Dedalus - anno scolastico 2008-2009
Dedalus - 13-12-2008
Così ha sentenziato Mariastella Gelmini in una intervista a La Stampa "Voglio essere chiara subito: il maestro unico resta. Chiaro? Anzi: resta "solo" il maestro unico. Il modulo dei tre docenti su due classi è morto e sepolto per sempre".
Ora, è evidente il tentativo da parte del fronte governativo di nascondere lo stato di difficoltà in cui si è venuto a trovare dopo le ingenti manifestazioni di dissenso e di protesta di genitori, insegnanti e studenti. Alcuni parziali passi indietro sono stati fatti. Congelata la situazione sulle superiori. Ammessa, almeno a parole, l'assegnazione di due insegnanti per ogni classe di tempo pieno. Confermato il tempo di 40 ore nella scuola dell'infanzia. E via dicendo. Ma a queste parziali e non ancora ben definite aperture il ministro Gelmini ha voluto far seguire alcune precisazioni, ribadendo alcuni punti fermi.
Dedalus - 04-11-2008
Le manifestazioni di massa che si sono tenute nei giorni scorsi in tante città d'Italia costituiscono un fatto politico di grande rilevanza. Si è trattata della mobilitazione più vasta del mondo della scuola della storia della Repubblica. Una mobilitazione che ha riguardato, per la prima volta, tutti i settori del nostro sistema di istruzione, dalla scuola dell'infanzia all'università, come mai era successo. Non nel tanto vituperato '68, non negli anni della pantera e nemmeno in quelli dell'epoca Moratti. Manifestazioni che hanno coinvolto insegnanti, personale della scuola, studenti, genitori.
Il governo finora ha dato prova di non voler ascoltare, reagendo in maniera scomposta e limitandosi ad accusare la sinistra di dire falsità, senza minimamente cercare di capire quanto sta succedendo. Ha pensato di stravolgere alcuni aspetti fondamentali del nostro sistema educativo, a partire dalla scuola primaria, con l'obiettivo prioritario di ridurre la spesa per l'istruzione (questa la motivazione di fondo della "riforma" Gelmini, come è stato riconosciuto da parti diverse, dalla Marcegaglia a Famiglia Cristiana) senza mettere in conto la reazione che un simile modo di procedere, per decreti legge e voti di fiducia, avrebbe sollevato.
E così si è visto il risultato, l'effetto della "riforma Gelmini" che riforma non è. Una riforma della scuola degna di questo nome segue infatti ben altri percorsi, ha altri presupposti culturali e pedagogici, necessita di condivisione e consenso per avere davvero successo.
Dedalus - 12-09-2008
E' fuori di dubbio che la destra al governo sta facendo il suo mestiere, vale a dire una politica di destra. Che altro dovrebbe fare? Le scelte del duo Gelmini-Tremonti da un lato puntano ad un forte contenimento della spesa sociale nella scuola pubblica, dall'altro ripropongono contenuti ideologici e valori, un'idea di scuola tipicamente conservatrice (la scuola seria d'antan, il ritorno ai voti, al maestro unico, ecc.).
E' piuttosto da sottolineare il fatto che l'iniziativa della destra va a colmare un vuoto di pensiero lasciato aperto in questi anni dalla sinistra.
Dalla riforma di Berlinguer - il riordino dei cicli, che si fondava su un idea forte di scuola (una scuola di base unitaria, il curricolo continuo, ecc.) - in poi la sinistra ha giocato di rimessa.


Dedalus - 03-09-2008
E' ormai evidente che il vero ministro ombra dell'Istruzione, o meglio l'ombra di un ministro, è Mariastella Gelmini e che la politica scolastica di questo governo la decide Giulio Tremonti. Questa non è un'affermazione pleonastica. Basta andarsi a rileggere l'articolo che Tremonti ha inviato al Corriere della Sera il 22 agosto scorso ("Il passato e il buon senso") intervenendo nel dibattito estivo aperto da Galli della Loggia, per rendersi conto che è proprio così. Così infatti si spiegano i fatti successivi, fra questi il decreto legge n.137 del 1 settembre, che tratta non a caso di voti, libri di testo e numero dei docenti per classe. Tutti temi toccati puntualmente, pardon, "anticipati" da Tremonti nel suo articolo.
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