Aldo Ettore Quagliozzi - ultimi interventi
Aldo Ettore Quagliozzi - 10-11-2009
Non appaia, a chi mi conosce, a chi ha letto con infinita pazienza del mio scribacchiare, a chi conosce quindi il mio pensare, non appaia provocatorio se non irriverente il titolo scelto per il post. Io, semplicemente, non difendo il crocifisso. Anche se alla sua " ombra " inquietante ho trascorso e trascorro la mia vita. Come tutti o i tanti di questo paese, sono stato cooptato, ancora in fasce, in una confessione religiosa. Una delle tante. Depositaria di una sua verità. E niente altro. Cooptato senza saperlo. Senza volerlo. Confessione religiosa che, con il trascorrere dei miei anni, mi è divenuta sempre più estranea, una camicia di forza della quale non è semplice liberarsi. La sua azione costrittiva continua infatti nelle occasioni del vissuto sociale; dover fare i conti con un'appartenenza che non mi appartiene più e da un pezzo. Ho fatto mio da tempo un pensiero, di quelli pesanti, ritrovato nel corso della lettura del volume " La vita eterna " - edito da Laterza ( 2007 ) - di Fernando Savater. Scrive l'illustre Autore alla pagina 170 del Suo splendido lavoro: " ( ... ) L'esistenza di Dio è tanto desiderabile che difficilmente può essere vera... Sarebbe troppo bello! ( ... )"
Sono a questo punto per le questioni importanti della mia vita.
Aldo Ettore Quagliozzi - 15-10-2009
" Che ci faccio in cattedra? " è stato, tempo addietro, il titolo di una corrispondenza dello psichiatra Umberto Galimberti. Essa poneva, e penso ponga tuttora, domande inquietanti, in un paese nel quale il problema della scuola è ben ridotto alle solite comparsate ed alle invenzioni dei provvisori titolari del Ministero in parola. Sono addivenuto alla amara conclusione che il problema della scuola non interessi più di tanto agli abitatori del bel paese, tanto da delegarne completamente le problematiche ai soli addetti ai lavori, considerati, anche se non pubblicamente dichiarati, al pari dei giudici, " stralunati " esseri, nullafacenti o quasi, gloriosamente dediti, e senza tanti riconoscimenti e ricompense, a qualcosa per la quale la sedicente società civile d'oggigiorno - grassa ed operosa e mediaticamente asservita - ha ben poco da dedicare o da spendere. In tale contesto la scuola è divenuta purtroppo rifugio o approdo dei tanti che in verità avrebbero meglio potuto impiegare il loro tempo in altre faccende o mansioni socialmente più utili. Ne ho fatta esperienza personale in quanto genitore, per via naturale, ed in quanto insegnante, per scelta inizialmente molto convinta e motivante, e con il senno del poi, del tutto " sconclusionata ".
Aldo Ettore Quagliozzi - 18-04-2009
" Con il tipo di capitalismo ereditato dalla seconda guerra mondiale non andiamo lontano. Un capitalismo senza un quadro etico è nemico del genere umano. Bisogna chiedere scusa a Marx: aveva visto giusto. " Dichiarazione del Cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco di Baviera, al quotidiano " La Stampa " del 26 ottobre dell'anno 2008.

Avevo appena finito di leggere l'articolo di Federico Rampini " Se i mercati cancellano l' etica " sul quotidiano " la Repubblica " che la radio, quasi sempre accesa in casa nostra per via della tragedia d'Abruzzo, che orecchiavo sbadatamente nel mentre scorrevo la scrittura dell'illustre opinionista, dava la notizia di un'azione militare di " Sendero luminoso " in uno dei paesi più problematici del sud dell'America, il Perù. Chi si ricordava più di " Sendero luminoso "?
Aldo Ettore Quagliozzi - 15-04-2009
"Al civico 11 di via D'Annunzio ho visto delle lesioni sui muri. Ho chiesto spiegazioni e mi hanno risposto che la situazione era sotto controllo. Nicola, caro viceministro, è stato ucciso dall'imprudenza delle istituzioni". Lettera a Guido Bertolaso di Sergio Bianchi, padre di Nicola, 22 anni, studente morto nel terremoto.

"Chaplinesque ". Di grazia, cos'è? Si ha traccia del neologismo leggendo lo splendido volume di Edmondo Berselli "Venerati maestri" edito, per i tipi Mondadori, nell'anno del signore 2006. Controllare alla pagina 168, ultimo periodare dell'illustre Autore. Una scrittura tagliente assai, che taglia in profondità. Un particolare: il volume ha per sottotitolo "Operetta immorale sugli intelligenti d'Italia". Si evincerebbe tutto già dal sottotitolo. Intelligenti pauca. Basterebbe per non andare oltre.
Aldo Ettore Quagliozzi - 08-04-2009
...mentre continuava il diluvio mediatico di immagini senza utilità alcuna, mi ponevo la questione dove fosse il limite proprio di una corretta informazione e dove questo limite sforasse nel più indecente terreno dell'intrattenimento. Ecco il punto: quale il limite dell'informazione corretta? E dove essa diviene strumento perverso di intrattenimento e di subliminale asservimento emotivo? Nei filmati del benemerito Istituto Luce è probabile che venisse preservato e continuasse ad essere contenuto in essi quel " pathos " proprio di ogni creazione che coinvolga il vedere ed il sentire degli esseri umani. Il famoso " pathos " della classicità. Così come avviene ogni qual volta si accede ad un luogo deputato alle rappresentazioni....
Finirà anche che, da questa parte delle Alpi, non basterà più sfoderare un sorriso a tutto denti per negare l'esistenza della catastrofe? Basterà il ritorno dei Miserabili in quel di Francia per impedire, al tonto di turno, di proclamare che converrebbe mangiare le brioches al posto del pane per saziarsi? Spero tanto nel ritorno della Storia grande. Ma come sempre, dovranno essere gli altri ad intrecciarne la trama con l'ordito.
Aldo Ettore Quagliozzi - 06-03-2009
Rientrano dalle finestre spalancate i fronzoli di una scuola che è stata - il grembiulino, il cinque in condotta per il quale si cerca ora una soluzione indolore visto il suo dilagare - ma si continua, all'esterno della scuola, per le vie cittadine sui grandi cartelloni pubblicitari, nelle pubblicazioni quotidiane o settimanali più diffuse e patinate, nei programmi d'intrattenimento o di falsa informazione delle televisioni pubbliche e commerciali. Risulta allora evidente come una politica nuova per la scuola nel bel paese risulterà perdente, se non irrealizzabile, fintantoché essa sarà affidata a forze politico-sociali che non avranno cura a creare argini possenti allo straripare oggigiorno incontenibile dei modelli e delle figure create all'interno del mondo virtuale dei moderni mezzi di comunicazione di massa. Inutile sarà reintrodurre nella scuola "esteriorità" appartenute ad altre epoche e pseudo-soluzioni organizzative e burocratiche. Una politica per la scuola dovrebbe mirare innanzitutto a ricreare l'identità in essa smarrita e non invece ad introdurre in essa modelli che dovrebbero appartenere ad altri ambiti della vita sociale del bel paese. Una politica per la scuola dovrebbe porsi come obiettivo primario ed irrinunciabile la ricerca di quell'identità che non c'è e che eviterebbe ai suoi frastornati protagonisti di porsi "all'inseguimento degli unici maestri che oggi contano: le star"
Aldo Ettore Quagliozzi - 20-02-2009
Passa anche attraverso questo annoso, infruttuoso discutere del dilemma l'anomalia del bel paese. All'inizio degli anni settanta del secolo ventesimo feci il mio ingresso nel mondo della scuola come docente incaricato. In quel tempo la stabilizzazione dei docenti veniva affidata a corsi speciali di formazione - i famigerati corsi abilitanti - e all'emanazione di leggi allo scopo varate dal parlamento del bel paese. Non che non si sentisse la necessità di stabilizzare e garantire le numerosissime figure del mondo della scuola. Personalmente mi impegnai ed appoggiai anche sindacalmente le organizzazioni confederali che allora si batterono, vittoriosamente, per l'ambito traguardo di stabilizzare il personale tutto della scuola. Ma qui affiora l'anomalia del bel paese.
Aldo Ettore Quagliozzi - 12-02-2009
... mentre il paese si svuota o perde progressivamente, per insuperabili limiti naturali, le coscienze più alte e più nobili, gli intelletti più fulgidi e vivi, lasciando libero il campo alla cachistocrazia più sfacciata ed illiberale che si possa immaginare; mentre il paese rimane sempre più orfano di guide illuminate e di prestigio universalmente riconosciuto, occorre ricercare e sollecitare il concorso dialettico e fattivo di tutti, in tutte le forme democratiche possibili, affinché la barra di navigazione della " nave sanza nocchiero in gran tempesta " non conduca il capitano di vascello, la sua stralunata ciurma di comando ed il suo numerosissimo seguito ad arenarsi, sospinti dai marosi di questi agitatissimi tempi, ad arenarsi dicevo verso approdi malsicuri assai per la salute di tutti ed inesplorati.
Aldo Ettore Quagliozzi - 11-02-2009
Eluana non è morta ora. Non mi serve, da laico e da non credente, una simile affermazione. Non mi serve. Non toglie e non aggiunge nulla. Non mi conforta e non mi conferma, da non credente, nelle mie sempre pericolanti convinzioni ed " idealità ". Non ho al momento voglia di sbalordire alcuno, di scandalizzare " evangelicamente " da laico. Scrivo a " caldo " della notizia. Eluana non è morta ora. E non mi serve un'affermazione ben costruita che sbalordisce assai; non mi serve per creare un'icona nuova verso la quale genuflettersi o inviare pensieri di circostanza.
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