Angelo Verpelli - ultimi interventi
Angelo Verpelli - 05-06-2007
Con questo contributo vorrei proporre uno spunto di riflessione su ciò che può accadere durante le attività extra-scolastiche, d'altra parte anche questi spazi fanno parte del cosidetto tempo scuola, ovvero quella parte di percorso educativo e ludico affidato alla responsabilità della Scuola e dei docenti.

Le attività svolte durante l'orario scolastico che non siano curricolari, comprendono visite a musei, spettacoli teatrali, gite ed altro, un completamento ideale rispetto alla pura attività didattica, l'arricchimento culturale appreso fuori dalla scuola.

Il problema sorge quando lo svolgimento di tale azione avviene mediante del personale esterno, o estraneo, alla Scuola, parliamo di educatori od accompagnatori, quando gli insegnati responsabili della classe delegano a coloro il tutoraggio dei loro alunni.

In un contesto di normalità, e per normale intendo il rispetto dei livelli minimi di Qualità attesi per un gruppo di bambini ospitati in una struttura, il sistema della delega è appunto "normale" poichè affidando dei minori ad altri adulti, si presuppone che coloro abbiano le necessarie competenze certificate per svolgere il ruolo di educatori, un pò come le selezioni effettuate per gli educatori dei Centri Estivi gestiti da privati tramite Bando del Comune di Milano.

Ma chi controlla un agriturismo, a chi si possono richiedere le certificazioni dei loro educatori, cosa succede se....
Angelo Verpelli - 28-09-2005
Il 12 settembre 1938 veniva pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia nr. 209 il Regio Decreto Legge 1390 " Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista." ; a 67 anni di distanza la Scuola Islamica di via Quaranta viene ...
Angelo Verpelli - 22-06-2005
Con una sconcertante decisione il MIUR ha confermato la somministrazione dei test Invalsi anche per i prossimi tre anni scolastici, la direttiva nr. 48 del 6 maggio 2005 , della quale pubblichiamo alcuni stralci, ne enuncia le motivazioni e fissa i criteri per l'applicazione.
Sembra che la grande mobilitazione popolare e le dichiarazioni dei sindacati in merito alla non obbligatorietà dei test, alla loro inutilità e parzialità, siano stati del tutto ignorati dal governo, anzi il MIUR ha emesso un bando di gara il 10 giugno per l'appalto delle prove 2005-06 per un valore di 3,9 milioni di euro, con procedura ristretta ed accellerata, che per i non addetti ai lavori significa che nel giro di due o tre settimane al massimo, quindi entro fine giugno, il bando sarà aggiudicato.
Mai fu così rapida l'approvazione di un capitolo di spesa per la scuola, l'intera operazione avrà un costo superiore ai 16 milioni di euro per il triennio, ma non era meglio impiegare questi fondi per la dotazione degli organici nelle scuole?

Le statistiche dei PISA sono uno strumento preciso nel delineare la "povertà" culturale di un Paese, purtroppo misurato su chi sta ancora apprendendo il sapere, gli studenti.
Non credo che i nostri ragazzi siano carenti, mentre lo è il sistema che non riesce ad innalzare i livelli di apprendimento, i quattro e più anni di "cura" Moratti hanno i peggiorato i risultati, d'altra parte togliendo risorse alla scuola si impoverisce la qualità della didattica, si va sempre di più verso la differenziazione degli alunni.
L'impiego dei test Invalsi su così larga scala è il vero "bastone" della riforma Moratti, nei prossimi anni tutto il sistema scuola sarà monitorato con dei criteri così poco rappresentativi che i dati forniranno solo degli indicatori di efficienza, e gli insegnanti, loro malgrado, saranno costretti ad adottare una didattica funzionale ai test, proprio per rimanere nei parametri dettati dal governo.
La soluzione per migliorare le perfomances dei nostri alunni, in particolare sul problem sovling, è da ricercare nell'attività di gruppo con l'ampia condivisione delle capacità, non con un attività frontale, non esiste una disciplina di problem solving, però il Miur ha deciso che verrà testata dall'Invalsi.
Siamo di fronte ad un'ulteriore mistificazione, questo governo ha davvero una grande capacità di fare scelte in base alla fonetica di un termine, forse problem solving suonava bene quindi lo hanno inserito a pieno titolo nella direttiva proprio per questo motivo.
Peccato che per raggiungere gli obiettivi fissati a Lisbona, e noi italiani siamo il fanalino di coda del treno europeo delle riforme, non serve rafforzare il sistema di valutazione convogliandone fondi preziosi, bensì bisogna investire nel "sapere", quindi dotando le scuole di sufficiente organico, acquistando i computers, rendendo la scuola un luogo piacevole e sicuro - edilizia scolastica - promuovendo iniziative internazionali di comunicazione fra i vari sistemi scolastici, o in altre parole abrogare la legge 53, non certo adottando scelte frettolose, delegando ad un singolo istituto tutta la responsabilità del successo.
Saremo sempre qui, vigili ed oppositori a qualsiasi atto pernicioso per la scuola, non è importante oggi essere al 26° posto, ma domani, continuando con queste politiche scolastiche dissennate, saremo ammessi a pieno titolo nella "economia più competitiva del mondo basata sulla conoscenza"?
Ho quasi il timore che verremo sanzionati, ma a questo punto la responsabilità sarà degli Invalsi, tutto il resto è storia.
Angelo Verpelli - 21-06-2005
Il documento dei Democratici di Sinistra, stilato il 5 febbraio 2005, prende le distanze dalla riforma Moratti, invocandone la cancellazione.
Non intendo soffermarmi sul significato di cancellazione in luogo di abrogazione, voglio solo considerare ...
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