Lilia Manganaro - anno scolastico 2005-2006
Lilia Manganaro - 26-10-2005
Anffas Nazionale ha predisposto, all'inizio di questo anno scolastico, una lettera per il Ministro Moratti affinché, tra i diversi adempimenti, sollecitasse i responsabili dei diversi gruppi di lavoro istituzionali e/o interistituzionali a riprendere le proprie attività e predisponessero calendari di incontri, come prevede la norma; questo perché Anffas, attraverso lo Sportello Nazionale Scuola, è consapevole del bisogno dei genitori di trovare dei luoghi di ascolto e di progettualità che permettano di non esasperare il disagio che, talvolta, l'accoglienza nella scuola determina e che spesso si traduce in una richiesta, non sempre giustificata, di aumento delle ore di sostegno.
Per conoscenza Anffas ha inviato la lettera alle associazioni e alla stampa interessata al tema dell'integrazione. Di rimando si è avuto il silenzio da parte del Ministero come da parte di chi avrebbe dovuto rafforzare la richiesta; soltanto in un caso è stata manifestata la difficoltà a condividerne alcuni contenuti.
Si riconosce che il tema affrontato presenta elementi di complessità e che pertanto è opportuno analizzare alcuni aspetti contenuti nella richiesta al Ministro.
Lilia Manganaro - 10-10-2005
Anffas nazionale onlus, associazione famiglie disabili intellettivi e relazionali, è fortemente preoccupata perché anche quest'anno, all'apertura dell'Anno scolastico 2005/2006, ricompaiono i problemi e le paure per tante famiglie di persone con disabilità sulle condizioni di garanzia del diritto allo studio per i loro figli.
Questo emerge già da diversi giorni, attraverso numerose telefonate ed e-mail, pervenute allo Sportello Nazionale per l'integrazione scolastica dell'ANFFAS onlus. Infatti, la logica della politica adottata da questo governo dei tagli a tutte le istituzioni preposte all'integrazione e alla presa in carico delle persone con disabilità, rischia di mettere in seria difficoltà anche l'attuazione dell'integrazione scolastica da parte delle Scuole di ogni ordine e grado.
Infatti ad Anffas risulta non essere stato assegnato un adeguato organico di insegnanti di sostegno e di assistenti di base per far fronte al numero crescente di alunni con disabilità iscritti. Il contingente organico assegnato alle scuole è lo stesso dell'anno scorso, in media un insegnante ogni due alunni, insufficiente a rispondere alle reali esigenze di ciascuno.
Le modalità con cui vengono assegnati gli insegnanti di sostegno sono quelle esplicitate nel D.M. 331/98 artt. 37 e 41 come integrato dall'art.26 comma 16 della Legge 448/98: il CSA Provinciale dispone nell'organico di un posto ogni 138 alunni frequentanti le scuole statali della Provincia (art.40 Legge 449/97) (organico di diritto). Questi posti vengono poi assegnati alle singole scuole secondo le richieste avanzate dai Dirigenti Scolastici, documentate con Diagnosi Funzionale e corredate di progetto personalizzato (PEI) di integrazione. Sul numero di posti calcolati con l'operazione precedentemente indicata (1:138), il Direttore Scolastico Regionale può concedere (autorizzare) delle deroghe per i più gravi e nominare dei supplenti per le ore mancanti (organico di fatto).
Anffas Nazionale si chiede come sia possibile rispettare le indicazioni dei rapporti di sostegno se le risorse sono insufficienti e il Ministero non permette l'autorizzazione in deroga di altri insegnanti di sostegno per il contenimento della spesa pubblica! Lo scorso anno scolastico 2004/2005, in molte regioni le famiglie si sono rivolte al Tribunale Civile perché venisse riconosciuto il pieno diritto allo studio dei loro figli, cui era stato negato un adeguato sostegno.
Ottenendo le ore di sostegno richieste, confermando così le sentenze di Giudici che si pronunciarono già dal 2002 in vari Tribunali d'Italia, è stato stabilita, a differenza di quanto deciso in base alle direttive del Ministero dell'Istruzione, l'assegnazione di un insegnante di sostegno per ciascun alunno, ristabilendo il rapporto di uno a uno nei casi di gravità, giudicando il diritto all'Istruzione un diritto soggettivo inviolabile. Il Giudice ha ordinato all'amministrazione scolastica di assegnare un maggior numero di ore di sostegno, poiché in presenza di un diritto inviolabile, l'amministrazione non può esercitare scelte discrezionali, né comprimere il diritto, ma limitarsi a garantire la realizzazione piena dello stesso. Questa procedura lo scorso anno ha creato notevoli difficoltà; quest'anno, in assenza di altri interventi,esiste il fondato rischio che si riproduca la medesima situazione. Secondo ANFFAS però quanto accaduto non risolve il problema, né può diventare una prassi da indicare alle famiglie che si rivolgono allo Sportello per segnalare le disfunzioni della scuola. Le sentenze servono a sostenere un diritto nelle situazioni estreme in cui questo viene negato, ma non possono diventare una routine e, se risolvono il problema formale che garantisce l'accoglienza, lasciano irrisolto il problema sostanziale della ricerca delle modalità di lavoro della scuola e/o della individuazione delle altre risorse presenti nelle diverse situazioni, tanto meno sono in grado di indicare, suggerire i percorsi possibili. Tali sentenze, inoltre, rischiano di legare la possibilità di integrazione unicamente alla presenza dell'insegnante di sostegno: ciò non favorisce l' analisi del complesso quadro di relazioni che si crea in un gruppo, in una classe e in una scuola, in presenza di un progetto di integrazione. Il legislatore consapevole di tale bisogno ha predisposto un insieme di procedure da attivare, a livello centrale e periferico da parte di tutte le Istituzioni, (vedi L. 104/92) affinché siano accolti i bisogni formativi degli alunni disabili e dei loro compagni, sia riconosciuta la professionalità dei docenti e del personale scolastico e non e si possano attivare le molteplici risorse delle scuole pur in presenza di una situazione economica e di riorganizzazione della scuola, a nostro avviso non favorevole alla realizzazione di percorsi di integrazione (Vedi Finanziaria 2005 e previsione Finanziaria 2006).Ciò nonostante, pur riconoscendo le difficoltà presenti all'inizio di un nuovo anno scolastico, ANFFAS propone la propria collaborazione e chiede al Ministro di sollecitare, nei modi che riterrà più opportuno, la convocazione di tutti i gruppi di lavoro che con diversi compiti e funzioni operano nel territorio nazionale e locale (vedi Nota MIUR prot. N.479/A4a° del 27/07/05 sulle buone prassi). Anffas, non ritenendo esaustiva la battaglia del diritto all'integrazione scolastica nelle aule dei Tribunali, si augura di continuare a collaborare, come già lo scorso anno in occasione degli incontri di lavoro dell'INVALSI per la elaborazione degli indicatori di qualità, sicura di condividere l'interesse e il desiderio di realizzare una scuola a misura di alunno, in cui ognuno sia messo in condizione di dare il meglio di sé con serenità e nel rispetto della propria personalità Tuttavia, se né il Ministro,né le Direzioni Scolastiche Regionali, né i Dirigenti Scolastici delle singole Scuole risponderanno positivamente alle richieste di deroga, l'unica via possibile rimarrà quella legale, e Anffas nazionale, attraverso il Tribunale dei Diritti dei DISABILI intende analizzare la situazione e sostenere le famiglie. Anffas intende lavorare in modo positivo per la risoluzione dei problemi e chiede in tempi brevi la convocazione dell'Osservatorio Nazionale per l'integrazione scolastica del MIUR per informazioni, dati e proposte da parte del Ministro perché nella scuola gli alunni con disabilità, e in generale tutti gli alunni, i docenti, gli operatori ATA ,così pure quelli delle ASL e dei Comuni, possano lavorare nel modo migliore.
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