Peppe Sini - anno scolastico 2005-2006
Peppe Sini - 25-04-2006
Carissime e carissimi,

sperando di non essere importuno vorrei segnalarvi l'utilita' di far circolare l'idea che il Parlamento elegga Lidia Menapace, attualmente senatrice, come prossima Presidente della Repubblica.

Lidia Menapace e' una donna, una persona che ha preso parte alla Resistenza, una pensatrice e attivista femminista, un'amica della nonviolenza; ed e' altresi' una persona di profonda cultura, di limpido impegno civile, di straordinario rigore morale. Tutte caratteristiche per le quali sarebbe una ottima Presidente della Repubblica.

Prima che il dibattito per l'elezione del capo dello Stato sia ingabbiato nelle logiche interne al ceto politico, potrebbe essere efficace che dalle cittadine e dai cittadini, dai movimenti delle donne, dall'associazionismo democratico, dai movimenti sociali, dalle espressioni civili della societa' civile, dai luoghi della cultura e dell'impegno per i diritti e la pace, dalle e dai militanti politici di base, emergesse autorevole e corale, persuasa e persuasiva, una proposta rivolta all'intero Parlamento affinche' per la Presidenza della Repubblica si converga su una figura dell'autorevolezza di Lidia Menapace.

Sarei felice se la proposta di Lidia Menapace alla Presidenza della Repubblica (proposta condivisa gia' da varie persone) venisse fatta circolare, se molte persone si esprimessero in tal senso, se si riuscisse a suscitare l'attenzione e l'impegno di tante e tanti a tal fine.

Posso chiedervi, qualora condivideste questa opinione, se poteste sia diffondere - nelle forme che riterrete piu' adeguate - la proposta, sia scrivere un vostro intervento a sostegno di essa (e se possibile inviarmelo per poterlo diffondere anche attraverso il nostro foglio quotidiano "La nonviolenza e' in cammino"? Ve ne sarei molto grato.

Un cordiale saluto,

Peppe

Viterbo, 24 aprile 2006
Peppe Sini - 30-09-2005
A Varie persone e associazioni impegnate per la pace e i diritti umani ad alcuni mezzi d'informazione

Gentili signore e signori,

vi inviamo la seguente proposta di ordine del giorno da approvare nelle istituzioni italiane a sostegno della campagna per il disarmo in Brasile, con preghiera di farla circolare e di promuoverne la presentazione ovunque possibile.
Utilissime informazioni sulla Campagna per il disarmo e sul referendum brasiliano del 23 ottobre 2005 sono nel sitowww.referendosim.com.br


PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO DA APPROVARE NELLE ISTITUZIONI ITALIANE A SOSTEGNO DELLA CAMPAGNA PER IL DISARMO IN BRASILE

[La seguente proposta di ordine del giorno e' stata elaborata dal "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo (per contatti: nbawac@tin.it) sulla base delle indicazioni pervenute da vari promotori brasiliani della Campagna per il disarmo e del Referendum del 23 ottobre 2005 per la proibizione del commercio delle armi. Essa e' stata redatta altresi' sulla base sia di una prolungata esperienza amministrativa in piu' istituzioni italiane, sia di una trentennale esperienza di organizzazione di campagne di solidarieta']

Premesso che

- il Brasile e' un paese in cui sono in circolazione piu' di 17 milioni di armi da fuoco, di cui soltanto il 10% appartengono alle forze armate e alle forze di polizia, mentre il resto e' nelle mani di civili;
- ogni giorno in Brasile circa cento persone muoiono uccise da armi da fuoco;
- nel 2003 39.325 persone in Brasile sono morte uccise da armi da fuoco;
- le istituzioni brasiliane hanno promosso una Campagna di disarmo volontario attraverso cui e' stato chiesto ai cittadini in possesso di armi di consegnarle alle autorita' affinche' venissero distrutte;
- nel 2004 grazie a questa Campagna di disarmo piu' di 450.000 armi da fuoco sono state tolte dalla circolazione, e per la prima volta in 13 anni il numero dei morti uccisi da armi da fuoco in Brasile e' diminuito: rispetto ai dati del 2003 nel 2004 sono state salvate 3.234 vite umane;
- il 23 ottobre 2005 si svolgera' in Brasile il primo referendum della storia di quel Paese, referendum in cui ai cittadini verra' posto il
quesito: "Il commercio di armi da fuoco e munizioni deve essere proibito in Brasile?";
- intorno alla Campagna per il disarmo vi e' stato un grande coinvolgimento
popolare: l'associazionismo democratico, imprenditori, sindacati, chiese, movimenti, personalita' della cultura, dello sport e dello spettacolo, operatori sociali e sanitari, docenti universitari, si sono uniti alle istituzioni nell'impegno di salvare quante piu' vite umane possibile;

il Consiglio [Circoscrizionale, Comunale, Provinciale, Regionale] di ...

1.
esprime solidarieta' all'impegno delle istituzioni e della societa'
civile del Brasile per ridurre il numero delle vittime di uccisioni da armi da fuoco;

2. esprime apprezzamento per la scelta di civilta' di chiedere ai cittadini di disarmarsi volontariamente e di decidere democraticamente ed umanitariamente di salvare quante piu' vite umane sia possibile;

3. sollecita che l'esempio brasiliano si estenda quanto piu' possibile, e che anche altri paesi ed altre popolazioni scelgano la via del disarmo e del rispetto per la vita umana;

4. auspica che l'intera umanita' abbia un futuro di pace e convivenza, ed a tal fine si impegna a promuovere la cultura della pace, del dialogo, della solidarieta', della legalita', del disarmo, della nonviolenza;

5. esprime un convinto e coerente si' alla difesa della vita di ogni essere umano, si' alla pace tra le persone e tra i popoli, si' alla sicurezza di tutti nel rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani, si' alla legalita', si' al disarmo della societa', si' alla civile convivenza.
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