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Autore Topic: IL SOGNO DEI ROM: «RICONOSCETE LA NOSTRA NAZIONE»  (Letto 2456 volte)
aemme
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« il: 07 Luglio 2008 - 12:03:54 »

IL SOGNO DEI ROM: «RICONOSCETE LA NOSTRA NAZIONE»
 
08/07/2001 | Corriere della Sera | 

di Emil Scuka* e Paolo Pietrosanti**
Una nuova entità politica, senza territorio, ma con una rappresentanza istituzionale

Da quando, meno di un anno fa, il Congresso Mondiale della International Romani Union approvò la «Dichiarazione della Nazione Rom», abbiamo consegnato questo testo, in incontri ufficiali, a capi di Stato e di governo, da Praga a Roma, da Belgrado a Sofia, da Vienna a New Delhi a Stoccolma; ora il testo, che rivendica una rappresentanza istituzionale per una Nazione di 18-20 milioni di individui e che non intende in alcun modo divenire Stato, è anche nelle mani del segretario generale delle Nazioni Unite. Kofi Annan - che dirige una organizzazione tra Stati - ci ha detto espressamente che ha voluto riceverci stante la gravità delle condizioni di vita di così tanti Rom nel mondo, ma pure in virtù dell’ascolto, del prestigio e della credibilità riconosciuti alla nostra iniziativa. Siamo convinti che la possibilità stessa di miglioramento delle condizioni di vita per i milioni di individui che compongono un popolo il cui Olocausto (600 mila vittime dei nazisti) è stato dimenticato e nascosto, celato e cancellato, e la cui presenza viene rimossa o nel migliore dei casi appena tollerata, passi attraverso il fatto di guardare ai Rom come ad una risorsa non solo culturale. Soprattutto per la caratteristica tipica dei Rom: una Nazione che è tale per comunanza di tradizioni, lingua, origini, storia, pogrom, massacri, ma che mai ha rivendicato un territorio, uno Stato.

Proprio oggi, proprio mentre sono in corso il dibattito e il confronto sul futuro dell’Europa politica, istituzionale, civile, così come sulla funzionalità e sull’adeguatezza del sistema Onu, una Nazione afferma con la concretezza delle persone che la compongono la necessità di superare la tradizionale - storicamente tragica - coincidenza tra il concetto di Nazione e quello di Stato, coincidenza non più concretamente, empiricamente adeguata al mondo di oggi, e ancor meno a quello di domani.

L’esempio dell’Europa è quello che può meglio venire in aiuto: i Rom sono minoranza in ciascuno Stato; tuttavia se il sogno e il progetto politico dei grandi federalisti europei - ai quali le città del continente dedicano strade piazze e monumenti - fosse divenuto in 50 anni realtà politica e istituzionale, anche il più numeroso dei popoli europei sarebbe oggi una «minoranza», condizione alla quale invece noi siamo condannati dalla non-Europa, dal non esser quel sogno, quel progetto politico divenuto realtà.

Crediamo che le gravi e gravissime discriminazioni subite dalla gran parte dei Rom non muteranno se non in questa prospettiva, con questa consapevolezza, da parte dei Rom e da parte degli altri. La strategia politica della Nazione Rom ha certo fatto breccia. E’ interessante, per esempio, come la proposta di una cittadinanza europea per i Rom da noi lanciata nel dicembre scorso dalle colonne del Corriere della Sera (cittadinanza peraltro contemplata per tutti nei Trattati istitutivi delle Comunità Europee) sia stata di recente ripresa e rilanciata in sede di altissima consulenza politica per il presidente Prodi. Abbiamo un sogno, dicevamo; un sogno concreto e politico. Il sogno di Martin Luther King, che ancor più che per l’emancipazione della minoranza nera si battè per la crescita della grande democrazia americana tutta intera. Perché una Nazione trans-statuale ha bisogno concreto, evidente, fisiologico di un «rule of law», di uno Stato di diritto trans-statuale e trans-nazionale. La domanda è se davvero i Rom siano i soli ad avere concreto bisogno di ciò.

Stiamo sottoponendo queste domande anche agli accademici, agli scienziati del diritto e della politica, oltre che alle persone cosiddette comuni; in modo che il grande dibattito che abbiamo aperto sappia far fiorire i frutti del sapere e della intelligenza e della fantasia.
Trovare - insieme - delle risposte è interesse urgente, impellente, tanto dei Rom quanto di tutti e ciascuno degli altri.

Emil Scuka*
*Presidente dell’International Romani Union (Iru)

Paolo Pietrosanti**
**Commissario agli Affari Esteri dell’Iru

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