Pino Patroncini - anno scolastico 2003-2004
pino patroncini - 28-07-2004
C' era una volta...un re, direte voi. No, e nemmeno un pezzo di legno. C'era quella cosa, un po´ trascurata magari, che si chiamava tirocinio e che si faceva, una volta, negli istituti e nelle scuole magistrali perché le/gli allieve/i imparassero a ...
Pino Patroncini - 27-04-2004
Quando tre anni fa Dandini, Guzzanti & Co. durante le trasmissioni de “L’Ottavo Nano” parodiavano la Casa delle Libertà simulando un appartamento in cui ognuno faceva ciò che voleva infischiandosene degli altri pensavo che si trattasse di una esagerazione funzionale alla satira. Oggi assistendo ai comportamenti dei condomini della Casa berlusconiana di fronte alla “riforma” scolastica voluta dal Ministro Moratti comincio ad avere seri dubbi che si trattasse solo di tecniche di scena.
E non mi riferisco agli spot ministeriali e ai manifesti di Forza Italia, degni di Zelig (non quello di Bisio, quello di Woody Allen), che ora inneggiano al tempo pieno, convinti che l’elettorato si farà infinocchiare e lo scambierà con il vecchio doposcuola.
No! Mi riferisco al balletto intorno a quella che dovrebbe essere la riforma della secondaria superiore.

Confindustria salva il tecnico e affonda il professionale.

L’inizio alle danze lo ha dato alcuni giorni fa l’on. Valditara di AN con un articolo sul Sole 24 Ore dove di fronte alle incertezze che attraversano gli istituti tecnici si affrettava a dire che sarebbe stato bene che l’eredità di quegli istituti fosse trasferita pari pari nei licei tecnologici dando ad essi una adeguata articolazione in indirizzi.
Una posizione assai differente, anzi persino inconciliabile, con il documento ministeriale che, distribuito qualche tempo fa a Fiuggi, preconizzava il liceo come scuola della “theoria”, modellato essenzialmente sul liceo classico e figurava un liceo tecnologico con molta idea, storia e filosofia della tecnologia ma senza laboratori e con poco spazio per la tecnica professionale.
Pochi giorni dopo a questa posizione faceva eco la Confindustria che in un convegno tenuto a Vicenza sosteneva un’articolazione del liceo tecnologico in ben nove indirizzi, praticamente quasi tutti corrispondenti alle stesse aree in cui, se si doveva credere ad una intervista rilasciata dal consigliere del Ministro prof. Bertagna, si sarebbe dovuta suddividere l’istruzione professionale.
E non solo: i docenti, in questo disegno, sarebbero soprattutto di professionalità tecnologiche, docenti di laboratorio, esperti esterni (anche se scelti possibilmente dal capo s’istituto).
Naturalmente Confindustria fa finta di non ritenere in contraddizione la proposta né con la legge 53 né con quanto il Ministro e il suo seguito sono andati fin qui dicendo. Ma il Ministro ha guardato bene dal trovarsi presente a una riunione tanto autorevole quanto imbarazzante e i suoi rappresentanti hanno solo promesso di passare le carte.
La cosa più interessante del progetto di Confindustria è che il tutto andrebbe inserito in Poli Tecnologici, intesi come vere e proprie cittadelle educative articolate dal punto di vista formativo, organizzativo e territoriale che possono comprendere, negli stessi settori e indirizzi, il Liceo Tecnologico, i corrispondenti percorsi dell’istruzione e formazione professionale, eventuali corsi EDA, corsi serali e un’offerta stabile di formazione superiore.
Secondo Confindustria sembrerebbe che avvicinando, magari solo fisicamente, le scuole, si tenga un po’ più distante il principio di separazione della secondaria superiore come è scritta nella legge 53: “il secondo ciclo è costituito dal sistema dei licei e dal sistema dell'istruzione e della formazione professionale” e “ferma restando la competenza regionale in materia di formazione e istruzione professionale…”


>>> continua...
Pino Patroncini - 29-03-2004
Nella trasmissione di “Porta a Porta” di alcune settimane fa abbiamo visto il Ministro Moratti e il premier Berlusconi rifugiarsi dietro l’aggettivo “europeo” ogni qual volta non erano in grado di rispondere ad una obiezione. Come se, essendo la cosa europea, qualsiasi intervento sul sistema scolastico dovesse andare bene. In questa logica Europa diventa la parolina magica che apre tutte le porte.

UN’EUROPA DA CARTOLINA

Se non che l’idea di scuola europea dell'accoppiata ministeriale più che alla realtà assomiglia tanto a quelle immagini stereotipate dell’Italia che si hanno all’estero, quelle in cui un improbabile gondoliere veneziano canta altrettanto improbabili canzoni napoletane. Nella loro idea di Europa infatti convivono senza contraddizione la segmentalità centralista della scuola francese con l’autonomia aziendale delle scuole inglesi, gli orari spezzati delle elementari spagnole con gli orari brevi delle scuole finlandesi. Naturalmente di questa Europa da cartolina si prende solo ciò che serve senza curarsi di quanto le singole caratteristiche di un sistema scolastico siano legate alla logica, per non dire alla storia, di quel sistema: per esempio, glielo ha spiegato qualcuno alla Moratti che d’inverno in Finlandia alle tre del pomeriggio è già buio e che questo forse c'entra con gli orari scolastici brevi?!
Ma la visione dei nostri governanti è talmente parziale che neppure laddove si potrebbero trarre utili e comuni indicazioni le si traggono. Il caso in questione riguarda il disegno di scuola secondaria superiore che esce dalla legge 53 ed in particolare la costruzione di un sistema dell’istruzione e della formazione professionale che un’interpretazione devoluzionista del nuovo titolo quinto della costituzione vuole affidato totalmente alle regioni. Tanto totalmente che persino nella fase attuale, di passaggio al nuovo sistema, mentre per i licei si è proceduto ad una definizione nazionale del sistema, ancora in fieri, per l’altro settore si è demandato tutto alle direzioni scolastiche e alle amministrazioni regionali, preoccupandosi appena di stabilire gli standard minimi, ma solo a posteriori, abbassando cioè lo standard al livello più basso realizzato, giusto per evitare che qualche regione si possa trovare al di sotto dello standard..

>>> continua...

Pino Patroncini - 14-02-2004
Su un giornalino sindacale francese c’era una vignetta con quattro personaggi. Uno diceva: “Sapere”. L’altro: “Saper fare”. Il terzo “Saper essere”. “Già! – diceva il quarto – il problema è come tenerli insieme”. Se invece di far coniugare questi ...
Pino Patroncini - 16-01-2004
…che a me mi vien da ridere. Se non ci fosse da piangere di fronte ad un governo che, non contento delle sonore smentite avute da Corte Costituzionale (Lodo Schifani) e Presidente della Repubblica (Legge Gasparri), persevera nel sostituire ad una ...
Pino Patroncini - 13-12-2003
Il liceo “ha saputo conservare le sue origini ideali, quel Liceo di Atene dove insegnò Aristotele….”. Inizia così il documento ministeriale sui licei secondo la nuova Legge 53. Per cui, quando l’altro giorno tra le 16 comunità professionali (gli ...
Pino Patroncini - 27-11-2003
La campagna propagandistica del MIUR per la “riforma che non c’è” procede imperterrita: spot in Tv l’anno scorso, cartoni animati quest’anno, inserti ufficiali a pagamento su giornali a tiratura nazionale, inserti apocrifi su giornali amici ( del ...
Pino Patroncini - 31-10-2003
Alcune settimane fa paventavo che dopo il supplementino al settimanale Donna Moderna, il depliant allegato a pagamento al quotidiano La Repubblica, l’opuscoletto allegato, sempre a pagamento (… e Pantalone paga!) al quotidiano La Stampa, potrei ...
Pino Patroncini - 15-10-2003
Quando la “P” di pubblico fu tolta dalla sigla del Ministero dell’allora pubblica istruzione, molti se ne dolsero preconizzando che alla scomparsa della lettera “P” avrebbe fatto seguito la scomparsa anche dell’attenzione alla scuola pubblica. Cosa ...
Pino Patroncini - 09-10-2003
Dice McLuhan: “Il messaggero è il messaggio”. Va tenuto presente quando si parla della scelta della Moratti di convocare i ministri europei dell’educazione a San Patrignano per discutere di disagio scolastico. In questo caso il messaggero è una ...
Pino Patroncini - 29-09-2003
LA SCUOLA GRIFFATA DI BERLUSCONI

“No Logo” è il titolo di un libro di successo della giornalista canadese “no-global” Naomi Klein, dove tra le altre cose si denuncia l’invadenza delle sponsorizzazioni mercantili nel campo scolastico. Ma c’è chi ...
Pino Patroncini - 26-09-2003
Per una scuola duale controriforma duale. E’ un considerazione che viene in mente vedendo come questo ministero procede sulla via dell’attuazione della legge 53 e dei suoi disegni controriformatori in campo educativo. Ed è una considerazione che ...
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