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Autore Topic: EveryOne - Relazione sulla situazione dei bambini e ragazzi Rrom in Italia  (Letto 2569 volte)
Luisa
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« il: 14 Luglio 2008 - 08:13:26 »

EveryOne
Relazione sulla situazione dei bambini e ragazzi Rrom in Italia.


Prima di scrivere o di parlare della situazione dei bambini e dei ragazzi Rrom in Italia, è necessario premettere che in Italia è in corso da anni una vera e propria persecuzione razziale contro la comunità Rrom, persecuzione che peggiora di mese in mese e che ha condotto migliaia di famiglie in una condizione di indigenza ed emarginazione tragica.

Si deve inoltre rilevare che se l’antiziganismo era fino a qualche anno fa ad appannaggio della destra, oggi riguarda tutte le forze politiche del nostro Paese ed è sostenuto da una campagna mediatica che amplifica le ideologie razziali, trasmettendo alla cittadinanza stereotipi e calunnie il cui scopo è quello di presentare i Rrom come un’etnia criminale.

Nelle dichiarazioni dei politici, nei servizi televisivi e negli articoli che appaiono con grande frequenza sulla stampa, i Rrom sono presentati come un’etnia dedita all’omicidio, al furto (soprattutto borseggio e rapine in appartamenti), allo spaccio di stupefacenti, all’associazione a delinquere, allo sfruttamento della prostituzione femminile e minorile, alla riduzione in schiavitù di minori a fini di accattonaggio, al rapimento di bambini, allo stupro. Si sono montati casi eclatanti per convincere l’opinione pubblica riguardo alla pericolosità e all’asocialità dei Rrom:

il caso Marco Ahmetovic (un incidente stradale con grave colpa, ma simile ad altri incidenti di cui sono protagonisti italiani, i quali non vengono tuttavia presentati come “mostri)”;

il caso del rogo di Livorno (che abbiamo seguito personalmente: un infanticidio razziale rivendicato con un volantino dal G.A.P.E., un gruppo di estrema destra, fra le cui prove vi erano addirittura i resti di una bomba incendiaria) tragedia che ha visto la magistratura condannare a oltre un anno di detenzione i genitori delle piccole vittime, colpevoli - a loro giudizio - di “abbandono di minore”;

il caso Giovanna Reggiani, che è pieno di incongruenza nelle indagini, ma soprattutto che ha visto autorità e stampa presentare erroneamente Romulus Mailat, romeno di etnia Bunjas, come un Rrom.

Contemporaneamente, solo nel corso del 2007 e dall’inizio del 2008 si sono verificati in Italia numerosi attentati a sfondo razziale contro Rrom, con vittime, roghi di baracche, uso di bombe incendiarie e altre armi. Il 4 e il 7 gennaio 2008, per esempio, si sono verificati nel Lazio due gravi attentati con bombe incendiarie che hanno messo a repentaglio la vita di oltre 350 Rrom, fra cui 200 bambini e ragazzi. La stampa ha minimizzato l’accaduto e, come sempre accade quando gruppi di razzisti aggrediscono o uccidono Rrom, le autorità non hanno identificato nessuno dei colpevoli

Ma riguardo alla condizione generale dei Rrom in Italia, fondamentale per comprendere la situazione dell’infanzia, accludiamo in fondo a questo articolo il testo dell’intervista che il Gruppo EveryOne ha concesso recentemente alla BBC per la trasmissione Rokker Radio

Accludiamo inoltre il testo della Denuncia contro la persecuzione dei Rrom in Italia che abbiamo presentato nel mese di dicembre 2007 alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, alla Commissione e al Parlamento Europeo, alla Corte Europea dei Diritti Umani,  alla Corte Penale Internazionale de L'Aja. In tale documento prefiguriamo gravi crimini contro l’umanità perpetrati dalle Istituzioni centrali e periferiche italiane. L’oppressione, l’emarginazione, la persecuzione dei Rrom si sviluppano attraverso sgomberi simili a pogrom, in cui intere famiglie vengono private di qualsiasi riparo e messe in mezzo alla strada, esposte alle intemperie e senza mezzi di sussistenza. Abbiamo protestato, insieme ad alcune forze politiche transnazionali, contro tali azioni disumane presso il Parlamento Europeo, ottenendo la Risoluzione del 15 novembre 2007

Altrettanto iniqui sono stati i provvedimenti di espulsione attuati dalle autorità contro i Rrom indigenti (espulsione per mancanza di mezzi di sostentamento). Abbiamo dimostrato l’illegittimità di tali provvedimenti, di cui si è parlato anche in sede di UE

L’accanimento contro i servizi di strada (lavaggio vetri, spettacoli all’aperto ecc.) e l’elemosina hanno tolto alle famiglie Rrom anche le ultime possibilità di procurarsi mezzi di sostentamento. Tutte queste azioni messe in atto dalle Istituzioni italiane, supportate dai media, hanno sicuramente influito sulla popolazione Rrom in età infantile e rendono assai più drammatiche le necessità prime rispetto a problemi – anch’essi seri, ma non vitali – come la scolarizzazione.

Ciò premesso, descriviamo ora per vie generali la condizione dei bambini e dei ragazzi Rrom in Italia.

Sulla popolazione totale di etnia Rrom in Italia (consideriamo solo Rrom e Sinti, essendo i Caminanti girovaghi siciliani e non Rrom), che consta di circa 200.000/210.000 individui (di cui 70.000 con cittadinanza italiana e 50.000 Rrom romeni, cittadini dell’Unione Europea), oltre 120.000 sono al di sotto dei 18 anni.

Di questi, 90.000 sono bambini al di sotto dei 14 anni e circa 65.000 sono bambini fra 0 e 5 anni.

Come è risaputo, le condizioni di vita cui è costretta la comunità Rrom in Italia – per l’enorme maggioranza senza casa né possibilità di rifugio fisso, senza mezzi di sopravvivenza né assistenza – ha abbassato la loro speranza media di vita a soli 40 anni. E’ importante sottolineare questi dati, perché rendono l’idea di come ormai le autorità, gli agenti di forza pubblica, gli operatori sociali, la popolazione si siano abituati a scene da Olocausto, in cui sgomberi violenti e azioni punitive colpiscono per la maggior parte bambini indifesi.

Abbiamo assistito personalmente a scene in cui giovani donne incinte, persone gravemente malate, bambini in tenera età sono stati scacciati dalle baracche in cui vivevano e costretti in malo modo ad allontanarsi, in drammatiche marce verso il nulla. Abbiamo assistito a maltrattamenti di bambini gracili da parte di tutori dell’ordine e a insulti razziali diretti contro le famiglie sia dagli agenti che dalla popolazione durante gli sgomberi forzati.

Il Gruppo EveryOne segue indirettamente tante famiglie Rrom e direttamente 7 famiglie di Rrom prevalentemente romeni di cui fanno parte circa 30 bambini. Nonostante servizi sociali e autorità delle città in cui vivono siano a conoscenza della loro condizione di indigenza ed emarginazione, nonostante alcuni dei piccoli siano affetti da gravi patologie, nonostante la Costituzione italiana e le convenzioni internazionali per la tutela dei Diritti Umani prevedano aiuti per le persone in condizioni di povertà, nessun sostegno o altro tipo di assistenza sono stati offerti loro.

Tutti i bambini da noi seguiti hanno subito maltrattamenti e minacce da parte di cittadini italiani, culminati in alcuni casi con aggressioni fisiche (una bimba ha subito un grave trauma cranico, colpita da un sasso lanciatole da un coetaneo). Riguardo al campione da noi "monitorato", possiamo affermare senza dubbio che senza il nostro intervento e la nostra assistenza privata sarebbero stati messi in mezzo alla strada e non immaginiamo come avrebbero potuto sopravvivere. La situazione dei bambini Rrom in Italia è ben illustrata da questi esempi ed è per questo che il Gruppo EveryOne parla, riguardo a questa persecuzione, di "nuovo Porrajmos".

La frequenza scolastica dei bambini Rrom è minima e spesso le amministrazioni si fregiano di pochi esempi, educativamente irrilevanti, per mostrare un volto tollerante e antirazzista, volto dietro il quale si cela però una volontà di oppressione, allontanamento, privazione dei mezzi di sussistenza. La campagna mediatica razziale sviluppatasi in tutto il territorio italiano ha prodotto inoltre un risultato inquietante effetto presso la cittadinanza infantile e giovanile italiana. Nella cultura dei bambini e dei ragazzi italiani, i termini “Rom” e “zingaro” hanno ormai assunto un significato dispregiativo.

Nel mese di novembre 2007 in Veneto si sono verificati numerosi episodi di manifesto razzismo da parte di bambini (e genitori) italiani contro i coetanei Rrom.

"Aggrediti dai compagni: gli episodi in alcune scuole delle province di Treviso e Vicenza. Il racconto dei bambini a casa. I genitori li hanno tenuti lontani dalle aule. La denuncia di un’associazione veneta.  Di Roberto Bianchin": così titolava un servizio del quotidiano La Repubblica.

Di questi episodi si sono occupati anche gli altri quotidiani nazionali, oltre a quelli locali. Va tuttavia rilevato che i giornalisti hanno sempre cercato di minimizzare la portata di tali eventi.

Noi stessi del Gruppo EveryOne abbiamo inoltre ricevuto segnalazioni di aggressioni di bambini Rrom da parte dei compagni di scuola italiani da altre città: Milano, Roma, Firenze, Venezia, Brescia ecc.

Riguardo all’abbandono scolastico, vi è da dire che nella situazione persecutoria attuale, si aggrava progressivamente e se fino a qualche anno fa il dieci per cento dei ragazzi Rrom prendeva la licenza media, ora dobbiamo registrare dati assai più preoccupanti, ma soprattutto una condizione di segregazione, umiliazione e tormento che tocca tutti i bambini e i ragazzi Rrom nelle istituzioni scolastiche.

Vi è da chiedersi, ormai, quale sia la funzione educativa o integrativa della scuola italiana nei confronti degli studenti Rrom, considerata l'ostilità che palesemente li circonda. All'inizio di gennaio 2008 è divenuta di dominio pubblico l'iniziativa promossa da alcuni consiglieri del Municipio VII, a Roma, iniziativa che ricorda i tempi dell'apartheid in Sudafrica: un pulmino scolastico riservato ai soli bambini Rrom.

Ha destato particolare scalpore anche la circolare emessa all’inizio del 2008 dal sindaco di Milano Letizia Moratti, circolare con cui veniva negata l’iscrizione all’asilo nido dei figli di immigrati senza permesso di soggiorno, in violazione della Costituzione italiana, delle Carte internazionali che tutelano il diritto all'istruzione e della Convenzione Onu del 1989, ratificata dall'Italia, che ribadisce l'uguaglianza fra tutti i bambini. Ma la circolare della Moratti rappresenta un atteggiamento generalizzato nella scuola italiana.

“Nelle scuole i bambini Rrom e Sinti subiscono tanto razzismo, sono sempre gli ultimi della classe e spesso gli ultimi di banco… disegnano, mentre gli altri bambini imparano a leggere e a scrivere. In classe i bambini Rom e Sinti si trovano a rappresentare per gli altri la negatività. In adolescenza capiscono cosa significa vivere isolati ed esclusi! Condividono gli stessi sogni dei loro compagni, ma iniziano a capire che hanno ben poche speranze di realizzarli”. Graziano Halilovic, Rom Xoraxané, operatore interculturale.

Il problema della sanità viene occultato dalle autorità italiane ed è difficile accedere ai dati ufficiali. Quello che è certo è che la priorità non riguarda più la copertura vaccinale, ma ogni aspetto della salute dei bambini Rrom: la loro altissima mortalità, il diffondersi di infezioni, parassiti, malformazioni, patologie da sottoalimentazione, freddo, stenti. Si può affermare che i bambini Rrom si trovino oggi in condizioni di salute simili a quelle in cui erano tenuti i bambini ebrei nei ghetti, durante l'era nazifascista.

Riguardo ai rapporti fra minori Rrom e Istituzioni, vi è da sottolineare che, nelle condizioni di segregazione attuali, è praticamente impossibile per un capofamiglia Rrom trovare un posto di lavoro dignitoso. E’ difficile per loro anche lavorare nelle fabbriche irregolari, dove vengono sfruttati per 12/14 ore al giorno, senza essere assunti, senza copertura sanitaria, taglieggiati dal caporalato. Con famiglie in tali tali condizioni, accade spesso che i minori si dedichino all’accattonaggio, che in Italia è combattuto con estrema durezza. Anche furto e prostituzione minorile sono presenti, come sempre accade alle popolazioni in stato di estrema povertà, oppressione ed emarginazione. Alcuni ragazzi dei ghetti di Varsavia e Lodz rubavano e si prostituivano, come i ragazzi di Auschwitz, i “Piepel”. Tutti chiedevano l’elemosina. Le autorità combattono con la stessa durezza tutte queste forme estreme di sopravvivenza. Hanno cercato di ottenere leggi che equiparassero i bambini agli adulti e li rendessero perseguibili.

Dopo aver valutato l’impossibilità di percorrere quella strada (in quel periodo i piccoli Rrom erano definiti “baby gangster”, “baby delinquenti”, “criminali in erba”), si è deciso di perseguire i loro genitori e parenti, accusati di riduzione in schiavitù e sfruttamento di minori. A Milano otto genitori Rrom sono stati condannati recentemente per tali reati a pene molto severe: fino a 15 anni di carcere. Autorità e stampa hanno dichiarato che i ragazzini venivano picchiati, segregati e torturati affinché procurassero ai loro genitori o parenti un minimo di 800 euro al giorno per ogni bambino, attraverso furti e prostituzione in piazza Trento. Il caso più eclatante ha visto protagonisti 31 bambini, che borseggiavano i cittadini nella zona della Stazione Centrale di Milano. Sembra davvero poco credibile che un gruppo di Rrom che vivevano in baracche, al freddo, in estrema miseria, avessero messo in piedi un giro di denaro illecito pari a 9 milioni di euro annui, attraverso i borseggi dei piccoli (la cifra di 9 milioni di euro deriva da un facile conto: 31 bambini x 800 euro x 365 giorni). Eppure questo è il "giro di affari" minimo di quel gruppo di Rrom, secondo le autorità.

Nessun sequestro di conti correnti, nessun documento di denuncia da parte delle vittime dei furti è stato tuttavia esibito dalle autorità né dai magistrati per dimostrare i dati divulgati a mezzo stampa. In ogni caso, nessun programma è stato messo in atto negli ultimi anni per combattere la povertà dei Rrom a Milano (né nelle altre città italiane) o per favorire la loro integrazione e una vita dignitosa per i loro bambini. E’ evidente e lo sanciscono tutte le Carte dei Diritti Umani e dei Diritti del Fanciullo che l’urgenza prima è combattere le cause del disagio (la povertà) e non gli effetti (la lotta, anche estrema, per la sopravvivenza).

Dopo le condanne comminate dal Tribunale di Milano nei confronti degli 8 Rrom, riconosciuti colpevoli di sfruttamento di minori, i loro bambini sono stati affidati a “comunità protette”, in attesa di affidamento familiare. Anche i 31 bambini della Stazione Centrale sono stati affidati a “comunità protette”, che  sono luoghi in cui i piccoli vengono guardati a vista ed è impedita loro qualsiasi libertà, per timore che fuggano e tornino dalle loro famiglie. In un primo momento i servizi sociali avevano affidato i bambini a comunità normali. Tutti e 31 i giovanissimi Rrom erano fuggiti e tornati nelle baracche da cui erano stati prelevati dalla polizia. Ci si chiede perché i bambini siano tornati dai genitori, visto che, secondo le autorità, questi li picchiavano, li torturavano, li tenevano al guinzaglio come cani. Ci si chiede inoltre che valore possano avere le testimonianze firmate da bambini considerati con disprezzo e mai aiutati né dalle autorità né dai servizi sociali. Quanto possono essere veritiere, quelle testimonianze, e quanto possono essere invece strumentali? Un ultimo e non trascurabile particolare: le testimonianze firmate dai bambini sono in italiano o in romeno? E anche se fossero redatte in romeno, che prova possono costituire, visto che i 31 piccoli sono analfabeti?

Gli istituti di rieducazione minorile sono affollati di giovanissimi detenuti Rrom. I minori Rrom sono considerati dalle autorità una “piaga sociale”. Secondo il procuratore della Corte d’appello di Milano, Mario Blandini, esisterebbero “scuole di borseggio e furto in appartamento” frequentate da bambini Rrom. Le forze dell’ordine sono durissime, quando si relazionano ai bambini e ai ragazzi Rrom. Un membro del Gruppo EveryOne ha salvato un ragazzino Rrom, forse di 12 anni, dalla durezza estrema delle forze dell’ordine. In un altro caso membri del Gruppo EveryOne hanno sottratto bambini Rrom al linciaggio di una folla inferocita, davanti agli occhi di vigili urbani che non assumevano alcuna posizione. La solita accusa: “Hanno rubato”.

Nel caso specifico, il Gruppo EveryOne ha dimostrato l'innocenza dei bambini accusati, inducendo le autorità a lasciarli subito liberi. Nelle carceri minorili italiane la prevalenza di internati Rrom è marcata; in alcuni casi, come a Milano e Napoli, la popolazione carceraria Rrom di sesso femminile supera l’80 per cento del totale. Nel caso di internati per furto, lo stesso avviene nelle sezioni maschili. La soluzione che autorità ed esperti auspicano in questi casi è l’allontanamento dalle famiglie, l’affidamento a comunità o a famiglie italiane (Fonte: Caritas).

Riguardo al fenomeno dei bambini Rrom sottratti ai genitori - con la scusa che essi non sarebbero in grado di garantire loro le cure necessarie - e affidati a comunità, in una prima fase, e quindi a famiglie italiane, si tratta di un fenomeno diffuso, di cui è difficile conoscere l’entità. Le autorità non forniscono dati in tal senso.

Oltre al Gruppo EveryOne, Opera Nomadi e altre organizzazioni li hanno richiesti più volte senza esito. La giustificazione è sempre la stessa: dobbiamo tutelare i bambini da eventuali rapimenti da parte dei loro familiari o del loro gruppo.

Si conoscono comunque circa 500 casi registrati dal 1986 al 2006 (fonte: Alberto Prunetti, “Contro i luoghi comuni su Rom e Sinti”).
Negli ultimi anni, però, il numero di casi è salito e non è inferiore a 300 bambini Rrom sottratti alle famiglie nel periodo 2003-2007.

“In genere i rom perdono i loro bambini sullo sfondo di due contesti diversi.

a) un primo scenario (più inquietante, probabilmente raro ma su cui non c’è molta documentazione) riguarda alcuni casi di bambini Rrom nati in ospedali italiani, tolti alle madri in seguito al mancato riconoscimento, o dopo degenze troppo lunghe e in assenza di visite periodiche dei familiari. Tratterò il punto a) nelle righe che seguono.

b) un secondo scenario (ampiamente diffuso e documentato) è quello dei bambini già più grandi, sottratti ai genitori con la scusa che questi non garantiscono le necessarie cure (abitative, scolastiche, etc.)”. Alberto Prunetti, “Contro i luoghi comuni su Rom e Sinti”.

Un deputato di Rifondazione Comunista ha denunciato recentemente il “furto” di bambini Rrom attuato dai servizi sociali di Firenze nei confronti dei giovani genitori Ciprian e Florica: “Sono venuti in Italia qualche anno fa. Sono arrivati in autobus a Firenze, dalla Romania, con un figlio di dieci anni, Madalin, e una bambina ancora piccola, Sara, che davano loro la forza di guardare con speranza al futuro. Insieme ad altri rom rumeni, anche loro in fuga dalla miseria e dalla emarginazione, hanno trovato varie collocazioni precarie nelle periferie di Firenze. Si arrangiavano come potevamo e la loro condizione ha attirato l'attenzione degli operatori sociali del Comune. Solo che questa attenzione più che a migliorare le possibilità di esistenza della famiglia, si è rivolta essenzialmente a ‘tutelare’ i minori. Secondo una curiosa idea di ‘tutela’. Così prima Madalin, poi la piccola Sara sono stati sottratti ai genitori e portati lontano”.

Altri due bambini Rrom kosovari sono stati sottratti ai genitori, sempre a Firenze, e dati in affidamento a tempo indeterminato a una famiglia fiorentina. Alla base del provvedimento vi è l'indigenza dei genitori, ma i servizi sociali non hanno attuato alcuna azione a sostegno della famiglia naturale, ignorando di fatto la possibilità di ricongiungere genitori e figli Rrom. Il Gruppo EveryOne ha riscontrato in alcuni casi, opponendosi dove possibile, tentativi calunniosi di criminalizzare genitori Rrom verosimilmente allo scopo di ottenere l’affido dei loro bambini presso famiglie italiane

Per concludere, ci paiono particolarmente gravi le tesi propugnate dall'eurodeputato Roberta Angelilli, di Alleanza Nazionale (un partito che si è messo in luce decine di volte per iniziative razziste), che presenta in questi giorni al Parlamento Europeo il testo parlamentare "Strategia sui diritti dei minori", nel quale non denuncia la persecuzione dei bambini Rrom in Italia attuata dalle Istituzioni, che costringono le loro famiglie in uno stato disumano di povertà e causano ai minori Rrom sofferenze inaudite, una mortalità tragica e condizioni di emarginazione gravissime. No, perché nel documento della Angelilli si afferma invece che sono i genitori Rrom di "oltre 50 mila minori" a ridurre i loro bambini fra i 2 e i 12 anni in schiavitù, obbligandoli a fare accattonaggio per le strade per un giro di affari di 200 milioni di euro ogni anno.

In parole povere, il testo parlamentare afferma che praticamente TUTTI (lo esprime chiaramente il dato numerico) i genitori Rrom sarebbero criminali della peggior specie: schiavisti e sfruttatori di bambini.

E' una realtà capovolta e mistificata e desta stupore che organizzazioni come Unicef, Save the Children, Caritas e Telefono Azzuro abbiano dato il loro appoggio alle calunnie antizigane promosse dalla Angelilli.


Scarica la relazione completa
http://www.everyonegroup.com/downloads/ReportITA.pdf

http://www.everyonegroup.com/EveryOne/MainPage/Entries/2008/1/29_Report_on_the_situation_of_the_Rrom_children_and_adolescents_in_Italy.html
« Ultima modifica: 14 Luglio 2008 - 10:25:51 da Luisa » Loggato
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