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Autore Topic: Prefetti e dati chiesti alle scuole: l'ARCI - disobbedire  (Letto 2407 volte)
aemme
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« il: 20 Luglio 2008 - 09:51:55 »

Disobbedire
Anna Pizzo
[14 Luglio 2008]

Confessiamo di sentirci terribilmente stanchi e frastornati. Ogni giorno a brutalità si aggiunge brutalità, violenza a violenza. Se risponde al vero quello che poche ore fa l’Arci ha denunciato, e cioè che i prefetti, su disposizione del ministero dell’interno, pretendono che i dirigenti delle scuole inviino l’elenco degli alunni stranieri e rom, allora vuol dire che potrebbe essere stata imboccata una via di non ritorno.

L’Arci dice che questo è il segnale che «la persecuzione continua, nonostante la condanna dell’europarlamento e le iniziative di dissenso e di indignazione di cittadini democratici di fronte alla raccolta di impronte digitali, comprese quelle dei bambini, residenti nei campi nomadi».

Noi aggiungiamo che quando si calpestano anche i luoghi che per elezione non possono che essere di tutti e si trasformano in recinti e si ergono muri e si insegna la legge della discriminazione, allora ammettiamo che sì, ora anche noi abbiamo paura. Una paura che non si vince ricorrendo a modelli autoritari e securitari ma la si provoca proprio invocando quei modelli. Ed eccoci infatti ad aver oltrepassato la seconda e più odiosa fase: l’elenco che Maroni, attraverso i prefetti, prosegue l’Arci «chiede alle scuole non si giustifica se non con una volontà intimidatoria nei confronti dei dirigenti scolastici, degli insegnanti e delle famiglie di ragazzi stranieri, funzionale alle politiche discriminatorie e razziste perseguite dal ministro.

Chiediamo ai dirigenti scolastici – conclude l’Arci alla quale ci associamo–di disobbidire all’imposizione dei prefetti in nome del diritto universale alla formazione scolastica previsto anche dalla Costituzione».

http://www.carta.org/campagne/migranti/14633
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