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Autore Topic: Giustizia Minorile - intervista ad Ettore Bucciero - 2002  (Letto 2862 volte)
aemme
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« il: 24 Luglio 2008 - 11:17:06 »

Il parere degli esperti - a colloquio con Ettore Bucciero
Senatore, Presidente Commissione speciale in materia di infanzia e minori

 
a cura di Anna Orlandi Contucci

 
© UNICEF/Bart Eijgenhuijsen/Moldavia

D: Dopo la bocciatura alla Camera, la "riforma Castelli" è stata ripresentata a novembre 2003 in Senato: quali le motivazioni?
R: La situazione della giustizia minorile in Italia non è certamente positiva. I Tribunali per i minorenni rispondono da anni con ritardo e in maniera incompleta ai bisogni di giustizia che i minori rappresentano. Quando si è iniziato a parlare di riforma della giustizia minorile quasi tutti i ragazzi, che adesso vi sono sottoposti, non erano ancora nati. Troppi anni sono trascorsi inutilmente in lunghe discussioni, e alla fine il problema di avere una giustizia più efficiente e più rapida per tutti i giovani è diventato imprescindibile. Quindi se questa necessità c'era, non è venuta meno con il voto sfavorevole di fine ottobre. Durante gli anni scorsi tutti (giudici, avvocati, politici e operatori sociali) hanno evidenziato questa necessità e sono stati raggiunti accordi che prevedevano il superamento delle attuali forme di giustizia minorile. La proposta di formare un unico tribunale della famiglia non è per niente recente e ha incontrato, per anni, l'approvazione di tutti. La via di riforma proposta dal ministro Castelli segue quella linea, ed è quindi una traccia importante e una proposta pratica. Ovviamente è perfettibile. Per perfezionarla noi tutti dobbiamo discuterla e considerarla con la voglia di giungere a un risultato ottimale nel giro di pochi mesi: altrimenti diventerà l'ennesima discussione su una giustizia "ingiusta".

D: Come si potrà coniugare l'impegno di dare luogo a una maggiore capillarità delle sezioni specializzate sul territorio - accesso paritario alla giustizia - con la previsione di non aumentare l'attuale organico complessivo e di non impegnare risorse economiche?

R: È bene precisare che dal momento in cui la proposta di legge è giunta al Senato ci siamo messi alla ricerca di fondi da utilizzare per la riforma, sia al fine di garantire un aumento dei giudici che di un miglioramento delle Cancellerie dei Tribunali. Occorre però sfatare anche un mito: quello dell'inesistenza di modelli che possano sia far aumentare gli organici che suddividere meglio le competenze nel territorio nazionale. Nei mesi scorsi io stesso ho fatto alcune proposte che prevedevano la possibilità di rendere più snelle alcune procedure e di far lavorare meglio i giudici designati. Mi riferisco ad alcune funzioni (quali la gestione delle separazioni consensuali, partendo ad esempio da quelle delle coppie senza figli) che potrebbero essere agevolmente gestite dai giudici di pace in quanto procedure ampiamente rodate. Invece queste intasano i Tribunali, impegnando notevolmente i giudici, i quali potrebbero riservarsi soltanto le omologazioni. Non dimentichiamoci inoltre che i lavori per la riforma del codice di procedura civile sono già a buon punto e che questa riforma attribuirà competenze aggiuntive ai giudici di pace, alleggerendo il carico dei Tribunali: già soltanto questa operazione potrebbe essere sufficiente per evitare quei "casi eccezionali", di attribuzione di materia civile, alle future sezioni specializzate previste dal DDL 2570. Quanto all'"accesso paritario" confermo che questa è la volontà della riforma. In questo momento non c'è alcun "accesso paritario": i Tribunali per i minorenni sono pochi e spesso fisicamente distanti centinaia di chilometri dai cittadini. Non è un segreto che i giudici minorili vedano assai raramente i bambini della cui vita decidono. Le future sezioni specializzate per la famiglia e i minori dei Tribunali saranno invece presenti in ogni provincia e garantiranno finalmente un accesso paritario su tutto il territorio nazionale.

D: Come prevede il nuovo disegno di legge di mantenere la specializzazione dei giudici, pur stabilendo che questi possano essere destinatari di altri incarichi?

R: Non mi sembra che gli attuali magistrati ordinari, incaricati di gestire le tematiche familiari, siano specializzati. È proprio questa esigenza (la creazione di una magistratura e di una avvocatura specializzata nelle tematiche della famiglia e dei minori) che ci ha portato a sostenere la riforma. Non è un caso che molte delle associazioni degli avvocati della famiglia sono impegnate in prima linea a sostenere la necessità di questa riforma come, del resto, in passato avevano fatto anche i magistrati minorili. È proprio l'attuale sistema che non garantisce (e non obbliga) la specializzazione di tutti i partecipanti al processo. Senza gli avvocati specializzati il processo è zoppo: il bambino (come afferma la Convenzione sui diritti dell'infanzia) è soggetto di diritto e quindi è parte del processo a pieno titolo e deve essere rappresentato da un legale specializzato.

D: La Convenzione di Strasburgo [nota 1] è entrata recentemente in vigore nel nostro paese, ma il DDL non si sofferma sulle tematiche relative all'ascolto del minore e all'avvocato difensore del minore. Come mai?

R: Il DDL S2570 è solo una parte del più ampio progetto di riforma in materia di giustizia minorile avviato dal governo. La maggioranza aveva di fronte a sé due scelte: quella di predisporre un grosso progetto, in un unico disegno di legge, contenente centinaia di articoli, e di difficile gestione, oppure quella di presentare più progetti, ognuno dei quali incentrato su una tematica della materia. Fra l'altro non tutte le materie introdotte dalla Convenzione di Strasburgo possono essere gestite all'interno della riforma della giustizia minorile, riguardando il più ampio tema dei diritti del minore. Vorrei ricordare che sono in discussione progetti di riforma precisi, proposti dal governo. Per quanto riguarda il difensore del minore e il procedimento minorile, da mesi è in discussione alla Commissione giustizia della Camera, il DDL governativo di riforma AC 4294. Sul ruolo processuale dei minori io stesso ho presentato un disegno di legge, attualmente in discussione presso la Commissione speciale infanzia del Senato, che presiedo, che riguarda l'avvocato del minore, l'ascolto e la tutela del minore in sede processuale. Mi permetta però una piccola polemica: io sono un vecchio avvocato e per anni ho cercato di far passare modalità di "ascolto protetto" dei minori nei processi ordinari. Non ci sono e non c'erano leggi che lo impedivano, e anzi ci sono e c'erano leggi che lo prevedevano. Eppure per anni e anche ora, quando si chiede che un minore sia sentito quale testimone nel rispetto della sua personalità o che sia ascoltato nelle separazioni problematiche... beh, sembra quasi di fare un dispetto al giudice...

 
Nota di questo articolo
[nota 1] La Convenzione Europea sull'esercizio di diritti dei minori, sottoscritta a Strasburgo il 25 gennaio 1996 - detta Convenzione di Strasburgo - è stata ratificata dall'Italia nel marzo 2003 ed è entrata in vigore il primo novembre 2003. La Convenzione stabilisce il diritto del minore di ricevere ogni informazione pertinente, di essere consultato, di esprimere la propria opinione e di essere informato delle eventuali conseguenze che tale opinione comporterebbe nella pratica e delle eventuali conseguenze di qualunque decisione che lo riguarda (art.3).

http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2002
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