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Autore Topic: Il regista Olmi: Copiamo le riserve-modello degli indiani  (Letto 1881 volte)
Luisa
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« il: 02 Luglio 2008 - 04:18:49 »

Il Corriere della Sera 2-07-08

Il regista Olmi: «Copiamo le riserve-modello degli indiani»

MILANO — Ermanno Olmi, 77 anni il 24 luglio, il regista ( L'albero degli zoccoli, Il mestiere delle armi, I centochiodi, ecc.) che a settembre, alla Mostra del Cinema di Venezia, riceverà il Leone d'oro alla carriera (glielo consegnerà Adriano Celentano), dice che «tutto questo mi mette una profonda inquietudine ». «Tutto questo» è la questione rom e la proposta del ministro Maroni di schedare, attraverso le impronte digitali, i bambini nomadi. Olmi, uomo di dichiarata fede cattolica e regista, come dicono i critici, sempre attento al mondo degli umili, domanda: «Mi piacerebbe sapere dal ministro Maroni se quei ragazzi che vanno in giro a dare la caccia ai rom, che incendiano i loro accampamenti, come è successo a Napoli, sono stati individuati e schedati». Non se ne ha notizia. «Ecco, se non è stato fatto, iniziamo da loro. E proseguiamo con tutti quei ragazzi italiani che disturbano la quiete, che imbrattano i muri delle città, che consumano droga e
che sono protagonisti di comportamenti violenti. Chi è favorevole alla schedatura dei bambini rom, convinto che così si impedirebbe loro di andare a rubare, dovrebbe essere d'accordo con la mia proposta. Schediamo tutti i giovani italiani, dalla scuola materna all'università, per evitare che tengano comportamenti contro la legge».

L'ha proposto anche un altro ministro leghista, Calderoli: schediamo tutti gli italiani. Ma la sua è stata una provocazione.

«  La mia non lo è, lo dico sul serio. Calderoli ha ragione. Schedandoci tutti eviteremmo ai quei bambini lo choc della discriminazione, di sentirsi subito dei sospettati. Anzi, aggiungo che noi genitori italiani siamo più colpevoli dei genitori rom. Loro crescono i figli nella miseria e nell'indigenza, noi no. Eppure anche i nostri figli delinquono».

Schediamo tutti?

«Mi domando se viviamo in una società che vuole essere civile oppure che ha perso il senso della civiltà, che significa saper convivere nel rispetto di tutti».

Chi vuole prendere le impronte digitali dice che sono i rom i primi a non voler convivere nel rispetto degli altri. L'operazione condotta a Verona con il fermo di una banda rom che obbligava i bambini a compiere furti conferma questa tesi.

«Che tra quella gente, che tra i loro bimbi ci sia una buona percentuale con propensioni ladresche è una realtà sotto gli occhi di tutti. Ma anche tra i giovani non rom c'è una forte propensione a non rispettare la legge. Mettiamo che le dichiarazioni del ministro Maroni abbiano un valore, di cui dubito, non posso che essere totalmente contrario. In passato la comunità intellettuale ha giustificato azioni che ricordano quella proposta da questo governo. È successo con gli ebrei, anche loro erano considerati pericolosi, dei nemici».

Sul tema sicurezza percepita dai cittadini il governo, Lega in particolare, ha raccolto parecchi voti. L'opinione pubblica sente come reale il problema rom.

«Una volta le zingare leggevano la mano, poi sono state sostituite dai maghi in televisione. Gli uomini facevano ballare gli orsi nelle fiere e nei circhi, ma gli animalisti l'hanno impedito. Altri vivevano di piccolo artigianato, anche quello spazzato via dalle nuove dinamiche dell'economia. Alla fine uno deve sopravvivere, anche attraverso il furto».

Campi rom. A Venezia, il sindaco Cacciari ne farà costruire uno nuovo e più accogliente. Altrove si fanno intervenire le ruspe per spazzare via tutto perché i campi impediscono l'integrazione e favoriscono l'illegalità. Secondo lei?

«Campo è un brutto termine, mi piacerebbe parlare di riserve perché si dovrebbe fare come nelle riserve indiane. In ogni città, dare dei territori ai rom dove poter vivere secondo le loro tradizioni ma responsabilizzando i capi. Renderli responsabili del comportamento di tutti».
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