D - anno scolastico 2005-2006
Vincenzo Andraous - 26-08-2006
La televisione non è il nostro genitore, neppure il nostro educatore, ancor meno il nostro compagno di viaggio.
Per cui affermare che: "la vita mi è passata davanti, e non me ne sono accorto", perché la televisione mi ha condizionato, o peggio ...
Brunella Presbiteri De Lassis - 04-08-2006
Le oscillazioni del centro-sinistra

"Qualcuno si dovrà sacrificare". Era un'affermazione di qualche esponente di centro-sinistra, incontrato in piazza durante uno dei vari sit-in di protesta anti-morattiana, all'apparire all'orizzonte del famigerato art.5/L53. A chi o a cosa stava pensando?

Sono a tutti note le oscillazioni di una certa componente di questa maggioranza, quando si parla di "valore", e di giudizio di "merito", in relazione ai vari percorsi abilitanti all'insegnamento.

Quel che sfugge in maniera assai inquietante, però, sono le rigorose e giustificate ragioni per le quali una drammatica e paradossale incertezza gravi, ancora oggi, proprio sugli idonei di una procedura concorsuale pubblica ordinaria, costretti a pagare le spese di una politica scolastica molte volte incerta, confusa, sulla scorta di quella inaugurata dai due ex ministri dell'Istruzione Berlinguer e De Mauro.

Dopo la demagogica "infornata" dei primi anni Ottanta di circa 250.000 docenti precari, avere aperto la strada dal 1999 a ben otto cicli SSIS, ancor prima di essersi preoccupati di predisporre un rigoroso piano pluriennale di assunzioni per il precariato preesistente da venti anni, è stato l'errore sul quale questo governo finora non ha fatto sostanziali passi avanti per realizzare quella "discontinuità" che è al centro del suo programma politico sulla scuola. Nessuno infatti ha neanche risarcito in termini morali le decine di migliaia di lavoratori di un tale danno senza precedenti, sul quale poi il governo di centro destra ha fatto scelte delle quali tutti paghiamo le conseguenze.

L'avere ideato, progettato una terza procedura abilitante in sovrapposizione, e non in successione, alle prime due, una delle quali, per Costituzione, reputata l'unica idonea per accedere nella P.A. era andato prima di pari passo con la prefigurazione di un privilegiato inserimento degli abilitati con la SSIS (scuola di specializzazione all'Insegnamento gestita dall'Università), con lauto bonus (30 punti), "a pettine" nelle graduatorie permanenti, cioè valevoli per il conferimento delle supplenze da parte del Csa, e persino ancor prima di avere ottenuto lo scioglimento della riserva. Poi era diventato un piano perfetto per far sacrificare quel "qualcuno" appartenente alle graduatorie del concorso, valevoli esclusivamente, per gli idonei dello stesso, ai fini dell'immissione in ruolo presso la P.A. Questo era, ED E' ANCORA, l'art.5 della Legge Moratti.

Ma i docenti abilitati con l'ultimo concorso ordinario, quello bandito nel 1999, i "sacrificati", appunto, chiedono più di una revisione dei punteggi (Lettera h e valutazione dei titoli culturali) in una graduatoria per supplenze. Reputano infatti indispensabile pretendere, da una maggioranza nella quale hanno riposto fiducia, una seria autocritica a garanzia di un più rigoroso funzionamento della scuola pubblica, quali:

1) la qualità del servizio pubblico, che nell'istituzione-scuola non può dimenticarsi della centralità del discente e della motivazione delle varie figure professionali che operano nel settore scuola;

2) la trasparenza delle selezioni di tutto il personale e la stabilità degli organici.

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Vincenzo Andraous - 28-07-2006
Ci sono guerre dimenticate, alcune sottilmente retrocesse, altre spettacolarmente pubblicizzate.
Guerre appena fuori l'uscio, ma lontane dalle nostre tavole ben imbandite di sapori e di colori vivaci.
Eppure c'è un'altra guerra con la residenza a ...
Corrado Mauceri - 20-07-2006
La giustizia amministrativa e la trasparenza della P.A. precluse ai non abbienti


Può sembrare inverosimile, ma purtroppo è la realtà; il decreto Bersani, oltre a prevedere la liberalizzazione dell'attività forense con tutti i rischi che sono ...
Redazione - 18-07-2006
E allora brindiamo, "rubando" a Reginaldo Palermo la sintesi dell'accordo su tutor e anticipi e a Francesco Mele il commento che prudenza suggerisce

Tutor e anticipi: vicenda conclusa
di R.P.

Chiusa la trattativa sull'art. 43. Disapplicate ...
Vittorio Delmoro - 11-07-2006
Ore 19 di domenica 9 luglio.

Nel giro di pochi minuti la spiaggia su cui trascorro le vacanze si svuota; eppure c'è ancora un bel sole, l'aria è gradevole, il mare calmo.

Sui dieci chilometri di litorale che amo percorre in leggero footing ogni ...
Coordinamento Veneziano - 10-07-2006
QUESTA LA LETTERA...

Alla Vice Ministro della Pubblica Istruzione Mariangela Bastico

Documento consegnato in occasione del suo intervento alla festa dell'Unità di Dolo (VE) sabato 8 luglio '06

Come genitori e insegnanti, facenti parte di ...
Claudia Fanti - 03-07-2006
Avete presente quella poesia di Garcia Lorca?
"Escono allegri i bambini da scuola..."

Ecco, in quel primo verso, c'è la magia che ha colorato la fine dell' anno scolastico 2005/2006!

In quelle file alquanto sgangherate di alunni e alunne, tra ...
Claudia Fanti - 23-06-2006
Ci sono forze nuove! E' una bellissima sensazione!

Vorrei rivolgere un augurio di buone vacanze a tutte le maestre.

In realtà, checché ne dicano i media, la scuola non è chiusa. Anzi, stiamo ragionando e tentando di interpretare il futuro ...
Cosimo De Nitto - 16-06-2006
La Moratti non è stata un'escrescenza dannosa e fastidiosa, un incidente della storia che niente aveva a che fare con la nostra scuola che l'ha dovuta sopportare. La Moratti ha interpretato un insieme di elementi (stili di pensiero e di comportamento, ideologie, appetiti, orientamenti ecc.) che erano e sono presenti nella mente, ma più ancora nel ventre, di tanti docenti e capi di istituto che operano nella nostra scuola.
Il dirigismo e l'arroganza del comando, il carrierismo, l'opportunismo, lo scodinzolio nei confronti dei superiori, il mettersi in mostra e bella evidenza per arraffare cariche e progetti (remunerativi), tutto ciò ed altro ancora è stato sollecitato, incoraggiato, stimolato dalla concezione morattiana della scuola e dalla sua politica.
Il peggio del peggio di ciò che va sotto il nome di aziendalismo.
Nel mercato vince chi compete. Nella scuola vince chi compete. Nella conoscenza e nell'apprendimento vince chi compete, questo è il principio. Vince la scuola che si fa il più bello e grande manifesto, più propaganda sui quotidiani, radio e tv locali. Il dirigente non deve occuparsi dei contenuti e dell'efficacia didattica, ma procurasi soldi, accaparrandosi progetti, fare anticamera dai politici, enti, aziende, banche. Andare a caccia di sponsor!
Vincenzo Andraous - 13-06-2006
Stavo leggendo alcune dichiarazioni rilasciate a un quotidiano da Monsignor James Schianchi, affermazioni, a mio avviso, a cui obiettare, dissentire, ma senza per questo sottrarsi dall'effetto di una ulteriore sentenza.
L'insegnante di teologia ...
Cassandra - 12-06-2006
Ora è arrivata la conferma dallo stesso ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, che in un comizio a Campobasso ha anche citato i numeri. "Si sono dimenticati - ha detto Fioroni riferendosi al precedente esecutivo - di prevedere 436 ...
Coordinamento - 30-05-2006
Chi siamo

Il circolo Arci Don Durito è composto esclusivamente da giovani di età compresa tra i 15 e i 27 anni che da anni si occupa di progetti che tentano di ricostruire una socialità alternativa a Bergamo.
Da parecchio tempo siamo in contatto con le associazioni di migranti della nostra città, in particolar modo con quella marocchina. L'anno scorso ci è stato proposto da alcuni esponenti di quest'ultima di sostenere e partecipare attivamente al progetto che viene di seguito descritto. Abbiamo accettato con entusiasmo questa sfida, anche spinti dall'intensità dell'esperienza che alcuni di noi hanno vissuto quando, due anni fa, si sono recati in Marocco e hanno potuto vedere con i propri occhi quanto sarebbe necessario e utile avviare dei progetti di ri-costruzione e messa in opera di alcuni servizi fondamentali quali scuole, ospedali, ecc. Così, raccontando della nostra esperienza, siamo venuti a conoscenza di questo progetto, peraltro sostenuto da una serie di associazioni partner distribuite sul territorio italiano, marocchino e francese.

Il progetto

Il progetto "una scuola a Casablanca" si pone come obiettivo quello di ristrutturare due edifici in disuso che si trovano a Mohammedia (vicino a Casablanca) per trasformarli in un complesso scolastico. In effetti due sono le parti di cui il progetto si compone, una per edificio. Il primo, destinato ad accogliere una scuola media, è molto grande e parecchio fatiscente. Richiede interventi di muratura oltre che la costruzione degli impianti elettrico e idraulico. Il secondo edificio, invece, è più piccolo e in condizioni decisamente migliori, necessitando solo di piccoli lavoretti quali l'imbiancatura delle pareti, la sostituzione di lampadine e tubature rotte, la riparazione di diverse porte e finestre, ecc. In effetti, quindi, non richiede lavori di muratura imponenti ma solo di una "risistemata". Noi ci occuperemo di quest'ultimo edificio, non disponendo né dei fondi né delle competenze per poter intervenire sul primo, di cui si occuperà invece l'associazione francese....
Il progetto, della durata indicativa di quindici giorni, avrà luogo durante i mesi di luglio/agosto 2006, in data ancora da decidere anche in base alle esigenze di tutti i partecipanti. Durante la permanenza in Marocco, oltre alle attività di ristrutturazione, i membri delle associazioni marocchine ci porteranno a visitare alcune tra le più belle città del Marocco (Rabat, Marrakesh, Casablanca...).
Il progetto infatti non si pone come unico obiettivo la ricostruzione delle due scuole ma anche la scoperta di una cultura diversa dalla nostra con cui però molto spesso ci troviamo in contatto. Ciò nella speranza che questo possa favorire la conoscenza e il rispetto reciproco e da qui la rimozione dei principali ostacoli allo sviluppo di una socialità multientica che abbia ricadute positive anche in Italia.

I partners

I soggetti coinvolti nel progetto complessivo sono diversi e coinvolgono tre paesi: l'Italia, la Francia e ovviamente il Marocco.
Da parte italiana l'associazione Marocchina "Associazione culturale Essalam" di Montello (Bergamo), il collettivo Giovani Zucche Piene di Ponteranica e il nostro circolo arci e da parte francese "Association Mina, Sourire aux enfants" e le associazioni marocchine di Mohammedia.
Tutte queste realtà cooperano già da tempo per la pianificazione del progetto, mantenendosi in contatto triangolarmente. Il coinvolgimento di più paesi partner (europei e non) così come la partecipazione di gruppi di giovani dai 15 ai 30 anni, e' riconosciuto come motivo di merito nell'assegnazione dei fondi destinati dall'Unione Europea per progetti di cooperazione internazionale di questo tipo. Il progetto nasce in Marocco, dove alcuni marocchini originari di Mohammedia e residenti in Italia e Francia mettono in contatto alcune associazioni di Casablanca e dintorni con le associazioni marocchine di cui fanno parte nei rispettivi paesi di residenza europea. A loro volta queste ultime associazioni hanno cercato contatti con realtà locali che potessero sostenere e partecipare insieme a loro alla realizzazione del progetto, nella fattispecie rivolgendosi a noi. Ci teniamo a sottolineare che il nostro rapporto con l'associazione marocchina di Bergamo non è estemporaneamente legato al progetto ma frutto di anni di collaborazione durante i quali abbiamo sviluppato un'importante amicizia e una solida fiducia.
Come già detto, i partner francesi si occuperanno della ricostruzione di un edificio, noi dell'altro, entrambi in collaborazione con le realtà del luogo.
Dunque le due parti del progetto si muoveranno parallelamente tra loro e in sinergia, con continui scambi di competenze ed esperienze, inscindibili l'una dall'altra. In questo modo, oltre alla realizzazione strettamente pratica del progetto, daremo il via ad un importante collaborazione tra paesi che potrà fruttare anche in futuro, non solo in termini concreti ma anche da un punto di vista di arricchimento sia sul piano multiculturale che su quello umano ed esperenziale.
Fabrizio Dacrema - 26-05-2006
Poteva cominciare meglio: tra "revanche" partitocratrica e "spacchettamento" dei Ministeri la primissima impressione è stata all'insegna del ritorno a vecchie logiche politiche autoreferenziali.
Poi il neo-ministro Fioroni è andato a Barbiana, ha parlato di una scuola che non si rassegna all'esclusione e della scuola pubblica come scuola di tutti e per tutti.

Si riparte da Barbiana

Ottima scelta: Barbiana è il luogo più adatto per tornare a costruire una scuola secondo Costituzione, impegnata a rimuovere gli ostacoli e i condizionamenti negativi del contesto socio-culturale di provenienza.
La discriminazione positiva di Don Milani (dare di più a chi ha di meno) rappresenta, infatti, l'alternativa speculare alla versione Moratti della personalizzazione (dare ai più svantaggiati percorsi formativi inferiori e subalterni).
Messe le cose sul binario giusto dal punto di vista dei principi, ora si tratta di non sbagliare le prime mosse e di darsi una strategia di ampio respiro per riuscire a realizzare quei cambiamenti del sistema scolastico necessari al paese.
Da questo punto di vista il nuovo governo si ritrova di fronte i vecchi problemi strutturali: un paese sottoscolarizzato, una scuola che non promuove la mobilità sociale, forti disparità territoriali negli esiti di apprendimento, percorsi formativi per il lavoro deboli.
Problemi aggravati, ma non creati, dalla politica scolastica della Moratti, che di suo ha impoverito la scuola pubblica e ha cercato di imporre una riforma sbagliata e inattuabile, facendo perdere altri cinque anni al paese.

Subito discontinuità

Le prime mosse del ministro devono allora segnare una forte discontinuità con le scelte del governo precedente a partire dall'immediata sospensione del decreto sul secondo ciclo. Sarebbe inutile e dannoso far partire un modello di scuola secondaria in totale contrasto con l'innalzamento dell'obbligo a 16 anni contenuto nel programma dell'Unione. L'assetto duale (percorsi liceali statali e percorsi professionali regionali) contenuto nel decreto legislativo 226/05 è del tutto incompatibile con un modello unitario di scuola secondaria che realizzi l'effettiva pari dignità culturale dei diversi percorsi. Senza l'immediata sospensione del decreto, invece, le scuole e le famiglie, già dai primi mesi del nuovo anno scolastico, sarebbero costrette a orientare e scegliere tra i due canali previsti dalla legge 53/03.
Anche nel primo ciclo e nella scuola dell'infanzia occorre rendere immediatamente certo che già dal prossimo settembre le scuole non saranno più tenute ad applicare Indicazioni, tutor e portfolio. Già molti collegi docenti, a fronte delle forzature ministeriali (Indicazioni introdotte al di fuori della procedura legittima e invasione nelle competenze organizzative e didattiche delle scuole per tutor e portfolio), hanno utilizzato legittimamente le prerogative dell'autonomia scolastica per salvaguardare la qualità dell'offerta formativa. Ora si tratta di togliere ogni dubbio e di annunciare che il decreto sul primo ciclo sarà riscritto e, a questo fine, si procederà alla consultazione delle scuole; fermo restando il ripristino della effettiva possibilità di realizzare il tempo pieno e i modelli di qualità della scuola elementare e dell'infanzia (gruppo docente, tempi distesi, contemporaneità).
La nuova norma per il primo ciclo dovrà abolire l'anticipo a domanda delle famiglie, come previsto dal programma dell'Unione, per porre fine al processo di destrutturazione del percorso formativo della scuola dell'infanzia.
Al tempo stesso occorre evitare cadute della già scarsa offerta formativa di sevizi educativi per i bambini inferiori ai tre anni attraverso progetti di scuole ed enti locali che pongano le condizioni strutturali e professionali per l'apertura delle scuole dell'infanzia ai bambini tra i due e i tre anni (vedi esperienza emiliana delle sezioni primavera).
Rodolfo Marchisio - 23-05-2006
Fioroni: chi sarà costui?

E' stato un periodo in cui abbiamo trattenuto il fiato: prima per capire chi aveva vinto le elezioni, poi per capire chi e come avrebbe potuto governare, infine per capire chi sarebbe stato il nuovo ministro.

Fioroni! ...
Aldo Ettore Quagliozzi - 19-05-2006
Conosco una stimata signora, già insegnante nelle scuole pubbliche del bel paese, che nelle rare occasioni di confronto e di discussione politica con straordinaria convinzione e forse buona fede ha l'ardire, e con grande veemenza, di difendere il presunto primato suo di attenta, instancabile stazionatrice dinnanzi allo schermo televisivo ove, per sua ammirevole ammissione, passa in rassegna tutti i possibili programmi di intrattenimento e di discussione, programmi, ahimè, nei quali della ponderatezza e della riflessione si fa giovialmente e trionfalmente strame, sostenendo l'amica signora, convintamente, che sia preferibile quell'esercizio suo di stazionatrice instancabile all'impegno quotidiano dell'acquisto e della lettura del o dei giornali che " tanto dicono tutti le stesse cose ".
Alla ponderatezza della lettura ed allo sforzo che ne consegue l'amica " pseudo-culturalmente attrezzata " preferisce la comunicazione verbale, ove l'impegno alla riflessione è lieve e fuggevole: a questo punto il cerchio è ben chiuso. Con buona pace e soddisfazione degli spettri innumerevoli che volteggiano sul bel paese.
Gianfranco Claudione - 13-05-2006
Spett. Redazione,
desidero segnalare che sul sito www.scuolainsiemeweb.it è disponibile il testo integrale degli Atti del convegno "Convivenza democratica e rispetto delle regole", organizzato dal Liceo Classico "N. Zingarelli" di Cerignola (FG) e tenutosi nei giorni 3 marzo, 9 aprile, 16 aprile 2005.
G.C.

Vincenzo Andraous - 06-05-2006
Non c'è niente da fare, siamo italiani in ogni occasione che si presenta, anche in quella meno evidente, ma una volta individuata, non perdiamo tempo a imbracciare il lanciafiamme per bruciarci il deretano, anche quello più nobile, benché travestito ...
Indymedia - 04-05-2006
Riceviamo e diffondiamo - Red

APPELLO PER UN MOVIMENTO STUDENTESCO EUROPEO: INIZIAMO DAL SOCIAL FORUM EUROPEO DI ATENE DEL 4/7 MAGGIO

E´ sempre più evidente quanto l´attacco neoliberista agisca su scala globale, portando ad un rafforzamento a ...
Vincenzo Andraous - 28-04-2006
Ancora minori protagonisti di accadimenti delinquenziali.
Giovani, tutti dentro il recinto chiuso delle emozioni, arena eretta a olimpo ove schierare limiti e frustrazioni, mancanze e assenze irrappresentabili.
Giovanissimi con lo zainetto a spalla e le cerniere calate in basso, pronti a riempire il fondo di avventure disperanti, di sfide impari all'impazienza.
Studenti di oggi e professionisti di domani, ognuno con il proprio libro aperto sul letto, dimenticato alla pagina relegata a misera giustificazione di stanchezza.
Famiglia, scuola, oratorio, agenzie educative sconfitte dai messaggi mediatici, dalle estetiche dirompenti, dalle tasche vuote da riempire di denaro e piacevoli rese.
Diluizione energetica è termine scientifico, per addetti ai lavori, insomma, per pochi intimi, eppure dovrebbe diventare dinamica di tutti i giorni, pratica quotidiana, affinché il più difficile dei ragazzi, entri in possesso della chiave di accesso, all'agire con il proprio cuore e l'altrui misura.
Aiutare a portare fuori le parole, aiutare chi trasgredisce o infrange la norma condivisa, a dialogare con il proprio fuoco-compagno di viaggio, stavolta pancia a terra.
Aiutare il minore significa rimanere in ascolto, silenzio non verbale, per poi farne traccia di un percorso di risalita, di risposte comprensibili e sensibili, quindi non solo accudenti, ma promotrici di un'attenzione forte a responsabilizzare il nostro ruolo di genitori e conduttori.
Adaco - 20-04-2006
Linee guida per un'ALTERNATIVA laica e responsabile.


Gli insegnanti abilitati con il Concorso ordinario, facenti capo all'associazione A.d.a.c.o. (Associazione docenti abilitati con concorso ordinario), con sede legale a Roma in V. E.Giulioli ...
Sandra Coronella - 14-04-2006
Alla delusione non si può sfuggire, è ovvio, e non solo per i sondaggi e questi benedetti exit-poll (a proposito, ma è possibile che nessuno pensi niente su questo spreco di denaro fatto solo per soddisfare la curiosità del popolo televisivo di ...
Vincenzo Andraous - 08-04-2006
Tommy se n'è andato, anzi lo hanno fatto partire per un lungo viaggio, senza consentirgli uno sguardo stupito, senza alcun rispetto per ogni innocenza.
E' stato scagliato lontano, come una freccia privata di un ritorno, di un futuro doveroso.
Ci sono spazi e tempi e modi per definire un delitto del genere, un'infamia senza eguali, persino per il più incallito dei delinquenti, è inconcepibile togliere la vita a un bambino.
Non c'è uomo in possesso di un rimasuglio di dignità che possa anche lontanamente accettare questa tragedia.
Sull'onda rabbiosa che monta, dove l'ira penetra sottopelle e scarnifica la ragione, è con la pena di morte, con l'ergastolo a tutto tondo, che si tenta di lenire un dolore lancinante, una perdita irreparabile, un accadimento che non consente tregua al cuore.
Netto è il rifiuto e aberrante la vicinanza, non c'è il minimo dubbio al colpo a ritornare, quando si pensa a qualcuno che tocca malamente un bambino, che offende la sua innocenza, che gli fa del male fino a spegnerne il sorriso. è la vendetta che cammina veloce sulla spina dorsale, spinge in basso, come a volerci obbligare a colpire senza pietà.

Aldo Ettore Quagliozzi - 07-04-2006
Prima istantanea

" ( ... ) Quella di Berlusconi è una storia di gabole inventate per imbrogliare la gente, per ingannare il fisco, di soldi che sembrano arrivare miracolosi ma che hanno chiaro lo stampo della loro origine: mafia. Tutto in quella ...
Aldo Ettore Quagliozzi - 05-04-2006
Confesso: sono molto compiaciuto con me stesso di non essermi ritrovato tra quei 12 milioni di telespettatori intenti a strafogarsi del tanto atteso dibattito-scontro elettorale.
Ed a pensarci bene sono stati in tanti ad evitare a sé stessi il rinnovarsi di un rito stantio e divenuto quasi inutile ai fini del risultato elettorale del 9 e 10 di aprile; gli illusionismi non servono più di tanto se ci si lascia guidare dalla constatazione del reale. A conti ben fatti sono stati ben 4 milioni i telespettatori che hanno deciso di non sorbirsi l'immancabile gioco di prestigio dell'Houdini di Arcore.
Il quale non ha mancato di escogitare un trucco ulteriore da quel bravo illusionista che si è rivelato nel quinquennio del suo (mal)governo; ora, come per la benevolenza di un signorotto di altri tempi, saremo sgravati della tassa sulla prima casa, la cosiddetta ICI.
Bella trovata, non c'è che dire! Anche perché il signorotto di Arcore si sgraverà dell'imposta sulla sua disadorna e "mutuata" - poiché acquisita con un mutuo ipotecario - bicocca adibita a prima abitazione; con una fava due piccioni, abbindolare ancora una volta di più i gonzi di turno, e ricavarsi il vantaggio di sicura consistenza patrimoniale.
Che dire? E' un prestigiatore impareggiabile, al cui confronto quell'Houdini Harry di passata memoria non regge il confronto. Ora che il miserello piatto di lenticchie è stato offerto al popolo bue in cambio di un insperato - o disperato - nuovo plebiscito elettorale, ci si deve pur chiedere: ma basta il piatto di lenticchie offerto inopinatamente dall'egoarca di Arcore?
Non ci sarebbe invece da non smuoversi di un solo millimetro dalla condanna delle "malefatte" dell'egoarca di Arcore per quanto attiene allo svilimento delle istituzioni, all'imbarbarimento della vita politica del bel paese - imbarbarimento consacrato nella più incivile campagna elettorale che possa affiorare alla mia memoria -, dallo svuotamento delle certezze e dei ruoli che uno stato democratico e di diritto dovrebbe garantire a tutti i suoi cittadini?
Gabriella Del Duca - 05-04-2006
L'ultimo anno di insegnamento, in terza media, per integrare le lezioni di geografia invitai a scuola un signore che frequentavo da tempo e che aveva creato in un villaggio del Kenia una scuola, un centro professionale, un ambulatorio e ora stava costruendo una chiesa. Poiché viveva in Africa la maggior parte dell'anno e questo da più di trent'anni, ero convinta che la sua esperienza, tutta ispirata all'accoglienza, i vissuti, le informazioni di prima mano, potessero dare ai ragazzi un contributo nuovo, stimolante e originale.
Non avevo dubbi che lo scenario tratteggiato dal mio ospite fosse tutto a favore degli abitanti di quel paese, su questo era come se tra me e lui, pur così diversi, ci fosse una perfetta consonanza.
Francesco Di Lorenzo - 04-04-2006
1. Il dibattito che pure si è alimento negli ultimi anni su chi dovesse essere il dirigente scolastico ha visto impegnati due fronti contrapposti. In pratica, gli apocalittici e gli integrati, nelle cui posizioni - a volte più complesse ed articolate - si potevano intravedere i termini di chi difendeva situazioni superate, dove il capo di istituto era visto come l'intellettuale chiuso tra le pareti della libreria aristocratica e critico verso tutto ciò che avveniva fuori, e chi invece sosteneva la vulgata del manager sempre in movimento, tutto preso dal fare.
Drucker nel suo "La società post-capitalistica" a proposito di una auspicata riconciliazione tra la cultura dei manager e quella degli intellettuali, facendone, anzi, una condizione per la riuscita del programma globale di società della conoscenza, dice: " I loro punti di vista sono contrapposti, ma sono contrapposti come due poli complementari, non contraddittori. Ciascuno ha bisogno dell'altro ...l'intellettuale, se non è completato dal manager, crea un mondo dove ognuno fa ciò che vuole ma dove nessuno fa nulla". D'altra parte, chi si concentra solo sul fare può perdere la capacità di capire la direzione in cui sta andando, cosa gli sta accadendo vicino, a fianco, nella società, risultando alla fine manchevole sotto molti punti di vista. E per quanto riguarda il particolare mondo della scuola, ciò risulterebbe essere ancora più grave.


2. La dirigenza scolastica vive un momento intenso e nuovo attraverso l'assunzione di diverse forme di responsabilità ormai reali, e con un quadro di riferimento sia normativo che culturale in parte stabilito anche se ancora in evoluzione.
Nella situazione attuale il dirigente scolastico è il responsabile di un organo dell'amministrazione pubblica. Come per tutti i dirigenti statali, attraverso un decreto legislativo del 1993 egli è " responsabile dell'attività svolta dal suo ufficio in merito ai risultati, della realizzazione dei programmi e dei progetti affidati, in relazione agli obiettivi, dei rendimenti e dei risultati della gestione finanziaria, tecnica e amministrativa". Poi, in linea con tutta una serie di funzioni e di competenze che si andavano spostando dal centro alla periferia, anche per i dirigenti scolastici è stato introdotto il concetto di valutazione, questo per recuperare la produttività in declino dei servizi pubblici e per valutare la corretta gestione delle risorse pubbliche.
Per la parte ormai acquisita delle norme che regolano l'andamento della nuova dirigenza, forse giustamente, valutando da dove si partiva, una vera e propria forma di metabolizzazione delle novità ancora non c'è stata.
Ma da dove si partiva? Qual è il retroterra, la storia che sta alle spalle del dirigente scolastico di oggi?
Aldo Ettore Quagliozzi - 03-04-2006
C'erano una volta, in un paese lontano lontano, degli uomini cattivi cattivi che pur di fare tanti soldini soldini riuscivano, senza rimpianti e problemi, a portar via dalla sua casa piccola e lustra un bambino proprio bambino e poi... riuscivano poi a scioglierlo nell'acido sino a farlo scomparire del tutto, del tutto.
In quel paese lontano lontano, dove abitava un cavaliere cavaliere con una grande grande villa che però non si interessava, lui ricco e potente e che poteva tutto, affatto di quei bambini bambini disciolti nell'acido, accadeva pure che con i corpi delle persone ci si potesse fare del sapone sapone per lavarsi meglio.
E una volta disciolti i bambini bambini nell'acido e fatte bollire le persone nel pentolone per farci il sapone sapone per levare via tutte le sozzure, in quel paese lontano e spensieratamente giulivo si tornava beati e ben puliti agli affari propri quotidiani, senza sentire nell'aria le lamentevoli voci di quelle sventurate creature.
Un gruppo di intellettuali milanesi - 31-03-2006
APPELLO

Alcuni giorni fa l'amministrazione di destra del Comune di Milano ha fatto rimuovere la lapide commemorativa che in piazza Fontana ricorda Giuseppe Pinelli ucciso innocente nei locali della questura di Milano.

La morte di Giuseppe Pinelli, avvenuta il 15 dicembre 1969, tre giorni dopo la bomba neofascista del 12 dicembre alla Banca dell'Agricoltura (diciassette morti e cento feriti), è alla radice della presa di coscienza di molti fra noi che la strage era di Stato, secondo la diagnosi di un libro anticipatore. Quella morte accidentale, come la chiamò una coraggiosa commedia di Dario Fo e Franca Rame, ha aperto a tutti noi una finestra sulla strage, per citare il titolo dell'altrettanto coraggioso libro-inchiesta di Camilla Cederna. È vero che nel 1975 il giudice istruttore Gerardo DAmbrosio, oggi candidato nelle liste del centro-sinistra, chiuse per sempre quella finestra dal punto di vista giudiziario, archiviando come malore la morte in questura di un uomo, che, in stato di fermo illegale dopo settantasette ore di vessazioni e pressioni, era (o era stato) precipitato dalla finestra-balcone di un ufficio affollato di poliziotti; ma la finestra sulla strage spalancata da quella morte accidentale non si è mai chiusa nelle coscienze democratiche. La lapide di piazza Fontana, posta nel 1977 [1] con la firma gli studenti e i democratici milanesi, rappresenta questa consapevolezza da trent'anni, stando sotto gli occhi di tutti e denunciando gli infiniti casi analoghi di giustizia non fatta, di continuità fra lo stato fascista e quello repubblicano, di non attuazione della Costituzione.

Come era prevedibile, nel pieno di una campagna elettorale della destra aggressiva e minacciosa, dopo che a Milano si sono svolte impunemente prima una manifestazione neonazifascista e poi una dominata dai neofascisti, purtroppo con la partecipazione anche di rappresentanti del centrosinistra, ora l'amministrazione del Comune di Milano, dalla decisiva componente neofascista, prosegue nell'insulto alla memoria storica democratica, cercando di cancellarne un elemento essenziale e forse di provocare reazioni che giustifichino risposte repressive. La destra ha paura di perdere le elezioni, e a Milano in particolare teme ciò che ricorda i suoi legami con la strage di Stato; ma conta anche sul fatto che il centrosinistra sta sempre più abdicando alla memoria storica di opposizione.

Chi come noi sente tutt'altro che sorpassato, e anzi oggi ancora più urgente, l'impegno intellettuale del pensiero critico come scelta etica e politica, avverte il dovere di ribadire ad alta voce non la verità giudiziaria, che ci è stata negata per sempre, ma quella morale e storica sulla morte di Giuseppe Pinelli ucciso innocente nei locali della questura di Milano. Questa verità (Pasolini scriveva io so chi sono i colpevoli) è parte integrante della verità sulla strage di Stato, punto di passaggio ineludibile e rivelatore della nostra storia recente.

Tutto il centrosinistra, che chiede il nostro voto per porre fine al governo Berlusconi, deve dimostrare anche in questa occasione di meritare tale voto, attraverso un comportamento coerente con la Costituzione, che ha nella memoria storica antifascista il proprio fondamento.
Maria Teresa De Nardis - 28-03-2006
A seguito dell'articolo Insegnanti, cronache da 5 anni di umiliazioni.

Maria Teresa De Nardis è una docente fuori ruolo utilizzata in biblioteca. Fino a 7 anni fa era un'apprezzata docente di Scienze naturali nelle Scuole superiori; poi le ...
Vincenzo Andraous - 24-03-2006
E' quasi ora di tornare a votare, sta arrivando il momento per usare lo strumento di riordino più democratico.
A destra o a sinistra, Berlusconi o Prodi, l'operazione appare assai meno difficoltosa di quanto pensiamo, in questo momento il Premier è ...
Carlo Madaro - 24-03-2006
LA REGIONE PUGLIA FA SUA LA PROPOSTA DI LEGGE SUL MOBBING LANCIATA IL 6 FEBBRAIO DALL'ASSESSORE CARLO MADARO

Anche la Regione Puglia avrà una sua legge sul mobbing e sullo stress psicosociale sul luogo di lavoro, come di seguito allegata.
E' quanto proposto oggi in Consiglio Regionale dai consiglieri Borracino, Lomelo, Sannicandro, Giampaolo e Potì, che ha visto come primo firmatario e proponente il consigliere di IDV Vito Bonasora.
La proposta di legge ha accolto le istanze sull'argomento da parte dell'Assessore al Mediterraneo della Provincia di Lecce, con delega allo Sportello dei Diritti Carlo Madaro e fa seguito alla sentenza della Corte Costituzionale 27 gennaio 2006, n. 22 che di fatto lasciava ampio spazio alla legislazione regionale in un tema delicatissimo caratterizzato da un profondo vuoto normativo statale.
Questa ulteriore iniziativa dello "Sportello dei Diritti" conferma la costante attenzione dell'Ente Provincia di Lecce verso tutte le categorie dei cittadini salentini, non ultima quella dei lavoratori.
Ricordiamo inoltre che presso lo Sportello è già attivo da oltre un anno un centro d'ascolto "Stop mobbing" che ha accolto lavoratori bisognosi di tutela.

Lecce, 22 marzo 2006
L'Assessore al "Mediterraneo"
con delega allo "Sportello dei Diritti"
Carlo Madaro
Movimento per la società di giustizia e per la speranza - 23-03-2006
Movimento per la Società di Giustizia e per la Speranza


Al Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu

al Comandante dell'Arma dei carabinieri Gen. Luciano Gottardo

al Comandante della Polizia Giovanni De Gennaro


Il recente fatto ...
Derechos Humanos - 22-03-2006
Dal sito Derechos humanos riceviamo una dichiarazione contro le carceri americane, la tortura e la doppia morale che impera in materia. La dichiarazione è stata promossa da un gruppo di famosi intellettuali su scala mondiale, tra questi vari Premi ...
Comitato per la Scuola della Repubblica - 21-03-2006
In questi anni il mondo della scuola non si è limitato a contestare le leggi Moratti, ma ha formulato proposte concrete; riteniamo pertanto che alla vigilia delle elezioni sia opportuno avviare un confronto sulle scelte politiche che tutti insieme dobbiamo realizzare; proponiamo in particolare

1) abrogazione immediata delle leggi Moratti;
2) ripristino immediato a partire dal 1 settembre 2006 dell'obbligo scolastico fino a 16 anni e graduale elevazione fino a 18 anni;
3) generalizzazione della scuola dell'infanzia statale e gratuita per tutti;
4) ripristino del tempo pieno e del tempo prolungato nella scuola dell'obbligo;
5) riforma dell'istruzione secondaria, abolendo il sistema duale proposto dalla Moratti ed assegnando un ruolo post-scolastico alla formazione professionale;
6) ripristino del ruolo istituzionale della scuola statale con adeguate risorse finanziarie e divieto di finanziamenti pubblici, sotto qualsiasi forma, alle scuole private;
7) realizzazione di una effettiva democrazia scolastica con conseguente rafforzamento del ruolo decisionale degli organi collegiali ed attribuzione al dirigente scolastico di compiti di coordinamento e di promozione;
8) eliminazione delle forme di precariato strutturale e garanzia della libertà di insegnamento, abolendo ogni forma di gerarchizzazione nella scuola;
9) garanzia del pluralismo culturale e della laicità della scuola con conseguente valorizzazione, a tutti livelli, degli organi di autogoverno e di una effettiva autonomia dagli esecutivi.

Su questi temi i comitati, nati nelle lotte contro le leggi Moratti, hanno formulato proposte concrete anche sotto forma di proposte di legge; allo scopo di avviare in modo trasparente e pubblico un percorso di collaborazione tra il mondo della scuola ed i rappresentanti nelle istituzioni, invitiamo i candidati e le forze politiche dell'UNIONE ad un confronto pubblico.
Aldo Ettore Quagliozzi - 17-03-2006
Mi sono ritrovato anch'io nell'un per cento di quegli italiani che hanno fatto la fila dinnanzi agli uffici postali per inoltrare una richiesta di lavoro domestico per persona proveniente dall'estero. Cinque ore di lunga attesa, all'aperto ed in piedi, e con una temperatura in verità non ancora primaverile: ma mi ritengo un fortunato, poiché alle ore 14.59 la mia busta è stata accettata. E' iniziata così la lotteria e l'attesa anche per la mia famiglia.
Ma di grazia, non dovevano essere i datori di lavoro a presentare le istanze essendo le stesse riguardanti persone, ridico persone, residenti all'estero, ridico all'estero? Com'è possibile allora che il novantanove per cento nelle file sia stato di persone clandestine, di fantasmi per la nostra pubblica amministarzione? E' così che si gestiscono le problematiche sociali al tempo dell'egoarca di Arcore?
E' stato un esempio, se ce ne fosse stato bisogno, molto amaro, di come nel bel paese le leggi, anche quelle più decisioniste e toste votate con grande enfasi e rullar di tamburi ai soli fini elettorali dal governo dell'egoarca non abbiano nei fatti se non una scarsissima applicazione. Del resto il tutto a conferma che le regole, le leggi e quant'altro sono, nell'era dell'egoarca di Arcore, considerate solo ammennicoli, lacci e laccioli di cui disfarsi alla prima occasione. Nell'occasione, umanamente, ne sono peraltro molto compiaciuto.
Della giornata in questione mi rimane una straordinaria esperienza umana. Aver potuto osservare, percepire e direi quasi annusare l'evidente disagio e la paura non celata della propria condizione - per un'eventuale quanto improbabile ed indesiderata azione di controllo delle forze dell'ordine rappresentate da un solo carabiniere - di quelle persone, la loro compostezza, lo spirito di iniziativa che ha consentito loro, me presente a testimoniarlo, di gestire al meglio l'intricata situazione avendo le autorità, tutte le autorità, lasciato libero campo all'esterno dell'edificio postale.
Ebbene, quelle meravigliose persone, consegnando ai sopravvenienti un " bigliettino della fortuna " numerato a penna, con lo stesso hanno poi regolamentato l'accesso all'interno del pubblico ufficio postale, con un'accettazione di quella semplice regola che ha avuto dello straordinario.
Una bella lezione di organizzazione, di compostezza e di civiltà! Ecco, dalle badanti, dalle colf, dai lavoratori dei campi provenienti da tanti paesi di questo disastrato globo terracqueo, sarà forse da essi che impareremo a come comportaci, noi datori di lavoro e di benessere della progredita e cristianissima civiltà dell'Occidente, forse, ma dico molto timidamente forse, un po' più civilmente ed umanamente?
Soprattutto, e ridico forse, impareremo che anche dai migranti dell'oggi, pur nella umiltà delle loro esperienze e mansioni, ci si possa arricchire di piena umanità?
Per ultimo, una domanda ingenua: sanate le situazioni precarie ed illegali per i 170.000 baciati dalla fortuna, il rimanente enorme esercito dei migranti venuto all'improvviso allo scoperto, come per incanto, che fine farà? Sprofonderà di nuovo nelle tenebre?
E' la politica del sociale nell'era dell'egoarca di Arcore. Torneranno ad essere, all'incirca, 350.000 fantasmi che si aggireranno per le solatie ed ubertose contrade del bel paese? Torneranno ad essere 350.000 persone, o forse più, senza dimore, senza diritti, esposte a tutte le tentazioni ed i rischi di una civiltà con uno sbiaditissimo e scadentissimo volto umano?
Cittadinanza attiva - 15-03-2006
Manifesto della cittadinanza attiva

Siamo cittadini che amano il loro paese. Vogliamo spenderci perché tutti, e soprattutto i giovani, guardino al futuro come allo spazio per un nuovo sviluppo umano, liberato dalle difficoltà evitabili della vita quotidiana e dalla sofferenza inutile.
La decadenza dell'economia nazionale, il dilagare di corruzione e illegalità, la crisi dei principali servizi di pubblica utilità, la precarietà dei rapporti di lavoro esigerebbero una classe dirigente competente e generosa, capace di stringere una forte alleanza con i cittadini. Al suo posto c'è oggi una partitocrazia invasiva, che tende a occupare tutti gli spazi della vita pubblica, ma è per lo più incapace di fare fronte ai gravi problemi del paese; che utilizza i beni comuni per i propri fini particolari; che, al di là del rispetto delle religioni, mina la laicità dello Stato; che si oppone ad una presenza paritaria delle donne nelle istituzioni rappresentative e in tutti gli ambiti della vita associata; che altera le regole della vita democratica, dall'assalto alla Costituzione ad una legge elettorale contraria alle indicazioni dei referendum popolari.
Ripiegata su se stessa, questa classe dirigente rifugge la società civile e, così facendo, ostacola il pieno sviluppo di due risorse fondamentali per la ripresa del paese: la libertà dei cittadini di muoversi, di scegliere servizi e prodotti in un mercato libero da privilegi e da rendite, di essere imprenditori; il loro senso di responsabilità, che li porta ad agire in prima persona per curare i beni comuni e difendere i diritti.

Da almeno un quarto di secolo, i cittadini hanno imparato a:

• tutelare i diritti - dei malati, dei consumatori, degli utenti e dei risparmiatori - attraverso reti capillari di centri di ascolto, consulenza e assistenza integrati;
• raccogliere e rendere pubblici i disagi e le sofferenze inutili subiti a causa del cattivo funzionamento di sanità, giustizia, istruzione, trasporti;
• verificare e controllare strutture, programmi e lavori, per individuare violazioni, orientare priorità, prevenire sprechi e salvaguardare l'ambiente;
• valutare qualità e sicurezza dei servizi fondamentali;
• creare nuovi servizi a sostegno dei soggetti deboli;
• promuovere la conciliazione dei conflitti e l'informazione capillare alla popolazione.

È dunque indispensabile un sostanziale trasferimento di poteri e di risorse per ridurre gli spazi occupati impropriamente dalla rappresentanza politica, che deve tornare a svolgere al meglio e senza dispersioni le funzioni proprie e sostenere la ripresa del paese con la piena utilizzazione del capitale sociale accumulato in questi anni. Noi vogliamo impegnarci perché questo patrimonio non sia marginalizzato, ma sia investito per la realizzazione di un'azione costituente, di quattro riforme, di cinque grandi infrastrutture.
Federico Repetto - 14-03-2006
SÌ A UNA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE SULLE OPERE PUBBLICHE

La diffusione in tutto il paese di movimenti no-qualcosa (no-tav, no-mose, no-ponte, ecc.) è solo l'ultimo sintomo - però molto grave - della crisi della democrazia parlamentare in Italia. Non è consolante sapere che questa crisi coinvolge gran parte del mondo occidentale. La politica tradizionale dei partiti, nonostante la corruzione, l'inefficienza e l'ipocrisia, in qualche misura è riuscita a rappresentare per una lunga fase storica la volontà degli elettori. Oggi cresce la sensazione (o la consapevolezza...) di non essere rappresentati, e con essa l'astensione.
La collusione tra il personale politico nel suo insieme e il mondo dei manager, dei consulenti, dei professionisti, ecc. è giunta ad un livello insopportabile per i lavoratori ed i cittadini più deboli. La corsa bipartisan all'elettorato di centro nasconde un atteggiamento che considera normale e magari utile l'esclusione dall'area elettorale di quelle fasce di elettori che sono portatori di richieste contrarie agli interessi del personale politico e dei privilegi dei grandi gruppi imprenditoriali.
Questo è chiaro nelle parole di Lunardi quando dice che la Val Susa - dove ci sono già stati molti voti Notav alle provinciali, più gli astenuti - è solo un problema di ordine pubblico. Ma ce ne sono molti indizi anche nel centro sinistra: lo smaccato centrismo di Rutelli e D'Alema, la corsa a recuperare l'Udeur e i socialisti-radicali e la fretta con cui lo stesso Prodi dopo le elezioni regionali revocò le primarie nazionali. E le primarie in Puglia e in Sicilia sono avvenute nonostante i partiti e non grazie ad essi. Ciliegia sulla torta: "Il tav si farà perché lo decido io"...
Pierangelo Indolfi - 13-03-2006
Un'intervista è un po' come un'interrogazione.

Un'occasione per metterti in buona luce se oggi ti senti preparato e allora vai, con le mani alzate, ad "offrirti volontario", sentendoti anche l'eroe buono che salva "compagni" (oops) di "classe" (oops) che il pomeriggio prima avevano ben altro da fare.

Un incubo se invece non hai potuto studiare, magari non sai neanche il titolo degli argomenti, e allora sudori freddi e formicolìi nello stomaco, finché non viene chiamato Berardi che ti precede o Bini che ti segue nell'elenco alfabetico, e tiri un sospiro di sollievo: anche stavolta ce la siamo scampata.

Ma quando tocca tocca.
Vladimir Luxuria - 10-03-2006
Riceviamo e diffondiamo - Red

"Frocio", dal latino flaccus, ovvero "molle", e di "mollezza" erano accusati gli omosessuali. Essere duri è maschio per chi è convinto che la virilità sia il miglior modo per dimostrare di essere uomini. L'uomo non ...
Vincenzo Andraous - 09-03-2006

Rileggendo il libro di uno dei miei autori preferiti, tra le sue parole tutte a dritta, ho avvistato una poesia a me dedicata.
Ho ripercorso quel sentiero con gli occhi del poeta, ne ho urtato le insidie, ne ho carpito i segreti, snervati dalla ...
Redazione - 08-03-2006
Riceviamo e volentieri (si fa per dire) pubblichiamo, ringraziando Pieragelo per la segnalazione - Red

Dall'Unità del 6 marzo

.......In occasione della Giornata internazionale delle donne mentre ricordiamo le operaie tessili che a New York City hanno perso la vita a causa di un incendio in una fabbrica che sfruttava le lavoratrici - impossibilitate a mettersi in salvo perché le porte erano chiuse - è importante ricordare quali sono le condizioni di lavoro che moltissime donne e uomini debbono sopportare per guadagnarsi da vivere portando a casa un salario che non è sufficiente ad affrancarli dalla povertà.
Nel nostro mondo globalizzato è sempre maggiore il numero delle donne che entrano nel mondo del lavoro. Tuttavia, invece di trarre vantaggio dalle nuove opportunità offerte dalla globalizzazione, le donne possono contare su lavori regolari in misura minore degli uomini e spesso lavorano nel sommerso con salari ridotti e senza alcuna tutela previdenziale........

Noeleen Heyzer
Comitato Per la scuola della Repubblica - 08-03-2006
Considerazioni preliminari per una politica scolastica
condivisa e partecipata nella prossima legislatura


1. LA PRIORITA' ASSOLUTA: SCONFIGGERE BERLUSCONI E RIPRISTINARE LA DEMOCRAZIA NEL PAESE

Ogni ipotesi di politica scolastica conforme ai principi costituzionali presuppone la cacciata del governo Berlusconi e del berlusconismo; l'esperienza di questi anni ci ha concretamente dimostrato che non solo la Casa delle Libertà è pericolosa per la sopravvivenza della democrazia del nostro Paese, ma che tutte le forme di protesta che si sono sviluppate nel Paese non hanno impedito alle destre di portare avanti il loro disegno eversivo; cacciare Berlusconi ed i suoi alleati è quindi oggi una priorità assoluta che impone a tutti i democratici il massimo impegno unitario a sostegno dell'UNIONE.
Il documento programmatico dell'UNIONE elaborato in modo verticistico è per molti aspetti, anche per le politiche formative, vago e deludente; non riflette le esigenze che i movimenti di lotta in questi anni hanno espresso e rappresenta mediazioni verticistiche e scelte non sempre accettabili ed in taluni aspetti molto ambigue; tali considerazioni non possono però in modo assoluto giustificare posizioni astensioniste.
In occasione delle prossime elezioni sarà pertanto necessario votare e far votare per l'UNIONE; ma tale impegno non può significare condivisione delle scente contenute nel programma e, tanto meno, delega ai vertici dei partiti.
Il mondo della scuola deve pertanto riproporsi come forza protagonista di un processo riformatore che deve partire dalle scuole ed elaborare proprie proposte per una politica scolastica condivisa.
Sarà pertanto necessario un approfondimento ed una chiarificazione soprattutto sull'idea di scuola che si vuole realizzare; oggi difatti possiamo tutti quanti convenire che non vogliamo la scuola della Moratti e che quindi vogliamo una politica alternativa a quella della Moratti; il NO alla Moratti è senza dubbio necessario, ma non sufficiente.....
Alunni della Scuola Primaria di Usini - 07-03-2006
Alla Cortese Attenzione
del Consiglio Comunale dei ragazzi di Usini

Come sapete, dei malviventi hanno incendiato la biblioteca della scuola primaria.
I nostri lavori, i libri, le cassette, i cd sono neri e bruciati, gli scaffali nuovissimi non ...
Gennaro Capodanno - 06-03-2006
...Si tratta ... di innovazioni per un verso di tipo organizzativo e per un altro di natura metodologico-didattica, che le scuole possono realizzare secondo modalità definite nel quadro di regole certe ed in coerenza con il principio dell'autonomia. In sostanza, il decreto 775 non solo impone il rispetto della distribuzione territoriale dell'offerta formativa, ma definisce in ambiti precisi le innovazioni da introdurre. Le scuole possono aderire al progetto anche deliberando di introdurre solo parzialmente le innovazioni ordinamentali previste dal decreto legislativo 226/2005 e comunque nel rispetto delle tabelle di confluenza e corrispondenza previste dal D.M. 28 dicembre 2005...
Bartolo Danzi - 04-03-2006
La c.d. libertà d'insegnamento costituisce un valore fondamentale del nostro ordinamento, tutelato a livello costituzionale (art. 33, comma 1, Cost.), nonchè a livello di legge ordinaria(art. 1 D.lgs 297/94) e di norme pattizie (art. 26 comma II, CCNL scuola 2003). Al riconoscimento di tale libertà corrisponde l'attribuzione di un diritto soggettivo al singolo docente, il quale, in piena autonomia e senza condizionamenti, proprio perchè libero, deve poter decidere - entro i limiti fissati dalla legge- sia le modalità tecnico didattiche del proprio insegnamento, sia i valori formativi che intende trasmettere ai propri allievi.
La problematica che si vuole affrontare è se la violazione datoriale di tale diritto del lavoratore docente può costituire una condotta antisindacale tutelabile con il rimedio di repressione dell'antisindacalità ex art. 28 L.300/70.

Gabriella Del Duca - 27-02-2006
Lo scrittore irlandese Frank Mac Court nel libro "Che paese, l'America!" racconta del periodo in cui ha fatto l'insegnante in una scuola superiore del Middle West, una scuola pubblica, cioè senza pretese, in senso letterale, da parte di operatori ed utenti, popolata da una variegata umanità adolescente. Reso inetto dagli scrupoli, il giovane insegnante assecondava la parte regressiva dei ragazzi, quella che resiste all'impegno della crescita. Un gorgo da cui ogni mattina risaliva senza merito, all'ingresso nell'aula. Due minuti a galleggiare in superficie, guidato da un fiotto di fiducia nella benigna disposizione delle facce, della luce sui banchi di fòrmica, del saluto polifonico e poi subito giù in un precipitato di piccoli comportamenti oppositivi, quasi banali, giù nel vortice dell'impotenza, condannato dall'inferiorità del suo peso specifico.
A un certo punto, messa da parte ogni velleità di mimare qualcosa che potesse far pensare a lui come insegnante e ai ragazzi come allievi, propone di mettere un po' d'ordine nei locali. Un'attività fisica, di braccia e di gambe, di schiene curvate o distese per raggiungere i ripiani alti delle scansie, prendere i faldoni, dare una passata con uno straccio inumidito, sciacquarlo nel lavabo dei bagni. Aprire vecchi armadi di metallo, svuotarli, pulirli e inventariare le carte. Ordinare l'archivio della scuola.
L'archivio della scuola è fatto in gran parte dai compiti dei ragazzi, di tutti i ragazzi passati in quella scuola negli anni, cioè dai padri, zii, nonni, cognati, fratelli e sorelle maggiori di quelli che ora prendono in mano quei fogli. Siamo in una piccola città dell'America profonda, quasi un villaggio. La lettura di quei fogli attrae come la vita, "Ehi, questo è un tema di mio zio Sam!", la vita al suo meglio di padri, zii, nonni e fratelli maggiori, quando stavano nella stessa aula. I ragazzi leggono i loro pensieri e tutto quello che per loro, in quei momenti, si faceva anima, anima di vita quando, come loro adesso, giravano gli occhi nell'azzurro che feriva il muro dell'aula dalla finestra. I ragazzi leggono con le lacrime le parole fresche di padri ingrugnati, di madri avvilite, di vecchi impietriti nel controluce del tinello. Inizia il miracolo della crescita.
Gennaro Capodanno - 27-02-2006
Negli ultimi tempi, l'ultimo giorno del periodo di Carnevale, che quest'anno cade martedì 28 febbraio prossimo, per molti allievi della scuola pubblica napoletana diventa l'occasione per fruire di un altro giorno di ferie, visto che in molti plessi ...
Gianni Gandola - 24-02-2006
Dopo una serie di riunioni di gruppi di lavoro tematici e gli incontri con l'assessore regionale Ds dell'Emilia Romagna Mariangela Bastico e con Fiorella Farinelli, responsabile nazionale scuola della Margherita, la commissione scuola dell'Ulivo milanese ha reso pubblico un documento finale di sintesi, il "Manifesto per l'Ulivo scuola", contenente non solo un'analisi della situazione della scuola italiana ma anche e soprattutto idee e proposte per un programma di governo dell'Unione.
Il documento, che qui riassumiamo nelle linee essenziali, parte dalla constatazione che oggi le scuole sono attraversate da un diffuso e drammatico disorientamento, dovuto al fatto che negli ultimi anni la pretesa di cancellare ogni traccia della legislazione precedente (il famoso "punto e a capo" del programma della Casa delle Libertà) ha prodotto soltanto proclami ideologici, tagli di spesa e inestricabili contraddizioni.

Nella scuola primaria, la riforma, invece di migliorare quello che per riconoscimento unanime rappresentava il migliore segmento formativo del sistema di istruzione, ha provocato un netto peggioramento del servizio. Le formule astruse imposte dalla nuova pedagogia di stato, le Indicazioni "provvisorie", e la diminuzione delle risorse per il tempo pieno hanno provocato grande sconcerto e ritorno alla pura "routine". La riforma del secondo ciclo con l'introduzione del secondo canale, è sfociata in una disastrosa licealizzazione generale che ghettizza ancora di più l'istruzione e la formazione professionale e fatalmente produrrà un aumento dei livelli di insuccesso e di selezione sociale.

Occorre allora partire dai soggetti e realizzare l'autonomia. Da anni tutti parlano di centralità della formazione, ma è venuto il momento di dire che per realizzarla occorre che la battaglia per la sua valorizzazione venga assunta esplicitamente come priorità programmatica dell'azione di governo. Se il sistema di istruzione e formazione pubblico è veramente una priorità per l'Ulivo, allora è fondamentale assumere i docenti, i dirigenti e il personale tecnico-amministrativo come interlocutori essenziali non solo sul versante sindacale della contrattazione delle condizioni di lavoro, ma anche su quello della discussione e delle definizione delle politiche educative. E' vitale perciò il riconoscimento all'interno delle sedi della decisione politica di un ruolo nuovo e forte dell'esperienza, dell'intelligenza e della competenza degli operatori. Per troppo tempo si è dovuto sopportare il dilettantismo di un personale politico senza alcun riferimento con la realtà quotidiana delle scuole, ed è necessaria una svolta anche nella scelta degli uomini, in base a criteri di competenza e non a logiche di schieramento.

Questo significa prima di tutto confermare la scelta di assumere l'autonomia delle istituzioni scolastiche, che rappresenta sicuramente l'eredità più preziosa della stagione riformatrice del primo governo di centro-sinistra, come chiave di volta del sistema. Le scuole vanno responsabilizzate in ordine alla definizione dei percorsi che conducono al conseguimento degli standard e nello stesso tempo devono essere messe nelle condizioni di farlo, dando finalmente attuazione a quanto previsto dal DPR 275 Regolamento dell'Autonomia scolastica.

Vanno definite le condizioni per la realizzazione dell'autonomia organizzativa, di ricerca e sviluppo, fondata sul riconoscimento del diritto di ciascuna scuola di sperimentare modelli organizzativi e funzioni diversificate che permettano un'articolazione dei profili professionali, nel rispetto degli standard nazionali e di un budget dato di risorse. La dotazione organica, stabilizzata su base pluriennale, non deve quindi più essere basata sul numero delle classi e sull'orario di cattedra, ma deve essere riferita alle scelte contenute nel Piano dell'Offerta Formativa. L'autonomia necessita di professionisti della formazione autorevoli, colti e socialmente riconosciuti. Per raggiungere tale obiettivo è assolutamente prioritario ridefinire le modalità del reclutamento di dirigenti, personale tecnico e amministrativo, docenti e lo stato giuridico di questi ultimi.
Occorre infine che siano garantite alla scuola le condizioni minime materiali per il funzionamento ordinario, a partire dalle "grandi opere" necessarie per garantire sicurezza, benessere, spazi e strumenti adeguati per realizzare una scuola di qualità.
Gennaro Capodanno - 21-02-2006
LETTERA APERTA

Legge 104/92: a Napoli invalidi che assistono altri invalidi

No, non si tratta della solita catena di Sant'Antonio, bensì dell'ennesima impareggiabile inventiva dei napoletani che pur di utilizzare i benefici della legge 104/92 ...
Vincenzo Andraous - 17-02-2006
E' uno di quei giorni in cui la storia personale di ognuno pesa inequivocabilmente sulle responsabilità individuali di ciascuno.
Uno di quei giorni in cui il dolore è così feroce da annebbiare le menti più preparate ai tanti accidenti: in cui ...
Redazione - 13-02-2006
Segnaliamo per conoscenza dalla Fabbrica del Programma:




Dal Programma dell'Unione 2006-2011
Per la scuola della repubblica - Comitato di Firenze - 11-02-2006
Osservare la Costituzione

L'art. 33 della Costituzione al comma 3 stabilsce: " Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato".
La Costituzione quindi vieta qualsiasi forma di ...
Gianni Gandola, Federico Niccoli - 07-02-2006
Ci è capitato in passato di parlare su scuolaoggi.org di "sconfinamenti sindacali" nel campo dell'autonomia. Ne abbiamo, purtroppo, un altro eloquente esempio nella nota che la Flc Cgil di Milano ha inviato alle RSU (e "per conoscenza" ai dirigenti ...
Sandra Coronella - 07-02-2006
Ho letto in rete la lettera di Patrizia Tanda, che diverse persone fanno circolare, evidentemente condividendola. E' una cosa che mi stupisce e che non capisco.La lettera di Patrizia Tanda non confuta in alcun modo il programma dell'Unione, ...
Vittorio Delmoro - 06-02-2006
Cari Capo, Criscuoli, Cosentino, e mo' come la mettiamo?

Perché interpretare il ruolo di alti dirigenti del ministero come puri sottoposti, va bene; va bene anche agire con la paura della spada di Damocle dello spoils system sulla testa (chi il ...
Maria Teresa De Nardis - 06-02-2006
In Italia la (mano) destra non sa quello che fa la (mano)..... destra!

Ai sindacati della Scuola FlcCgil, Cisl, UIl, Snals

Un insensato articolo della Finanziaria 2003 mette in mobilità - pena licenziamento - i docenti fuori ruolo per motivi ...
Vincenzo Andraous - 04-02-2006
Alle nove di un qualunque mattino di una scuola superiore, uno studente del 1° anno è stato trasportato d'urgenza al pronto soccorso: diagnosi, coma etilico.
Il Preside dell'Istituto mi ha invitato a dare un contributo con la mia testimonianza. ...
Comitato per la Scuola della Repubblica - 03-02-2006
Ribadito l'impegno per l'abrogazione immediata delle leggi Moratti.

Si è svolto lunedì 30 a Firenze il preannunciato incontro con le forze politiche dell'UNIONE promosso dal Comitato fiorentino FERMIAMO LA MORATTI; hanno partecipato all'incontro i ...
Patrizia Tanda - 02-02-2006
Caro Professore,
Lei ha proposto iniziative quali quella delle primarie che hanno evidenziato da parte dei Cittadini di questo Stato la voglia di esserci, di partecipare in concreto alla politica del Paese, o la fabbrica, dove in teoria vengono ...
Gilda Unams - 02-02-2006
Ben otto collaboratori scolastici (ATA) hanno citato, innanzi al Collegio di Conciliazione della Direzione Provinciale del Lavoro di BARI, la Dirigente scolastica di una scuola elementare "Rosmini" di Andria per la violazione e la falsa applicazione dell'art. 47 del CCNL 2002/05 per omessa attribuzione e/o retribuzione per incarichi specifici comportanti maggiore rischio, disagio e responsabilità a decorre dall'a.s. 2001/02.

La Vertenza è stata patrocinata in ogni sua fase dalla Unams- scuola Federazione Nazionale Gilda Unams nella persona del suo Segretario Provinciale e Regionale per la Puglia prof. Bartolo Danzi con la collaborazione del dirigente territoriale prof. Riccardo Fortunato.
La Dirigente scolastica è stata assistita dal Segretario Provinciale della Sinascel- Cisl.
I predetti lavoratori con articolato ricorso del sindacato Unams- scuola Federazione Nazionale Gilda Unams che li ha assistiti in ogni fase del contenzioso hanno fatto presente che la fattispecie in esame poichè analoga nei fatti e nel diritto consente di poter riunire le conciliazioni della presente controversia in un unica seduta innanzi al Collegio di conciliazione ex art. 65-66 D.lgs 165/01.

I collaboratori scolastici indicati in epigrafe lamentano di essere stati utilizzati dal Dirigente scolastico convenuto e, per alcuni da diversi anni, senza alcuna formale attribuzione di incarico specifico ex art. 47 CCNL 2002/05, , in compiti e mansioni non rientranti nel profilo di appartenenza che comportano - invero - una ingiustificata maggiore onerosità delle proprie prestazioni lavorative, un sovraccarico lavorativo, rischio e disagio, maggiore responsabilità ed onerosità del rapporto di lavoro.

Ed infatti agli stessi vengono puntualmente richieste anche quotidianamente: fotocopiatura e stampa, di fungere da centralinisti, pulizie straordinarie in luogo di pitturazioni e ristrutturazioni ad opera dell'ente proprietario comunale, assistenza personale e non all' handicap, accompagnamento alunni, attivazione e disattivazione impianto di allarme e termo-idraulico, apertura e chiusura cancello, pulizia ampi spazi cortile esterno, flessibilità e turnazione, senza alcuna attribuzione e/o retribuzione per incarichi specifici, con evidente disparità di trattamento contrattuale, discriminazione, rispetto ad altri colleghi anche presenti in altri istituti scolastici e nel territorio.
Radio Città Aperta - 01-02-2006
Per chi come i compagni di una radio sono costretti quotidianamente ad usare le parole come forma di comunicazione, dover parlare in una giornata come oggi, dover trovare le parole giuste è una impresa dolorosissima e costosa.
Vogliamo partire da ...
redazione scintilla - 27-01-2006
Tredici studenti del liceo classico "Arnaldo" di Brescia sono stati denunciati dalla vicepreside e da due genitori per aver occupato la scuola (insieme ad altri trecento) lo scorso ottobre, nel contesto della mobilitazione studentesca nazionale ...
Alessandro Marescotti - 25-01-2006
Ne veniamo a conoscenza solo ora, ma non ci pare datata: vale davvero la pena di leggerla tutta, perchè "necessita quel che non c'è" - Red

Lettera ai leader del centrosinistra

Ho letto oggi sul "Corriere della Sera" che non eravate alla marcia ...
Redazione - 25-01-2006
Riceviamo con preghiera di diffusione. La notizia non è nuova, ma la scadenza è alle porte.
Volentieri pubblichiamo - Red

"La informiamo che, a partire dal 1 febbraio 2005, l'imposta di bollo trimestrale applicata per legge sul conto corrente è ...
Assemblea Nazionale dei Comitati promotori - 19-01-2006
In occasione della conferenza stampa che i Comitati promotori dell'iniziativa di legge popolare "Per una buona Scuola per la Repubblica" tengono oggi a Roma per illustrare la loro iniziativa, riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa. - ...
Rete del nuovo Municipio - 19-01-2006
Riceviamo e volentieri pubblichiamo - Red

"La mia democrazia è differente", oppure, "se pensi di essere troppo piccolo per essere efficace prova a dormire con una zanzara" (Dalai Lama).
Queste alcune frasi affisse alle pareti di legno del ...
Per la scuola della Repubblica - 14-01-2006
Riceviamo e pubblichiamo - Red

SCUOLA: PRC,VERDI E PDCI A UNIONE, ABROGARE RIFORMA MORATTI

No ad emendamenti: intervenire entro i primi cento giorni di governo

(ANSA) - ROMA, 12 gen - Un avvertimento chiaro alle altre forze dell'Unione: la ...
Danilo Sbarriti - 14-01-2006
Figline Valdarno: emendamenti al Piano triennale Opere Pubbliche 2006/2008

Alcuni genitori del circolo didattico di Figline Valdarno hanno presentati 9 emendamenti al piano triennale 2006-2008 Opere Pubbliche ritenuto scarno di interventi ...
Corrado Mauceri - 12-01-2006
Il primo anno scolastico post Moratti deve essere contrassegnato da una scuola senza le leggi Moratti.
E' possibile? E' possibile ed è anche necessario.
E' possibile se si smette di fare melina e tutti insieme, forze politiche dell'UNIONE ed ...
Aldo Ettore Quagliozzi - 11-01-2006
E' potuto accadere anche a me qualche anno addietro, prima di abbandonare la nave della scuola pubblica italiana ondeggiante di già in mezzo ai marosi per un " si salvi chi può " non più procrastinabile, è potuto accadere anche a me, da poco alfabetizzato nell'uso di una moderna diavoleria quale è per l'appunto il computer, dicevo è potuto accadere anche a me dovermi erigere a tutor in un corso di formazione per neoassunti docenti della pubblica scuola italiana.
Un'impresa desolante, in alcuni momenti avvilente. Avevi voglia di dire loro, i neoassunti, quindi quasi tutti quarantenni " giovani " e di belle speranze, almeno per il raggiungimento del tanto agognato " posto fisso ", all'inizio di una luminosa anche se non folgorante carriera, avevi voglia di dire loro che la dimensione informatica nella vita quotidiana aveva già raggiunto uno stadio abbastanza avanzato, per la qualcosa essi, in attesa di conferma nel ruolo a seguito dell'espletamento di quel benedetto corso di formazione, rappresentavano per l'appunto le avanguardie più agguerrite di una scuola pubblica che evidentemente sentiva la necessità di non sbattere la porta in faccia alle nuove tecnologie!
Avevi voglia di dire loro, disperatamente in qualche pomeriggio noioso e piovoso, quando il disinteresse e la noia sfuggiva loro da tutti i pori della poca pelle esposta ai rigori invernali, che con il loro atteggiamento si comportavano a tal guisa di colui che nei tempi andati si fosse opposto a Gutemberg ed alla sua epocale invenzione!
Solamente il fatto non costituiva un loro interesse, e così stancamente e senza slancio alcuno si giunse alla fatidica data di chiusura di un corso di formazione informatica che di certo non avrà lasciato segno alcuno nella carriere e nell'attività quotidiana di quegli educatori, e che di conseguenza non avrà innovato alcunché nelle asfittiche aule della scuola pubblica italiana.
Sono ricordi strettamente personali, forse unici nel senso che di tale desolazione non si potrebbe avere altro riscontro nell'ambito della medesima esperienza di formazione professionale, ricordi che ancor oggi ritornano alla memoria per riproporre un quesito, che forse non ha avuto ancora una soddisfacente risposta: col sillabario o anche oltre il sillabario?
Essendo da tempo oramai fuori da quelle aule riconosco di essere nell'impossibilità di dare una risposta che sia esaustiva, a seguito anche di tutte le innovazioni che sono intervenute nell'ambito delle riforme scolastiche. Allora sentivo però la necessità di accostarmi alle nuove tecnologie anche e soprattutto per una condivisione con le nuove generazioni di interessi ed esperienze che veicolassero meglio il rapporto educativo docente-discente, che rimane sempre l'obiettivo principale nell'attività di formazione e di aiuto alla crescita delle nuove generazioni.
Che questo " interesse" che definirei " strumentale " non faccia più parte del bagaglio professionale dei docenti neoassunti della scuola pubblica italiana? Con quale vantaggio per l'istituzione stessa e per la formazione completa delle nuove generazioni?
Capisco che il tema del dibattito, che spero sia in corso nella scuola, non è dei più semplici da affrontare e per il quale esista di già una risposta strutturata e di largo respiro: comunque esso va' affrontato, affinché la scuola pubblica italiana possa mantenere standard formativi che siano adeguati ai tempi della informatizzazione più spinta di tutti gli aspetti della vita umana.
Penso allora di arrecare un modesto contributo al dibattito in corso con due riletture rispettivamente tratte da due autori di valore.
Vittorio Delmoro - 07-01-2006
Stimolata dalla risposta di Letizia Moratti all' articolo di Repubblica del giorno precedente m'è sorta in mente un'idea.
A parte il fatto che alla smentita della ministra fa da contrappunto sulla stessa pagina una lettera di una professoressa ...
Comitato per la Scuola della Repubblica - 05-01-2006
Vi facciamo avere il materiale che abbiamo inviato a tutte le organizzazioni della scuola e politiche con invito a partecipare alla presentazione alla stampa della proposta di legge per l'abrogazione immediata delle leggi Moratti.
Tale iniziativa ...
Dedalus - 03-01-2006
La circolare n.84 sul portfolio con la quale il MIUR ha inviato alle scuole il modello di documento di valutazione da adottare ha riaperto nuovamente la discussione sulla religione cattolica.
E' tutto un coro di critiche (dalla Flc Cgil ai vari ...
Vincenzo Andraous - 31-12-2005
Forse quest'anno la Natività ci consegna la speranza di un universo che da infinito diventa la strada più vicina dove accogliere l'altro.
Il Santo Padre ci ha benedetto tutti, indistintamente, turisti per caso e navigatori del mondo, come quello ...
Vittorio Delmoro - 30-12-2005
Concludevo il precedente intervento (secondo della serie) esprimendo un certo divertimento man mano che procedo nella lettura delle FAQ del MIUR sul portfolio (circolare 84).

In effetti queste FAQ evidenziano situazioni esilaranti e drammatiche al ...
CIP Direttivo Insegnanti precari - 23-12-2005
Dopo il 9 aprile ci ritornerà in mente. Cosa? La ricorrente storiella di Berlusconi su Prodi ed il baratro. Quella secondo cui Silvio ci ha portato sull'orlo e Romano ci farà fare un passo in avanti. Ma non ci sarà di che divertirsi. A cadere nel ...
Gennaro Capodanno - 22-12-2005
Una buona notizia per gli studenti napoletani. Con circolare prot. 22984/P del 2 novembre scorso il direttore generale scolastico per la Campania, Bottino, ha emanato le disposizioni indirizzate a tutti i Dirigenti scolastici della scuole statali e ...
Ass. Naz. Per la scuola della Repubblica - 19-12-2005
La CGIL Scuola di Olbia aderisce alla proposta di legge per l'immediata abrogazione delle leggi Moratti

1^ Congresso FLC-CGIL Provinciale di OLBIA-Tempio

Ordine del Giorno approvato all'unanimità dal Congresso

Il 1^ Congresso FLC-CGIL ...
Vittorio Delmoro - 19-12-2005
Nel giro di una settimana le FAQ che il MIUR ha istituito per fornire delucidazioni sul portfolio sono quasi raddoppiate : crescono i quesiti e crescono le risposte del Ministero, che a volte esce addirittura dal seminato per fare incursioni su altri ...
Vincenzo Andraous - 16-12-2005
Il governatore della California ha negato la grazia a quel detenuto che fu candidato al premio nobel.
Ora è stato giustiziato.
In Italia a Adriano Sofri è stata negata la grazia.
Ora versa in fin di vita in un ospedale.
Entrambi a distanza di ...
Vittorio Delmoro - 12-12-2005
Complice un incidente (che mi trattiene a casa) e lo sciopero dei giornalisti (che mi regala tempo), ho voluto andare a leggere queste famose FAQ di cui si comincia a favoleggiare nel mondo della scuola; perché il MIUR, consapevole della grana che ha di nuovo innescato con la circolare n. 84 sul portfolio, ha pensato bene di istituire un servizio per rispondere punto su punto alle domande e contestazioni dei tanti che non capiscono e non si adeguano.
Siamo dunque passati dal comunicato stampa per controbattere quelle che lì sono definite menzogne sindacali su tutta quanta la riforma, ad un servizio quotidiano volto a far digerire quest'ultimo boccone indigesto.
A quando una linea diretta (radiofonica o televisiva) con le scuole, per tentare di convincere anche i più restii ad assaggiare questa riforma considerata immangiabile, in quest'ultimo scorcio di amministrazione?
A leggere le precise, circostanziate e realistiche domande che insegnanti e genitori pongono e le rigide, pervicaci e autoreferenziali risposte del MIUR, vien quasi voglia di inventarsi una nuova professione, da svolgere come secondo lavoro, magari per divertimento : fare le pulci ai testi ministeriali.
Perché bisognerà decidersi prima o poi (senza ricorrere allo spoils system) ad assegnare questi funzionari a mansioni più utili per la collettività, distogliendoli da un'istituzione che vorrebbe essere addirittura una comunità.
Ma limitiamoci, per ora, alle pulci, che sono tante, quasi una per FAQ (e abbiamo già superato la quarantina...).
Il funzionario che risponde alle domande tradisce il suo intento governativo (non di aiuto, non solidale, non comunitario) fin dalla prima risposta, che si riferisce alla obbligatorietà del portfolio.
Chiara Loda - 10-12-2005
Periferia milanese. Un ragazzo tira calci ad un pallone. E' tutta la mattina che va avanti e in ogni colpo ci mette rabbia, troppa rabbia. E' in ferie forzate, poiché la sua classe è in gita. Ma lui non è andato: troppo costoso. E aiuti dalla scuola zero.
Cambio lo scenario. Un'auto costosa. Madre, padre e figliolo a rimorchio ben vestiti e pettinati. In tasca hanno un assegno di circa 500 euro e sono indecisi su come investirlo. Le proposte in lizza sono o una cena fuori tutti insieme o un nuovo cappotto per il pargolo (poverino, non può andare sempre in giro con gli stessi tre). Non ci sarebbe nulla di male se il sopraccitato assegno non fosse un "buono scuola", quindi soldi pubblici, costituiti anche dalle imposte del ragazzo che non va in gita. Di questo equo e simpatico trattamento possiamo ringraziare il presidente della Lombardia Formigoni (e tutte le regioni che hanno seguito il suo esempio) che ha istituito i fantomatici buoni scuola, ossia un rimborso per le spese scolastiche alle famiglie. Da questo conteggio sono esclusi libri, mense, trasporti, materiale didattico e gite d'istruzione. Insomma, per farla breve, rimangono solo le tasse scolastiche e le rette delle scuole private. Ma la spesa minima, almeno in Lombardia, per avere diritto a un rimborso è di 206 euro e, ricordando che le tasse d'iscrizione alle scuole pubbliche raramente arrivano a queste cifre, indovinate un po' a chi vanno tutti i fondi? La colpa di chi è? Della Moratti, solo e soltanto sua. E invece no, vi è un altro imputato, una persona che prima di lei ha avviato il processo di finanziamento agli istituti privati. E si tratta di un uomo della sinistra: Luigi Berlinguer, precedente ministro della pubblica istruzione. Con l'inizio del suo mandato, infatti, la finanziaria aveva previsto un taglio sull'istruzione pubblica di 4.600 miliardi di lire in tre anni e, allo stesso tempo, si inserivano finanziamenti di simile entità per le scuole private. Questa manovra è piaciuta così tanto alla destra che, arrivata al governo, ne ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. Del resto ad un bacino di elettori appartenenti ad un ceto medio-alto, costituito prevalentemente da imprenditori e liberi professionisti, piace l'idea di ricevere, di tanto in tanto, qualche regalino extra.

La scuola della repubblica - 08-12-2005
In coerenza con l'intero impianto della riforma la recente CM n. 84/05 relativo al portfolio aggiunge ulteriori elementi di stravolgimento dei principi costituzionali; già con il D.Lgs. n. 59/04 relativo al I ciclo dell'istruzione il Governo aveva ...
redazione scintilla - 06-12-2005
Le prime agitazioni operaie agli albori del XIX secolo venivano represse nel sangue: per il discorso dominante gli impertinenti «distruttori di macchine» del Nottinghamshire costituivano una inaccettabile insubordinazione, una devianza da sopprimere ...
I bambini della TERZA E - 05-12-2005
C'era una volta Giuseppe, un uomo buono e sensibile, ma "diverso" dalle persone "normali".
Non riusciva ad esprimersi e dalla sua bocca uscivano parole incomprensibili, perciò i suoi compaesani lo prendevano in giro. Nessuno lo aveva mai chiamato per nome, per tutti era lo "scemo del villaggio".
Giuseppe si sentiva umiliato, offeso, infelice, solo, tra gente nemica.

Un giorno, dispiaciuto e triste perché nessuno lo amava, abbandonò la sua casa e il suo paese e si avviò verso la montagna.
Trovò rifugio in una grotta tra le rocce. Fu lì che ebbe inizio la sua nuova vita.
Scoiattoli, volpi, cervi, lupi, uccelli, farfalle, api e tutti gli altri animali, che vivevano su quella montagna, erano diventati suoi amici. Sapevano comprendere il suo linguaggio e lui aveva imparato a capire il loro, Trascorrevano insieme gran parte della giornata. Dialogavano, scherzavano, soprattutto si prendevano cura dei prati, degli alberi e della pulizia del bosco, che diventò una favola.
Adesso non si sentiva più solo, in verità non era mai stato così bene.

In una fredda e gelida mattina, Giuseppe se ne stava rannicchiato vicino al fuoco, quando arrivò di corsa un cerbiatto che, ansimando, gli disse: "Vieni con me, presto, per favore! C'è una fanciulla distesa sulla neve! Certamente si sarà sentita male. Non sappiamo spiegarci se è morta o se è svenuta".
Giuseppe immediatamente seguì il suo piccolo amico.
Lo spettacolo che apparve ai suoi occhi era incredibile: un lupo, una volpe, due cervi, due scoiattoli e un camoscio cercavano di riscaldare una bellissima ragazza con il loro fiato. Si avvicinò. La giovane cominciava a muovere le palpebre. Si stava svegliando.
Vittorio Delmoro - 03-12-2005
Invio due documenti : in uno analizzo le prove INVALSI di scienze di classe seconda e nell'altro quelle di classe quarta elementare, con alcune considerazioni finali. Queste prove INVALSI testano soprattutto una mera comprensione linguistica e terminologica.
Queste prove INVALSI sono costruite più per stimolare l'errore, che per favorire la correttezza.
Queste prove INVALSI offrono un quadro desolate dell'educazione scientifica a chi non la insegna.
Se davvero noi insegnanti di scienze della scuola di base insegnassimo le cose che l'INVALSI chiede nei test, poveri alunni, povera scuola e povera Italia!
Federico Repetto - 03-12-2005
I principali media italiani hanno manipolato un discorso del Presidente della Repubblica, inventando di sana pianta un riferimento al tav che nel suo discorso non esiste in nessun modo. Non si tratta di interpretazione tendenziosa, ma, ripeto, di un'invenzione. Chiunque sappia leggere, trae dal discorso del Presidente, qui citato correttamente, la conclusione che egli, parlando di tecnologie e di grandi reti europee, non solo non si riferisse al tav e alla Valsusa, ma nemmeno al problema dei trasporti internazionali, dall'Italia all'estero. Stava parlando del collegamento tra i quattromila comuni montani italiani e il resto del mondo.

"Una politica di sostegno a favore degli oltre quattromila piccoli comuni montani è condizione indispensabile per la "salute" del territorio nazionale e per un suo sviluppo equilibrato. Le politiche nazionali in questo campo devono integrarsi con quelle dell'Unione europea, che nei suoi Trattati afferma l'impegno nei confronti delle aree meno favorite, includendo tra queste le regioni di montagna. La strategia di sviluppo deve essere lungimirante, equilibrata. Salvaguardare le nostre montagne non significa certo isolamento. NON POSSIAMO PERMETTERCI DI ESSERE TAGLIATI FUORI DALLE GRANDI RETI EUROPEE: DOBBIAMO USARE I PROGRESSI DELLE TECNOLOGIE E DELLE CONOSCENZE SCIENTIFICHE PER GARANTIRE LA TUTELA DELL'AMBIENTE. Il turismo, tema della giornata di quest'anno, rappresenta una risorsa per la piena valorizzazione dei parchi, delle aree naturali protette e delle attività economiche tradizionali."
Vincenzo Andraous - 02-12-2005
La strumentalizzazione che il caso Sofri alimenta, consente ancora di obiettare che sono stati impedimenti di ordine tecnico e giuridico a relegare a mezz'aria quella domanda di grazia?
Se è vero come è vero che gli uomini cambiano, colpevoli e innocenti, allora può un uomo redimersi? Potrà il crimine essere cancellato attraverso la pena espiata? E qual'è la pena che può rendere giustizia agli innocenti umiliati?
Sono domande che non consentono risposte certe, ma venti, trent'anni di carcere demoliscono certezze e ideologie, rendono l'uomo invisibile a tal punto da risultare difficile dialogare con un'identità scomposta, che occorre ritrovare e ricostruire, insieme agli altri.
Parlare adesso del caso Sofri è sin troppo facile, ma comunque giusto, non solo per l'uomo che tutt'ora si dichiara innocente, ma anche e soprattutto per la ricerca di una Giustizia giusta, una Giustizia equa, una Giustizia che è anche perdono, come ebbe a sottolineare il Papa, e che comprenda un granello di pietà, perché la pietà non è un atto di debolezza.
Reginaldo Palermo - 30-11-2005
Riceviamo e pubblichiamo

Da La Tecnica della Scuola

Mentre prosegue senza sosta la raccolta di firme sotto la proposta di abrogazione della legge Moratti, Enrico Panini (segretario nazionale di Cgil-Flc) affida al nostro giornale le sue valutazione sull'iniziativa del Comitato fiorentino.

Mentre il Comitato per la Scuola della Repubblica continua a raccogliere firme importanti sotto a sostegno della proposta di legge per abrogare le "leggi Moratti" (è di queste ore la notizia che anche il presidente della Regione Emilia-Romagna ha dato la propria adesione), a sinistra si apre la polemica fra "riformatori" (che sostengono la necessità che la legge 53 venga corretta o anche profondamente modificata) e abrogazionisti "puri" (che ritengono che la legge debba cancellata "senza se e senza ma").

La più attesa fra le prese di posizione è certamente quella di Enrico Panini, segretario nazionale di Cgil-Flc che affida proprio alla nostra testata le sue prime dichiarazioni sulla questione.
"Su questo problema - premette Panini - la Cgil è impegnata da diverse settimane: nei Congressi in corso viene messo ai voti un documento votato all'unanimità dal Direttivo nazionale della Cgil che impegna l'organizzazione sulla cancellazione delle leggi Moratti, l'obbligo scolastico a 18 anni, l'autonomia scolastica; l'educazione degli adulti e su altro ancora (un piano specifico per l'infanzia, interventi specifici per università e ricerca, su iniziative specifiche rivolte agli alunni extracomunitari, ...)"

E come procede il dibattito congressuale su questi punti ?
"Il documento sta riscuotendo dovunque voti e punte di consenso altissimo e, da posizione già praticata, diventerà posizione deliberata dal Congresso di un sindacato di cinque milioni di iscritti, il più grande sindacato d'Europa".

Insomma, Panini, lei firmerà la proposta di legge o no ?
"Sugli aspetti connessi ad istruzione ed università, considerata anche la forte articolazione di argomenti e proposte che FLC e Cgil mettono in campo, il mio impegno è per realizzare gli obiettivi indicati nel documento congressuale e quindi non firmerò la proposta del Comitato per la Scuola della Repubblica".

Allora, niente abrogazione, secondo lei...
Fabrizio Dacrema - 30-11-2005
Cambiare la scuola senza partire da nuove riforme ordinamentali complessive. Questo sembra essere un primo punto certo di convergenza tra le numerose componenti dell'Unione riunite attorno al tavolo del programma.
Dopo due legislature di grandi riforme approvate ma non attuate, ora si pensa giustamente di promuovere processi di innovazione che realizzino in modo partecipato e condiviso un cambiamento effettivo.
Insomma dalle riforme senza cambiamenti ai cambiamenti per le riforme, fermo restando alcuni decisivi provvedimenti da prendere nei primi cento giorni per dare il via ai processi di trasformazione e metterli sul binario giusto: innalzamento dell'obbligo a 16 anni, ripristino del tempo pieno e prolungato e dei modelli di organizzazione didattica della scuola elementare (gruppo docente corresponsabile e tempi distesi), abolizione degli anticipi e generalizzazione quantitativa e qualitativa della scuola dell'infanzia, piani di supporto e sviluppo dell'autonomia scolastica, piani espansivi per nidi e formazione degli adulti.

Una strategia, proposta anche dalla CGIL nel suo "Programma per la conoscenza", che risponde a tre esigenze fondamentali:

 realizzare processi di cambiamento basati sulla partecipazione sociale, il protagonismo dei soggetti interessati, il consenso attivo;
 attivare processi graduali che producano cambiamenti effettivi attraverso l'innovazione e la sperimentazione, la verifica, il monitoraggio e gli aggiustamenti in itinere, la diffusione e la generalizzazione delle migliori pratiche;
 dare pieno sviluppo al nuovo assetto costituzionale che configura sull'istruzione e la formazione una pluralità di attori istituzionali (stato, regioni, enti locali, istituzioni scolastiche autonome).
I bambini della seconda E - 29-11-2005
In un giorno di settembre due maghi entrarono in una scuola, strapparono il cuore ad una maestra e lo conservarono in una bottiglia di liquore.
La maestra senza cuore diventò cattiva con i suoi scolari. Li picchiava con una squadra di legno, li metteva in ginocchio dietro la lavagna, li schiaffeggiava anche se non facevano chiasso.
I genitori dei bambini, sdegnati, andarono dai carabinieri e raccontarono al maresciallo quello che succedeva nella classe dei loro figli.
I carabinieri corsero a scuola e, aperta la porta dell'aula, scoprirono che una ragazzina, inginocchiata dietro la lavagna, piangeva mentre l'insegnante la picchiava con la frusta.
Immediatamente acchiapparono la maestra per i polsi, le misero le manette e la trascinarono in carcere.
Rinchiusa nella cella, la donna urlava: "Voglio uscire da qui. Voglio andare a picchiare quei piccoli delinquenti. Li odio quei bambini. Datemi una sega per tagliare queste sbarre!".
Intanto i due maghi avevano scagliato la bottiglia di liquore, in cui era rinchiuso il cuore della maestra, nell'oceano.
Acquietati e compiaciuti, gli stregoni giravano per le strade canticchiando.....
Comitato per la scuola della Repubblica - 29-11-2005
Sono state già raccolte oltre 1000 firme per la sottoscrizione della proposta di legge formulata dal Comitato fiorentino "FERMIAMO LA MORATTI" per l'abrogazione immediata delle leggi Moratti.

Tra gli altri: Alberto Asor Rosa (Camera di ...
Gennaro Capodanno - 28-11-2005
Concorso per Dirigenti scolastici in Campania

La scelta del direttore generale dell'USR della Campania, Bottino, di far slittare di un mese le prove scritte per il corso-concorso per dirigenti scolastici si è rivelata vincente. Difatti con quasi ...
Redazione Scintilla - 26-11-2005
Chissà quante mattine, senza che nessuno lo sappia o se lo immagini, nel cortile o nel corridoio di una scuola qualunque una ragazza avrà pianto, un ragazzo avrà soffocato una rabbia sullo stomaco, per uno dei tanti soprusi che la scuola ama infliggere ai suoi studenti mascherandosi dietro la sua falsa coscienza di educatrice.
Anche chi vive all'interno, nelle aule o nei bagni dove spesso ci si rifugia per avere un minuto di respiro e di tregua dall'occhio invisibile della scuola che vede e classifica tutto, magari farà finta di niente, passerà oltre pensando a come salvarsi il culo e tornare a casa anche quel giorno senza troppe coltellate che poi alla fine dell'anno è difficile rimarginare. Così il pianto o la rabbia repressa per darsi un tono di normalità e robustezza di fronte a insegnanti e compagni, anche se non si notano restano, pesanti, sono uno di quei tanti «bocconi amari» che la scuola costringe ad ingoiare, e che costituiscono l'unica lezione che non si dimentica mai e che tutti imparano, la lezione che ti toglie giorno per giorno il sorriso e la speranza e ti insegna a portare a scuola e nella vita con gli altri il grigiore, la diffidenza e la bile.
Vittorio Delmoro - 26-11-2005
Non spetterebbe a me, umile maestro di scuola elementare, mettere mano alla tastiera per rispondere all'esimio Scalfari, oppure al dirigente D'Avolio che ci ripropongono l'ennesima rilettura della riforma Moratti in senso continuista . Spetterebbe invece a menti più attrezzate (e ascoltate), nel momento in cui si sta elaborando il programma di governo del prossimo centrosinistra, ma temo che queste siano più attente ad altre faccende (le compatibilità, gli accordi, i vincoli europei, ...).

All'estemporanea uscita di Scalfari, che nell'editoriale di domenica scorsa definisce la riforma Moratti una rispolverata della riforma Berlinguer accentuandone il peggio e attenuandone il meglio , arriva a sostegno l'articolo di Pasquale D'Avolio Andare avanti, Moratti o non Moratti!

Se la dichiarazione di Scalfari si può annoverare fra le semplificazioni giornalistiche, dovute più che altro ad incompetenza e alla necessità di sostenere comunque una tesi, quelle di D'Avolio sono certo più precise e circostanziate e sono riconducibili grosso modo a questo : consideriamo la Moratti solo una parentesi, una specie di battuta d'arresto, dovuta più ai fatti che alla volontà; riprendiamo invece la gloriosa marcia iniziata dal centrosinistra con la riforma dell'Autonomia e la riforma Berlinguer.

Quella era la strada giusta, su quella strada si poteva già incontrare il porfolio morattiano, le opzionalità offerte alle famiglie, il taglio dei curricoli, una certa personalizzazione, e persino i percorsi separati.

La Moratti sarà forse stata eccessiva (pensiero unico), avrà preso tutto questo con troppo fervore (familismo), ma è sotto gli occhi di tutti come non abbia fatto (neppure lei) troppa strada : da un lato i poteri forti (l'Amministrazione di viale Trastevere e la Confindustria di viale dell'Astronomia), dall'altro i contestatori, cui non va mai bene niente; sta di fatto che siamo sempre al punto di partenza.
Marco Peddis - 26-11-2005
Abbiamo capito bene!

Con l'articolo 25 del Decreto legislativo 17 ottobre 2005 Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni sul secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione ai sensi della legge 28 ...
Federico Repetto - 25-11-2005
La lotta contro il TAV in Val Susa

Alla grande assemblea popolare tenuta a Bussoleno il 2 novembre per il lancio dello sciopero di tutta la Val Susa contro il TAV, il sindacalista Airaudo della FIOM ha detto che bisogna lottare contro lo sviluppo propugnato dai sostenitori del TAV e a favore del vero progresso.
Si trattava implicitamente una citazione di Pasolini, che appunto contrappose lo sviluppo, come produzione del superfluo, al progresso, come produzione del necessario. Può sembrare la tradizionale contrapposizione di un modello economico finalizzato all'accumulazione del capitale ad un modo di sviluppo alternativo, socialista. Ma per lui non era solo, e forse nemmeno essenzialmente, una diversità di sistema economico, bensì una differenza morale, culturale e di visione del mondo. Lo sviluppo attacca le culture tradizionali, rompe le antiche e le nuove solidarietà, crea bisogni nuovi, in una spirale senza fine, essendo il frutto di un'egemonia culturale delle élite che propugnano l'individualismo illimitato, competitivo, acquisitivo. Che cosa fosse il vero progresso per Pasolini è più difficile dirlo (come far quadrare la conservazione di tradizioni, culture e solidarietà, la formazione di nuove forme di socialità e d'espressione e la produzione industriale del necessario per tutti?)
Non credo che nemmeno Airaudo e i suoi ascoltatori potrebbero dire con precisione che cos'è il progresso.

Ma, se non progressista, il movimento Notav della Val Susa è senz'altro democratico, liberale, solidale. Democratico perché la partecipazione è ampia e aperta, liberale perché le libertà degli individui e dei gruppi sono rispettate e difese con decisione, solidale perché non è stato possibile dividerlo con offerte sottobanco a questo o a quel comune. Uno spettacolo di democrazia sono stati anche gli interventi al palco nella grande manifestazione del 16 novembre: hanno parlato, ciascuno per pochi minuti, almeno una dozzina di oratori, in rappresentanza di tutte le componenti associative, organizzative, istituzionali (gli unici due deputati presenti hanno parlato per ultimi, con lo stesso tempo degli altri).
Se le persone normali non hanno la pretesa di avere la ricetta del progresso, altri ce l'hanno. In quasi tutti i messaggi mediali a favore del tav è stato ripetuto che esso rappresenta non solo un fattore di sviluppo dell'economia, dei flussi mercantili e dell'occupazione, ma anche un fattore di vero progresso, quello che coniuga crescita quantitativa e miglioramento della qualità della vita. Lunardi, che di frasi famose ne ha dette diverse (per esempio: "con la mafia dobbiamo conviverci", "i contestatori del tav sono poche centinaia di sfaccendati"), ci dice che il tav permetterà di trasferire grandi quantità di merci dal trasporto su gomma a quello su rotaia. È un ecoprogressista.
Mercedes Bresso, che ecoprogressista è sempre stata, ha anche messo in luce la capacità di questa grande opera di creare, in prospettiva, un grande flusso di merci dove oggi non c'è ancora.
Molto avanzato è anche il professor Deaglio che, su La Stampa, tra l'altro, ha esaltato il treno ad alta capacità, perché aumenterà la velocità dei nostri trasporti commerciali.
Questo argomento ha efficacemente esplicitato ciò che era implicito nei ragionamenti di vari pubblicisti e politici.
Coordinamento Nazionale Bibliotecari Scolastici - 25-11-2005
PERSONALE INIDONEO PER MOTIVI DI SALUTE: TANTE RAGIONI IN PIÙ PER SCIOPERARE IL 25 NOVEMBRE ( ... )

È uno sciopero importante che riguarda indistintamente tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, ma che per il personale inidoneo per motivi di ...
Gianni Gandola, Federico Niccoli - 18-11-2005
Abbiamo delineato in un articolo precedente luci ed ombre della bozza di legge di iniziativa popolare per una "buona scuola" per la Repubblica avanzata da Retescuole. Più le ombre che le luci, volendo deliberatamente essere il nostro contributo un'analisi critica del testo. Ci riservavamo di entrare più dettagliatamente nel merito di alcuni aspetti che ci lasciavano alquanto perplessi. Uno di questi è la questione degli organici. Questione non di poco conto se si pensa che una delle principali critiche che vennero mosse nel 1990 alla legge 148, istitutiva dei moduli e del tempo pieno nella scuola elementare, riguardava proprio questo punto. Si disse infatti che quella legge era stata fatta, dietro le pressioni sindacali, sostanzialmente per aumentare i posti di lavoro nella scuola.
In realtà, se questo era indubbiamente un effetto della 148, il suo cuore pulsante era costituito da un'idea di scuola coerente e lineare, fondata sul "gruppo docente", ritenuto lo strumento organizzativo più idoneo per attuare i Programmi del 1985, stabilendo con ciò uno stretto legame tra "contenitore" e "contenuto" sul piano pedagogico e didattico.
Occorre dire peraltro che in quella fase un'espansione degli organici era possibile (ed infatti lo è stata). La situazione oggi è ben diversa, ed è questo che rende la bozza di proposta di legge di Retescuole - in tema di organici - del tutto irrealistica e insostenibile.
Vincenzo Andraous - 18-11-2005
La Casa del Giovane di Pavia è una comunità terapeutica e di servizio, nelle sue strutture vi sono affidati tanti ragazzi, perché tolti a contesti familiari disastrati a tal punto da annientare uno spicchio di futuro tutto dentro un presente ...
Gilda degli insegnanti - 17-11-2005
CIRCOLARE N. 84 DEL 10 NOVEMBRE SUL PORTFOLIO:
Il ritorno dei burosauri!

Con la circolare numero 84 del 10 novembre con cui si dettano disposizioni alle scuole sul PORTFOLIO, il MIUR tenta di scaricare sui docenti gli ...
Gennaro Capodanno - 15-11-2005
Riceviamo e pubblichaimo - Red

L'istituto al centro di un atto ispettivo parlamentare

Cosa sta accadendo all'IRRE Campania, l'istituto regionale per la ricerca educativa, paralizzato da tempo, senza che possa svolgere le sue importanti funzioni ...
Studentesse e studenti della Sapienza in mobilitazione - 11-11-2005
Riceviamo e più che volentieri pubblichiamo - Red

Dopo un mese in cui studenti e studentesse di tutta Italia si sono mobilitati contro la Moratti ma anche contro l'Università-azienda del 3+2 iniziando a gettare le basi per un'autoriforma dal basso ...
Per la Scuola della Repubblica - 10-11-2005
A fronte delle continue ed indebite interferenze della gerarchia cattolica, molte forze laiche e democratiche hanno giustamente protestato e rivendicato il principio supremo della laicità dello Stato, sancito nella nostra Costituzione.
Era da attendersi che alle dichiarazioni seguissero iniziative concrete e comportamenti coerenti; invece nessuna concreta iniziativa è stata finora adottata; anzi quando al recente Congresso radicale si è accennato a rimettere in discussione il Concordato che riconosce alla Chiesa Cattolica anacronistici privilegi, esponenti qualificati dell'UNIONE e tra questi anche il Prof. Prodi si sono subito affrettati a precisare che la revisione del Concordato non è nel programma dell'UNIONE.
Nel contempo il Ministro Moratti ha immesso nei ruoli dello Stato gli insegnanti di religione cattolica reclutati dalla gerarchia cattolica, continua ad erogare in palese violazione della Costituzione ("senza oneri per lo Stato" art. 33 Cost.) alle scuole private oggi paritarie (in gran parte confessionali) risorse finanziarie, ovviamente sottratte alla scuola statale; nelle scuole statali, inoltre, sempre più frequentate da giovani di altre religioni o non appartenenti a nessuna religione, è affisso il crocifisso.
A fronte di tali palesi forme di violazione del principio della laicità dello Stato (che non ha una propria religione e che deve rispettare tutte le religioni, ma anche chi non appartiene a nessuna confessione religiosa), il Comitato per la Scuola della Repubblica che ha contestato la legge di parità...
Aldo Ettore Quagliozzi - 10-11-2005
Visti i manifesti che hanno tappezzato le ridenti contrade del bel paese? Sono i manifesti pensati e realizzati dagli uomini alacri dell'egoarca di Arcore, che di certo avranno accusato, nel caso, di un mancamento della memoria, non storica, ma di quella della onestà intellettuale.
Non è la prima ed non sarà l'ultima volta. Nei predetti manifesti, come in un bellissimo ma imbarazzante " album di famiglia ", mancano facce note e meno note: che dire di un cavaliere d'Italia tale Mussolini Benito? E di un tale nomato Franco, dalla Spagna? E di un tale Pinochet andino? E di un certo Videla delle pampas argentine? E di un Salazar, e poi, poi ... privati tutti lor signori del privilegio della foto in sui manifesti, come in prima pagina, in una memorabile giornata tutta dedita alla libertà, libertà da cosa? Dal bisogno? Ovvero, dalle nuove forme di asservimento e sovvertimento dello stato democratico? Vuoti di memoria o convenienze politiche del momento? Oppure, che sembra più veritiero, nostalgie rimontanti la corrente della storia nefasta?
Aveva ben da dire e da predire quel grande, Indro Montanelli, scomparso ma ravveduto, al suo prediletto Marco Travaglio in una memorabile intervista del 25 di luglio - 25 di luglio, data fatidica in verità per il bel paese! - dell'anno del signore 1998, pubblicata sul quotidiano " la Repubblica " col titolo " Borghesia vile e deludente "!
Vittorio Delmoro - 09-11-2005
Occorre tornare su quello che ho definito un autogol del MIUR per approfondire le numerose questioni di merito che il documento afferma di confutare per smentire le bugie di provenienza sindacale .

Riprendiamo dunque dal portfolio .

A differenza di altri punti nei quali gli argomenti erroneamente sostenuti dal movimento di opposizione alla riforma sono puntualmente elencati, sul portfolio l'erroneità sarebbe contenuta in un solo codicillo : che circolare e documenti confonderebbero gli strumenti di valutazione e di orientamento con la documentazione dei processi formativi.

Sarà stato pure formulato questo argomento, nel mare di critiche che ha sommerso l'istituzione del portfolio, ma non si tratta certo del più importante (almeno nella forma citata dal MIUR) e neppure del più spinoso.

Riducendo tutte le critiche al portfolio a questo solo elemento, cui il MIUR decide di rispondere, si dichiara di non avere risposte a tutto il resto e ciò è dimostrato anche dal tono della risposta : la materia viene definita delicata (non si aveva avuto fin qui la sensazione che il MIUR ne fosse cosciente, fino a che non è intervenuto il Garante della privacy), tanto che si fa piazza pulita di tutti i portfolii che le scuole più ligie ai diktat ministeriali avevano provveduto ad elaborare, per produrre un porfolio-tipo che il MIUR invierà quanto prima alle scuole.

Cos'è questa, se non una dichiarazione di incapacità gestionale e più ancora di inapplicabilità della legge?

Come erano andate infatti le cose finora?

Dietro la pretesa legittimità delle Indicazioni Nazionali, secondo il MIUR le scuole avrebbero dovuto fin da subito (aprile 2004) approntare un loro modello di portfolio, la cui forma era prerogativa dell'Autonomia scolastica; portfolio che a tutti gli effetti è stato costruito, redatto, consegnato ai genitori al termine dello scorso anno scolastico da quelle scuole i cui dirigenti e docenti sono stati tratti in inganno dal MIUR.

Ora lo stesso MIUR, colto in fallo da un'agenzia direi costituzionale, è costretto a correre ai ripari e trasformando la dovuta censura in elogio per le scuole che hanno realizzato le esperienze più significative di portfolio, ammettere che il documento deve essere costruito secondo linee guida uguali per tutte le scuole italiane.

Ma facendo questo contraddice le Indicazioni Nazionali stesse, volute sotto tale forma dal Bertagna e non sotto forma di legge, in quanto la valutazione e la sua forma rientrano a pieno titolo nella competenza dell'Autonomia delle scuole.

Ben diversa è invece la questione della certificazione, questa sì con valenza nazionale!

Si può dire che la toppa è peggiore del buco?
I bambini della prima C - 09-11-2005
Un uccello, dopo aver mangiato un pesce blu, diventò azzurro.
Un vecchio mago, attratto da quel suo particolare colore, lo rapì e lo rinchiuse in una gabbia d'acciaio. L'uccello, addolorato per aver perso la libertà, si ammalò di varicella e le ...
Vittorio Delmoro - 05-11-2005
Fossi il ministro licenzierei subito Silvio Criscuoli, oppure chi, in sua vece, ha redatto l'anonimo Comunicato stampa del 3 novembre intitolato Quante bugie sulla scuola! Ecco le risposte del ministero.
Farei infatti un torto all'intelligenza del ministro Moratti se attribuissi alla sua penna l'insolito vademecum del MIUR e dunque bisognerà risalire a qualche dirigente d'alto rango per reperire l'autore del documento, se non altro per riproporne il licenziamento al futuro governo di centrosinistra.
Quale dovrebbe essere infatti lo scopo del panflet ministeriale?
In altre simili occasioni il ministro s'era intelligentemente rivolto ad agenzie specializzate nel marketing, che le avevano sciorinato tutta una serie di gadget di sicura presa mediatica (ancorché a spese dei contribuenti e della scuola), con l'intento di raggiungere capillarmente centinaia di migliaia (se non milioni) di utenti; oppure aveva approfittato dei potenti mezzi televisivi vespiani per rivolgersi direttamente al popolo.
Non che anche allora lo scopo informativo e più ancora propagandistico fosse stato raggiunto, ma lo schema adottato rientrava a pieno titolo nella casa delle libertà, che privilegia l'immagine alla sostanza.
Questa volta invece si sceglie una forma insolita, da cui traspare una duplice intenzione : da un lato il comunicato sembra proprio rivolto alla stampa, rispondendo ai dettami della superficialità con cui quasi sempre quotidiani e settimanali trattano di questioni scolastiche, quasi servisse solo a produrre il giorno successivo o la settimana successiva titoli del tipo Il ministro sbugiarda le tesi degli oppositori della riforma; dall'altro il comunicato si configura come un vero e proprio prontuario di risposte a disposizione di dirigenti scolastici alle prese con collegi da domare, di insegnanti resi silenziosi da colleghi argomentanti, o addirittura per tutti coloro che fra poco scenderanno in campo nella campagna elettorale e fossero subissati dalle sollecitazioni degli oppositori.
Naturalmente non v'è nulla di male se un ministero s'arma di strumenti atti a contrastare chi lo critica, ma al di là del metodo sorprende il merito con cui le questioni sono trattate.
Infatti appare come minimo singolare che alle puntuali contestazioni che il comunicato riporta si risponda semplicemente che non v'è nulla di vero.
Non ci credete? Eccone un esempio.
Pierangelo Indolfi - 05-11-2005
Segnalo il Comunicato Stampa unitario FLC Cgil, Cisl Scuola , Uil Scuola

Contratto scuola: Il 25 novembre sciopero generale della scuola per l'intera giornata

I ministri Moratti e Baccini devono intervenire per assicurare il rispetto degli ...
Comitato per la Scuola della Repubblica - 05-11-2005
L' abrogazione delle leggi Moratti è rock, la proposta delle modifiche è lenta.

Proposta di disegno di legge per l'abrogazione delle leggi Moratti

ART. 1


1 - La L. 28 marzo 2003 n°53, con eccezione dell'art. 7, comma 12, ed i relativi decreti attuativi sono abrogati.

2 - Nella prospettiva del riordino dell'ordinamento scolastico, per effetto dell'abrogazione di cui al precedente comma hanno efficacia tutte le disposizioni del D.Lgs 16 Aprile 1994 n°297, abrogate dalla 10 febbraio 2000 n. 30 e dalla L. 28 marzo 2003 n°53 e dai decreti legislativi di cui al precedente comma.

3 -L'obbligo scolastico di cui all'art.34 Cost. si realizza esclusivamente nelle istituzioni scolastiche ed a partire dall' anno scolastico 2006-2007 e comunque entro l'anno scolastico 2010-2011 è gradualmente elevato fino a 18 anni di età.

ART. 2

Gli oneri derivanti dal precedente articolo sono coperti con la corrispondente riduzione delle spese militari previste nel relativo capitolo di bilancio.

ART. 3

La presente legge entra in vigore alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Per sottoscrizione:

Nome e cognome residenza ed indirizzo
...................................................
Firma
...................................................

Le prime iniziative locali...
I bambini della prima E - 04-11-2005
Un gatto ed un gallo
andarono al ballo
vestiti di giallo
in groppa ad un cavallo.
Una tigre e un canguro,
in giacca grigio scuro,
col gilè rosso e i guanti,
erano i più eleganti.
La giraffa,
alta come un gigante,
danzò prima con il ...
Dedalus - 02-11-2005
"Sarebbe un errore storico abolire il Concordato, ma l'ora di religione si può rivedere".
Così dichiara Gennaro Acquaviva, il principale collaboratore di Bettino Craxi all'epoca della trattativa per la revisione dei Patti Lateranensi del 1984 che ...
Seconda E - 24-10-2005
Un paesino, di nome Farfalandia, era simile ad un giardino. Al posto delle case c'erano i fiori. Tanti fiori dai lineamenti umani. Bellissimi, profumatissimi, coloratissimi. Erano abitati dalle farfalle e dai loro sovrani: il re Etar e la regina Emar.

Etar ed Emar erano molto buoni. Non dettavano leggi. Non si ritenevano superiori. Non avevano servi. Erano amici di tutti.

Farfalandia era un paese speciale.

Un episodio davvero singolare scombussolò la vita della popolazione.

In un'aiuola sbocciarono delle rose blu. Le farfalle, alla vista di quelle rose dal colore insolito, restarono a bocca aperta.

Volarono poi ad informare il re.
Carla Andreolini - 24-10-2005
REGISTRO ON LINE : DI CHE SI TRATTA

Rendere visibili assenze e voti in rete (nel sito web ufficiale del Liceo..)

MOTIVAZIONE UFFICIALE DEI SOSTENITORI DI TALE PRATICA : la trasparenza!

Modalità di registrazione:

- per le ASSENZE
La segreteria o gli insegnanti (è tutto da decidere ...) dovrebbero registrare giorno per giorno le assenze degli studenti per consentire ai genitori ( tramite una password) di sapere quando il figlio / la figlia non sono a scuola

- per i VOTI
Gli insegnanti dovrebbero registrare i voti assegnati

I genitori, dotati di password, potrebbero così controllare frequenza e voti dei figli, ogni volta che lo desiderino .

Una questione pratica : perché le operazioni possano essere effettuate in tempi compatibili con quelli scolastici ( e consentitemi la battuta : in tempi compatibili con la lunghezza della vita biologica dei docenti), in ogni aula dovrebbe esserci un computer in rete ...
Ciò non sembra essere realizzabile

I sostenitori di questa iniziativa affermano che "in fondo tali operazioni si possono fare in pochi minuti" anche senza un computer in classe.

Ora penso che gli studenti possano testimoniare che molti sono i minuti dedicati ogni giorno, ogni ora, alle registrazioni su cartaceo (registro di classe e personale).
Oltre a queste registrazioni gli insegnanti dovrebbero registrare il tutto anche in un p.c. in rete ... (recarsi dove il p.c. sia disponibile : ci sia, e sia "libero" ).

Tutto ciò
- o a spese del tempo da dedicare alla lezione (uso un termine tradizionale);
- o a spese del proprio tempo (in tale modo sarebbe introdotto un volontariato obbligatorio - nota 1)
La scuola di oggi è una scuola che si vede tagliare continuamente i fondi, tagliare fondi per i laboratori, per i materiali, per il sostegno ai ragazzi con handicap, per le supplenze, per ...
Nello stesso tempo chi taglia i fondi vorrebbe, almeno a parole, risultati sempre migliori in termini di apprendimento degli studenti, ed esige impegni di lavoro sempre maggiori per i docenti.
Impegni che purtroppo hanno poco o nulla a che vedere con la qualità dell'insegnamento / apprendimento!.....
Valeria Spadini - 22-10-2005
Come Sigismondo di "La vita è sogno" (Calderon Della Barca, 1673), anch'io, fino a non molto tempo fa, vivevo in un sogno.
Nel sogno, anzi, nell'illusione della parità dei sessi, della completa emancipazione del mondo femminile; sognavo che la mia finestra, senza inferriate, fosse aperta sulla vita. Vivevo bene nella mia prigione, poiché fin dalla nascita non avevo visto altro, né sapevo che esistessero alternative.
La libertà l'ho raggiunta con le parole, parole stampate su libri, libri scritti da donne. E' stato un processo lungo,anzi è ancora in corso, e ogni giorno che passa mi sento più consapevole, più libera, più donna. Per compiere questa impresa, ritrovare me stessa, posso contare solo sulle mie forze e il sostegno di poche altre persone. La «scuola, nome comune femminile» (titolo di un libro di Vita Cosentino - appartenenente alla comunità filosofica di Diotima) è infatti neutra, non tiene conto delle differenze tra i sessi. Ma una scuola neutra in un mondo maschile come può essere se non maschile?
Diamo un'occhiata alla storia, alla letteratura, alla filosofia, dove i protagonisti sono sempre e irrimediabilmente gli stessi. Forse le donne non erano ancora state inventate? Oppure dove stavano?
Stavano, come Jane Austen, nelle loro stanze, nascondendo i loro scritti a ogni minimo rumore, i propri pensieri ad ogni domanda, se stesse ad ogni sguardo; oppure, come George Eliot, pseudonimo maschile di Mary Ann Evan, mascheravano e rinunciavano alla propria femminilità per essere accettate dalla letteratura maschile.
Col passare degli anni alcune donne uscirono dall'ombra: Virginia Woolf, Hannah Arendt, Simone Veil, Edith Stein e molte altre. (Tutte le donne nominate sono filosofe e scrittrici del periodo che va da fine '800 a metà '900)
Molte di loro, però, pagarono un prezzo altissimo: «Le conquiste dell'emancipazione femminile le avevano consentito l'accesso a un ambito dove non c'era spazio per il riconoscimento della specificità femminile: una donna filosofo poteva esistere solo a patto che non mettesse in questione l'egemonia del discorso maschile», così come in ogni altro ambito culturale, racconta Maria Zambrano, pensatrice spagnola del '900. Il loro ingresso nel mondo è avvenuto in punta di piedi, sotto altre sembianze e accompagnato da un senso di inadeguatezza. Loro per prime non si sentivano all'altezza di una cultura che le ha sempre rifiutate e accettate solo a prezzo della rinuncia di una parte di sé.
La loro assenza o il solo accenno nei nostri libri di testo parlano da sé.
Dalla mia personale esperienza, ho notato che anche i professori più «aperti» ci propongono scontri tra ricchi e poveri, tra oppressi e oppressori, tra borghesi e proletari. Tralasciano però di parlare di un conflitto trasversale che prescinde dalle classi sociali e che ha sempre accompagnato la storia: quello tra il femminile e il maschile.
Stefania da Milano - 21-10-2005
Cari lettori,
ecco cosa dice la legge n. 176 art. 31 del 27 Maggio 199:

- Gli stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero di dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e di ...
Giovanni D'Agata - 20-10-2005
Quando l'azienda licenzia un dipendente "scomodo", colpevole di aver denunciato una clamorosa "frode" ai danni dei consumatori

Ha denunciato l'alterazione, da parte della Compagnia d'assicurazione da cui dipendeva, dei dati relativi ai sinistri e di risarcimenti "gonfiati"a vantaggio di alcuni "fortunati"ed a danno dei molti consumatori.

Ha denunciato la politica della Compagnia d'assicurazione che aveva fissato per ogni dipendente degli obiettivi da raggiungere in termini di numero di sinistri, loro liquidazione e aperture pratiche. Ha denunciato chi imponeva ai dipendenti di alterare i numeri e i dati delle pratiche, aprendo anche due posizioni per sinistro per lo stesso incidente, pur di raggiungere il traguardo prefissato.

Contro questo dipendente è cominciato, prima, il mobbing e poi si è passati al licenziamento.

Questa è, in sintesi, la storia di Giovanni D'Agata, un altro caso di mobbing "paramafioso e violento" nella "tranquilla" provincia italiana.
Coordinamento Precari e Disoccupati della Scuola - provinci - 11-10-2005
In anticipo di una settimana, governo e maggioranza accelerano sugli Atti governativi nn. 530 e 535 e li mandano in Aula per la discussione e la votazione del parere. Tutto accadrà domani (martedì 11 ottobre), con la votazione in commissione.

Per l'Atto n. 535, "Schema di decreto legislativo concernente le norme generali ed i livelli essenziali delle prestazioni sul secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53", i pareri già espressi dalle commissioni 7^ di Camera e Senato, pronti per l'approvazione, hanno in sostanza accettato il rinvio di un anno della riforma del ciclo secondario, ma hanno anche invitato il governo a concederne la sperimentazione già a partire dall'anno prossimo (contro gli accordi della Conferenza Stato-Regioni).

Discorso ben diverso è quello sull'Atto n. 530 "Schema di decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali in materia di formazione degli insegnanti ai fini dell'accesso all'insegnamento, ai sensi dell'articolo 5 della legge 28 marzo 2003, n. 53". Qui i parlamentari della maggioranza si preparano ad uno stravolgimento della legge di non poco conto.

Passaggi fondamentali sono quelli sul sistema di reclutamento (di cui peraltro il decreto non dovrebbe nemmeno parlare, non essendo contemplato dalla delega ricevuta) e sull'accesso dei sissini alla chiamata diretta attraverso albo regionale.
Per il sistema di reclutamento, le proposte della maggioranza contenute nel parere della 7^ commissione sono davvero curiose: innanzitutto alzano la percentuale di "iscrizioni extra" ai bienni di specializzazione, in eccesso rispetto al fabbisogno stimato, dal 10% al 30% (richiesta di origine sindacale davvero sconcertante). Già questo significa passare da un allargamento "fisiologico", che stima in circa un decimo gli abbandoni in corso di frequenza, ad un incredibile 30%, che avrebbe il senso di voler ritenere che una persona ogni tre che superano la selezione per entrare direttamente di ruolo sia destinata all'abbandono del progetto nel giro di qualche mese. In pratica questa "intelligente" versione del decreto nascerebbe creando già nuovo precariato: 3mila nuovi illusi ogni anno, che resterebbero a bocca asciutta ad aspettare non si sa che cosa.
Poi si indica, come criterio di selezione, invece della graduatoria di uscita dal biennio universitario (che sarebbe almeno un logico riconoscimento del merito), l'inserimento in un Albo regionale da cui le scuole attingerebbero i propri neo-docenti di ruolo, attraverso concorsi interni (e non perdiamo tempo a commentare questa perla di garanzia di selezione).

La ciliegina è comunque rappresentata da un'ulteriore idea, ancora più particolare: si decide di "riservare" una quota delle iscrizioni nell'Albo regionale ai docenti già usciti dalle Ssis e dalla Formazione primaria (immaginiamo che tale percentuale non possa essere di molto inferiore al 50%). Ora, considerando che in Italia i 7 cicli delle Ssis nel 2008 avranno già prodotto parecchie decine di migliaia di specializzati, nella pratica del piano della maggioranza (appoggiata dal sottosegretario Aprea) il decreto sul nuovo reclutamento diventa una buffonata. Da "nuovo sistema", che doveva offrire ai giovani neo-laureati la garanzia di essere assunti direttamente sul 50% delle cattedre annualmente disponibili (senza dover per forza confluire nell'infinita coda delle graduatorie permanenti), il decreto diventa una legge per immettere in ruolo i sissini e per creare altro precariato. Le conseguenze inevitabili saranno quelle di ridurre a risibile il numero delle possibili iscrizioni ai nuovi bienni universitari, oppure di creare annualmente altri 6mila precari che, dopo aver pagato le non certo basse tasse universitarie, si accorgeranno di essere stati presi per i fondelli una volta ancora: i posti loro assicurati saranno stati dati ai sissini e loro rimarranno in un limbo chiamato Albo regionale in attesa di un'assunzione che, di anno in anno, potrebbe non arrivare mai.
Gennaro Capodanno - 11-10-2005
Finalmente il direttore generale dell'ufficio scolastico regionale della Campania, Bottino, seppure con grave e colpevole ritardo, stasera (10 ottobre) ha firmato la nota prot. N. 3379/P con la quale ha comunicato il rinvio delle prove scritte per il corso-concorso ordinario per il reclutamento dei dirigenti scolastici in Campania dalle date del 20 e 21 ottobre al 21 e 22 novembre.

Era palese che le prove non potevano iniziare senza che fossero decorsi i termini previsti dalla norma per i ricorsi giurisdizionali, stabiliti in 60 giorni dalla pubblicazione della graduatorie definitive, pubblicazione avvenuta il 21 settembre scorso.

E' stata una grave leggerezza quella di indire le prove scritte, creando peraltro problemi agli interessati, sia a quelli ammessi che hanno dovuto affrettare la loro preparazione, sia a quelli che avevano inoltrato i ricorsi, per la preoccupazione di non farcela in tempo.

Ci auguriamo che il Ministro voglia disporre un'indagine ministeriale per accertare le responsabilità di quanto accaduto , così come auspichiamo che intervenga la Magistratura inquirente per valutare eventuali ipotesi di reato .

Peraltro annunciamo sin d'ora che la guerra non termina qui. Vero è che sono state accolte tutte le nostre ragioni che motivavano la richiesta di rinvio, ma non essendovi alcuna certezza circa i tempi di notifica all'amministrazione competente di eventuali provvedimenti cautelari adottati dal TAR a favore dei ricorrenti, e dal momento che i ricorsi si possono presentare fino al 20 novembre, visto che le graduatorie definitive sono state pubblicate il 21 settembre, riteniamo che le prove scritte debbano ulteriormente slittare, almeno a meta dicembre se non ai primi di gennaio. Sotto questo aspetto inizieremo già da stasera una nuova battaglia.
Gennaro Capodanno - 06-10-2005
In Campania bisogna sicuramente procedere al rinvio delle prove scritte per il corso-concorso per Dirigente scolastico bandito con D.D.G. del 22 novembre 2004. Analogamente a quanto è stato già fatto in Sicilia, dove il direttore generale, con nota ...
Gennaro Capodanno - 04-10-2005
Dopo anni di attese e speranze finalmente è stato bandito nei mesi addietro il corso-concorso per i nuovi dirigenti scolastici. Per 1.500 posti a disposizione sono pervenute in tutta Italia oltre 26mila domande. 10.500 sono stati i docenti ammessi ...
Bartolo Danzi - 01-10-2005
Il custode di un istituto superiore di Andria ha ottenuto il risarcimento danni per un importo di 1.400 Euro lorde nella Conciliazione in sede sindacale ai sensi dell'art. 411 c.p.c. , per la mancata attribuzione di incarichi specifici effettivamente ...
Chiara Loda - 26-09-2005
Voci assonnate.
Qualcuno con la musica nelle orecchie.
Il gelo pungente delle cinque e cinquanta ad ottobre inoltrato.
E poi la corriera, a volte un po' in anticipo altre lievemente in ritardo.
Sono i ragazzi di S.Demetrio che, come ogni mattina, aspettano l'autobus per arrivare in città, quindi a scuola. Si arriva alle 7.10 per entrare alle 8.00. Col pullman delle sette riuscirebbero ad essere lì per le 8.10 ma il vice-preside ha detto no: l'istituzione ha determinate regole e non si fanno eccezioni per far poltrire "certa gente" più a lungo. Del resto lui "i paesani" non li ama in particolar modo: tra loro, e spesso anche con gli altri, parlano in dialetto strettissimo, fanno gazzarra nel cortile di prima mattina e poi, i loro genitori, chi li ha mai visti a qualche riunione? E neppure sono così diligenti, visto che lunedì (giorno dell'interrogazione-consegna del tema-compito in classe-etc.) sono bloccati dalla neve o da cataclismi vari, martedì c'è lo sciopero dei mezzi e per mercoledì ne hanno inventate un altro paio per proseguire il supplemento di feste. Ma a tutto c'è rimedio: un quattro a destra, una nota a manca e a giugno il motto è "bocciare il bocciabile".
Del resto lì a S.Demetrio di "sfaticati"ce ne sono tanti. E così, magari dopo un anno perso, andranno ad arricchire qualche "diplomificio", che in questo periodo sono più numerosi che mai, oppure smetteranno, tanto qualcosa da fare si trova sempre. Meglio ancora se al paese, tra novecentoquarantasette anime, piccole imprese di costruzione, la cava di marmo ad un tiro di schioppo e, opportunità soprattutto per i fanciulli, una firma nell'esercito e la pappa è assicurata. Una vita tranquilla: di giorno al lavoro, la sera al bar o, se c'è da festeggiare, tutti in pizzeria a parlare del cappello di Melissa, che sembra un gatto morto o di Stefano che per la centesima volta è caduto dalla moto, ovviamente senza possedere una patente né, soprattutto, l'età per ottenerla. E lasciate, per piacere, che gli altri facciano gli ingegneri, gli astronauti e le prime ballerine alla Scala: se non siete del tutto idioti l'avrete capito che idonei agli studi o ci si nasce o è meglio lasciar perdere. Certo che a S.Demetrio sono in tanti i cretini che non riescono a scuola. Chissà, forse lì, attraverso l'acqua o il cibo, passa il virus della "non-voglia-di-lavorare". O forse è un problema genetico a cui non si è ancora trovato rimedio.
Torno indietro nel tempo, esattamente nell'ufficio del poco comprensivo vice-preside. Ma la sedia si gira e al suo posto c'è un'altra persona. Qualcuno che capisce che la scuola non è uguale per tutti, perché Francesco, che abita dietro l'angolo ed è figlio di un ragioniere e di una maestra, e Alessandro, cittadino di S.Demetrio con genitori muratori non sono e non si può far finta che siano la stessa persona. E la scuola, l'istituzione, non dovrebbe avere un occhio di riguardo per quello più svantaggiato? Se ciò non accade, l'imputazione è grave: disillusione di minore. Ed è triste che nel 2005 questo crimine sia ancora socialmente accettato, ossia che un quattordicenne, spesso per fattori ambientali (non ci vuole una mente superiore per capire che il clima culturale di città sia più stimolante di quello di paese), non trovi nella scuola un luogo per sviluppare le sue vere potenzialità. Ricordo il brano "Il preferito", tratto da "Lettera ad una professoressa" di don Milani: si dice che lì, alla scuola di Barbiana, la disciplina era assai dura ma che l'ultimo della classe, quello che di solito veniva relegato all'ultimo banco, veniva circondato di attenzioni e il programma della classe si fermava fino a che anche lui non fosse riuscito ad apprendere. Faccio notare che questo libro risale agli anni sessanta, ma si vede che, affinché alcuni concetti prendano piede, si necessitano tempi molto dilatati. O forse, insinuo con una punta di delusione, sono gli insegnanti che preferiscono arrivare alla fine del programma e portarsi dietro l'anno dopo solo chi raggiunge senza sforzi la sufficienza, lasciando al palo con tanti saluti i più bisognosi. E qualcuno adesso potrebbe obbiettare: bisognosi proprio per niente, visto che a S.Demetrio (come in tante altre migliaia di paesini isolati) non esistono appartamenti bensì ville, molti hanno investimenti immobiliari e conti in banca fiorenti e svolgono tutti le loro attività, chi in modo onesto chi meno (lampante il caso di un agriturismo costruito coi fondi della regione e, grazie ad una truffa, mai aperto). Che ambiente piacevole, una società priva di cultura e dedita all'accumulo, dove a nessuno viene in mente di
concedersi un viaggio o un corso di storia dell'arte, ma solo di guadagnare ed ostentare "roba". E così vedi sfilare al bar ragazzi di sedici o diciassette anni che indossano tre stipendi di un operaio, cellulare escluso, e non si sono mai allontanati di duecento chilometri dal loro paesino, assecondando la logica del "tanto si sta tanto bene a casa, a che serve andare a spasso?".
L'unico momento nella vita in cui ci si concede un bel viaggio sono le nozze, perché se prima la gara a "chi sposa meglio" i figli si limitava al costo dell'abito da sposa, al numero degli invitati al ristorante e alla durata dei fuochi d'artificio, adesso il parametro aggiunto sono i chilometri di lontananza e i giorni d'assenza (alla faccia di due cuori ed una capanna).
Di chi è la colpa di questa situazione? Dell'ignoranza dilagante, mi risponderebbero con viso afflitto presidi e docenti.
Bene, cari i miei benpensanti, questa società è costituita dai ragazzi "di paese" che trovavate molesti, che non vi siete fatti nessuno scrupolo a bocciare ritenendoli più adatti a zappare o ai diplomifici, i genitori di questi sono i ragazzi degli anni sessanta che la scuola a loro tempo ha respinto e che adesso sono privi di mezzi culturali, non certo perché "sono nati male" ma a causa della scarsa attenzione e dell'insensibilità di "qualcuno". Ed è inutile mettere la testa sotto la sabbia e dire "non è colpa mia, sono stati vari fattori, io non ho potuto agire altrimenti". Se fate o avete fatto parte della catena che ha portato a questo risultato siete colpevoli, senza attenuanti.
Anche Alessandro, il figlio del muratore, è stato bocciato e a scuola non ci vuole più tornare. Si è stancato di orari impossibili e della professoressa che lo guardava schifata ogni volta che diceva per sbaglio una parola in dialetto senza comprendere che, se quella è la lingua che parli in casa, è impossibile non confonderti ogni tanto. Non ce la fa più a sentirsi il "paesano" di turno e ha deciso di ritirarsi.
Questa è una storia, per qualcuno nuova e per qualcun altro sentita troppo spesso. Magari c'è chi si immedesimerà nei ragazzi di S.Demetrio e vedrà questa istituzione scolastica che non facilita i ragazzi che da un lato hanno difficoltà a raggiungere l'istituto e dall'altra vengono da contesti socio-familiari di bassa istruzione. Un ragazzo che non viene stimolato, incoraggiato ad intraprendere sempre nuove mete è destinato, nella maggior parte dei casi, ad accontentarsi di quello che c'è, a guardare il suo piccolo interesse, senza mai domandarsi " Che cosa c'è dopo l'orizzonte?".
Ma perché la scuola, che non dovrebbe essere il festival del nozionismo bensì il posto dove si sviluppa una coscienza socio-politico-culturale di cittadino attivo, non gli ha insegnato a guardare oltre?
Brunella Presbiteri De Lassis - 24-09-2005
20 Settembre. Le pagine dei giornali si aprono con la difesa, da parte del nostro Presidente della Repubblica, della laicità dello Stato, della memoria storica e con il ricordo dell'emigrazione e dei popoli del Mediterraneo. Grandi valori...eterni: ...
Aldo Ettore Quagliozzi - 23-09-2005
Se...

" Se il Cardinale Ruini dicesse la sua su quanto devono e non devono fare i cattolici, nessuno avrebbe niente da ridire.
Ma il cardinale Ruini dice la sua, testualmente, su quello che serve e non serve all'Italia, cioè anche a me e quanti ( ...
Redazione - 23-09-2005
Riceviamo e volentieri diffondiamo - Frg

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Al Ministro dell'Interno

Premesso che:

nei primi giorni del mese di settembre, il Comune di Milano, con una lettera spedita dagli uffici del settore Educazione, ha ...
Redazione - 22-09-2005
Letteralmente strappato questo rinnovo contrattuale, siglato alle tre del mattino tra l'Aran e le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, SNALS, GILDA UNAMS.
Nelle buste paga dei docenti andranno circa 120 euro lordi medi di aumento (119,83 - per ...
Fabrizio Dacrema - 17-09-2005
La vicenda della scuola islamica di Via Quaranta a Milano, al di là del caso specifico e dei connessi rischi di diffusione dell'estremismo fondamentalista, ripropone inevitabilmente il problema del modello di integrazione che la scuola e la società ...
Gennaro Capodanno - 15-09-2005
Dalle segnalazioni che ci stanno pervenendo, in totale contrasto con il quadro ideale che viene descritto dalle istituzioni preposte, emerge una situazione drammatica della scuola napoletana, che anche quest'anno apre i battenti con i problemi di ...
Augusto Cavadi - 14-09-2005
Da alcuni anni dedico l'ultima settimana di agosto alle Vacanze filosofiche per non filosofi, una originale iniziativa di riflessione filosofica, di conoscenza di luoghi, di profondo e amichevole contatto umano.
Quest'anno la Settimana filosofica ...
Corrado Mauceri - 13-09-2005
PER LA SCUOLA CHE VOGLIAMO: ABROGARE SUBITO LE LEGGI MORATTI

L' Assemblea di Firenze promossa il giorno 10 settembre 2005 dall'Associazione nazionale "Per la Scuola della Repubblica" e dal Comitato toscano "Fermiamo la Moratti" con un'ampia ...
Gennaro Capodanno - 09-09-2005
Anche in questo afoso settembre, mentre le famiglie sono alle prese con i cospicui aumenti di libri ed attrezzature scolastiche, siamo costretti a subire, come per gli anni pregressi, i soliti rituali, da parte delle cosiddette autorità preposte, ...
Adaco - 08-09-2005
...libero da condizionamenti e incentrato sul merito

Nelle recenti discussioni che hanno avuto luogo su vari forum, relative alla situazione dei precari e all´ultima immissione in ruolo nella scuola, non è stata sufficientemente tenuta in ...
Leonardo F. Barbatano - 07-09-2005
Caterina Bonci, un'insegnante di religione di una scuola elementare della Repubblica italiana, è stata licenziata dal vescovo di Fano perché divorziata e perché portava la minigonna. Ora voi vi metterete a ridere perché penserete che vi sto ...
Corrado Mauceri - 06-09-2005
Vi faccio avere in allegato una locandina dell'incontro di sabato 10 p.v. con preghiera di farla girare e di fare in modo che possa esserci un'ampia partecipazione dalle diverse realtà sia territoriali che associative; hanno già prennunciato la ...
Centro di ricerca per la pace - Viterbo - 04-09-2005
Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane si svolgeranno in Italia molte iniziative per la pace e la giustizia: la marcia Perugia-Assisi, convegni, seminari, conferenze, altre manifestazioni ancora. Ed e' certo cosa buona e giusta. Ma tutte ...