D - anno scolastico 2009-2010
Vincenzo Andraous - 12-08-2010
Il mondo adulto dovrebbe possedere più ardimento nell'affrontare la nuova sfida educativa, perché è proprio questa paura ad avere influenzato negativamente gli stili comportamentali dei giovani, questi messaggi ambivalenti stanno alimentando l'inganno dell'abitudine generando la sofferenza di quel mal di vivere in tanti nostri figli.
Vincenzo Andraous - 06-08-2010
Nelle scuole a parlare di bullismo, senza indebite appropriazioni, sfuggendo l'elargizione dei soliti consigli, perché su questo fenomeno accade di sentire che il mondo adulto, professorale, genitoriale, è confuso, perché non è sufficientemente formato per accorgersi, eventualmente per indagare, intervenire, aiutare, non è attrezzato per mettersi di traverso a questo proliferare di guerrieri in erba.
Eppure una buona dose di intenzionalità al fare male, di persistenza nell'usare il colpo di taglio, una asimmetria a dir poco scandalosa, non possono restare sottotraccia, non consentire un più appropriato accertamento su quanto si genera in una classe e si rigenera intorno a noi.
Forse per reimpostare il presente, occorre un po' di pedagogia della nonna, ossia del buon esempio, che riporta consapevolezza del rispetto come valore inalienabile, persino per chi lo ha sempre inteso come una merce di scambio.
Doriana Goracci - 05-08-2010
Quante ore sono dedicate alla storia dell'arte, alla musica ad esempio, nella scuola dell'obbligo e del piacere poi, in Italia? La scuola secondaria di primo grado, in precedenza scuola media inferiore, è l'istituzione che rappresenta il primo grado dell'istruzione secondaria...:Le materie studiate sono (in media): Italiano (5 ore settimanali), Storia e Geografia (con Cittadinanza e Costituzione) (4 ore), approfondimento in discipline letterarie (1 ora), Matematica (4 ore), Scienze (2 ore), Tecnologia (2 ore), Lingua Inglese(3 ore), Seconda lingua comunitaria (2 ore), Arte e Immagine(2 ore), Musica (2 ore), Scienze motore e sportive (2 ore), Religione Cattolica o attività alternativa (1 ora).
Andrea Tornago - 31-07-2010
Al pesante bilancio del resto dell'anno, l'estate aggiunge la sua overdose di stragi insensate, che a un primo sguardo sfuggono completamente ad ogni tentativo di analisi. È il nostro agosto, o meglio solo il suo antipasto. Aspettiamo che giri il mese e vedremo quale sarà le plat du chef. La gente in agosto si spara, si dà fuoco, uccide per una sigaretta, riduce gli zii o i genitori in piccoli pezzi per buttarli in un dirupo, si ammazza con i fuochi artificiali, fa stragi con l'auto anche senza la scusa dell'alcol.
Laura mamma di un bambino dislessico - 27-07-2010
Dopo 10 anni di lunga attesa è stata recentemente approvata alla Camera, all'unanimità, la legge di tutela degli studenti con DSA - Disturbi Specifici di Apprendimento quali dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia - ora al vaglio del Senato per l'approvazione definitiva.
Per tutti i genitori di bambini e ragazzi dislessici/DSA è un importante traguardo, preannunciato dall'approvazione negli ultimi anni di numerose leggi regionali volte a colmare il vuoto legislativo nazionale. Ma non possiamo ancora esultare. Per l'approvazione definitiva il Senato deve convalidarne le numerose modifiche. E se non lo facesse? Basterebbe anche una sola virgola per rimettere tutto in discussione e riprendere il rimpallo parlamentare, anche all'infinito. Funziona così in Italia, a meno che non ci sia il traino di forti interessi economici. Ma di mezzo, in questo caso, c'è qualcosa di ben più importante, dal valore inestimabile: c'è il futuro di tanti bambini e ragazzi intelligenti che non riescono a leggere, scrivere ed operare con i numeri con la stessa naturalezza dei loro compagni. Per apprendere e mettere in campo tutte le loro capacità hanno solo bisogno di modalità didattiche diverse, capaci di bypassare le difficoltà strumentali. Spesso invece, incompresi, tacciati di stupidità e pigrizia, derisi dai compagni e lasciati ai margini, perdono ogni motivazione allo studio e scivolano nell'insuccesso scolastico che ben presto si riversa negativamente in ambito personale, sociale e relazionale.
Andrea Tornago - 25-07-2010
Gentili signori delle Nazioni Unite, voi che siete preoccupati per la legge sulle intercettazioni e pensate non sia un sano intervento per tutelare la privacy dei cittadini, voi che non sapete tutti l'italiano ma avete imparato in questi mesi la parola «bavaglio», voi che avete chiesto non di smussare o emendare il ddl 1415 ma di abolirlo o modificarlo nella sua natura, voi che avete chiesto al governo di «impegnarsi in un dialogo significativo con tutte le parti interessate, in particolare giornalisti e organizzazioni della stampa» dimostrando di non conoscere l'intento preciso di questo esecutivo, voi che avete annunciato una missione per il 2011 in Italia per monitorare lo stato della libertà d'espressione e il rispetto dei diritti umani, per favore, non limitatevi a un annuncio ufficiale o all'istituzione di una commissione diplomatica: invadeteci.
Giocondo Talamonti - 13-07-2010
La cronaca sportiva ci propina ogni giorno notizie che nulla hanno a che vedere con i principi ispiratori dello sport. La competitività e la presenza di sponsor hanno modificato il quadro di riferimento, spesso trasfigurandolo fino al punto da rendere tollerabili comportamenti sleali, manomissioni di risultati, scorciatoie per la vittoria. In una parola, la perdita dei valori fondanti il gesto atletico si è così diffusa, per effetto del ricorso a strumenti alternativi all'impegno e alla solidarietà, da divenire compatibile con l'atteggiamento di chiunque pratichi una disciplina sportiva. E, quel che è peggio, anche in assenza di pungoli provenienti da sponsor esigenti, ma suggeriti da un unico, assillante, irrinunciabile obiettivo: la vittoria. Se questa arriva come conseguenza di comportamenti coerenti con l'etica sportiva, sarà un utile esempio per quanti ne seguono le vicende che l'hanno determinata, ma se deve essere ottenuta a tutti i costi, allora è quanto di più deleterio si possa indicare.
77° Commissione del LS Segrè di Torino - 13-07-2010
Ma, in realtà, non è questione di quei quattro soldi che non ci vogliono dare. Si tratta di altro. È in primo luogo e soprattutto una questione di principio. Da anni ci vediamo trattati sempre peggio in quanto lavoratori della scuola in specifico e del settore pubblico in generale. Dobbiamo essere consapevoli che se continuiamo a tacere, tale situazione procederà e si aggraverà ulteriormente. Soltanto prendendo posizione in modo unitario, solidale, fattivo, soltanto da una risposta collettiva in questa direzione possiamo attenderci qualcosa.
Quello che vogliamo allora non sono semplicemente i nostri quattro soldi, che potremmo sempre devolvere a calciatori, veline e imprenditori bisognosi... Il senso del nostro discorso è che si metta un punto fermo a una situazione in rapida degenerazione, si acquisisca consapevolezza di quanto accade e si agisca di conseguenza.
Linda - 10-07-2010
Negli ultimi giorni, forse a causa del caldo, devo dire che gli onorevoli ci stanno dispensando perle di saggezza come fossero acqua.
Vorrei riflettere insieme a voi, su quelle che riguardano il settore della scuola.
Il Presidente Fini ha dichiarato: in Italia è in emergenza educativa!
Autorevolissimo, tra l'altro detto da un dottore in pedagogia.
Ha affermato anche che "il servizio nel campo dell'istruzione rappresenta un primario interesse per l'intera comunita' nazionale''.
Tradotto dal politichese al cittadinese vuol dire soldi cash!
Ma se d' "investimenti" si parla, il problema è che non sono per scuola pubblica, alla quale sono rivolti solo tagli, ma riguardano esclusivamente la scuola privata.
Afferma inoltre l'onorevole Fini che ovviamente, essa dovrebbe essere oggetto di valutazioni, ma mi chiedo: quando, quali, da chi?
Andrea Ermano - 09-07-2010
Si accumulano in Italia i segnali di una discontinuità politica lungamente preannunciata. Se essa avverrà per davvero e in che modo, se essa ci condurrà a un governo di responsabilità nazionale o a elezioni anticipate oppure a un temibile vuoto di potere, nessuno lo sa.
Tanto vale occuparsi allora di questioni fondamentali. Perciò questa settimana tratteremo di verità: serenamente, pacatamente.
A modesto parere di chi scrive la nozione di verità si suddivide in quattro concetti. Eccoli.
Se, in primo luogo, affermiamo per esempio: "alcuni capricervi stanno galoppando", questo è vero a due condizioni: che ci siano effettivamente degli animali chiamati "capricervi" e che, laddove esistano, ce ne siano alcuni effettivamente al galoppo.
Invece, dire "due capricervi al galoppo più due capricervi al galoppo fanno in tutto quattro capricervi al galoppo", è vero a prescindere dal fatto che esistano i capricervi. E francamente non interessa nemmeno se i quattro animali, reali o immaginari che siano, stiano effettivamente galoppando. Basta che siano quattro. In questo caso facciamo dipendere la verità da certe regole matematiche.
"È impossibile che in questo preciso istante il mio capricervo stia galoppando e contemporaneamente non stia galoppando". Questo è vero di per sé, a prescindere da qualsiasi altra considerazione, purché le parole usate abbiano ciascuna un significato definito e univoco.
I tre concetti di verità fin qui esemplificati sono noti anche sotto il nome di: 1) "corrispondenza", 2) "coerenza" e 3) "evidenza". Ne manca uno.
Lidia P. - 08-07-2010
Lettera aperta all'Onorevole Mariastella Gelmini, Ministro della Pubblica Istruzione

Onorevole Ministro,
sono una docente a tempo indeterminato di una Scuola Secondaria di 1° grado, quest'anno incaricata come Presidente di commissione agli Esami di Stato conclusivi del primo ciclo di Istruzione.
Voglio condividere con Lei alcune riflessioni, derivanti dalla mia esperienza personale e da tante affermazioni ascoltate da colleghi dell'Istituto Comprensivo in cui lavoro e di quello in cui ho presieduto gli esami.
Vorrei parlarLe di tanti aspetti della nostra Scuola, dal suo livello generale ai programmi (ad esempio di Storia), dal monte ore alla formazione delle cattedre, ma sono convinta che affrontare tanti temi significa spesso non svilupparne adeguatamente alcuno, per cui mi limito a quello che in questo momento mi preme maggiormente, ovvero la VALUTAZIONE.
Scuola della Repubblica - 01-07-2010
o l'ordinanza del TAR che ha sospeso le circolari ministeriali sulle iscrizioni e sugli organici: cosa si può fare (o si dovrebbe fare se il Ministero avesse un minimo di senso dello Stato?)
(nota di Corrado Mauceri del Tavolo regionale toscano per la difesa della scuola statale)

Il TAR del Lazio ha sospeso le circolari con le quali il Ministero ha disposto le iscrizioni nelle scuole superiori di II grado i tagli agli organici delle scuole di ogni ordine e grado sulla base di una normativa ancora inesistente ed in palese violazione della normativa vigente.

A fronte di tale macroscopica violazione della normativa vigente, i Giudici del TAR, ovviamente increduli di un tale comportamento del Ministero, hanno sospeso le circolari ministeriali e nello stesso tempo hanno chiesto alla Ministra una documentata relazione, rinviando ogni ulteriore decisione all' udienza del 19 luglio.prossimo..
Vincenzo Andraous - 28-06-2010
Per superare la non-raccontabilità del carcere italiano occorre avere più coraggio per ciò in cui si crede, per non lasciare inalterata questa condanna aggiunta ingiustamente alla condanna da scontare, affinché l'uomo che convive con la propria pena, colga il senso di ciò che si porta dentro.
Chi sbaglia e paga il proprio debito con decenni di carcere ( quando giungerà il tempo di sostituire quel verbo "pagare" con "riparare" sarà sempre troppo tardi ), attraversa davvero tempi e contesti di un lungo viaggio di ritorno, lento e sottocarico.
Non c'è più l'uomo sconosciuto a se stesso, ma uomini nuovi che tentano di riparare al male fatto, con una dignità ritrovata, accorciando le distanze tra una giusta e doverosa esigenza di giustizia per chi è stato offeso, e quella società che è tale perché offre, a chi è protagonista della propria rinascita, opportunità di riscatto e di riparazione.
Andrea Tornago - 25-06-2010
C'è una certa preoccupazione mercoledì alla sede romana della Fnsi, alla presentazione dell'ultima inchiesta sul terremoto. Maria Luisa Busi e il segretario del sindacato dei giornalisti Franco Siddi illustrano L'Aquila 2010. Il miracolo che non c'è (Castelvecchi), reportage dei due giovani giornalisti romani Sabrina Pisu e Alessandro Zardetto che restituisce un quadro inquietante di come il terremoto del 6 aprile 2009 abbia sconvolto la vita degli abitanti dell'Aquila e gli equilibri democratici nel nostro paese....
Giuseppe Adernò - 25-06-2010
Le recenti disposizioni circa i limiti dell'età pensionabile per i dipendenti dello Stato ha creato non pochi malcontenti nel mondo della scuola, dove la figura femminile è prevalente.
Prolungare il servizio fino a 65 anni dei termini per la pensione anche per le donne ancorché lo imponga una disposizione europea, si ritiene che la norma non dovrebbe coinvolgere il mondo della scuola, anche se gli operatori sono "dipendenti statali".
La funzione docente è, infatti, una della "professioni logoranti" e quindi avrebbe diritto a beneficiare di particolari attenzioni, e il termine dei 65 anni di età per la conclusione del lavoro attivo non dovrebbe avere valore prescrittivo, ma solo indicativo e d'indirizzo, a seconda della tipologia, delle condizioni di salute, del rendimento, del gradimento personale e condiviso dalla Comunità scolastica.
Andrea Tomago - 12-06-2010
Cos'è stato fatto fino ad oggi contro il ddl 1425, meglio noto come «legge sulle intercettazioni» o «legge bavaglio»?

Nulla, a parte una raccolta di firme on-line sul sito «nobavaglio», cui in molti hanno generosamente aderito e che però non ha alcun valore legale (260.000 firme raccolte), ed eccezion fatta per l'omologa iniziativa degli editori lanciata da Giuseppe Laterza (13.500 firmatari). Non mi pare una risposta adeguata alla gravità della legge. L'approvazione della legge e l'eventuale - purtroppo, attesa - firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano segnerebbe un autentico salto di qualità nella già gravissima situazione politica e democratica del paese.
Andrea Tornago - 03-06-2010
Un'imbarcazione battente bandiera turca è formalmente, e a tutti gli effetti, territorio turco. Per di più se fendente acque internazionali, ha piena sovranità e non può essere abbordata e dirottata se non nell'ambito di una specifica operazione di polizia. Il comandante della nave ha il diritto - se non il preciso dovere - di difendersi e di non consegnare il timone della nave e la sala macchine in mano ad estranei. Quando una nave viene attaccata da persone armate facenti capo ad associazioni criminali, a gruppi politici o terroristici, si tratta di un atto di pirateria. Ma quando l'attacco è sferrato da soldati dell'esercito di un altro stato sovrano, siamo di fronte a un atto di guerra.
(a partire da) genitori di Bologna - 02-06-2010
Per farsi sentire il più possibile con una catena di mail numerosissime e impossibili da ignorare, per dissociarci e dire la nostra su queste pratiche di circolari in odore di intimidazione di altri tempi, un appello a tutti per inviare un messaggio al dott. Limina...
Riccardo Princi - 02-06-2010
Con la firma del di è stata varata una manovra finanziaria "equa", con la quale si chiede il sacrificio di tutti per risanare i dissestati conti dello Stato e per non finire come la Grecia.
Naturalmente, a fare la parte del leone in termini di sacrifici, sono stati chiamati i dipendenti pubblici, che rappresentano la categoria che più ha contribuito al dissesto del bilancio, mentre sono state risparmiate le categorie che con il loro comportamento virtuoso, hanno contribuito a rendere meno drammatica la situazione, ovvero evasori fiscali, politici e amministratori privilegiati, corrotti, corruttori, malversatori, consulenti dalle dubbie competenze, beneficiari di stanziamenti a fondo perduto eccetera, cioè tutti coloro che negli ultimi quarant'anni, hanno utilizzato le casse dello Stato come un bancomat, per arricchirsi personalmente, se non per pagarsi nani, pupe, ballerine e zoccole. Intanto il figlio del Presidente del Consiglio, signor Piersilvio Berlusconi, ha anticipato nei giorni scorsi la sua parte di sacrificio, varando un mega-yacht da 18 milioni di euro.
Unione Sindacale di Base della scuola - 31-05-2010
Un senatore del PDL, tal Giorgio Rosario Costa, presenta un disegno di legge che pare sia il più corto della storia, soltanto 16 parole, col quale propone di far slittare l'avvio dell'anno scolastico ad ottobre. Questo il testo: "Per le scuole di ogni ordine e grado l'anno scolastico ha inizio dopo il 30 settembre". La telegraficità di tale proposta fa comprendere quale sia la considerazione di cui gode la scuola pubblica tra le fila del governo. Il ministro Gelmini si dichiara immediatamente "molto aperta" alla proposta di far cominciare l'anno scolastico dopo il 30 settembre. Come si può evitare di pensare che dietro si nasconde qualche altro brutto scherzo a danno dei lavoratori della scuola e soprattutto dei precari?
Davide Sapienza - 29-05-2010
Come molti di voi già sapranno, la nuova Riforma Gelmini sul riordino del ciclo d'Istruzione Superiore ha eliminato l'insegnamento della Musica dal curricolo scolastico dei "Licei".
In particolar modo, nel prossimo a.s. 2010/2011, il nuovo Liceo delle Scienze Umane (ex-Liceo sociopsicopedagogico, gi ex-magistrale!) non avrà più lo storico insegnamento della Musica tra le materie del Piano di Studi e questo a causa della riduzione dell'orario scolastico da 34 a 27 ore di lezione settimanali.
Inoltre per i nuovi Licei Musicali e Coreutici, tanto pubblicizzati quali grande novità della Riforma, è stata autorizzata dal Ministero dell'Istruzione l'apertura di appena 28 classi in tutta Italia!!!
La grave conseguenza di tutto ci sarà che molti insegnanti precari come me, abilitati con tanto sacrificio all'insegnamento nella classe di concorso A031 (Educazione musicale nelle scuole secondarie di II grado), non avranno più la nomina a partire dal prossimo anno scolastico e i docenti di Musica oggi di ruolo risulteranno "perdenti posto" nel giro di qualche anno.
Vi chiedo quindi di cliccare su questo link...
Gianfranco Irlanda - 29-05-2010
Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: /Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera diventando l'articolo nr. 60.
Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta". In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i providers dovranno bloccare il blog. Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta".
Andrea Tornago - 28-05-2010
La nostra Costituzione, voi lo sapete, vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto Partito Fascista. Eppure, il Movimento Sociale Italiano vive e vegeta! Almirante, che con i suoi lugubri proclami in difesa degli ideali nefasti della Repubblica Sociale Italiana ordiva fucilazioni, e ordiva spietate repressioni, oggi ha la possibilità di mostrarsi sui teleschermi come capo di un partito che è difficile collocare nell'arco antifascista e perciò costituzionale.
Claudia Fanti - 25-05-2010
La coscienza si ribella dinanzi all'arroganza del potere (qualsiasi!) quando pretende di prenderci in giro col parlare di efficienza e efficacia del sistema, magari raggiunte per mezzo di prove sul territorio volte a leggere un pezzettino degli apprendimenti-insegnamenti (per poi farla lunga sui risultati), ma si ribella fino all'urlo finale con "stramazzamento" per perdita di sensi, quando, zac e zac, di contro, anzi di lato, con elegante nonchalance, ci ritiene esseri unici, non importa la nostra età di maestre/i, non importa la nostra formazione iniziale in lingua straniera, non cale l'ormai abominevole pronuncia acquisita e non più modificabile, insomma non importa cosa e come insegneremo, non importa la competenza, non importano più per nulla l'efficacia, l'efficienza, non importa la carenza di sussidi indispensabili...e...ci formerà in poche centinaia di ore dicendo: "Lazzaro, alzati e cammina...in inglese!"...
Federazione Italiana Superamento Handicap - 19-05-2010
Nonostante la costante enfasi sulla tenuta dei conti pubblici, il Governo si appresta a varare in queste settimane una manovra anticrisi pesante, di circa 25 miliardi di euro, per il biennio 2011-2012.
Da quanto si apprende, le linee di intervento in via di definizione comprenderebbero, quasi per certo, una "stretta" sulle indennità di accompagnamento; alcuni quotidiani riportano, più dettagliatamente, l'ipotesi che l'erogazione dell'emolumento potrebbe essere condizionata al reddito.
La FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) esprime la sua decisa preoccupazione rispetto all'eventualità di tagli nei confronti di quella che, tuttora, rappresenta l'unica forma certa di sistema assistenziale in Italia.
Coordinamento Presidenti Consigli Circolo e Istituto Bologna - 18-05-2010
Cari genitori,

forse non vi sarà mai capitato di ricevere una lettera firmata da questa strana sigla.
Siamo i genitori da voi eletti negli organi collegiali della scuola, e vi vogliamo parlare di scuola, sperando abbiate la pazienza di leggerci fino in fondo.
La scuola così come la conoscete oggi sta per scomparire, sta peggiorando in modo irrimediabile.
Lo Stato ha deciso di risparmiare tagliando i finanziamenti destinati alla scuola pubblica di 8 miliardi, mentre ha triplicato i finanziamenti alle scuole private (da mezzo a 1 miliardo e mezzo di euro).
Noi presidenti dei Consigli di Circolo e d'Istituto, visto i gravi problemi comuni alle nostre scuole, abbiamo deciso di uscire dalla nostra solitudine e di unirci insieme in un Coordinamento e, prima di rivolgerci direttamente a voi come stiamo facendo ora, abbiamo inviato tre lettere al Dirigente scolastico regionale richiedendogli un incontro per discutere di queste gravi difficoltà, ma non ci ha mai risposto, se non indirettamente e a mezzo stampa, dichiarando che "le scuole dell'Emilia-Romagna non hanno reali problemi di soldi, il ministero interviene per ripianare le reali e vere sofferenze degli istituti".
Tavolo regionale Toscana in difesa della scuola statale - 17-05-2010
Ormai è evidente: la politica di questo Governo segnerà la fine della scuola della Costituzione.
A fronte di questa dissennata politica scolastica non c'è stata finora un'adeguata risposta; si ha la sensazione che non sia stata avvertita la gravità della situazione; non ci si rende conto che l'attacco alla scuola statale ed ai principi costituzionali che la sorreggono è un attacco alla nostra democrazia.
Lanciamo un appello a tutte le realtà che dovrebbero essere, come noi, preoccupate per la politica scolastica di questo Governo e proponiamo sin da ora una mobilitazione di tutti e tutte.
Antonio Budruni - 14-05-2010
Di fronte al disastro della scuola pubblica, ai tagli delle risorse, del monte ore e del personale, di fronte al dilagante degrado di uno dei principali pilastri dello sviluppo economico, sociale e culturale del Paese, non si può stare a guardare.
Pensiamo che l'intera categoria debba reagire con forza di fronte allo smantellamento della scuola di tutti.
L'ultima arma che la categoria può utilizzare per incidere davvero è il blocco degli scrutini e degli esami.
Noi sottoscritti siamo pronti ad agire, ma abbiamo la consapevolezza che l'azione di una sola scuola sia improduttiva. Chiediamo a tutti i colleghi e al personale della scuola italiana di esprimersi.
Attendiamo fiduciosi.
Claudia Fanti - 10-05-2010
Carissimi colleghe e colleghi,

"mi scuso" dice la maestra, vera, in carne d'ossa, non certamente virtuale, una di quelle che sono passate dalla maestra unica, al team, ai moduli stellari, al tempo pieno modularizzato con 50 alunni, al tempo pieno normale, una di quelle che non hanno mai lasciato indietro nessuno/a, né bambino/a né famiglie, costantemente aggiornata sia sul piano delle discipline sia su quello della conduzione della classe e sulla relazione, rigorosamente laureata, "mi scuso se ho tradito la fiducia di qualcuno di quelli che sanno che solitamente se ho un'idea la applico, ma siccome é meglio vedere con i propri occhi, ho voluto verificare ciò che ho sostenuto da tempi immemorabili: anche io, con i miei alunni di classe seconda (seconda classe?), ho partecipato alle prove Invalsi di italiano come classe campione. Io, maestra della classe, fuori dall'aula predisposta per la somministrazione, l'osservatrice esterna e una maestra somministratrice incaricata dalla scuola.
Comitato Precari della Scuola - 07-05-2010
Non c'è ironia né sarcasmo nei termini con cui Vi appelliamo, ma solo la presa d'atto di una conversione che avete unanimemente intrapreso e condotto a termine senza opporre resistenze e senza resipiscenze. Si tratta del passaggio "iniziatico" dal ruolo di fautori e garanti di processi culturali e formativi al ruolo di promoter, gestori di fondi e procacciatori d'affari dell' "azienda-scuola".
Non vogliamo innescare una sterile e retorica contrapposizione tra alti "valori umanistici" e vili "assiomi mercantilistici": vogliamo solo contestare - avallati dalle esperienze vissute e dall'evidente regresso registrato a tutti i livelli dell'attività scolastica a partire dalla stagione della "autonomia" - l'applicazione impropria ed indebita di tali idealità e pratiche alla scuola, che presenta peculiarità relazionali e statutarie tali da escludere aprioristicamente ogni appiattimento sul modello del "servizio" da rendere, con conseguente valutazione dell'impatto economico in entrata e in uscita, soddisfazione dell' "utenza" e gratifica per i sottoposti "meritevoli", cioè per quelli che abbiano meglio saputo prosternarsi di fronte alle pretese del cliente.
Inutile cercare di raggirarci o di persuaderci che sono la nostra scarsa preparazione, il nostro presunto "passatismo" o la nostra altrettanto presunta ignavia ad acuire la sensazione di allarme: è sotto gli occhi di tutti, infatti, che la scuola si è ridotta a un diplomificio squallido e livellante perché è stata costretta a mutare radicalmente le sue priorità, ponendo al vertice delle sue preoccupazioni non più l'educazione e l'istruzione libera e seria dei giovani, ma la capacità di far quadrare i conti e risparmiare soldi pubblici.
Vincenzo Andraous - 06-05-2010
In una classe anonima del nord più attrezzato di denari e culture incrociate, s'è fatto avanti un altro gruppetto di spavaldi, di iracondi, di ometti a gambe larghe e mani in tasca, dietro il muro creato a misura dai compagni complici-vittime plaudenti: hanno afferrato una compagna, l'hanno denudata, tentando l'infamia più grande di una violenza finale.
Mentre la classe recitava la commedia, il professore incartato nelle nozioni trasmesse, il branco alle prime armi faceva man bassa di dignità e innocenza, mentre la bambina è a terra nel silenzio più colpevole.
Un paio sono stati arrestati, l'accaduto ha destato clamore, l'oltraggio su una bambina non permette attenuanti, la strategia assunta per lacerare il cuore e la carne, troppo plateale per essere scambiata per una ragazzata.
Tre mamme di Bologna - 06-05-2010
Cari genitori

noi, come voi, siamo genitori di giovani uomini e donne che frequentano la scuola statale pubblica. Mamme e papà sinceramente, intimamente preoccupati per quanto sta accadendo alla nostra scuola da ormai troppo tempo.
La scuola che anche noi abbiamo frequentato anni fa, impoverita e trascurata ogni giorno di più, sta morendo.

Quella scuola che generazioni di genitori vedevano come unica possibilità di riscatto o più semplicemente come l'unico modo per assicurare ai propri figli una vita dignitosa, sta morendo.

Gente semplice o istruita, ricca o povera, a costo di sacrifici a volte immani faceva di tutto per mandare a scuola i propri figli, consapevole dell'importanza vitale di assicurare loro una buona istruzione. Quella scuola, aperta a tutti, gratuita, luogo primo di conoscenza e convivenza, fonte inestimabile di saperi e di memoria, di uguaglianza e di amicizia, sta morendo.
Rosalinda Gianguzzi - 05-05-2010
L'astensione dopo il parto, sulla quale lei oggi con tanta leggerezza motteggia, è definita OBBLIGATORIA ed è un diritto inalienabile previsto da quelle leggi, per cui donne molto più in gamba di lei e di me, hanno combattuto strenuamente, a tutela delle lavoratrici madri.
Discorso diverso è il congedo parentale, di cui si può fruire, dopo i tre mesi di vita del bambino, per un totale di 180g, solo in parte retribuiti integralmente.
Ovviamente per persone come lei, con un reddito di oltre 150.000 euro l'anno, pari quasi a quello del governatore della California Arnold Schwarzenegger, discutere di retribuzione, in questo caso più che un privilegio, è un'eresia.
Ovviamente lei non può immaginare, perché può permettersi tate, tatine, nido "aziendale" al ministero, ma LA GENTE NORMALE, che lei dice di comprendere, ha a che fare con file d'attesa interminabili per nidi insufficienti e costi per babysitter superiori a quelli della propria retribuzione.
Voglio dirle una cosa però, consapevole che le mie affermazioni susciteranno più clamore delle sue, DA PEDAGOGISTA E DA ESPERTA, affermo che fruire dell'astensione OBBLIGATORIA oltre che un DIRITTO è anche un DOVERE, prima di tutto morale e poi anche sociale.
Come vede ho più volte sottolineato la parola OBBLIGATORIA, che già di per se dovrebbe suggerirle qualcosa.
Domenico Finiguerra - 01-05-2010
Di fronte al degrado civile e morale del mio paese, l'Italia, che sta mostrando in questi giorni il suo lato peggiore, mi sento in dovere di manifestarvi tutto il mio disagio e la mia indignazione. Affinché tutti voi sappiate da che parte sto. Anche se, e ne sono consapevole, ciò comporterà da parte di alcuni di voi, ma spero di pochi, l'abbandono di sentimenti di simpatia nei miei confronti.
Pensate invece ai vostri figli e alle prossime generazioni. Cercate di non trasmettere sensazioni di lontananza rispetto a chi ha il colore della pelle diversa, a chi prega un dio diverso, a chi viene da un paese diverso. Perché non sarà né bello né piacevole per i vostri figli, vivere in un paese dove ci si guarda con diffidenza o indifferenza. Dove il pregiudizio annega ogni stimolo alla reciproca conoscenza. Dove il benessere individuale viene prima di ogni regola di giustizia sociale e collettiva.
Andrea Ermano - 01-05-2010
C'è chi pensa, per esempio nel Belpaese, che si possa realizzare in tempi ragionevoli un forte incremento produttivo, e magari mietere anche un'ondata entusiastica di aumento della domanda di made in Italy? Gli anni Cinquanta sono passati da un po', e noi viviamo in un mondo in cui occorrerebbe ridurre sensibilmente le emissioni di carbonio, con tutto quel che ne consegue in termini di decrescita.

Per concludere, dato che la voga secessionista è stata concomitante per un intero ventennio con la voga neoliberista, vale la pena aggiungere che un secessionismo determinato dalla "crescita" sarebbe probabilmente tanto stupido quanto una rottura padana dell'Unità nazionale volta stare in Europa con l'Austria invece che con l'Abruzzo. E questo perché sia la crescita che l'Europa o sono grandezze solidali o non sono.
Elena Duccillo - 29-04-2010
Non faccio distinzioni di sorta tra organizzazioni, associazioni, organi di stampa, etc, uso i contatti che ho in memoria.
Non mi faccio scudo dei miei incarichi e delle mie competenze.
Chiedo la pubblicazione della seguente lettera aperta con urgenza a tutti coloro in cui ho fiducia e che sanno quante energie ho dedicato in passato alla questione "Invalsi".
A chiunque si senta di rendere pubblico e diffondere il mio appello dichiaro che mi assumo la responsabilità di quanto ho scritto e che sono reperibilissima per dare conto di quanto dichiaro senza timori.
Dopo la terza testimonianza ricevuta di persone attendibili che mi dichiarano i danni che subiranno figli, alunni, immagine delle scuole inclusive, ho deciso di non avallare con il silenzio ciò che è imminente.
Maria Carmela Lapadula, Cinzia Piccinini, Flora Villani - 29-04-2010
Caro Ministro Gelmini,

la ringraziamo per il suo impegno teso a ricercare le modalità più idonee per premiare i docenti meritevoli, ma ci permettiamo di farle presente che non siamo interessati.
Certamente tra i docenti italiani, come succede in tutte le categoria professionali, ma forse meno che nelle altre categorie, si annida una quota parte di incompetenti. Siamo anche disposti ad ammettere che tra i docenti ce ne siano alcuni non all'altezza della loro funzione. Ma le possiamo garantire, gentile Ministro, che la stragrande maggioranza dei docenti italiani è "meritevole" per antonomasia. E' meritevole quando entra in classe per svolgere con onestà ed abnegazione il proprio lavoro, magari in condizioni difficili, in cambio di una retribuzione da sempre inadeguata e carente. E' meritevole quando cerca di sopperire con la fantasia alle croniche carenze di bilancio. E' meritevole quando ignora gli insulti e il dileggio nei confronti della categoria di certi media e la scarsa considerazione sociale di cui gode. Questa scarsa considerazione sociale, non si creda, arriva anche in aula, e a volte fair play ed eleganza non bastano a sconfiggere la maleducazione o la denigrazione ignorante.
Vincenzo Andraous - 28-04-2010
Il carcere reclama sacrifici umani, lo fa con inusitata violenza, senza andare troppo per il sottile, in fin dei conti parliamo di materiali difettati, di prodotti cancerogeni, di merce da smaltire in fretta senza fare rumore.
Sul carcere non è consentito affermare un bel niente davanti al collasso della giustizia che dovrebbe sostenere il diritto all'equità e alla dignità di una pena da scontare non solamente come castigo fine a se stesso, bensì per ritornare a essere uomini che possono rientrare in seno alla collettività.
Dall'inizio dell'anno uno, cinque, dieci, venti corpi avvelenati dall'incuria, con gli occhi spalancati e resi ciechi dal dolore della solitudine.
Cosimo De Nitto - 24-04-2010
I compilatori del questionario INVALSI 2009-2010 che ha lo scopo di rilevare la condizione socio-economico-culturale dei genitori degli alunni, nella parte che riguarda l'occupazione concepiscono una casella da barrare con i tre nomi, "insegnante, impiegato, truppa". Ma quale conoscenza utile potrà mai essere ricavata da questa casella?
E' la stessa cosa essere figlio di insegnante, impiegato, truppa? Questo mescolone non dice niente, nè del retroterra affettivo e culturale degli alunni, né dell'effettivo stato socio-culturale dei genitori.
Resta i risentimento per aver messo sullo stesso piano categorie sociali, ruoli e funzioni molto diversi tra loro. E resta l'amarezza che a non aver ancora capito il ruolo degli insegnanti non è gente comune e ignorante, ma il Ministero della Istruzione ormai sempre meno Pubblica.
Vincenzo Andraous - 23-04-2010
Del carcere si parla per levarci di torno un fastidio, per non rendere giustizia a chi è stato offeso né a chi l'offesa l'ha recata.
Se ne parla per rendere nebulosa e poco chiara ogni analisi, un messaggio annichilente che impedisce di intervenire.
Il detenuto non è un numero, invece la realtà che deborda da una prigione è riconducibile all'umiliazione che produce il delitto, ogni delitto nella sua inaccettabilità.
Risocializzare, reinserire, non sono solamente termini e concetti trattamentali da seguire e svolgere, essi purtroppo stanno a sottolineare l'inadeguatezza al dettato Costituzionale, per l'impossibilità di rendere fattivo l'intervento rieducativo, non usare questi strumenti e di contro incancrenire la convivenza, equivale a dichiarare fallito l'ideale della promozione umana.
Comitato di Firenze - 17-04-2010
La Ministra Gelmini con la CM n.37 ha diramato le istruzioni per tagliare oltre 25 posti nella scuola statale; anche quest'anno, come già l'anno scorso, ha disposto tali tagli non solo sulla base di uno schema di Decreto Interministeriale (e quindi senza un regolare Decreto), ma violando tutte le leggi vigenti. Non sono state sentite difatti né le Commissioni parlamentari, né la Conferenza Unificata Stato-Regioni-Comuni e Provincie; inoltre per la scuola secondaria di II grado non sono stati pubblicati i regolamenti su cui si basano i nuovi organici.

In conclusione anche quest'anno la Ministra Gelmini interviene in modo pesante sulla scuola statale; finora però non c'è stata alcuna reazione concreta ed incisiva.
RdbCubScuola - 12-04-2010
Il governo ha risolto "brillantemente" il problema degli organici anche per il 2010/2011 ha previsto il
25.600 insegnanti
15.000 personale ATA
5.000 ex-LSU ditte di pulizie e co.co.co delle segreterie

TOTALE: 45.600 tagli anche per il prossimo anno scolastico!
Risolve la questione salariale, che da anni affligge la nostra categoria (in 15 anni il potere d'acquisto reale dei nostri stipendi è calato di circa il 20%), "offrendoci" un paio di caffé.
Vincenzo Andraous - 08-04-2010
La politica è un punto dolente per sua esplicita ammissione, infatti non fa più proseliti né sforna nuovi eroi, rimane lì, a barcamenarsi tra spot elettorali e slogan scopiazzati qua e là.
Gli uomini al vertice, quelli a metà, gli altri alla base della piramide, sono a disagio nell'agire comune per programmare minimi obiettivi, per cui diventa miraggio la pratica condivisa nell'impegno di una buona vita, molto meglio stare in ordine sparso, in attesa, pronti al balzo.
Un microcosmo di gestualità portate di taglio per fare più male, di parole lanciate come fossero cluster bomb per esser certi di conseguire il danno importante.
Vincenzo Andraous - 27-03-2010
A volte lo sport entra in carcere esclusivamente per intrattenere e divertire, come unico obiettivo il gioco, eppure il detenuto corre e suda da quel "dentro", che è il frutto di un "fuori", che non può essere dissolto solo perché segregato e nascosto.
Nella differenza che diventa la forza e la magia dello sport in carcere, e si manifesta nel carico di "energie" che viene riversato sulla scena, un condensato di sofferenza e frustrazione, forzatamente compresso e coattato.
Giocondo Talamonti - 27-03-2010
Specialisti blasfemi, bestemmiatori per antonomasia, erano una volta i carrettieri, categoria oggi scomparsa, ma degnamente sostituita dai calciatori. I quali, caduti nelle ire della Lega Calcio, decisa a stroncare il deprecabile vizio, hanno pensato bene di farsi difendere, nientepopodimenoché, dall'Associazione Mondiale, dico mondiale, dei calciatori professionisti, rivendicando il diritto, tanto di moda in questi tempi, di libertà d'opinione.
Sindacato SAB - 27-03-2010
Al fine di dare massima informativa tra il personale scolastico interessato il sindacato SAB, tramite il segretario generale prof. Francesco Sola, informa che per continuare a godere delle detrazioni d'imposta per i familiari a carico deve essere fatta comunicazione al MEF con dichiarazione.
Assemblea docenti IIS Meucci, Carpi - 23-03-2010
E' un momento di grande fermento nella scuola modenese in generale e carpigiana in particolare. Non si è ancora alla reazione a catena ma la massa critica cresce sempre di più e ogni giorno è un passo avanti verso un coinvolgimento a macchia d'olio di realtà che tagliano trasversalmente i soggetti coinvolti nella scuola, dagli studenti, ai docenti, ai genitori, ai cittadini in generale.

Comincio a raccontarvi dalle lettere che lunedì mattina [14 marzo - ndr], una quindicina di docenti del Meucci, dal decano ormai al suo ultimo anno di lavoro, alla giovane precaria 29enne, entrambi, e tutti, pieni della stessa passione ed eccitazione, hanno consegnato agli studenti davanti ai cancelli della scuola.
Dina Galdi - 18-03-2010
Non sarà nuovo, ma è attuale. Molti certamente lo conosceranno, ma a nessuno spiacerà rileggerlo. Qualcuno può darsi non l'abbia mai letto e non c'è stato momento più adatto per farlo.

Discorso di Piero Calamandrei in difesa della scuola dell'11 febbraio 1950 ...
Docenti Carpeggiani - 16-03-2010
Noi ci opponiamo a questo attacco alla scuola pubblica, che peraltro non ci ha mai visto direttamente coinvolti/e come operatori/trici della scuola e portatori/trici di un'esperienza diretta che nessun Ministro dell'Istruzione a noi noto ha posseduto e possiede.
Sottolineiamo il caos in cui l'accelerazione imposta dal governo ha gettato le scuole, gli studenti e le loro famiglie, costringendole all'illegalità di procedere secondo provvedimenti non ancora dotati di valore normativo.
Giocondo Talamonti - 15-03-2010
177 morti, 177.228 infortuni, 4430 invalidi (dati del 3.3.2010 presi dal roller di Telegalileo) e la catena non si ferma nonostante che la Sicurezza sia diventata un problema sociale che investe non solo gli addetti ai lavori, ma ogni cittadino che considera questo dramma una priorità. Alla scuola spetta il compito di sensibilizzare e formare i giovani a comportamenti corretti e responsabili facendo loro acquisire la cultura della prevenzione...
Giocondo Talamonti - 15-03-2010
Dunque, la Commissione Provinciale per l'Istruzione si è riunita per la seconda volta in pochi mesi per deliberare sul dimensionamento scolastico a Terni, che ha già visto accorpamenti impossibili, e decidere quello che aveva deciso nella precedente seduta. Cioè, niente.
Ai danni prodotti dall'uscente assessorato di Donatella Massarelli all'organizzazione scolastica della nostra provincia, quello attuale ha pensato bene di aggiungere la beffa (cosa che non guasta mai): far vedere che l'amministrazione è sensibile alle crescenti proteste delle vittime (studenti, famiglie, docenti, personale ATA) ma, contemporaneamente, non fare niente per cambiare le cose.
Laura mamma di un bambino dislessico - 08-03-2010
Gentile Direttore,
sono mamma di un bambino dislessico e mi trovo nuovamente di fronte ad insegnanti che intervengono non solo nelle scuole ma anche nei media ad inveire furiosamente contro il riconoscimento della dislessia e degli altri disturbi specifici di apprendimento (disgrafia, disortografia e discalculia) in nome di un egualitarismo tanto massificante quanto anacronistico.
Ma a cosa serve tutta la loro decantata esperienza di insegnamento se non hanno ancora capito che è la scuola che deve riconoscere le specificità individuali, che è la scuola che deve adattarsi ai bisogni formativi degli allievi (e non viceversa), che è la scuola che deve dare gli strumenti di apprendimento di cui ciascun bambino ha bisogno? Equità non significa dare a tutti la stessa cosa ma a ciascuno ciò di cui ha bisogno.
Giocondo Talamonti - 06-03-2010
La ricorrenza della "festa della donna", che tutto il mondo celebra l'8 marzo, ha radici antiche ed ha assunto, nel tempo, una valenza elogiativa che nasconde, però, le debolezze di una società ancora alla ricerca di un' effettiva uguaglianza e parità di diritti fra i sessi.

In ogni cultura, la donna è un riferimento ricchissimo e le sue doti di creatività e sensibilità non meritano che gli apprezzamenti e le attenzioni si concentrino nel solo giorno dell'anno in cui, tanti, con ritualità, si sentono in dovere in sentenziare sui principi di parità, di uguaglianza, di reciproco rispetto.
ADI Associazione Docenti Italiani - 05-03-2010
Nella calda atmosfera dell'antico salone della biblioteca di San Domenico in Bologna si sono dipanate, in un clima di grande partecipazione intellettuale ed emotiva, le due giornate del seminario Perché mi bocci? La sfida dell'apprendimento personalizzato organizzato dall'ADi e dalla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo.
Una partecipazione assolutamente fuori dal consueto, che ha costretto i responsabili dell'organizzazione a chiudere le iscrizioni una settimana prima del previsto.
E' stata palpabile per tutte le sessioni la voglia di approfondire e confrontarsi, di scorgere i profili di una scuola nuova entro cui i giovani del XXI secolo non si sentano E.T., come la mascotte del nostro seminario.
Alessandra Righini - 01-03-2010
Con toni trionfalistici il Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini ha annunciato, il 4 febbraio scorsa, un evento epocale: l'avvio della Riforma delle Scuole Superiori.
Gli annunci ad effetto sono, infatti, una specialità di chi ci governa, ma è impossibile per chi ha un minimo di capacità critiche non vedere i punti di debolezza della questione, anzi, il caos in cui si trovano la scuola e le famiglie italiane.
Innanzitutto, a voler essere precisi, questa non è una Riforma bensì un semplice riordino delle Superiori, o, peggio ancora, una Controriforma. Affermo questo perchè non è stato minimamente avviato un dibattito intorno al modello di cittadino e di società verso il quale si vuole andare in futuro, dibattito dal quale sarebbero potuti emergere gli obiettivi di una riforma coerente e ben costruita.
Coordinamento migranti e realtà antirazziste torinesi - 01-03-2010
Noi, donne e uomini di ogni paese. Noi, immigrati, italiani, figli di immigrati e di emigranti; noi sappiamo che le immigrate e gli immigrati hanno arricchito l'Italia con la loro cultura e il loro lavoro. Noi rifiutiamo le proposte dei politici che vogliono criminalizzare gli immigrati. Noi rifiutiamo le politiche razziste che colpiscono gli immigrati per poter sfruttare meglio loro e gli italiani che lavorano. Siamo indignati perché negli ultimi anni sono state approvate leggi razziste che negano i principi dei diritti umani. Leggi in contrasto con la Costituzione Italiana, che prevede uno stato democratico, senza discriminazioni di "razza, sesso o religione".
Per questo abbiamo deciso che il 1 marzo deve essere una giornata di lotta.
Giocondo Talamonti - 27-02-2010
Il gruppo del PDL del Comune di Terni ha pensato di dare dimostrazione di efficienza e razionalità decidendo di sottoporsi al test antidroga, interpretando così i desideri delle famiglie dei disoccupati, dei precari, di quanti cercano lavoro senza trovarlo e di quanti lo hanno perso. Intanto la notizia, secondo la quale la Basell intenderebbe chiudere il sito di Terni entro l'anno, ha gettato sconforto e preoccupazione fra i 130 dipendenti e le loro famiglie.
Claudia Fanti - 26-02-2010
Però bisogna credere in una società diversa che tenda all'ideale della cooperazione per vincere le sfide della storia, dell'ambiente, delle difficili e confuse vicende delle relazioni fra i popoli. Si parte dal basso che non è basso perché piccolo. E' il primo periodo della formalizzazione, è fondamento e fondamenta per costruire una cittadinanza rigorosa, seria, ricercatrice del sé e dell'altro. E' l'avvio alla reale integrazione di persone e culture. E' l'unico antidoto ai mali che affliggono da sempre l'uomo e il suo esistere: corruzione, malversazione, crimini di ogni tipologia si fondano su sistemi educativi violenti e competitivi, su storie di soprusi ed emarginazione, su invidia e gelosia dello status sociale e intellettuale altrui. La malattia del nostro vivere è l'affanno unito alla spietata corsa ai risultati del qui e adesso, del "far vedere"ciò che si fa a scapito del cosa si pensa e dei percorsi riflessivi e lungimiranti opposti alla mitologia dell'apparire.
Vincenzo Andraous - 23-02-2010
Un fermo di routine della Polizia di Stato ha consentito il ritrovamento di un tirapugni sull'auto di un ragazzo da poco diventato diciottenne, un tirapugni per incontrarsi dietro l'angolo. Forse non è il caso di farne un dramma, di esagerare con le parole, di mischiare quel che è successo con ciò che non è possibile prevedere, ma la mia esperienza, unita a quella di tanti altri ragazzi che faticando, lavorando, impegnandosi, ritornano a vivere nella Comunità Casa del Giovane, mi spingono a pensarla diversamente, a tenere ben presente il rischio che possa accadere l'irreparabile, ciò che nessun padre e nessuna madre vorrebbero succedesse al proprio figlio, cìò che un adolescente non riesce neppure a immaginare, la vita a perdere di qualcuno, la propria esistenza gettata in pasto a una cella lontana dalla propria famiglia.
Vincenzo Andraous - 20-02-2010
...ma sul problema vero dell'uso e abuso, della accessibilità ad ogni angolo di strada, facciamo come gli struzzi, e affermiamo di non conoscerne il dramma, mentre ognuno di noi, adulti-genitori-educatori, potrebbe scrivere un trattato sul pericolo che ne deriva e affonda gli artigli sulla carne dei nostri figli.
Claudia Fanti - 18-02-2010
...Noi viaggiamo sempre e costantemente al ritmo dell'autocorrezione, mentre chi detiene il potere percorre la strada dell'arroganza, dei tagli alla scuola statale, del totale disinteresse verso i figli comuni di gente comune...
Quei bambini e quelle bambine con i loro cappottini dentro le aule fredde sembrano sfortunati e indifesi, eppure cresceranno in modo tale che nulla li fermerà come successe un giorno non troppo lontano ai nostri nonni e alle nostre nonne ormai defunti: decisero di alzare la testa dopo tanto penare, molti di loro autodidatti, arrabbiati, confusi, eppure consci che la loro umanità, i loro corpi avevano diritto a un senso, e quel senso glielo diedero essi stessi con la resistenza, con l'orgoglio, con la potenza del loro pensiero che si fece politica alta e applicata a una nuova società...
Amanda Cossovel - 16-02-2010
Trovo davvero incomprensibile e deprimente questo silenzio dei media, nessuno escluso a parte quale sito internet del settore, in merito della riduzione degli insegnamenti del diritto e dell'economia nella scuola superiore italiana.
L'opinione pubblica in questi giorni si è concentrata sui tagli orari subiti da altre discipline ma si sta ignorando, mi chiedo se volutamente, il destino subito dalle materie giuridico-economiche che, in seguito alla riforma Gelmini, saranno insegnate solamente nei bienni delle scuole tecniche e professionali e in alcuni trienni delle medesime scuole, mentre fino ad oggi in quasi tutti i trienni degli isituti tecnici tali insegnamenti non erano mai stati eliminati.
Giocondo Talamonti - 13-02-2010
Nell'imminenza della festa di S. Valentino si ritiene opportuno richiamare l'attenzione di tutti su una celebrazione che assume, nella dimensione urbana, la volontà e il senso di interrogarsi su il sentimento dell'Amore in un mondo in cui, troppo spesso, prevalgono individualismi ed egoismi.
Al di là del sicuro legame che contrassegna l'innamoramento tra due persone, la riflessione si sposta sul significato autentico della parola "Amore" che, come ricordato nel corso della presentazione delle manifestazioni valentiniane, va ricondotto nell'ampio ambito delle relazioni che devono instaurarsi tra gli appartenenti di una più globale comunità.
Vincenzo Andraous - 13-02-2010
Ancora uomini a morire, ancora giovani a cadere, numeri che si accatastano in una fossa comune, dove la somma dei cadaveri non crea che qualche fastidio passeggero, usato per non concedere spazio alla pietà.
In carcere si muore, è una continua discesa all'inferno, forse non è più praticabile alcuna osservazione e trattamento del recluso, alcun progetto di ricostruzione interiore, se non fosse per l'eroicità di qualche Direttore, Agente, Operatore penitenziario.
Mi tornano in mente le parole di un grande poeta: la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione.
Giocondo Talamonti - 12-02-2010
Abete intende, giustamente, punire chi bestemmia in campo riattivando la prova moviola, dimenticando che la punizione non modificherà atteggiamenti analoghi in futuro. Ancora una volta, si fa finta di ignorare che il problema risiede nella carenza educativa di famiglie, scuola e società, e che quelle intemperanze sono sintomi di violenza, di sopraffazione e che si è persa l'abitudine a controllare civilmente il dissenso e la propria opposizione. Che ci si deve aspettare, d'altronde, dalle manifestazioni di opinioni personali da contrapporre a quelle degli altri se giornalmente in televisione si assiste al turpiloquio, all'offesa continua, alla volgarità becera di sopraffare l'interlocutore alzando la voce?
Silvia Minardi - 08-02-2010
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in data 4 febbraio 2010 la (non) riforma delle scuole superiori che prende avvio dal prossimo anno scolastico. Nei mesi scorsi, quando la rete ci consegnava versioni anche molto diverse tra loro sulle ipotesi di riforma, lend aveva messo in evidenza l'azione di propaganda del ministro che non solo elimina dal curricolo obbligatorio l'insegnamento della seconda lingua straniera, ma indebolisce anche l'insegnamento della lingua inglese.

Ieri, però, dalla propaganda sulle lingue nelle ipotesi di riforma siamo passati alle bugie. Infatti con l'approvazione della riforma si parla - anche su molti organi di stampa - di un potenziamento dell'insegnamento delle lingue straniere nella riforma delle superiori.

Così non è.
Coordinamento Presidenti Circolo e Istituto Bologna - 02-02-2010
Il nostro Coordinamento, riunitosi il 25 gennaio 2010 per discutere delle modalità di formazione del Programma annuale 2010 che dovrà essere approvato entro il 15 febbraio 2010, ha sottolineato la grave situazione economica in cui versano tutti gli istituti, con crediti verso il MIUR che superano i 100.000 euro e con punte oltre i 300.000 euro. Crediti dovuti a somme stanziate e mai versate dal Ministero fin dal 2005 e imputabili soprattutto alla mancata copertura finanziaria delle ore di supplenza effettuate. Situazione creditoria che ha avuto gravi ripercussioni sulla gestione delle supplenze brevi anche nel corrente anno scolastico...
Si aggiunga a questa situazione la nota della Direzione Generale del MIUR del 14 dicembre 2009, pervenuta alle scuole il 22 dicembre a ridosso del periodo di chiusura per le festività natalizie, che contiene istruzioni su come costruire il Programma annuale e che ha creato confusione e sconcerto in tutte le componenti che debbono intervenire nella sua stesura e approvazione.
Coordinamento Presidenti Circolo e Istituto Bologna - 27-01-2010
Nelle nostre scuole accade sempre più frequentemente che in caso di malattia dell'insegnante i bambini ed i ragazzi vengano divisi, distribuiti e "parcheggiati in altre classi", inficiando così il diritto allo studio previsto dalla Costituzione ed in molti casi anche andando contro le condizioni di sicurezza stabilite per legge. Tale "soluzione" non è mai stata prevista da nessuna legge o circolare, e del resto non potrebbe essere altrimenti ... I nostri Dirigenti scolastici, con cui volentieri e volontariamente collaboriamo al governo della scuola, ci hanno fatto "informalmente" capire di essere costretti a ricorrere a tale "necessità" perché fortemente preoccupati dell'esposizione finanziaria degli Istituti che non sarebbero in molti casi più in grado di garantire l'effettivo pagamento in caso di nomina dei supplenti necessari.
Riccardo Ghinelli - 25-01-2010
Mia moglie dice che nella scuola le donne sono pagate come gli uomini.

Per me non è vero.

Sono gli insegnanti che sono pagati come le donne.

Maria Teresa di Palma - 25-01-2010
Vorrei segnalare l'appello per il mantenimento delle ore di insegnamento della geografia nella Scuola secondaria superiore, che la riforma ormai in dirittura d'arrivo vorrebbe cancellare in molti casi e negli altri diminuire fortemente.
Non si tratta di una questione "corporativa", ma necessaria nell'ottica di una educazione alla cittadinanza in tempi di globalizzazione.
Doriana Goracci - 23-01-2010
Quanto leggerete e vedrete quì di seguito mi è stato inviato con preghiera di diffusione da Federico Mastrogiovanni (news e foto fresche del 22 gennaio, certo non come un servizio Tv Rai e/o Mediatrade) di cui nei giorni e nei mesi scorsi vi ho già scritto e ringrazio quanti hanno dato spazio anche a questa informazione, quasi scavo archeogiornalistico, dalle Macerie.
Claudia Fanti - 21-01-2010
Maestro/a unico (prevalente?), tagli e limitazioni di spazi o tempo non fanno riforme, bensì cadaveri di potenzialità, morte della passione-ragione, uccisione della motivazione, isterilimento di metodi, didattica, pedagogia...Nascono invece gli individualismi dei primi della classe fra alunni e alunne, fra docenti e docenti, fra dirigenti e dirigenti...Rinasce quella cosa antica del fare e rifare le stesse cose rassicuranti di un tempo, portandosi i vecchi quaderni degli anni precedenti da casa per timore di non portare a termine il "programma", il quale, tra l'altro, non è neppure più un programma, esso rimane il fantasma di ciò che eravamo a cui si corre costantemente ad aggrapparsi nei periodi di oscurantismo, perché si sa, l'essere umano, in genere, se non stimolato da politiche avanzate, tende a essere conservatore...per sopravvivere con meno problemi possibili!
Vincenzo Andraous - 20-01-2010
Sfogliando un quotidiano ho letto di Frà Beppe Prioli, meglio conosciuto come Fratello Lupo, e della sua opera di bene instancabile, di fatica e sacrificio in dono ai più poveri, agli ultimi, gli invisibili.
La sua è storia che va avanti da quattro decenni, e non credo avrà mai fine, perché sono molti gli uomini che ha contaminato con la sua fede e passione per una nuova cultura della legalità, della giustizia, del perdono che possono e devono andare incontro a tutti, innocenti e colpevoli.
Dirigenza IPSIA Terni - 19-01-2010
In occasione della giornata commemorativa dello Shoah (27 Gennaio 2010 "Giornata della Memoria"), l'IIS "Allievi-Pertini", nella persuasione che non esiste crescita sociale disgiunta dalla storia, ha in animo di organizzare una serie di iniziative da attuare nel corso della settimana di pertinenza.
Corrado Mauceri - 18-01-2010
Il Ministro Tremonti "ha programmato sulla mensilità di maggio 2010, le necessarie implementazioni per il calcolo degli aumenti biennali spettanti agli insegnanti di religione anche sulla voce IIS a decorrere dal 1 gennaio 2003"
Tradotto in concreto significa che in maggio gli insegnanti di religione si troveranno un bel regalo da parte del Governo che, secondo le stime sindacali, può ammontare per gli arretrati a circa mille- duemila Euro con un aumento mensile di circa 220 euro lordi.
Ma come si diventa Insegnanti di religione cattolica?
Vincenzo Andraous - 16-01-2010
Occorre parlare ai più giovani, con i loro mondi provocatoriamente chiusi in scatole cinesi, nei miti e nei simboli che tramandano desideri tribali, e uccidono le stesse emozioni, travisando il bisogno di non subordinare mai le passioni alle regole, truccando lo scontro culturale e intimo della trasgressione, per andare rovinosamente a sbattere nella "cultura" dei rischi più estremi.
E' sempre utile stare ad ascoltare quelli che guardano alla vita con occhi smarriti nel tentativo di viverla, e con quegli altri che nella follia lucida tentano di dominarla, inconsapevoli di esserne diventati miseramente schiavi.
La Redazione del Phenomenology Lab - 16-01-2010
Un pericolo grande minaccia in questo momento la nostra comunità nazionale. Se ci arrischiamo a denunciarlo pubblicamente, in un modo e con mezzi che non sono quelli del nostro mestiere - e cioè la ricerca, la formazione e l'informazione - è perché non ci pare che ce ne sia ancora sufficiente consapevolezza. Scorgiamo segni di questo pericolo in alcune dichiarazioni pubbliche di esponenti politici, in particolare quelle che urtano manifestamente contro alcuni articoli della nostra Costituzione. Fin dal 1988 la Corte costituzionale ha detto in modo netto che "i principi supremi" della Carta non possono essere "sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale" e che i diritti inviolabili dell'uomo non sono "sopprimibili neanche dalla maggioranza e neanche dalla unanimità dei consociati" perché "patrimonio irretrattabile della persona umana". Ignorare questi principi è rischiare la distruzione degli elementari presupposti etici o pre-politici di uno Stato di diritto.
Giocondo Talamonti - 16-01-2010
Ingredienti di qualità non bastano a fare un buon piatto. Se si trascurano temperature e tempi di cottura si rischia di cucinare un 'pancotto' o di preparare un 'tizzone'. Allo stesso modo, non è sufficiente saper giocare al calcio per diventare automaticamente campioni; il carattere, la serietà sportiva, l'impegno, la continuità, sono elementi indispensabili a chiunque, avendo le doti di base, intende fare una professione della sua disposizione innata. La storia del pallone è piena di esempi negativi. I meno giovani ricorderanno Nicolè, centravanti juventino dalle mille promesse, ma anche tanti altri scomparsi dal panorama calcistico prima ancora di diventarne protagonisti. Ammoniva Franco Lelli nel suo libro "Voglio fare il calciatore" (Ed. Tagete, Viterbo) che "entrare nel mondo del calcio non è come imboccare un'autostrada, dove è sufficiente seguire le indicazioni per arrivare a destinazione". Sono ben altre le componenti che concorrono a delineare un campione.
Una piccola studentessa di quarta liceo - 13-01-2010
... E allora, voi che avete i mezzi per comunicarlo alla gente, urlatelo al mondo, che così non va! Che bisogna cambiare. Che non si può semplicemente lasciare che la realtà scorra, fregandocene. Aprite gli occhi, perché stiamo sbagliando, e ci perdiamo la vita. Aprite il cuore, perché queste cose non succedano mai più. Credo che sarebbe una cosa utile e importante, che riflettessimo un po'. Anche se a dirlo sono solo io, una piccola studentessa di quarta liceo.
Cosimo De Nitto - 12-01-2010
Il malthusianesimo è una dottrina economica che attribuisce principalmente alla pressione demografica la diffusione della povertà e della fame in molte aree della terra. Per evitare il deterioramento dell'ecosistema terrestre e l'impoverimento delle risorse naturali viene propugnato un energico controllo delle nascite.

Ora il principio malthusiano viene implementato anche in campo culturale e dell'educazione ad opera della Gelmini su mandato della Lega. Così appare ad una più attenta lettura della C.M. n. 2 del 08/01/2010 che ha per oggetto "Indicazioni e raccomandazioni per l'integrazione di alunni con cittadinanza non italiana".
Corrado Mauceri - 11-01-2010

La raccomandazione della Ministra Gelmini ( in realtà la Circolare è firmata da un suo Direttore Generale) oltre ad essere rozza e discriminatoria, è anzitutto arbtraria.
Sarà opportuno ricordare alla Ministra Gelmini ( ma anche ai suoi funzionari !) che i criteri per la composizione e la formazione delle classi sono di competenza esclusiva degli organi di democrazia scolastica e cioè dei collegi dei docenti e dei consigli di istituto. L'art.10 del T.U. n. 247/94 stabilisce difatti che Il consiglio di circolo o di istituto indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi e l'art. 7 attribuisce al collegio dei docenti la competenza di formulare le specifiche proposte, tenendo conto di detti criteri generali.
Nessuna competenza ha in materia il Ministro.
Vincenzo Andraous - 09-01-2010
Corre l'anno 2010 e mi continua a colpire l'indifferenza, la disattenzione, con cui si prende atto che in carcere ci si ammazza a vent'anni, a quaranta, a sessanta, nel silenzio più colpevole, ma ciò non provoca alcun brivido, se non quello di prendere per il bavero l'intelligenza.
In questo bailamme di disegni sgangherati, di giustizia dell'ingiustizia, e di ingiustizia della giustizia, in questo abisso: alla prima curva non c'è più a fare da ponte l'uomo, ma lo spettro di una disumana accettazione.
Penso alla politica alta, penso agli uomini che la fanno, penso ai Caino come me che scontano la propria condanna, penso agli Abele dai silenzi protratti, e ricordo i tanti miliardi elargiti a parole nella vecchia legislatura, nella nuova, nella futura, per un progetto "intero", almeno così era stato promesso.
Corrado Mauceri - 03-01-2010
Il giorno 7 gennaio il TAR del Lazio tornerà ad esaminare ancora una volta i ricorsi proposti per iniziativa del Tavolo Regionale della Toscana per la difesa della Scuola Statale e dell'Ass. "Per la Scuola della Repubblica".

Come è noto, con il D.L. n.112/08 furono previsti tagli alla spesa per la scuola statale nel biennio per circa 8 miliardi; la Gelmini in applicazione di tale disposizione dispose, di concerto con il collega Tremonti, un taglio di circa 42.000 posti sugli organici del personale docente.
Doriana Goracci - 31-12-2009
Don Tonino Bello incessantemente era fra gli ultimi e non per lasciarli tali: ridava dignità, forza, speranza. Era uno che lottava alla pari: come i lavoratori del mare... , se l'avesse visti quelli del Ferrhotel l'ex albergo di Trenitalia occupato da 40 somali tutti rifugiati ...quelli sicuri di morire nel Grande Nud, remare remare... E così da questo scambio di ricordi, di saperi e sapori, di profumi che non scordo, che mi hanno dato forza e allegria in questi ultimi anni, anche per sopportare le assenze e conoscere senza mai stancarmi di diventare una gran ricca con le storie altrui, vi mando ciò che arrivato a me ... Tonino, il vescovo, ne ha lasciate tante di parole e fatti e auguri scomodi come li definì lui...
Giorgio Narducci - 28-12-2009
Carissime/i, nell'augurarvi un sereno periodo di festività e un felice anno nuovo, vi invio un breve pezzo di carattere evoluzionistico, tratto da "Le Cosmicomiche" di I. Calvino, che ci aiuterà a riflettere in profondità sulle trasformazioni e i cambiamenti che ognuno di noi osserva su se stesso e il mondo che lo circonda.

Giocondo Talamonti - 18-12-2009
Si riuscirà mai a capire che un incontro di calcio, al quale assistono tanti giovani emuli, deve imporsi, prima del risultato, l'obbligo di offrire uno spettacolo di lealtà sportiva, che la ragione di un confronto risiede sempre nel rispetto delle regole del gioco, che il ricorso a scorciatoie è sempre un esempio pessimo per chi assiste e per chi pratica uno sport, che è una tacita accettazione di ogni altro mezzo illegale per raggiungere comunque un obiettivo?
Vincenzo Andraous - 18-12-2009
Sicurezza e rieducazione, un binomio inscindibile, non può esistere l'una senza l'altra, non può trovare tutela e garanzia l'una senza la responsabilizzazione dell'altra. Ma nuovamente questa volontà di confronto è genuflessa da un sovraffollamento carcerario che ha oramai superato il limite più disumano, dal susseguirsi di suicidi al ritmo dei sei al mese, dalle morti sospette che non sanno stare in silenzio, dalle lesioni sparpagliate negli angoli bui.
Felicetta Lombardi - 16-12-2009
Finalmente si riparla della scuola, spero che gli avvenimenti di questi giorni, anche se gravi, non oscurino le tematiche sulla scuola e l'università.
Spero che mettiate la giusta attenzione anche per quelle scuole che non possono permettersi di avere le 40 ore perchè i Comuni non investono nemmeno un euro in tali istituti, neanche per le manutenzioni ordinarie.
Giuliana De Tata - 14-12-2009
L'assonanza è con ...troppo sfigato e ci sta bene, per raccontare quello che ieri è accaduto ad un amico di mio figlio, ma che era già accaduto mesi fa allo stesso mio figliolo. Procediamo con ordine: Enzo e Vincenzo hanno anche lo stesso nome, sono due ingegneri poco più che trentenni; hanno studiato con impegno e si sono laureati presto a Napoli in Ingegneria per l'Ambiente e territorio. Hanno iniziato subito a lavorare,per fortuna, ma non mancano quotidianamente di vivere sulla pelle:
1. le storture del sistema economico (nella fattispecie occupazionale) ,
2. il dramma di essere casertani.
D'Amicis, Pasi, Camposampiero, De Ponti, Donat Cattin - 05-12-2009
Cosa direste se qualcuno vi raccontasse che una Regione destina in via esclusiva l'80% dei suoi fondi per il diritto allo studio ai soli studenti della scuola privata, che rappresentano soltanto il 9% della popolazione scolastica regionale? E se aggiungesse che questo è accaduto non soltanto ieri, ma che continua ad accadere tranquillamente anche oggi, quando le scuole pubbliche, frequentate dal 91% degli studenti, subiscono il più vasto taglio alle risorse della storia repubblicana? E se, infine, vi dicesse addirittura che, con supremo spregio per la situazione di crisi, vengono elargiti sussidi pubblici anche a chi dichiara al fisco 200mila euro di reddito e risiede nelle zone più prestigiose e costose delle nostre città?
Elena Duccillo - 04-12-2009
... non dovevi offrire questo tuo spazio ai tuoi affezionati lettori, primo perché mi hai provocato su un campo che ci accomuna, la facilità di penna e poi su quello che non ci manca: il coraggio di ricominciare ogni volta che gli eventi ci travolgono. Non parlo, Franco, del ricominciare da zero, ma di farlo guardando quanto di buono si è costruito, senza nascondere di contro pericolosi arretramenti che appaiono obiettivi.
Getto un sasso nello stagno in questo 3 dicembre 2009, cerco di usare parole semplici per chi non vive come me da sempre nel mondo della scuola.
Vincenzo Andraous - 28-11-2009
Quando si parla di carcere, di pena, di giustizia, in ballo non c'è soltanto l'equità degli uomini, la democrazia di un paese, la capacità della società di non cadere nell'oblio delle assenze, dell'indifferenza.
Il carcere è stracolmo di colpa, di dolore cieco, di corpi differenti, di linguaggi della memoria e delle relazioni ridotti all'ammasso.
Quanto più forte è uno Stato, più forte è il diritto di indignarsi di quanti non vedono riconosciuti i propri diritti: fare giustizia significa sanare una ferita, una lacerazione, costringendo il dolore a trasformarsi nella sofferenza, nella scoperta di essere meno indifesi e impreparati se esiste la possibilità concreta di affidarsi agli altri, a quegli altri che siamo noi.
Giocondo Talamonti - 27-11-2009
La chiamano "mano de Dios", il gol segnato con la mano e decisivo per vincere un incontro con l'inganno. L'ipocrisia di scomodare l'Onnipotente per casi così banali (fra l'altro s'ignora se Lui sappia giocare al calcio, anche se gira voce che se la cavi in ogni disciplina), è invece tipicamente umana, in linea con la sua natura vigliacca e con i tentativi goffi di nascondere la vergogna.
A Maradona, una pari impresa riuscì perfettamente in un incontro mondiale contro l'Inghilterra, eliminandola, senza troppi travagli di coscienza. Anzi, se ne fece un vanto, sbandierando il gesto come sostenuto da una volontà superiore di ripristinare con l'equità sportiva, le diseguaglianze economiche, sociali, militari e nazionali (l'Argentina aveva appena perso la battaglia delle Falklands).
Francesco Di Lorenzo - 25-11-2009
L'aria che si respira in giro non è delle migliori. Aria di assuefazione, in qualche modo. Forse dovuta principalmente alla mancanza di un progetto politico alternativo. In breve, non c'è 'nessuno' che dia forma e forza al disagio che pure si vive. Ma, questo è un altro discorso, forse. Sulla scuola, però, le mistificazioni passano, crescono e diventano abitudini mentali. I percorsi, tortuosi e profondi che prendono il via da una parte e arrivano a sposare idee e concetti della parte opposta, sono infiniti. Neanche si riesce più a ricavarne la genesi.
Alfonso De Vito - 16-11-2009
Li aspettavamo di notte, sono arrivati alle 8 del mattino. Oltre 60 mezzi blindati e 650 uomini (in tre turni..) tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e perfino la forestale (?) per procedere allo sgombero coatto dell'insediamento di immigrati marocchini a San Nicola Varco, una traversa anonima della Statale 18 a dieci kilometri da Eboli.
Vivono quì quasi millecento braccianti tra i venti e i quarant'anni che faticano dodici ore al giorno per venticinque euro meno i tre che trattiene il caporale. La "colpa" di questa comunità è di sopravvivere da oltre dieci anni in una struttura di proprietà regionale costata miliardi di vecchie lire...
Corrado Mauceri - 16-11-2009
La questione sollevata prima davanti ai giudici italiani (con esiti contrastanti ed a tale proposito sarà opportuno ricordare che la Corte Costituzionale a tal proposito ha precisato che non c'è alcuna legge che preveda l'obbligo di affiggere il crocifisso) ed ora alla Corte di Strasburgo non mette in discussione l'alto valore del Crocifisso e degli altri simboli religiosi che uno Stato laico deve rispettare; la questione è un'altra e concerne la "statalizzazione" di una specifica religione e più precisamente: abolita la Religione di Stato, affermato il principio di laicità dello Stato ha senso continuare ad applicare i regolamenti fascisti del 1924 e 1929 che prevedevano il crocifisso di Stato? Ma soprattutto tali regolamenti fascisti sono compatibili con il principio di libertà religiosa e laicità dello Stato?
Giocondo Talamonti - 13-11-2009
Ripensi alle dichiarazioni uscite dai telegiornali prima che l'influenza si diffondesse in territorio italiano e ripensi anche alla solidarietà che ti ha preso per tutto il genere umano prossimo alla decimazione, provando vergogna per l'incolpevole privilegio di essere tu, italiano, escluso dalla pandemia.
Lì per lì non ti riesci a spiegare perché mai la nostra penisola sia esclusa da una simile tragedia; poi, ti viene in mente che anche dagli effetti deleteri della crisi economica mondiale l'Italia è esente e provi a giustificare l'intangibilità con la benevolenza divina e con la febbrile attività vaticana per tener fuori il popolo devoto; poi ti ricordi che noi la crisi l'avevamo superata già prima che si fosse presentata.
Aldo Ettore Quagliozzi - 10-11-2009
Non appaia, a chi mi conosce, a chi ha letto con infinita pazienza del mio scribacchiare, a chi conosce quindi il mio pensare, non appaia provocatorio se non irriverente il titolo scelto per il post. Io, semplicemente, non difendo il crocifisso. Anche se alla sua " ombra " inquietante ho trascorso e trascorro la mia vita. Come tutti o i tanti di questo paese, sono stato cooptato, ancora in fasce, in una confessione religiosa. Una delle tante. Depositaria di una sua verità. E niente altro. Cooptato senza saperlo. Senza volerlo. Confessione religiosa che, con il trascorrere dei miei anni, mi è divenuta sempre più estranea, una camicia di forza della quale non è semplice liberarsi. La sua azione costrittiva continua infatti nelle occasioni del vissuto sociale; dover fare i conti con un'appartenenza che non mi appartiene più e da un pezzo. Ho fatto mio da tempo un pensiero, di quelli pesanti, ritrovato nel corso della lettura del volume " La vita eterna " - edito da Laterza ( 2007 ) - di Fernando Savater. Scrive l'illustre Autore alla pagina 170 del Suo splendido lavoro: " ( ... ) L'esistenza di Dio è tanto desiderabile che difficilmente può essere vera... Sarebbe troppo bello! ( ... )"
Sono a questo punto per le questioni importanti della mia vita.
Comitato Genitori ed Insegnanti Padova - 09-11-2009
Il putiferio mediatico di questi giorni legato alla sentenza della Corte Europea sull'esposizione del crocifisso non ci sorprende. Ci avvilisce.
Il tripudio di dichiarazioni, di articoli di giornale e di commenti televisivi dimostra ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, l'inettitudine e l'ipocrisia di buona parte del mondo politico e dell'informazione: ci riferiamo alle dichiarazioni sdegnate dei politici che oggi guaiscono contro l'attacco alla nostra identità cristiana (ma anche a taluni paladini della laicità che non hanno mai proferito parola sui problemi della scuola, e sul fondamentale tema della pluralità religiosa e culturale al suo interno, per i quali questa vicenda rappresenta solo un'occasione per diramare l'ennesimo comunicato stampa...). Ci riferiamo agli organi di informazione che oggi ci ammorbano con pagine, trasmissioni, sondaggi e televoti su crocifisso sì, crocifisso no: apriamo il dibattito!
Paolo Madonia - 09-11-2009
In riferimento ai cambiamenti previsti dallo schema di regolamento relativo al riordino degli istituti professionali, approvato dal governo nell'ambito della riorganizzazione del sistema scolastico, che entrerà a regime il prossimo primo settembre del 2010, vogliamo denunciare in modo chiaro gli effetti devastanti che tale riforma comporterà ...
Se da un lato questo governo ha recentemente dato vita al Ministero del Turismo, cosa sicuramente positiva per il settore, dall'altro in un colpo solo assesta un fendente mortale alla scuola che dovrebbe formare i professionisti del futuro, con l'unico obbiettivo di tagliare i finanziamenti alla scuola pubblica.
Certi che tutte le istituzioni scolastiche e le parti coinvolte nel settore turistico alberghiero, condividano le nostre preoccupazioni, proponiamo uno scambio di informazioni e di proposte che nell'ambito dell'autonomia scolastica e della gestione degli spazi di flessibilità previsti dalla riforma, potranno ridurre al minimo i prevedibili danni.
Claudia Fanti - 07-11-2009
Carissime/i,
dove sta andando la scuola dei piccoli? Non si sa più, sta navigando a vista, sta procedendo giorno dopo giorno arrangiandosi, letteralmente abbandonata a se stessa. Non interessa più! E' carta straccia, come carta straccia è la mole di lavoro condiviso da generazioni di maestre/i abituati ad arrovellarsi per condividere, creare percorsi interdisciplinari, per mettere in discussione il proprio modo di insegnare confrontandolo nei team. Valutazione, attenzione acquisita in materia di competenze, conoscenze, abilità, saperi, saper essere e saper fare, metodologie e didattiche cooperative, analisi delle discipline e dei nodi concettuali...puff! Rimane un pallido ricordo che quotidianamente deve affrontare l'abbandono economico, le ristrettezze di personale e materiali... sempre di più...sempre di più...I frammenti si frammentano fino a divenire polvere...
Vincenzo Andraous - 06-11-2009
"La violenza regna dove l'ingiustizia ingrassa", per chi pensa che al male si risponde con altro male, nell'illusoria convinzione di risolvere i drammi individuali e le tragedie collettive.
C'è sempre un momento nella vita di ciascuno, in cui occorre essere consapevoli che non è possibile sopravvivere a noi stessi, in un carcere, in una cella, dove gli occhi non vedono, le orecchie non ascoltano, mentre il corpo resta inerte, scomparsa la ragione, tramortita la fede.
E' possibile perdonare? E' consentito all'uomo elevare la propria umanità?
Gianni Gandola - 05-11-2009
Sappiamo bene anche noi che ci sono problemi ben più urgenti e drammatici del crocefisso nelle aule scolastiche. Non c'è bisogno che ci si ricordi che c'è una grave crisi economica, imprese che chiudono, gente che rimane senza lavoro, famiglie senza reddito eccetera eccetera. E neanche che al mondo ci sono migliaia di bambini che muoiono di fame ogni giorno. O che ogni giorno ci sono persone e diritti umani che vengono calpestati.
Ma non ci piace neanche essere annoverati fra quelli per i quali, quando un argomento di carattere etico-giuridico viene riproposto alla discussione, "i problemi sono ben altri". Il benaltrismo spesso si rivela un alibi o un éscamotage per sfuggire al merito di un problema, in assenza di argomenti veri e fondati. Allora si preferisce "parlare
Doriana Goracci - 03-11-2009
Cari studenti delle scuole italiane, leggete ancora Ada Negri, mandate giù a memoria l' Adelchi e anche qualche brano dei Promessi Sposi? La Ginestra vi hanno detto che non è solo un fiore forte e selvaggio? Oggi vi dico, pretendete che vi facciano leggere Alda Merini, che la biblioteca della scuola abbia i suoi libri di poesia, da comprare con la cassa comune, cercate come un tesoro notizie della sua vita, ne scoprirete tante di gemme.
Andrea Tornago - 29-10-2009

Via Gradoli non è Palazzo Grazioli. Un particolare che salta agli occhi guardando le finestre dell'appartamento dove Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio, è stato trovato con un transessuale e qualche striscia di coca.
Siamo nella periferia di Roma, le case popolari sono disegnate con il righello, e per una velenosa ironia della storia il civico 96 è proprio lo stesso che ospitò il covo delle Br durante il rapimento Moro, 31 anni fa.
Gennaro Tedesco - 26-10-2009
a Sulle orme di Jurassic Park

Il lavoro che qui si presenta coinvolge una pratica didattica interdisciplinare laboratoriale ed operativa anche nel contesto delle nuove tecnologie e di Internet.
Si è tentato di scorporare un romanzo fantascientifico e d'avventura alla ricerca delle interconnessioni interno-esterno, mettendo in risalto le implicazioni neotecnologiche, biotecnologiche , ma soprattutto "frattaliche" e "neogenetiche". Inoltre l'opera crichtoniana ha fornito l'opportunità , entro certi limiti, di scandagliare il nuovo immaginario studentesco e la sua capacità di influire su rinnovate modalità d'apprendimento.

La Redazione - 24-10-2009
"Brace, brace, brace" (prepararsi all'impatto) è l'ordine che il comandante dà ai passeggeri prima del disastro.

Da qui il nome di una nuova "rubrica" che Fuoriregistro propone e apre, come sempre, alla collaborazione di chiunque ne abbia voglia.

Il tentativo sarebbe quello di descrivere, raccogliere storie, analizzare ciò che di peggio sta nel nostro paese, con la convinzione che "where everything is bad, it must be good to know the worst".

E però anche con la speranza che la "conoscenza del peggio" smuova le coscienze e animi verso quel cambiamento nel pensiero e nell'azione che da molte parti ormai è riconosciuto come necessario.
Vincenzo Andraous - 23-10-2009
La ragazzina è distesa a terra, il vomito alle labbra, un'adolescente in rianimazione, tra la vita e la morte, la balbuzie esistenziale che non porta conforto né riparazione, solamente disperazione, coma etilico a tredici anni, rischio di morire per abuso di sostanze.
Poco più di una bambina, strangolata dall'alcol, dalla cecità ottusa dell'età, dai desideri adulti improvvisamente insopportabili, sconosciuti e prepotenti.
Quando un ragazzo rotola giù dall'amore che non arriva al cuore, la consuetudine sta nell'uso delle parole sempre più inutili, anche false, perché giustificano sempre e comunque, oppure nel rifugiarsi nella riparazione della "deduzione logica ", negli editti delle buone intenzioni, le solite frasi a effetto.
Gennaro Tedesco - 23-10-2009
A me sembra che il documento ministeriale per quanto riguarda gli standard d'apprendimento, competenze, traguardi e valutazione, abbia, per lo meno in parte, demandato volutamente ai docenti una loro maggiore possibilità e capacità di programmazione, curricolarizzazione e valutazione. Mi sembra che una delle logiche del documento in questione sia anche il tentativo di riportare al centro della Scuola e del suo gioco inesausto, protagonisticamente, le capacità di elaborazione intellettuale e professionale di autonomia e responsabilità del docente nei confronti della totalità della comunità educante in un contesto di scambio permanente e ricorrente col mondo, non solo scolastico, lavorativo e relazionale (alludo in questo caso ai genitori e agli agenti del territorio), ma soprattutto culturale, nel senso non solo di una pedagogia culturale, ma anche e soprattutto di una apertura totale e globale nei confronti dell'avventura intellettuale e umana .
Per quanto riguarda la valutazione, o la sua eventuale carenza nel documento ministeriale, essa mi sembra del tutto voluta e programmaticamente perseguita.
Giocondo Talamonti - 20-10-2009
"L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro", recita l'articolo 1 della Costituzione. Quindi, dire ad altri: "a lavorare, andate a lavorare...", non viola alcuna legge di buona creanza, anzi, è perfettamente costituzionale. Tuttavia, occorre fare delle distinzioni: analizzare bene a chi è diretta la frase e chi è che la pronuncia.
Se si tratta di un coro che parte dagli spalti di uno stadio di calcio, all'indirizzo di giocatori svogliati, può essere un invito a provare quanto sia duro il lavoro in fabbrica per portare a casa un millesimo dello stipendio che, di solito, i calciatori prendono per giocare, nonché uno sprone ad avere più rispetto per i soldi del biglietto tirati fuori da chi assiste alle loro mediocrità.
Se, al contrario, a pronunciare la stessa frase è un allenatore, rivolto al pubblico (Lippi, tanto per non fare nomi, ma solo cognomi), allora l'esortazione diventa offesa; offesa a chi sulle gradinate il lavoro ce l'ha, ma teme di perderlo, al precario che lo vede a sprazzi, all'ostinato che lo cerca senza trovarlo, al giovane che studia con tante paure per il suo futuro.
Doriana Goracci - 19-10-2009
Gentile Onorevole Jean-Leonard Touadi, sono una signora che ha fermato il 17 ottobre 2009 l'onorevole Franceschini, lungo il percorso della Manifestazione Nazionale a Roma contro il razzismo, per chiedergli se era al corrente dei fatti che riguardavano la signora Gelmini nel 2000 e lei era al suo fianco.
Aldo Ettore Quagliozzi - 15-10-2009
" Che ci faccio in cattedra? " è stato, tempo addietro, il titolo di una corrispondenza dello psichiatra Umberto Galimberti. Essa poneva, e penso ponga tuttora, domande inquietanti, in un paese nel quale il problema della scuola è ben ridotto alle solite comparsate ed alle invenzioni dei provvisori titolari del Ministero in parola. Sono addivenuto alla amara conclusione che il problema della scuola non interessi più di tanto agli abitatori del bel paese, tanto da delegarne completamente le problematiche ai soli addetti ai lavori, considerati, anche se non pubblicamente dichiarati, al pari dei giudici, " stralunati " esseri, nullafacenti o quasi, gloriosamente dediti, e senza tanti riconoscimenti e ricompense, a qualcosa per la quale la sedicente società civile d'oggigiorno - grassa ed operosa e mediaticamente asservita - ha ben poco da dedicare o da spendere. In tale contesto la scuola è divenuta purtroppo rifugio o approdo dei tanti che in verità avrebbero meglio potuto impiegare il loro tempo in altre faccende o mansioni socialmente più utili. Ne ho fatta esperienza personale in quanto genitore, per via naturale, ed in quanto insegnante, per scelta inizialmente molto convinta e motivante, e con il senno del poi, del tutto " sconclusionata ".
Irma Melandri - 15-10-2009
Sono una mamma innanzitutto e poi una rappresentante del plesso Viviani scuola dell'infanzia di Cavalleggeri a Napoli 53CD.
Abbiamo cominciato il 21 settembre a tornare nella ns. sede a piazza Neghelli dopo due anni di consolidamento statico dei ...
Vincenzo Andraous - 14-10-2009
I bambini non si toccano mai, non so chi ha coniato questo comandamento, ma chi lo fece, aveva ragione, ne aveva così tanta, che forse anche lui è finito pazzo per il dolore.
I bambini non si toccano mai, o più propriamente gli innocenti non si toccano mai: chi lo disse, è finito crocifisso su qualche croce dimenticata, per un momento infinito è rimasto da solo, con l'urlo in gola a strangolarlo, con le braccia aperte, gli occhi ribaltati, il volto reclinato degli innocenti.
I bambini non si toccano mai, muoiono per strada, sulle auto, sui campi di calcio, muoiono senza colpa né misfatti, per prossimità derivate da terzi, per una sorta di nemesi congenita, che propaga metastasi, come ogni condanna al silenzio.
Giocondo Talamonti - 10-10-2009
Nell'intervento effettuato in qualità di relatore il 2 ottobre 2009, durante il Convegno organizzato dall'AGE Associazione dei genitori e dal Liceo Scientifico "Donatelli" di Terni, si sono esaminati, in sintesi, i comportamenti dei giovani in rapporto all'istituzione scolastica con particolare riferimento alle problematiche che sorgono sotto il profilo educativo.
La prima e sicuramente la più grave riguarda la tendenza a sottovalutare l'impronta formativa che, insieme alla famiglia, la scuola si sforza di lasciare in chi la frequenta. Fra i moltissimi giovani convinti che l'elevazione culturale giova a progettare il loro futuro tanti , purtroppo, sono coloro che pensano di poterne fare a meno. Da qui il triste fenomeno della dispersione scolastica che registra ragioni di ordine intrinseco come la sfiducia verso l'organizzazione sociale, maturata in condizioni valoriali e culturali avverse, insieme ad altre di natura estrinseca attribuibili alle difficoltà che si generano nell'ambiente di vita o nel nucleo familiare; cito ad esempio la disoccupazione, i bassi redditi, la bassa qualificazione al lavoro, il clima affettivo ostile ecc.
Cosimo De Nitto - 06-10-2009
In una situazione in cui si privilegia la cassa, eretta a criterio assoluto e dominante, anche solo a pensare alla continuità didattica, alla efficienza ed efficacia degli insegnamenti, alla profondità, solidità e durata di apprendimenti che sviluppano competenze, alla centralità dei diritti degli alunni all'apprendimento, ci fa sentire come naviganti nell'empireo dei massimi sistemi, in un'altra dimensione, quella del dover essere, troppo alta e distante, purtroppo, da quella manicomiale e insulsa, vuota e inadeguata della realtà attuale delle nostre scuole, così ridotte da questo ministro e da questo governo.
Gennaro Tedesco - 03-10-2009
il formatore svolge una funzione socratica, di maieutica socio-scolastica oltre che individuale. Egli porta a galla i problemi presenti nell'anima sociale, li fa risalire, nel senso freudiano, dal profondo alla superficie "guarendo" il corpo sociale e scolastico : il formatore quindi opera anche una chiarificazione logica del linguaggio, dei problemi, nel senso wittgensteiniano. Egli, tentando di "guarire" il corpo socio-scolastico, lo conduce anche o lo dovrebbe condurre a mete più alte.
Claudia Fanti - 01-10-2009
Obama parla al mondo della catastrofe climatica e dà inizio all'era del darsi da fare entro breve per rimediare.
Ok, si sa che i GRANDI della Terra possono con le parole esorcizzare addirittura il senso del tempo che è passato inesorabilmente vuoto di contenuti e idee. Parlano, e i media si occupano delle loro parole, le ripetono fino a farle sembrare concrete, foriere di cambiamenti possibili. Potenza del potere dei GRANDI!

La realtà però sta lì inosservata, incapace di essere, di farsi verità. La guardiamo scorrere, mutare, trasformarsi. Per secoli l'essere umano ha la possibilità di guardarla in faccia, ma non la sa osservare, non la sa amare, non la sa gestire a suo favore, non la sa misurare col futuro possibile.

E' quella della catastrofe culturale che abbiamo sotto gli occhi, il nulla.
Lentamente le idee devastanti della conservazione della propria specie per mezzo di quella dei processi produttivi, economici, consumistici, divengono azioni di governo, azioni spaventate di irrigidimento, inflessibili politiche di rigore.
Doriana Goracci - 29-09-2009
Ladri e criminali per sbaglio? Un errore ? Doloroso incidente? Indennizzo per la morte di un minore alla famiglia?
Propongo il Tema a tutte le scuole dell'obbligo in Italia, migliaia di giornate di Silenzio alle Istituzioni, Chiusura di tutti i Tavoli di Mediazione, Dialogo, Contrattazione, Partecipazione a questo Lutto, voluto consapevole cercato e discreto nel finire dolente notizia di cronaca nera internazionale, dalla Stampa che si indigna il 3 ottobre, in Italia, nella piazza del Popolo, rinviando l'appuntamento con chi non ha voce e aprendo spazi alla Guerra e a rifinanziamenti armati di Comunicazione tra Ordini.
Ernesto De Fazi - 29-09-2009
Vorrei sapere se qualcuno si è accorto dell'enorme difficoltà in cui si trovano le scuole quando un docente è assente. Con la nuova normativa, per cui sono sparite le ore a disposizione dei docenti di lettere, praticamente non vi è più personale che ...
Voci del verbo insegnare - 25-09-2009
Sul "Corriere della sera" del 13 settembre 2009 viene pubblicato un editoriale di Ernesto Galli Della Loggia, che ci è stato segnalato con l'accompagnamento di due commenti.
Pubblichiamo il tutto come contributo ad un dibattito sulla scuola. I due commenti sono, senza dubbio, critici, ma il dissenso che espone le proprie ragioni dovrebbe trovare (il condizionale è d'obbligo perché sembra che nel nostro paese sia diventato, invece, intollerabile) una tranquilla accettazione.
Gennaro Tedesco - 23-09-2009
Allo scrivente sembra che la competizione globale mondiale ormai emersa e dilagante sia tale per cui proprio essa, malgrado spinte contrapposte di corto respiro, stia incidendo soprattutto sulla nascente e ormai inderogabile Unione politica europea. Se però l'Unione Europea e quindi l'Italia non recepiscono nei curricoli tale contesa mondiale, limitandosi a un confronto interculturale solo dichiarato e non praticato attraverso la curricolarizzazione operativa nelle Scuole delle diverse civiltà ormai anche maggioritarie dal punto di vista demografico, si tenderà inevitabilmente alla costituzione di una "Cittadella assediata" dai Nuovi Barbari.
Costanza Boccardi - 19-09-2009
Ringraziamo noi stessi per questa avventura. Abbiamo ri-scoperto quanto grande sia la forza dell'essere cittadini, abbiamo capovolto un destino che sembrava già scritto, abbiamo creduto nella nostra scuola pubblica.
Per undici giorni ci siamo incontrati, abbiamo scoperto ricchezze nascoste e le abbiamo messe a disposizione di un sogno apparentemente utopico ma profondamente reale.
Tutti noi, cittadini napoletani.

Vincenzo Andraous - 16-09-2009
In questo carcere che stenta a recuperare alla società, finchè esso stesso non sarà recuperato dalla società, c'è bisogno di accompagnare il dolore con le parole di una giustizia equa, per imparare ad accettarlo come intorno, a colorarlo con il lavoro, la scrittura, la mediazione, i rapporti umani finalmente sbocciati, mantenuti e cresciuti, nel tentativo di modificare questa dimensione disumanizzante in un luogo ancor aperto ad alternative di conoscenza e mutamento interiore.
Doriana Goracci - 15-09-2009
Già sento le voci gelminare, al riparo della Casa delle Libertà di Potere: "Sono quattro gatti, la Sapienza è cosa mia, fannulloni" .
Già perchè questa mattina "una ventina tra studenti e insegnanti precari sono saliti sul tetto dell'Università La Sapienza di Roma. Protestano contro i tagli decisi dal ministro Gelmini e minacciano di trascorrere la notte sul posto. Hanno srotolato uno striscione con la scritta: "Scuola e università stessi tagli e stessa precarietà".
Francesco Di Lorenzo - 15-09-2009
La rivolta studentesca nel sessantotto investe Berkeley, Berlino, Nanterre, Tokyo, Londra, Milano...e tutte le altre città e cittadine di mezzo mondo. La rivolta iniziata nei campus universitari americani si trasforma in una protesta contro l'ordine sociale, la guerra, la famiglia, i valori della società borghese. Spontanea, gioiosa, libertaria e creativa, ma anche violenta, rivendicava "l'immaginazione al potere" e consacrò la nascita di una 'controcultura'.

In Italia la ricostruzione storica del clima di allora può essere quella del giornale Il Giorno, nelle cui pagine un articolo di Sergio Turone allarma: "Scuola, si apre un anno difficile". La vera e propria esplosione si ha all'inizio dell'anno scolastico..., e non era difficile da prevedere....
Gennaro Tedesco - 14-09-2009
... Le cause del male non si individuano nella società locale, ma in quella nazionale, europea e globale. Allora ecco scattare rapida e virulenta la richiesta di non pagare più tasse a 'Roma ladrona' per poter meglio evadere, sforzandosi di vincere la sfida globale con mezzi secessionistici. Ecco scattare la parola d'ordine secondo cui meridionali ed extracomunitari dovrebbero tornare a casa loro. I meridionali dovrebbero tornare a casa loro per liberare impieghi nella pubblica amministrazione, gli extracomunitari, la grande massa di lavoratori non qualificati dell'edilizia e di altri settori, dovrebbero tornare a casa ora che la crisi economica avanza e non è pìù possibile e necessario sfruttare manodopera semischiavistica per manifatture pericolose e arretrate dove gli autoctoni non volevano più saperne di lavorare in tempi di vacche grasse.
Tutte le passate e recenti polemiche sulla scuola di Stato vanno inquadrate in questo più vasto contesto politico ed economico. I decisori politici locali hanno presentato all'opinione pubblica lombarda volutamente un quadro catastrofico della Scuola di Stato già di per se con grossi problemi. La scuola di Stato è facilmente attaccabile, perché non ha mai posseduto sue proprie potenti apparati di autodifesa come altri apparati dello Stato. La categoria docente ha sempre rivelato debolezze strurrturali.
L'istruzione pubblica per queste ed altre regioni è diventata il facile bersaglio polemico teso a sviare i reali problemi lombardi che sono ben più gravi in altri comparti come quello ospedaliero, dei trasporti e del lavoro...
Gennaro Tedesco - 12-09-2009
Il nascente Stato italiano ha tutte le caratteristiche dello Stato burocratico accentrato e censitario.
Esso non concede alcuna autonomia amministrativa, tanto meno al Sud, il centro amministrativo e politico rimanendo a Torino, ed è basato sul censo che favorisce la borghesia imprenditoriale del Nord, assente nelle regioni meridionali.
Dal Sud, dai contadini del Sud, l'unità d'Italia è avvertita come un peggioramento delle loro condizioni di sfruttamento già esistenti nel Regno dei Borboni.
Vincenzo Andraous - 08-09-2009
Rave party è sgretolamento del concetto di libertà, rispetto a qualunque regola e convenzione, non è accomunabile a una discoteca, non è la trasgressione a una accondiscendenza controllata, rave è altro, il rifiuto a ogni auspicata e non più rinviabile rinascita sociale.
Gennaro Tedesco - 07-09-2009
Quando ero a scuola, sono rimasto sempre stupito dall'amara constatazione che, a parte qualche timido tentativo nella Scuola di base, nelle Superiori di qualunque ordine e grado non si prendevano mai sul serio i grandi miti e i grandi eroi che erano la gioia e il tormento delle nuove generazioni. Non ci si rendeva conto, soprattutto dal lato dei docenti, dei presidi e dei genitori, dell'enorme potenziale evocativo, comunicativo ed educativo che tali miti ed tali eroi potevano fornire a una Didattica moderna ed avanzata. Polarizzare e galvanizzare la motivazione, l'interesse e l'attenzione di intere generazioni studentesche intorno a coinvolgenti ed appassionanti mitologie e simbologie, parti integranti e palpitanti della vita relazionale, affettiva e intellettuale dei nostri giovani ed adolescenti, sfuggiva e sfugge a gran parte della nostra classe docente e dirigente. Infatti la mancanza di tale prospettiva comunicativa ed educativa non è solo un problema scolastico ed universitario, ma anche un dramma politico ed istituzionale che, in verità, non pare attraversare solo le nostre logore e vetuste istituzioni nazionali, ma anche quelle europee ed internazionali i cui rappresentanti sono completamente lontani e alieni da ogni comprensione delle problematiche reali che costituiscono il nerbo essenziale dell'immaginario collettivo delle nuove generazioni non solo studentesche.
Cosimo De Nitto - 05-09-2009
Leggo le anticipazioni dell'ampia intervista rilasciata dal ministro Gelmini al mensile Tuttoscuola, che la pubblicherà integralmente nel numero di settembre. Queste parole, come quasi sempre accade, hanno il pregio di stimolare in me la "scintilla" della riflessione.
Gennaro Tedesco - 03-09-2009
Tutta la filosofia moderna tenta una distinzione tra giudizi di realtà e giudizi di valore, ma fallisce per l'impossibilità di definire i criteri linguistici ultimi, a cui rapportare, poi, i singoli giudizi. In tal modo diventa impossibile assumere i giudizi di realtà come sapere comune su cui fondare anche i giudizi di valore.
Costanza Boccardi - 02-09-2009
Questa è una storia di ordinaria illegalità, che coinvolge 500 bambini napoletani, le loro famiglie e i loro insegnanti.
La nostra scuola, il plesso Madonna Assunta del 73° circolo didattico di Napoli, è stata oggetto dal 2003 di lavori di ristrutturazione. Lavori che abbiamo denunciato, perché non rispondenti alle necessità reali della scuola. 600.000 euro mal spesi, come ha riconosciuto la Procura della Repubblica. D'altra parte cerchiamo di insegnare la legalità, e vedere sperperar finanziamenti pubblici ci costringe, in quanto cittadini, ad intervenire.