Cobas - anno scolastico 2006-2007
Carlo Salmaso per i Cobas scuola Padova - 12-06-2007
Gli esami di Stato (la "vecchia" maturità) si avvicinano a passi da gigante. E con essi le relative dolenti note. Tutti ricordano che lo scorso anno il Ministro Fioroni, appena eletto, dovette intervenire d'urgenza per sanare la situazione che si trascinava incresciosa da un paio d'anni per cui molti commissari d'esame non erano ancora stati pagati.

Da quest'anno le commissioni sono ridiventate al 50% esterne, logico quindi che ci siano più spostamenti e quindi che necessitino più investimenti.

Considerato tutto questo, la legge 11 gennaio 2007 (Riforma degli esami di Stato), a fronte di una spesa stimata di almeno 160 milioni di euro, ha stanziato solamente 138 milioni di euro, accorpando tutti i capitoli di spesa precedentemente gestiti dagli uffici scolastici regionali.
Risultato: l'Amministrazione è costretta ad arrampicarsi sugli specchi per fare tornare i conti.

Le ipotesi che si profilano sono due...
per sapere

- per quali ragioni da parte dell'Esecutivo non si siano volute neppure ascoltare le rivendicazioni di diritti sindacali avanzate;
- perché, a fronte di una manifestazione simbolica come l'incatenamento, si sia voluto rispondere con la forza e non con il dialogo, dimostrando chiusura rispetto a una problematica che da anni è stata sollevata da tutte le organizzazioni del sindacalismo di base, mentre nessun passo avanti è stato fatto finora per realizzare una legge democratica sulla rappresentanza.
Confederazione Cobas - 02-06-2007
Al 46° giorno di sciopero della fame, che la Confederazione Cobas ha intrapreso per l'affermazione del diritto di tutti/e i/le lavoratori/trici e di tutte le loro Organizzazioni a svolgere attività sindacale nei luoghi di lavoro (diritto di assemblea e di libera iscrizione a qualunque sindacato) Nicola Giua - componente dell'Esecutivo Nazionale dei Cobas Scuola al 30° giorno di digiuno - ha subito un mancamento.
UNIcobas Scuola - 03-04-2007
Sotto il ministero della P.I. (Viale Trastevere h.9,30)

La situazione nel comparto scuola si va deteriorando sempre di più. Oltre ai mali che affliggono anche gli altri comparti del pubblico impiego (contratto scaduto da 15 mesi, mancato pagamento dell'IVC come prevede l'art.1 del CCNL, mancanza di una effettiva volontà di risolvere il problema del precariato, controriforma pensionistica e scippo del TFR col silenzio assenso, ....) nella scuola si sconta
la scelta governativa, chiaramente espressa nella legge finanziaria, di continuare con la politica dei tagli che in questi giorni si stanno concretizzando in una diminuzione di classi e di organici nonostante 28.000 allievi in più rispetto allo scorso anno e nella diminuzione degli stanziamenti necessari per il pagamento dei supplenti e delle spese di funzionamento.
Dalla Moratti il ministro Fioroni, oltre alla logica dei tagli, ha mutuato la scelta del doppio canale istruzione-formazione professionale
anche nell'assolvimento dell'obbligo ed ha definitivamente privatizzato la scuola pubblica introducendo nel decreto Bersani, approvato
dalla Camera in questi giorni, le scuole fondazioni oltre alla controriforma degli istituti tecnici e professionali.
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