Gabriele Attilio Turci - ultimi interventi
Gabriele Attilio Turci - 10-03-2014
E' veramente una porcheria vedere una comunione d'intenti fra le malversazioni berlusconiane e l'indifferenza che il PD mostra verso lo sfascio generale della scuola italiana.
Gabriele Attilio Turci - 25-08-2013
Con questo grido, i più vecchi di noi, ricorderanno come si sollecitavano pendolari, studenti, assonnati ed esausti fruitori dei treni che in lungo e in largo collegavano, assolutamente con maggiore frequenza, le periferie delle province alle città metropolitane.
Non assomigliava ad un ordine, ma ad un bonario stimolo a fare presto, a mettersi in carica e in moto per il lavoro del giorno, quasi una seconda sveglia mattutina. E la sera poi, l'esortazione diventava la premessa per la cena che attendeva e il ricapitolo della giornata.
Oggi, perlomeno per chi vive del lavoro della scuola e nella scuola, "Carrozza" richiama, oltre che al ministro, la situazione stessa dell'organizzazione scolastica. Quasi un "nomina sunt omina", la comparsa della dottoressa Carrozza come ministro non ha eccitato, a suo tempo, gli animi di nessuno, probabilmente essendosi perduta da tempo, ogni speranza di rinnovamento e di visione centrale della scuola e della formazione culturale, da parte della classe politica italiana.
Ma appunto "nomen omen": la scuola che brancola e arranca da decenni, percorsa da riforme che si accavallano e si contraddicono, ha messo "a cassetta" un vetturino con qualche lustrino, ha aggiunto qualche informatica balestra ancora cigolante che però fa tanto "trendy".
Gabriele Attilio Turci - 21-08-2009
Come c'era d'aspettarsi, com'era pure stato già previsto da qualche commentatore, i camerieri d'oltre Tevere avevano, da tempo, predisposto le cartucce di riserva.
Infatti ecco che il nuovo regolamento, già in bozza da marzo, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e siccome la sentenza del TAr al regolamento precedente faceva ricorso, ecco di fatto azzerata la sentenza!
Il regolamento è stato pubblicato sotto forma di decreto del Presidente della Repubblica (n. 122); anche su questo il Presidente Napolitano molto dovrebbe spiegare sui suoi, più che tentennamenti, veri e propri abbandoni agli assaltatori dei valori costituzionali.
Gabriele Attilio Turci - 13-12-2008
Dopo scioperi generosi, manifestazioni combattive e anche ragionate, dopo una campagna di controinformazione difficile ed estenuante ecco il ben servito alla scuola elementare, come alcuni si attendevano con timore, come troppi forse speravano di esorcizzare.
Abbiamo perduto! Questa è la semplice sacrosanta verità, perduto su tutta la linea e le cose si faranno, d'ora in avanti ancora più difficili.
Questo è bene sapere anche se, proprio per il livello di arroganza esercitato e d'incompetenza didattica dimostrata (anche se si sciacquano la bocca di tutela della psicologia infantile) da parte della classe politica e da questa miseria di ministra, o dai vari pasdaran alla Cota pronti a sproloquiare con panzane inventate di sana pianta (tipo l'arretramento, assolutamente non dimostrato, dei bambini dopo l'introduzione dei team di maestri), sta ora a noi cominciare a "mettere i puntini sulle i".
Gabriele Attilio Turci - 02-04-2007
E' trascorso ormai parecchio tempo, da quando il forse dimenticato "Progetto Buonsenso" fece capolino in prossimità della scadenza di mandato del governo Berlusconi e su cui in tanti, compreso il sottoscritto dibattemmo con durezza e serrata analisi.
Già allora si delineava una sorta di santa alleanza fra chi comunque di fondo condivideva un'idea della scuola che era completamente appiattita sui "desiderata" degli organismi di gestione economica della UE e che, pertanto, concordemente intendeva avviare un ciclo espansivo del mercato della formazione e dell'istruzione.
Non c'era in questi nuovi profeti la visione illichiana della critica alla scuola statale, non li muoveva certo un'idea libertaria di scuola, una concezione del momento educativo come costruzione critica del sistema di saperi.
Chi, nel mondo della scuola, o fuori di questo, allora segnalò i rischi di questo abbraccio di strutture ideologiche che muovevano da comuni visioni del nuovo imperante politicamente corretto, avanzò, non da ultimo, la segnalazione che la vigilanza non sarebbe dovuta venir meno se il quadro politico fosse stato sparigliato.
Gabriele Attilio Turci - 18-02-2006
Il preside Pasquale d'Avolio aveva, nel novembre del 2003, affrontato con attenzione e prudenza il controverso tema del crocifisso nelle aule.
Egli partiva da un caso concreto, avvenuto sotto la sua dirigenza e raccontava come avesse cercato di affrontare la cosa con buon senso e spirito laico.
L'articolo era poi una riproposizione di un suo lavoro precedente, vecchio di tre anni.
Se si guarda un po' in giro di roba del genere se ne trova a pacchi.
E' da parecchio, infatti, che nella scuola italiana si agita questo problema, certamente per l'ostinata resistenza di pochi che, per formazione e carattere non amano mescolare l'acqua col vino, ma anche e di più, perché questo è, di fatto, un problema irrisolto che denuncia, semmai, lo stato di situazione mentale e storica cui soggiace il nostro paese che accoglie, per una fatalità del destino, da altri assolutamente non invidiata, la sede papale della chiesa cristiano-cattolica.
L'ultima sentenza del Consiglio di Stato sembra, in questi giorni, voler depositare la pietra definitiva sulla questione.
Le cose non stanno affatto così. Ci sono due piani di giudizio sulla questione: uno investe l'elemento strettamente giuridico della cosa, l'altro quello pedagogico.
Gabriele Attilio Turci - 13-01-2006
Ci sono occasioni dove, sovente, nella scuola, capita di dover analizzare testi, fare comparazioni, esprimere valutazioni d¹ordine storico, etico, civile.
Propongo a tutte le colleghe e colleghi, ai genitori, agli studenti in età da liceo, il testo seguente.
Potrebbe essere intitolato, da uno spirito sgarbato e maligno, come "Il modo per arrampicarsi sugli specchi cercando di non farsi male". A seguito, infatti, della nota ed ancora incredibile circolare n. 84 del 10 novembre 2005, la direttrice generale dell¹Emilia Romagna, dottoressa Lucrezia Stellacci, in data 20.12.05 ha diffuso una sua nota circolare di chiarimento alla circolare incriminata (purtroppo solo dai docenti e non ancora dalla magistratura amministrativa).

Ora come si evincerà dalla lettura, non un solo motivo legale è addotto dal funzionario di cotanto grado per giustificare l¹affossamento di sentenze della Corte Costituzionale e d¹altri provvedimenti legislativi (non circolari ministeriali!) a tutt'oggi assolutamente non abrogati.
La sostanza dei provvedimenti si conforma e trova soddisfazione solo nell¹aver "consultato in argomento il competente ufficio del Miur" e in una ripetizione nuda e cruda d¹affermazioni già contenute nella circolare n.84 che è quindi spiegata, tautologicamente con se stessa.
Ora questi sono gli stracci di Palazzo, queste sono le competenze che dovrebbero governare la scuola italiana.
I casi sono due: o mentono sapendo di mentire ma stanno tranquilli o quasi, nella consapevolezza di servire un padrone occhiuto e poco generoso. Oppure sono assolutamente incompetenti.
Certo, qualche buon tempone potrebbe pensare che sono ragionamenti fatti in buona fede, senza macchiavellici e contorti arrampicamenti, insomma: così è se vi pare! Che dire? Se questo è l¹esempio, istituzionale e di coerenza amministrativa, che deve giungere, non dico ai giovani, ma alle famiglie e ai lavoratori della scuola, da parte della burocrazia amministrativa, siamo (parafrasando un bel pamphlet sull¹ineffabile Marcello Pera) veramente alla frutta.
E dire che la burocrazia (e la scuola amministrativa francese ce l¹ha insegnato da tempo) è ciò che resta tra un governo e l¹altro e sempre dovrebbe avvertire la nobile funzione di custode della legge e del trapasso delle nozioni amministrative.
Quando si fanno solo giochetti e calcoli di bassa bottega (il governo e chi per lui) e quando poi si trova un¹amministrazione periferica che non sa neppure esercitare l¹arte del dubbio, si ossificano e si gelano le libertà dei cittadini, si mortifica la loro partecipazione democratica, si fa solamente avvertire la politica come la somma degli affaires "de' no' artri".
Che tristezza e che nero futuro per la scuola italiana.
Ad ogni buon conto ognuno legga il documento e si faccia la sua autonoma valutazione.
Gabriele Attilio Turci - 11-12-2002

Illusioni "Gianniniane"…

Ancora una volta, pubblicamente tocca intervenire, per esprimere un disagio che, a Forlì e dintorni, tra la categoria degli insegnanti, non è di pochi intimi, ma diffuso e palpabile, a fronte di proposte di lotta ...
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