mi intendo di digitale, parabole, concentrazione mediatica e quant’altro. Ma sui bambini devono lasciarmi stare. Ho votato convinta e non sono affatto pentita. E mi pare di non essere stata la sola».
Pare che molti in An abbiano votato come lei..
«Spero che sia così. Vorrebbe dire che hanno a cuore la tutela dei minori che non possono difendersi».